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Sicurezza privata: con la riforma più stabilità

Sono gli obiettivi principali per promuovere la valenza del ruolo di sussidiarietà e complementarità alle forze dell’ordine

Più di 20.000 persone per un fatturato di circa 1.500.000.000 di euro sui 2.500.000.000 dell’intero comparto. Sono questi i principali numeri di Assiv, l’Associazione nazionale di categoria delle imprese di vigilanza privata e servizi fiduciari, aderente a Anie-Confindustria (Federazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche), alla quale aderiscono le più importanti realtà del panorama nazionale che rappresentano oltre il 60% del settore. A presiederla c’è Maria Cristina Urbano che, da sempre impegnata nell’associazionismo di settore, ha contribuito all’avvio del processo di semplificazione che ha portato nel 2006 alla nascita di Assiv.

“Le attività principali di Assiv – spiega la presidente – si realizzano soprattutto nell’ambito istituzionale e in quello della contrattazione collettiva. L’associazione è parte attiva del processo di riforma del settore di vigilanza privata in quanto componente della Commissione Consultiva Centrale. Obiettivo comune è quello di tutelare gli interessi generali di categoria e di rappresentarli adeguatamente. Inoltre, Assiv promuove l’immagine del comparto e la valenza del ruolo della vigilanza privata come sussidiaria e complementare alle forze dell’ordine”.

L’impegno istituzionale di Assiv ha recentemente portato alla presentazione, da parte del senatore Mario Mauro, di due disegni di legge per tentare di colmare due distinti vuoti legislativi che rappresentano un unicum italiano. Parliamo sia del tema della close protection sia di quello dell’impiego delle guardie giurate all’estero. In merito al primo, viene ribadito che se l’attività di sicurezza alla persona venisse concessa agli istituti di vigilanza si raggiungerebbe un duplice obiettivo: ottimizzare l’attività delle forze di polizia e favorire lo svolgimento dell’attività di close protection in un quadro di legalità. Sul tema dell’impiego delle guardie giurate all’estero, l’azione è quella di insistere affinché anche l’Italia possa partecipare al mercato globale della sicurezza delle aziende che operano fuori dal nostro Paese. Queste società, infatti, operano spesso in contesti di sicurezza degradata o del tutto inesistente e la loro esposizione ad atti di criminalità o terroristici rappresenta un problema con un’elevata diffusione. Il mercato della sicurezza privata all’estero è ormai una scelta quasi obbligata, ma la mancanza di una precisa regolamentazione impedisce agli istituti di vigilanza italiana di parteciparvi.

Assiv ha inoltre favorito e condiviso con le sue professionalità l’attività di regolamentazione dell’impiego di guardie giurate a bordo di navi mercantili battenti bandiera italiana che transitano in acque internazionali a rischio pirateria. Partecipa attivamente ai tavoli governativi per il miglioramento e il rinnovo della normativa. “Su questa linea – dice Maria Cristina Urbano – abbiamo sempre puntato a una trasparenza dell’intero settore, osteggiando l’abusivismo che vede spesso una lesione della qualità del servizio di vigilanza privata e chiedendo alle istituzioni competenti di intervenire attraverso controlli mirati su situazioni di dubbia legalità. Per questo abbiamo sollecitato gli organi governativi alla pubblicazione degli istituti di vigilanza certificati secondo il Dm 115/2014”. In merito alla contrattazione collettiva Assiv è oggi parte attiva nel processo di rinnovo del Ccnl, di cui è firmataria. “Riteniamo centrale – conclude la presidente – la necessità che il processo di negoziazione e la successiva fase applicativa del Ccnl poggi su pilastri solidi e venga considerato, in ogni sede e settore economico, come quello di riferimento. Non può e non deve essere oggetto di fenomeni di elusione più o meno significativi che portano come unica conseguenza l’acuirsi del problema del dumping contrattuale che, se non efficacemente e tempestivamente contrastato in ogni suo aspetto, può portare a una vera e propria instabilità del settore”.

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