Un nuovo documento Accredia – UNI sulla UNI/PdR 125 per comprendere in modo chiaro le modalità di applicazione e certificazione.
Nonostante il percorso verso la parità di genere nei luoghi di lavoro sia ancora tortuoso, ostacolato da una cultura e da pregiudizi consolidati, questa tematica è sempre più saldamente al centro delle strategie aziendali che mirano a promuovere politiche di inclusione nelle organizzazioni.
Il riscontro è senza dubbio molto positivo: dalla pubblicazione della UNI/PdR 125 nel 2022, sono ad oggi oltre 16.000 i siti aziendali certificati (fonte banca dati Accredia), e molte nuove organizzazioni hanno già iniziato un percorso per applicare la prassi di riferimento e certificare il proprio sistema di gestione per la parità di genere.
La certificazione accreditata secondo la UNI/PdR 125 è al momento al quarto posto in Italia per diffusione tra le imprese (Accredia, luglio 2024), simbolo dunque di un cambiamento in corso che testimonia una maggiore sensibilità verso le tematiche di genere e di responsabilità sociale in generale.
Ed è proprio grazie all’esperienza di applicazione maturata in questi due anni che è stato possibile realizzare un nuovo documento di supporto a tutte le organizzazioni che vorranno adottare un sistema di gestione per la parità di genere.
“UNI/PdR 125 FAQ – Indirizzi applicativi per la UNI/PdR 125”, il nuovo documento redatto da UNI e Accredia, raccoglie infatti chiarimenti, aspetti operativi e informazioni sugli specifici KPI (Key Performances Indicator – Indicatori chiave di prestazione).
Rispetto alle precedenti FAQ pubblicate nel maggio del 2023, la brochure risponde alle domande più comuni, offrendo spunti pratici su vari aspetti legati all’adozione della prassi e rispondendo ai dubbi più ricorrenti relativi a requisiti, certificazione, monitoraggio e valutazione delle performance aziendali in ottica di genere.
Il documento è scaricabile gratuitamente compilando il form al seguente link, mentre da QUI è possibile scaricare la UNI/PdR 125.
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Nuove tendenze, sfide e opportunità di un settore destinato a profondi cambiamenti che in questi anni ha registrato una crescita nel mercato delle opere pubbliche, un incremento della spesa nell’impiantistica e un positivo andamento occupazionale.
Tecnologie digitali, innovazione dei materiali e nuove soluzioni impiantistiche rappresentano il futuro dell’edilizia italiana. È quanto emerge dal Rapporto ANIE Confindustria-CRESME con cui si è voluto analizzare il ruolo e l’evoluzione delle tecnologie elettrotecniche ed elettroniche nel settore dell’edilizia italiana, ponendo l’accento sull’impatto di soluzioni innovative nel miglioramento dell’efficienza energetica, della sostenibilità e della sicurezza delle costruzioni.
Il rapporto, realizzato in collaborazione tra ANIE Confindustria (Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche) e CRESME (Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l’Edilizia e il Territorio), presentato oggi a Milano nel corso dell’evento “Tecnologie evolute per l’edificio”, illustra uno spaccato dello stato delle dotazioni impiantistiche presenti in Italia e realizzate negli ultimi anni da parte dei professionisti, le propensioni di acquisto e i macro trend passati e futuri visti con gli occhi dei protagonisti del settore. L’indagine, realizzata a cavallo tra il 2023 e il 2024, è stata condotta intervistando i vari attori della filiera edile, dagli installatori elettrici ai progettisti, passando per gli amministratori di condominio e le famiglie.
Lo scenario del Mercato delle Costruzioni
Il settore delle costruzioni ha raggiunto nel 2022 il culmine con una dimensione di 309 miliardi di euro, trainata da incentivi alla riqualificazione e investimenti in opere pubbliche. Il mercato sta affrontando ora un rallentamento, con una previsione di calo del 26,5% nel 2024. A fronte della diminuzione degli investimenti nella riqualificazione edilizia, le opere pubbliche stanno acquisendo maggiore rilevanza, segnando un aumento del 19,8% nel 2023 e un ulteriore 11,4% previsto per il 2024.
Il ruolo dell’impiantistica negli edifici
Nel 2023, la spesa per impiantistica ha rappresentato il 37% della spesa edilizia totale, un dato in lieve calo rispetto al 39% del 2019, principalmente influenzato dalla composizione degli investimenti incentivati, come il Superbonus, che ha visto prevalere gli interventi per l’isolamento termico rispetto agli impianti. Nonostante ciò, il settore impiantistico ha registrato una crescita media annua del 9,4% tra il 2021 e il 2023, a fronte dell’11,1% complessivo per l’edilizia.
L’occupazione e le imprese nel settore elettrotecnico
Nel 2022, le imprese attive nell’installazione di impianti elettrici in Italia erano quasi 66.000, impiegando circa 251.000 addetti, numero in crescita dell’8,4% rispetto al 2012 evidenziando una maggiore solidità strutturale e competitività delle imprese.
Il mercato dell’elettrotecnica ed elettronica nel settore delle costruzioni
Nel periodo 2018-2023, il settore dell’industria elettrotecnica ed elettronica italiana nel mercato delle costruzioni ha mostrato una resilienza significativa, nonostante la fluttuazione dei valori produttivi. In particolare, il valore della produzione del settore è passato da circa 16 miliardi di euro nel 2018 a oltre 21,8 miliardi nel 2023. Questo evidenzia come l’edilizia stia integrando sempre più tecnologie innovative.
Il rapporto ANIE-Cresme presenta, inoltre, i dati di survey splittata fra vari stakeholder. Nel dettaglio:
Indagine sugli installatori elettrici: L’indagine condotta su un campione di 500 installatori ha rivelato che nel 2023 il 62% degli interventi ha interessato gli impianti elettrici delle abitazioni, mentre per il restante 38% si è trattato di interventi su impianti elettrici non residenziali. Gli installatori segnalano che la funzionalità degli impianti elettrici nelle unità immobiliari residenziali e terziarie da loro gestite mostra una situazione abbastanza positiva, ma con ampi margini di miglioramento sebbene permangano alcuni elementi di criticità.
Il rapporto evidenzia una crescente adozione di tecnologie evolute, quali i sistemi domotici e i prodotti afferenti al settore energetico (fotovoltaico, sistemi di accumulo, colonnine di ricarica). Questi interventi non solo contribuiscono alla sostenibilità ambientale, ma rispondono anche alle esigenze di efficienza energetica e riduzione dei costi di gestione.
Indagine sui consumatori e professionisti:
Il rapporto include un’analisi dettagliata delle indagini condotte su un campione di 1000 famiglie, da cui emerge che il 40% delle abitazioni italiane ha subito interventi sugli impianti elettrici, con un’attenzione crescente verso le tecnologie evolute, come impianti fotovoltaici, domotica e colonnine di ricarica.
Purtroppo la consapevolezza sulle specifiche degli impianti elettrici è ancora bassa: solo il 31,2% conosce la classificazione degli impianti in tre livelli di performance, poco meno della metà non ha o non sa di avere la Dichiarazione di conformità (Di.Co.). Questi dati indicano come il processo di ammodernamento del parco installato italiano ed il livello di consapevolezza degli utenti finali sia sicuramente a buon punto, ma preveda ancora ampi margini di miglioramento e quindi ottime opportunità di sviluppo e di crescita per tutto il settore elettrico.
Indagine sui progettisti e sugli amministratori di condominio: i progettisti di impianti elettrici stanno riscontrando una crescente richiesta di soluzioni avanzate e di alta qualità, con un’attenzione particolare rivolta alla sicurezza, all’efficienza energetica e alla distribuzione dati. La loro progettazione spesso include l’integrazione di tecnologie innovative come la domotica e i sistemi di gestione energetica, che offrono maggior controllo e ottimizzazione dei consumi. D’altra parte, gli amministratori di condominio sottolineano l’importanza cruciale della manutenzione regolare e dell’adeguamento normativo degli impianti elettrici. Essi evidenziano come interventi mirati possano migliorare significativamente la sicurezza degli edifici e ridurre i consumi energetici, contribuendo così alla sostenibilità ambientale e al contenimento dei costi di gestione.
“Il settore elettrotecnico ed elettronico nell’edilizia – ha dichiarato Franco Villani, Delegato Presidenza ANIE all’ambito Building – continuerà a giocare un ruolo chiave nel prossimo futuro. Le nostre tecnologie contribuiranno in modo significativo al raggiungimento degli edifici green, a migliorarne l’efficienza energetica, la sicurezza, il comfort abitativo e la funzionalità, incrementando la qualità della vita degli occupanti.” “Negli ultimi trent’anni, – ha proseguito Villani – l’evoluzione tecnologica nel settore automobilistico è stata straordinaria. L’integrazione di sistemi avanzati di sicurezza, connettività e automazione hanno trasformato radicalmente il modo in cui ci spostiamo: le automobili moderne sono diventate vere e proprie “macchine intelligenti”. La trasformazione dei nostri edifici non ha seguito lo stesso ritmo. Le cosiddette “smart home” offrono oggi soluzioni per l’automazione domestica, innovazioni che non sono ancora così pervasivamente diffuse o integrate come quelle automobilistiche. Nella maggior parte delle abitazioni la tecnologia rimane spesso frammentata, non del tutto automatizzata o troppo complessa da installare e utilizzare per un pubblico generalista.”
“L’abitazione – ha concluso Franco Villani – è percepita ancora come un luogo di stabilità, dove il cambiamento tecnologico avviene più lentamente, rispetto al settore automobilistico, dove l’innovazione è una delle pre-condizioni per essere competitivi.”
“Il mondo dell’energia guarda al processo di elettrificazione – dichiara Lorenzo Bellicini Direttore del CRESME– come uno dei modelli strategici da seguire per affrontare la transizione green legata alla riduzione delle emissioni di CO₂. Parallelamente, la transizione digitale avvicina il settore elettrico a quello dell’informazione e dell’automazione, disegnando nuove funzionalità e efficienze. Come famiglie, amministratori di condominio, progettisti e installatori reagiscono a queste potenzialità è stato oggetto dell’indagine svolta da ANIE e CRESME. Dai risultati della ricerca emerge come l’abitudine e la non conoscenza rappresentino sovrastrutture frenanti allo sviluppo delle innovazioni. Si rivela quindi necessaria un’azione più incisiva, non solo di comunicazione, ma di dimostrazione dei vantaggi e dei miglioramenti che le nuove soluzioni tecnologiche possono apportare in termini di consumi e qualità della vita, per far evolvere la mentalità della filiera”.
Recupero di RTT a settembre, ma 3° trimestre in calo (Centro Studi Confindustria)
RTT, costruito in base ai dati sul fatturato, destagionalizzato e deflazionato, del campione di imprese clienti di TeamSystem, registra un moderato aumento a settembre (+0,9%), dopo il forte calo di agosto. L’indicatore mostra un recupero nei servizi, un nuovo aumento nelle costruzioni, l’industria quasi stabile.
Il dato aggregato di RTT per l’economia italiana
A settembre, RTT indica un aumento del fatturato a prezzi costanti delle imprese, pari a +0,9%, che riporta il livello appena sotto a quello di giugno (Grafico 1).
Con l’ampia oscillazione di luglio-agosto e il lieve recupero di settembre, RTT suggerisce per il 3° trimestre una moderata dinamica negativa (-1,9%).
RTT per i macro-settori produttivi
Il dato appena negativo di RTT nell’industria (-0,2% a settembre) segue il forte calo registrato in agosto.
Nei servizi invece si registra un moderato recupero (+1,9%), dopo una forte flessione (Grafico 2).
La variazione nel 3° trimestre, comunque, è negativa per entrambi i settori (-2,7% e -3,0%).
Nelle costruzioni, RTT a settembre (+0,9%) prosegue la moderata crescita dei mesi precedenti, indicando quindi espansione in media nel 3° trimestre (+2,7%).
RTT per le macro-aree e le dimensioni d’impresa
RTT registra a settembre un recupero in tutte le aree, dopo i diffusi cali di agosto; il maggiore è nel Nord- Ovest (+2,0%; Grafico 3).
Gli aumenti di RTT sono invece molto moderati al Sud (+0,1%), al Centro (+0,3%) e al Nord-Est (+0,3%).
La variazione nel 3° trimestre è negativa in tutte le aree, ma moderata al Nord-Est (-1,5%) e Sud (-1,9%).
Per le grandi imprese, RTT indica negli ultimi mesi un andamento volatile analogo al totale economia (+1,7% a settembre, ma flessione nel 3° trimestre).
Invece, per le medie si ha una flessione sia in agosto che a settembre; viceversa, le piccole registrano un aumento in tutti gli ultimi tre mesi.