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Leadership. 19 giugno 2024. Formazione a distanza

Leadership

CORSO DI FORMAZIONE

LEADERSHIP

FULL IMMERSION

19 Giugno 2024

dalle 9:00 alle 18:00

Formazione a distanza (FAD)

Presentazione

Leader si nasce o si diventa? Se pensiamo ai grandi personaggi che hanno fatto la storia e che ricordiamo per la loro influenza possiamo riconoscere in loro caratteristiche come il carisma, l’autorevolezza, la presenza, il calore, fiducia. Si tratta di qualità personali, certo, ma anche di competenze che possono essere acquisite e sviluppate. La leadership è oggi infatti tra le abilità cruciali richieste ai Manager di ogni organizzazione il cui ruolo diventa ancora più rilevante nel guidare le persone nell’emergenza e nella crisi.

Le norme ISO 45001 e 45003, relative alla gestione della sicurezza e dei rischi psicosociali sul lavoro, individuano la leadership come un fattore sociale che, quando disfunzionale, può avere effetti negativi sulla salute fisica e psicologica dei lavoratori. Essere un buon manager significa quindi non solo gestire efficacemente il lavoro e le persone, ma creare anche un ambiente lavorativo produttivo e positivo.

La leadership assume, pertanto, un’importanza strategica, soprattutto nell’ambito del Risk & Crisis Management, contribuendo a rafforzare l’engagement dei lavoratori e tutelando il benessere organizzativo.

Obiettivi

Il corso proposto è una full immersion di un giorno dedicata a chiunque ricopra posizioni manageriali e di gestione di persone, e mira a fornire nozioni e strumenti pratici per rafforzare la propria posizione di leader ed essere ancor più autorevoli, efficaci e carismatici nel guidare il proprio team o l’organizzazione.

Destinatari

Questa sessione formativa speciale è rivolta a tutti i membri dei team aziendali di Security e safety, Periti liquidatori assicurativi, RSPP, HR, manager e dirigenti, e, in generale, a chi desidera migliorare le proprie abilità e competenze di leadership.

Requisiti

Non sono richiesti requisiti specifici per partecipare al corso.

Attestati e crediti formativi

Verrà rilasciato un attestato di frequenza e saranno riconosciuti 8 crediti formativi validi per il mantenimento della certificazione Professionisti della Security UNI 10459, Periti liquidatori assicurativi UNI 11828 al superamento del test di valutazione.

I Responsabili e gli Addetti SPP, che ne faranno esplicita richiesta, riceveranno inoltre, un attestato di frequenza al Corso di Aggiornamento, con relativa durata, da Agenzia formativa accreditata, valido ai sensi del D. Lgs. 81/08 e s.m.i.

Struttura del corso

Durata complessiva: 8 h

Il corso si svolgerà in modalità FAD secondo il seguente calendario:

  • Mercoledì 19 Giugno dalle 9:00 alle 18:00

Metodologia

Il corso sarà erogato tramite piattaforma e-learning che permetterà lo scambio interattivo tra i

partecipanti e i docenti coinvolti, favorendo lo scambio di idee, opinioni ed esperienze.

Per gli Associati ASSIV sono previste tariffe agevolate

Scarica la locandina

Centro Studi Confindustria: Economia italiana in crescita, ma velocità diverse: bene i servizi, turismo record, male l’industria

Centro Studi Confindustria: Economia italiana in crescita, ma velocità diverse: bene i servizi, turismo record, male l’industria

Economia italiana in crescita, ma a velocità diverse: turismo record, bene servizi ed export netto, male l’industria. Aumenta ancora il lavoro, ma salgono anche le ore autorizzate di Cassa Integrazione. Per il petrolio un prezzo alto ma in moderazione, l’inflazione UE tiene alti i tassi BCE. Nei trasporti di merci via mare: rotte più lunghe e costi elevati. Eurozona in risalita, USA in frenata, bene la crescita in Cina.

  • In crescita solo parte dell’economia. Nel 1° trimestre 2024 il PIL italiano è cresciuto (+0,3%), anche se la produzione dell’industria e i consumi di beni si sono contratti. In positivo il turismo (su livelli record), i servizi (in moderata crescita) e l’export netto. Agiscono negativamente i problemi nei trasporti mondiali di merci, l’energia ancora cara, i tassi ai massimi. La fiducia di famiglie e imprese è in calo. 
  • Petrolio: prezzo alto ma in moderazione. Il prezzo del petrolio, dopo aver toccato un picco in aprile, ha invertito larotta a maggio (83 dollari al barile, da 90), ma su un livello ancora elevato: le scorte Ocse di greggio hanno recuperato in parte, nonostante l’offerta nei paesi Opec resti limitata, segnale di  debolezza della domanda mondiale di petrolio. Il prezzo del gas, invece, prosegue il percorso di lento rincaro (30 €/mwh a maggio, da 26 a febbraio), su valori più che doppi rispetto a quelli del 2019.
  • L’inflazione UE tiene alti i tassi. In Italia l’inflazione è rimasta bassa in aprile (+0,8%): il calo dei prezzi energetici si è attenuato (-12,1% annuo, da -24,7% a fine 2023), mentre quelli core frenano (+2,1%). Ma nell’Eurozona la discesa si è fermata (+2,4%), con la core alta (+2,7%) rispetto alla soglia del +2,0%. L’inflazione USA ha sorpreso al rialzo a marzo (+3,5%). Perciò, FED e BCE ad aprile-maggio hanno tenuto i tassi fermi (5,50% e 4,50%): l’attesa dei mercati è di un primo taglio in Europa a giugno-luglio.
  • Cala la domanda interna. Il credito continua a non aiutare consumi e investimenti, sebbene i tassi siano scesi poco e il calo dei prestiti si sia arrestato per le imprese. A marzo l’ICC segnala una frenata dei consumi, in particolare di beni, confermata dalle vendite al dettaglio in calo (-0,1% nel mese e -0,4% nel 1° trimestre). In aprile è scesa per il secondo mese la fiducia delle famiglie e gli ordini delle imprese che producono beni strumentali hanno continuato il trend di riduzione: si apre male il 2° trimestre.
  • Aumenta il lavoro. Nel 1° trimestre il numero di occupati ha continuato a crescere (+0,2%), risultato di  +133mila dipendenti a tempo indeterminato (+0,8%), -72mila temporanei (-2,5%) e autonomi pressoché  stabili. Tuttavia, il rialzo delle ore autorizzate di CIG (+8,6% sul 1° 2023) segnala qualche frenata nell’utilizzo dell’input di lavoro. Accelerano le retribuzioni contrattuali nel settore privato: +4,7% nell’industria nel 1° 2024 (+3,2% nel 2023), +2,3% nei servizi (da +1,3%), rispetto al +0,9% di inflazione. 
  • I servizi crescono meno. Il turismo straniero a gennaio-febbraio è cresciuto di +20% in termini di spesa corrente sul 2023, che già è stato un anno record. A marzo, RTT (CSC-TeamSystem) nei servizi registra un calo (-3,2%), ma il 1° trimestre si è chiuso con +2,3%. In aprile, anche il PMI è sceso poco (54,3 da 54,6), continuando a indicare crescita, e pure la fiducia delle imprese è calata al minimo da inizio 2024. 
  • Industria ancora giù. A marzo si è avuta un’ulteriore flessione di RTT nell’industria, dopo quella lieve di febbraio; insieme al calo delle scorte, ciò è coerente con la riduzione registrata dalla produzione (-0,5% a marzo, -1,3% nel 1° trimestre). Per aprile, indicatori tutti negativi: l’HCOB PMI è scivolato di nuovo in area di contrazione (47,3 da 50,4); l’indagine rapida CSC mostra un lieve peggioramento delle attese sulla produzione; continua l’altalena, su bassi livelli, della fiducia delle imprese manifatturiere. 
  • L’export netto alza il PIL. Nel 1° trimestre forte calo dell’import italiano di beni (-2,8% in volume), più di  quello dell’export (-0,8%): ciò dà un contributo positivo al PIL e aumenta il saldo commerciale (+12,8 miliardi di euro). Il commercio mondiale nei primi due mesi ha ristagnato (-0,1% sul 4° 2023). 
  • Eurozona in risalita. Nel 1° trimestre il PIL dell’area è tornato a crescere (+0,3%), dopo due trimestri di lieve calo. La novità è il parziale recupero in Germania (+0,2% dopo -0,5%); gli altri principali paesi restano in crescita. L’espansione acquisita nel 2024, però, è di appena +0,3%. A marzo, la produzione industriale tedesca è scesa (-0,7%), ma segna +0,3% nel 1° trimestre. In aprile, peggiorano la fiducia (ESI sotto la media 2023) e le aspettative sul mercato del lavoro (EEI a 101,8 da 102,5). 
  • USA in frenata. Il PIL USA nel 1° trimestre ha rallentato (+0,4% da +0,8%), con il contributo positivo di consumi (+0,4%) e investimenti, negativo di scorte e export netto (-0,2%). La crescita acquisita nel 2024 è già di +1,8%. La produzione industriale nel 1° è scesa di -0,5%, come nel 4° 2023, ma il calo è stato a dicembre-gennaio: nei due mesi seguenti, un rimbalzo (+0,4% al mese). Ad aprile, i posti di lavoro creati sono in calo (175 mila, da 269 mila medi nel 1°), come la crescita dei salari nominali (+0,2%, da +0,3%). 
  • Bene la Cina. La Cina ha chiuso il 1° trimestre sopra le attese (PIL +5,3% tendenziale), spinta dalla manifattura (+6,1%), specie i settori high-tech: +40% in stampanti 3D, stazioni di ricarica per auto elettriche, altre componenti elettroniche. Buono l’avvio del 2°, con la manifattura in accelerazione ad aprile (PMI a 51,4). Nei prossimi mesi pesa un effetto base sfavorevole sul PIL e l’incertezza sull’export per le nuove restrizioni USA: il sostegno pubblico può essere decisivo per l’obiettivo di crescita al 5,0%. 

Il focus del mese — Trasporti via mare: rotte più lunghe, costi elevati

  • Trasporti marittimi sotto pressione. Fattori geopolitici e climatici minano sicurezza e affidabilità dei trasporti mercantili globali: gli attacchi Houti nel Mar Rosso, la pirateria nello Stretto di Malacca, la siccità nel canale di Panama, le tensioni nello stretto di Taiwan. Sono colpiti snodi cruciali degli scambi globali di merci: circa l’80% in volume e il 50% in valore avvengono via mare. 
  • La reazione degli operatori. I grandi vettori mondiali hanno reagito modificando le rotte, riorganizzando le  flotte, incrementando la velocità delle navi. E aumentando il costo di shipping (i cosiddetti noli).
  • Minori passaggi negli “stretti” marittimi. Da inizio dicembre 2023 a inizio maggio 2024 i transiti nel Mar Rosso  sono caduti del 61,5%, mentre quelli intorno all’Africa sono cresciuti del 91,5%. Da fine febbraio, i passaggi per Malacca (uno dei più importanti snodi mondiali) sono scesi del 37,9%. Il risultato è che i transiti totali nei principali chokepoint (stretti) marittimi si sono fortemente ridotti (-22,6% l’indicatore CSC).
  • Maggiori costi. Di conseguenza, sono balzati i costi di shipping tra Asia ed Europa e, in misura minore, quelli tra Asia e America. In particolare: i noli Shanghai-Genova sono aumentati di ben 3 volte e mezzo a fine gennaio, per poi rientrare solo parzialmente (ancora +207,4% a inizio maggio); dinamica equivalente per Shanghai-Rotterdam (+216,7%). I noli tra Cina e Stati Uniti hanno reagito con un lieve ritardo, raggiungendo  un picco a febbraio e registrando aumenti di circa il 100% a inizio maggio. La rotta tra Shanghai e New York,  inoltre, resta costosa anche per l’operatività a mezzo servizio nel canale di Panama. Nel complesso, i costi di shipping globali si attestano a inizio maggio su livelli superiori del 128,6% rispetto a cinque mesi prima. Nel medio periodo un aumento della flotta marittima potrebbe assicurare la capacità necessaria per rotte stabilmente più lunghe. Ma i costi variabili di shipping (ore lavorate, consumo di carburante) rimarrebbero più elevati (per l’Italia +50% con il Giappone, +70% con la Cina, +170% con l’India, in termini di distanza). 
  • I canali di trasmissione per l’Italia. L’aumento dei noli impatta sul prezzo dei beni importati e sulla competitività dei prodotti italiani, sia direttamente che indirettamente, cioè attraverso il costo e la disponibilità di materie prime e semilavorati acquistati all’estero. Nel 1° trimestre del 2024 circa un terzo delle imprese manifatturiere ha subito ritardi nell’approvvigionamento di input o maggiori costi di trasporto (indagine sulle aspettative di inflazione e crescita di Banca d’Italia). Ciò pesa anche sui conti con l’estero, perché l’industria italiana spesso delega la gestione della catena logistica alla controparte estera. 
  • L’esposizione italiana alla “rotta Suez”. Il trasporto via mare riguarda una gran parte degli scambi italiani, soprattutto dal lato delle importazioni: quasi il 60% degli acquisti dall’estero in volume (il 35% in valore); tali  flussi via mare provengono in larghissima parte da mercati extra-UE. Rispetto a un sotto-insieme di 39 paesi  asiatici e medio-orientali collocati oltre il Canale di Suez, lo scambio di beni (import + export) con l’Italia nel 2023 è stato quasi un terzo del totale con l’extra-UE; l’esposizione aumenta considerando solo le importazioni italiane (40% sul totale extra-UE) e in particolare quelle via mare (quasi il 50%).
  • Impatto sui prezzi alla produzione nel manifatturiero. Il CSC ha stimato, tramite le tavole Input-Output, l’effetto dell’aumento del costo del trasporto marittimo sui prezzi alla produzione dei singoli comparti manifatturieri, derivante sia dagli input produttivi importati, che dalle interrelazioni tra i settori domestici. Sulla base delle variazioni rilevate nei costi di shipping, si è stimato che l’aumento nei costi di trasporto marittimo ha effetti moderati, in aggregato, sui prezzi alla produzione nel manifatturiero, pari in media a un +0,9%, ma con importanti differenze settoriali. Chimica e metallurgia sono i comparti dove le variazioni nei prezzi all’import degli input hanno un effetto maggiore, rispettivamente di +3,6% e +3,4%. Tale effetto è comunque compensato, al momento, da una spinta deflattiva proveniente dalla Cina su alcuni manufatti. I prezzi all’import in Italia registrano infatti un -1,6% nel 1° trimestre 2024 sul 4° 2023. 

Fonte: Centro Studi Confindustria

ASSIV: nuovo CCNL e l’indispensabile adeguamento delle tariffe delle gare d’appalto

ASSIV: nuovo CCNL e l’indispensabile adeguamento delle tariffe delle gare d’appalto

di Maria Cristina Urbano – 17 Maggio 2024

Maria Cristina Urbano Presidente ASSIV nuovo CCNL e gare d’appalto

Ci risiamo! Nonostante quanto accaduto nell’ultimo anno, con il CCNL per la vigilanza privata e i servizi fiduciari fortemente migliorativo siglato a maggio e poi ulteriormente rivisto al rialzo nei mesi successivi, che ha segnato uno sforzo significativo da parte degli Istituti di Vigilanza Privati (IVP) che sono riusciti ad andare incontro a larga parte delle richieste dei sindacati, la Pubblica Amministrazione (PA) sembra non essersi accorta di nulla. O forse peggio, se ne è accorta, ma fa finta di nulla.

Il caso Mose, ASSIV e il nuovo CCNL Vigilanza

Mi riferisco in questo caso al Consorzio Venezia Nuova, la società che controlla il Mose. Consorzio formalmente privato, è vero, ma concessionaria unica del MIT e sotto amministrazione straordinaria dello Stato, per molti anni, e ora gestita da un Commissario liquidatore, che, insomma, di privato ha ben poco. Ebbene il Consorzio Venezia Nuova ha recentemente bandito gare per la sicurezza privata non solo al minor prezzo (cosa esplicitamente vietata da diversi anni dal Codice dei Contratti Pubblici), ma con una base d’asta al di sotto dei minimi contrattuali derivanti dall’Accordo integrativo del 16 febbraio 2024 del CCNL sottoscritto in data 30 maggio 2023. Nonostante il palese errore, implicitamente ammesso dalla risposta pervenuta da parte del Consorzio, un primo escamotage da parte della dirigenza era stato quello di rispondere che la procedura era una richiesta di offerta sotto soglia e non una procedura di gara. E quindi i requisiti erano meno stringenti. Curioso da parte di un’amministrazione straordinaria e liquidatoria che ha la sua ragion d’essere anche nel garantire il pieno rispetto della vigente normativa. A fronte di quanto ribadito loro da ASSIV, ovvero che si trattava di un illegittimo frazionamento di un appalto, in palese contrasto con quanto imposto dal Codice dei Contratti Pubblici, il cui unico fine era procedere con degli affidamenti diretti sotto soglia, aggirando così l’obbligo di indizione di una gara, e evidenziando come una serie di altri problemi rimanessero in piedi, il Consorzio del Mose annullava la gara.

Altri casi e i risultati di ASSIV

Una nuova vittoria dell’Associazione che rappresento quindi, ma dal sapore amaro, perché la sensazione è che si tratti di vittorie vuote, incapaci di rimettere sulla giusta rotta la Pubblica Amministrazione. Nei giorni scorsi, infatti, veniva data notizia dell’annullamento di una gara bandita dall’Ispettorato del lavoro, per motivi simili a quelli summenzionati: una base d’asta al di sotto dei minimi del nuovo CCNL. E moltissimi sarebbero gli esempi di gare, alcune davvero degne di un film di Totò, impugnate da ASSIV e ritirate dalle stazioni appaltanti, che saranno anche colpevoli di costruire bandi di gara indecenti, ma che messe dinanzi ai propri errori mantengono un minimo di decenza.

ASSIV, il nuovo CCNL e l’indispensabile adeguamento delle basi d’asta

Tutto ciò per riscontrare, tristemente, quanto l’ASSIV è andata dicendo da anni a chiunque avesse orecchie per ascoltare: senza un adeguamento delle basi d’asta nelle gare non è possibile pretendere che il comparto possa lontanamente sostenere i costi di servizi di sicurezza sempre più professionalizzati e tecnologici. Considerazione che ha rappresentato anche il principale ostacolo ad un adeguamento salariale che si è fatto attendere per anni e che è stato finalmente riconosciuto ma che sarà una vittoria di Pirro per i sindacati se si rivelerà insostenibile a fronte di appalti inadeguati.

A rischio l’intero comparto Vigilanza Privata

A rischio è l’intero comparto e, senza aziende, niente lavoratori. Per quanto semplice, questo assioma sembra essere difficile da metabolizzare da parte dei sindacati e del Governo. Eppure il quadro normativo esiste e non è interpretabile, le aziende hanno il diritto di partecipare a bandi di gara che non le costringano a mortificare la professionalità e gli investimenti indotti nell’ultimo decennio da un quadro normativo e regolatorio assai stringente. Quadro normativo che ASSIV ha contribuito a redigere, nella convinzione fondata che fosse la premessa di un rilancio di un settore rimasto al palo per decenni. Ma questo è il Paese delle mezze misure: si fanno le leggi e poi le si applicano male o per nulla, si inserisce la vigilanza privata nel quadro sicurezza Paese e poi le si impedisce di esplicare appieno le sue potenzialità; si tuona contro il lavoro povero e poi è la stessa Pubblica Amministrazione a mettere a gara remunerazioni vergognose. Ed è sempre l’imprenditore, con le sue capacità, a dover trovare un punto di equilibrio sempre più difficile da conseguire. E sono sempre i lavoratori a pagare il prezzo più alto. Ho paura ad immaginare dove tutto ciò ci condurrà, e intanto chi può intervenire è sempre preso da altre urgenze. Ma il Paese lo si salva tutto insieme, o non lo si salva.

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CORSO DI FORMAZIONE
PREVENIRE E GESTIRE LA VIOLENZA NEI LUOGHI DI LAVORO:
UN APPROCCIO MULTI-PROSPETTICO AL FENOMENO
FORMAZIONE A DISTANZA (FAD)
29 MAGGIO 2024
9.00 – 18.00

PRESENTAZIONE
Oggi il fenomeno della violenza sta assumendo un peso non più trascurabile nella nostra società. Tutti, in modo diretto e indiretto – talvolta subdolo – siamo esposti alla violenza che spesso rischia di non essere riconosciuta e, quindi, di venire tollerata come normale espressione della quotidianità.
La violenza, infatti, non è solo fisica, e le condotte violente risultano in crescente aumento tra le mura domestiche e anche nei luoghi di lavoro, compromettendo il benessere di chi la subisce, la reputazione di chi la mette in atto e la rispettabilità dell’organizzazione. Questa situazione ci pone di fronte a nuove sfide, alla necessità di affrontare il problema attraverso un approccio più complesso, consapevole e strutturato. La promozione di spazi sociali e lavorativi sempre più sicuri e tutelanti diventa una responsabilità condivisa in cui tutte le funzioni sono chiamate a contribuire informando, educando e sensibilizzando i dipendenti. Quali sono gli obblighi normativi che i datori di lavoro sono tenuti ad osservare e quali standard possono aiutarli a sviluppare dei sistemi di gestione efficace della violenza? Che cosa prevede la valutazione del rischio violenza e come si svolge? Quali benefici e vantaggi ne derivano?
OBIETTIVI
Il corso mira ad offrire alle aziende un quadro di riferimento chiaro e attuale sulla workplace violence. Affronteremo il fenomeno complesso della violenza approfondendo il concetto nelle sue varie sfumature e manifestazioni con focus specifici relativi alle minoranze e alle categorie maggiormente colpite. I temi trattati nel corso sono dunque fondamentali per il sistema di gestione per la parità di genere (PdR 125) e Diversity & Inclusion.
DESTINATARI
Questo corso è rivolto a tutti gli attori coinvolti nella gestione del fenomeno della violenza e, quindi, della promozione della salute e della sicurezza nelle organizzazioni. È quindi un corso rivolto a Safety, Security, HR, RSPP, ASPP, HSE, consulenti per la parità di genere (PdR 125:2022) e responsabili della sostenibilità. Il corso fornirà strumenti di approfondimento e spunti applicativi da poter mettere in atto.
STRUTTURA DEL CORSO
Durata complessiva: 8 h •
Il corso si svolgerà in modalità FAD secondo il seguente calendario:
Mercoledì 29 Maggio 2024 dalle 9:00 alle 18:00

ATTESTATI
Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.
CREDITI
Il corso ha la durata di 8 ore e consente di conseguire 8 crediti formativi ai fini del mantenimento della certificazione dei Professionisti della Security certificati UNI 10459;

Scarica la locandina

Per gli Associati ASSIV sono previste tariffe agevolate