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Inps: Congedo parentale – Istruzioni operative 2024-2025

Inps: Congedo parentale – Istruzioni operative 2024-2025

Circolare INPS 18 aprile 2024, n. 57: Articolo 1, comma 179, della legge 30 dicembre 2023, n. 213 (legge di Bilancio 2024). Elevazione dell’indennità di congedo parentale per un ulteriore mese dal 30% al 60% della retribuzione per la durata massima di un mese di congedo entro il sesto anno di vita del bambino, elevata all’80% per il solo anno 2024. Istruzioni operative e contabili.

Scarica la Circolare INPS 57/2024

ANAC: Interdittiva antimafia, la stazione appaltante deve adeguarsi e annullare la gara in autotutela

Interdittiva antimafia, la stazione appaltante deve adeguarsi e annullare la gara in autotutela

In presenza di una informativa interdittiva, la Stazione appaltante deve adeguarsi agli accertamenti eseguiti dal Prefetto, e dunque procedere all’annullamento dell’aggiudicazione anche se l’esito dell’informativa interdittiva sia sopraggiunto successivamente.
E’ quanto indicato da Anac con il Parere di precontenzioso n.159 del 26 marzo 2024, su richiesta di chiarimenti da parte dell’Amministrazione provinciale di Caserta, in Campania. L’intervento riguardava una procedura aperta di adeguamento sismico e messa in sicurezza del liceo scientifico Fermi di Aversa, per un importo a base di gara di quasi due milioni e mezzo.

Anac ha evidenziato come la stazione appaltante debba conformarsi all’interdittiva antimafia emessa dal Prefetto, “annullando in autotutela l’aggiudicazione disposta, per perdita in capo al concorrente del requisito dell’assenza di tentativi di infiltrazione mafiosa”. Questo anche se il provvedimento interdittivo è oggetto di impugnativa da parte dell’operatore economico aggiudicatario.

“Sebbene le informazioni interdittive postume sopravvengano cronologicamente all’aggiudicazione – scrive Anac nel parere di precontenzioso -, nella struttura del procedimento di evidenza pubblica ne costituiscono tuttavia un antecedente logico, un atto presupposto con efficacia viziante e non direttamente caducante, nel senso che le stesse aggiudicazioni non cadono automaticamente ma occorre appositamente rimuoverle. Il riferimento inequivocabile alla documentazione antimafia avente effetto interdittivo rilasciata dal Prefetto non lascia margini per ipotizzare esclusioni basate su accertamenti e valutazioni effettuate autonomamente dalla stazione appaltante”.

Fonte: ANAC

Anac: Pagamento fatture a 120 giorni? No, a 30 giorni. La stazione appaltante non può modificare la legge

Anac: Pagamento fatture a 120 giorni? No, a 30 giorni. La stazione appaltante non può modificare la legge

Una stazione appaltante può indicare nel contratto di un appalto di servizi che intende pagare le fatture a centoventi giorni, e non a trenta come stabilito dalla normativa?
No, l’autonomia dell’ente non può condurre a discostarsi dalla normativa vigente. Pertanto, vale il termine dei trenta giorni per il pagamento delle fatture, e non 120 giorni.

Lo ha stabilito Autorità Nazionale Anticorruzione con il Parere di funzione consultiva n.4 – 2024 rispondendo a una richiesta di parere sulla disciplina dei termini di pagamento.
L’Anac ha ritenuto che la disciplina di gara nel caso di specie potesse essere eterointegrata dalla normativa di riferimento, processo attraverso cui il riferimento ai “centoventi giorni” di pagamento deve essere inteso quale “trenta giorni” ai sensi dell’articolo 113-bis del d.lgs. n. 50/2016. Tale eterointegrazione deve ritenersi applicabile ai sensi dell’articolo 1339 anche al contratto, la cui clausola sulle tempistiche di pagamento, che ne costituisce elemento essenziale, non può essere apposta in violazione di una norma imperativa.

Oltre ad avere indicato i termini di legge di riferimento, Anac “ha richiamato la stazione appaltante ad una più attenta formulazione della documentazione di gara, in linea con il quadro normativo e gli indirizzi interpretativi”.

Fonte: ANAC

400 nuove telecamere per rafforzare la sicurezza nella provincia di Isernia

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400 nuove telecamere per rafforzare la sicurezza nella provincia di Isernia

In prefettura parere favorevole del Comitato provinciale per l’ordine pubblico ai progetti presentati da sedici Comuni

Si è svolta oggi presso la prefettura di Isernia una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduta dal prefetto Franca Tancredi, all’esito della quale è stato espresso parere favorevole a sedici progetti sulla videosorveglianza presentati dai comuni del territorio.

Gli stessi saranno ora trasmessi al dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno per l’approvazione della graduatoria e la successiva erogazione delle risorse. Prevista l’installazione di circa 400 telecamere che, in aggiunta a quelle già attive, consentiranno alle Forze di polizia di effettuare un presidio costante e coordinato del territorio e interventi più mirati e tempestivi nel contrasto alle attività illecite.

Nel corso della riunione, il prefetto ha ribadito l’importanza dell’implementazione degli impianti di videosorveglianza comunali e intercomunali, quale strumento di dissuasione dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria nella provincia. Parimenti, si legge nella nota della prefettura, “la promozione di azioni integrate in materia di sicurezza urbana ed il rafforzamento dei sistemi di videocontrollo unitamente all’impiego di nuove tecnologie e alla collaborazione con le Polizie locali, garantiranno ulteriormente l’efficacia delle strategie di prevenzione e controllo territoriale”.

Sono interessati i Comuni di Agnone, Bagnoli del Trigno, Capracotta, Castelpizzuto, Civitanova del Sannio, Fornelli, Longano, Pesche, Pietrabbondante, Pizzone, Rionero Sannitico, San Pietro Avellana, Scapoli, Sessano del Molise e Vastogirardi e l’associazione dei Comuni di Monteroduni e Colli a Volturno.

Fonte: Ministero dell’Interno