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Pagamento rateale autoliquidazione 2023-2024: tasso di interesse

Pagamento rateale autoliquidazione 2023-2024: tasso di interesse

Con l’istruzione operativa del 9 gennaio 2024 si indicano tasso di interesse annuo e coefficienti per il calcolo degli interessi da applicare alle rate dell’autoliquidazione 2023/2024.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze Dipartimento del Tesoro ha pubblicato il tasso medio di interesse dei titoli di Stato per l’anno 2023, pari allo 3,76% , da utilizzare per il calcolo degli interessi da versare in caso di pagamento rateale del premio di autoliquidazione. Con l’istruzione operativa del 9 gennaio 2024 sono indicati i coefficienti da moltiplicare per gli importi della seconda, terza e quarta rata dell’autoliquidazione 2023/2024.

  • Istruzione operativa del 9 gennaio 2024 Pagamento in quattro rate del premio di autoliquidazione 2023-2024. Tasso di interesse annuo e coefficienti per il calcolo degli interessi da applicare alle rate.

Fonte: INAIL

Istat: Occupazione, retribuzioni e costo del lavoro dei dipendenti privati (anno 2021)

Istat: Occupazione, retribuzioni e costo del lavoro dei dipendenti privati (anno 2021)

In aumento posizioni lavorative e dipendenti. Retribuzioni orarie mediane invariate

Nel 2021, nel settore privato extra-agricolo sono attive 19,5 milioni di posizioni lavorative dipendenti (+6,9% rispetto al 2020), per un totale di 15,4 milioni di lavoratori (+3,5%). Tra i lavoratori, il 17,8% ha occupato più di una posizione nel corso dell’anno.

L’input di lavoro per posizione lavorativa, in mediana, cresce rispetto al 2020 del 6,6% in ore lavorate e dell’1,5% in ore retribuite (diminuisce sul 2019 del -2,1% e -2,6% rispettivamente).

Il valore mediano della retribuzione lorda annua per posizione lavorativa raggiunge 12.139 euro (+3,6% rispetto al 2020 e +0,2% sul 2019).

1,3 milioni di posizioni lavorative, il 6,6% del totale (quota in calo di 0,3 punti percentuali rispetto al 2020, invariata rispetto al 2019), percepiscono una retribuzione lorda oraria inferiore a 7,79 euro, inferiore cioè ai due terzi della mediana (low pay jobs).

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT

Banca d’Italia: Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita (4° trimestre 2023)

Banca d’Italia: Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita (4° trimestre 2023)

Secondo l’indagine condotta tra il 22 novembre e il 14 dicembre del 2023 presso le imprese italiane dell’industria e dei servizi con almeno 50 addetti, le valutazioni sulla situazione economica generale del Paese, così come le attese sulle proprie condizioni operative nei successivi tre mesi, restano nel complesso sfavorevoli, sebbene in miglioramento rispetto alla rilevazione precedente. Al lieve recupero dei giudizi hanno contribuito una moderata ripresa della domanda interna e condizioni per investire meno negative soprattutto nei servizi, che si accompagnano alla tenuta della spesa attesa per investimenti. Nello scorcio dell’anno si è attenuato il peggioramento dei giudizi sull’accesso al credito per tutti i settori e nove imprese su dieci dichiarano almeno sufficienti le proprie condizioni di liquidità. Per il primo trimestre del 2024 le imprese prevedono un proseguimento dell’espansione dell’occupazione.

La dinamica dei prezzi praticati dalle aziende ha continuato a indebolirsi e si attenuerebbe ulteriormente nei prossimi 12 mesi. Circa due terzi delle aziende prevedono un aumento delle retribuzioni orarie dei propri dipendenti nei prossimi 12 mesi e quasi un terzo dichiara di aver già tenuto conto nel corso del 2023 di eventuali aumenti salariali futuri nei propri listini. Le attese sull’inflazione al consumo si sono nettamente ridotte su tutti gli orizzonti temporali, collocandosi poco sotto il 2,5 per cento sugli orizzonti a breve termine e appena sopra il 2 per cento su quelli a lungo.

Allegati

Fonte: Banca d’Italia

Istat, nel 2023 l’inflazione scende a +5,7%

inflation economic concept background

Istat, nel 2023 l’inflazione scende a +5,7%

Prosegue a dicembre la fase di flessione dell’inflazione, scesa a +0,6% da +11,6% del dicembre 2022. Nella media 2023 i prezzi risultano accresciuti del 5,7%, in netto rallentamento dall’8,1% del 2022. Tale andamento risente principalmente del venir meno delle tensioni sui prezzi dei Beni energetici (+1,2%, da +50,9% del 2022). I prezzi nel comparto alimentare evidenziano invece un’accelerazione della crescita media annua (+9,8%, da +8,8% del 2022), nonostante l’attenuazione della loro dinamica tendenziale durante la seconda metà dell’anno. Nel 2023, la crescita dei prezzi al netto delle componenti volatili (inflazione di fondo) è pari a +5,1% (da +3,8% del 2022) e il trascinamento dell’inflazione al 2024 è pari a +0,1%.

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT