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NIS: i prossimi passi nell’attuazione della nuova disciplina

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La nomina del Referente CSIRT e la registrazione 2026

Prosegue il percorso di attuazione della disciplina NIS2, a seguito delle novità introdotte dalla Determina ACN sull’aggiornamento della piattaforma NIS che istituzionalizza la figura del referente CSIRT.

Fino al 31 dicembre 2025, i punti di contatto NIS potranno procedere alla designazione del referente CSIRT per l’interlocuzione con il CSIRT Italia. È disponibile, all’interno del Portale dei Servizi, nella funzionalità di “Aggiornamento dati”, una nuova sezione per l’inserimento dei dati del referente CSIRT (codice fiscale e indirizzo di posta elettronica) e di eventuali suoi sostituti, che il Punto di Contatto potrà compilare. Per completare la procedura, il Referente CSIRT (e i suoi sostituti) dovrà accedere sul Portale dei Servizi e completare il censimento della propria utenza.

Dal 1° gennaio al 28 febbraio 2026, si apre la registrazione 2026. In questo periodo i soggetti pubblici e privati – per i quali i presupposti per l’inserimento nell’ambito di applicazione NIS si sono verificati nel 2025 – devono designare il Punto di contatto e registrarsi sul Portale dei Servizi ACN. Tale obbligo riguarda anche i soggetti NIS già registratisi in piattaforma nel 2025, che devono presentare una nuova dichiarazione 2026, tramite il Portale dei Servizi ACN, confermando o modificando i dati della precedente dichiarazione.

In preparazione a tale attività, nel corso del prossimo mese di dicembre, non sarà più possibile trasmettere le dichiarazioni 2025 ai fini della registrazione.

Fonte: ACN

Maria Cristina Urbano: Basta retorica sulla sicurezza (Huffington Post)

di Maria Cristina Urbano

Nel suo recente approfondimento per la Dataroom del Corriere, Milena Gabanelli smonta con rigore alcune narrazioni dominanti su criminalità e sicurezza. Il testo parte da dati concreti: non basta dichiarare “sicurezza” per averla davvero. Non bastano annunci di nuove assunzioni, pene più severe o normative più dure se poi emergono ostacoli pratici alla loro applicazione.

Secondo Gabanelli, la retorica politica sulla sicurezza spesso veicola una forma di propaganda che rischia di deviare dal vero problema: l’efficacia reale degli investimenti, il coordinamento tra le forze dell’ordine, la situazione delle pene, la capacità di attuare misure alternative.

Uno dei nodi principali riguarda la carenza organica: nonostante annunci di assunzioni, molte forze di polizia sono sottodimensionate e le scuole di formazione non riescono a tenere il passo delle esigenze. Anche l’applicazione della legge incontra limiti: pene più severe ma spesso inapplicabili, carceri sovraffollate, sistemi alternativi al carcere poco attivi.

Allo stesso tempo, Gabanelli sottolinea come alcuni dati statistici mostrino una crescita di reati “percepiti” come gravi (furti, rapine, violenze), pur in un quadro in cui alcuni indicatori possono essere influenzati da distorsioni nella denuncia o nella raccolta delle denunce. Infine, un altro punto cruciale è il coordinamento tra le forze: la struttura operativa italiana, per come è articolata, soffre di un’eccessiva frammentazione. I vari corpi (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia municipale) operano spesso senza una sinergia piena su territorio e strategia, per motivi istituzionali e organizzativi.

Proprio in questo contesto complesso, l’evento Sicurezza 2025 in programma dal 19 al 21 novembre a Fiera Milano, emerge come un momento cruciale. La manifestazione non è solo una fiera, ma un vero e proprio “laboratorio dinamico di innovazione e confronto operativo”.

Si tratta di uno spazio dove operatori pubblici e privati – forze dell’ordine, aziende tecnologiche, società di vigilanza privata, istituzioni, associazioni di categoria – possono incontrarsi e dialogare su temi pratici, non più solo in astratto o in campagna elettorale. Il contributo può essere reale: discutere come le tecnologie possono supportare le forze di polizia, come la vigilanza privata può integrarsi in scenari di sicurezza pubblica, come costruire sinergie più efficaci.

Il racconto di Gabanelli – che mette in guardia da semplificazioni propagandistiche, pur riconoscendo la necessità di politiche di sicurezza – e l’appuntamento di Sicurezza 2025 si intrecciano in maniera significativa. Se da un lato è fondamentale denunciare quando la “sicurezza” diventa slogan, dall’altro serve un luogo reale dove tradurre le analisi in dialoghi, azioni concrete, innovazione condivisa.

Sicurezza 2025 non è solo una fiera commerciale: è un crocevia per la comunità professionale della sicurezza. Un’opportunità per trasformare la propaganda in progetto concreto, la frizione in collaborazione, e i numeri in politiche efficaci. E proprio su quel ponte – tra analisi critica e proposte operative – può passare il cambiamento reale.

Leggi l’articolo sull’Huffington Post

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ASSIV su Il Sole 24 Ore in occasione di Fiera Sicurezza 2025

Nell’edizione del 17 novembre 2025, Il Sole 24 Ore ha dato spazio ad ASSIV in occasione delle attività collegate a Fiera Sicurezza 2025.
Il quotidiano ha richiamato l’attenzione sul settore della sicurezza privata e sulla sua crescente rilevanza nel sistema Paese, evidenziando come il comparto stia attraversando una fase di trasformazione tecnologica, organizzativa e normativa.

L’articolo ha riconosciuto ASSIV come attore nazionale impegnato nel proporre visioni e contributi per l’evoluzione del settore, confermando la centralità del ruolo svolto dall’Associazione e dalle imprese aderenti.

ICMQ: CORSO LA SICUREZZA NEI CONTESTI URBANI -CRIME PREVENTION THROUGH ENVIRONMENTAL DESIGN – 12/12/2025 ore 9:00 – 18:00 – Formazione a distanza

Il corso “La sicurezza dei contesti urbani: Crime Prevention Through Environmental Design” è pensato per fornire strumenti concreti e strategie innovative per migliorare la sicurezza negli s pazi urbani e organizzativi.

Attraverso l’approccio della progettazione ambientale orientata alla sicurezza, imparerete come modificare e organizzare gli ambienti fisici per ridurre la criminalità e aumentare il senso di sicurezza di cittadini, utenti e lavoratori.
L’iter progettuale passa anche dalla promozione di vitalità e socialità come elementi essenziali per aumentare la sicurezza del territorio e di un’area specifica.

Scoprirete come l’uso strategico dell’illuminazione e degli altri fattori fisici, la gestione e la cura degli spazi pubblici e la pianificazione del paesaggio possono influenzare il comportamento umano e ridurre il rischio di atti criminali oltre a ridurre la paura.

Verrà rilasciato un attestato di frequenza e saranno riconosciuti 8 crediti formativi validi per il mantenimento della certificazione Professionisti della Sicurezza  al superamento del test di valutazione. 

Maggiori informazioni e scheda di iscrizione al seguente link