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Assenze dei dipendenti, stop del Garante della privacy alla divulgazione dei motivi mediante bacheca aziendale

Stop del Garante Privacy alla prassi aziendale di divulgazione dei dati personali relativi ai motivi dell’ assenza dal lavoro del proprio personale tramite bacheche e email interne.

Le informazioni relative alle assenze venivano rese conoscibili non solo ai responsabili della gestione del personale, ma a tutto il personale, mediante affissione delle tabelle dei turni di servizio sulle bacheche aziendali, posizionate presso i depositi aziendali, nonché tramite l’invio di una e-mail ai dipendenti dell’azienda. Le motivazioni venivano indicate mediante sigle sintetiche (“MAL” in luogo di malattia, “104” in luogo di “permesso assistenza disabili, l. n. 104/1992”, “SOSP” in luogo di sospensione/sanzione disciplinare, ecc.)

L’ iter, sfociato nell’adozione del provvedimento n. 363/2025, trae origine dal reclamo del sindacato che ha segnalato l’ illecito trattamento. La società, interpellata dall’ Autorità con una richiesta di chiarimenti, ha fornito diverse argomentazioni a sua difesa.

In primo luogo, ad essere richiamato l’art. 10 della legge n. 138/1958, che prevede l’obbligo di affissione dei turni di servizio in modo che il personale ne possa prendere conoscenza. Secondo la società, la prassi di pubblicare i turni, con l’uso di sigle e acronimi, sarebbe stato funzionale a garantire trasparenza e a mostrare che non vi erano trattamenti di favore nella turnazione, oltre a tornare utile nella gestione dei rapporti tra colleghi evitando possibili conflitti.

Il Garante, pur prendendo atto della scelta da parte dell’azienda di modificare la prassi, ha applicato una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 10.000 euro.

Nel provvedimento l’ Autorità ricorda che la normativa sulla protezione dei dati personali ammette che il datore di lavoro tratti i dati dei propri dipendenti, compresi quelli appartenenti alle categorie particolari – come i dati sulla salute o sull’appartenenza sindacale – ma solo se ciò risulta strettamente necessario per la gestione del rapporto di lavoro o per adempiere a specifici obblighi previsti da leggi, regolamenti, normative comunitarie o contratti collettivi (art. 6, parag. 1, lett. c) , art. 9, parag. 2, lett. b) e 4 ; 8 del Regolamento).

In ogni caso, il datore di lavoro, in qualità di titolare del trattamento, deve sempre attenersi ai principi fondamentali fissati dal Reg. ( UE) 2016/679, tra cui la liceità, correttezza e trasparenza e soprattutto la minimizzazione, che impone di limitare il trattamento ai soli dati adeguati, pertinenti e realmente necessari rispetto alle finalità perseguite ( art. 5, par. 1, lett. a) e c) ).

Nel caso oggetto del provvedimento, la minimizzazione del trattamento non è stata rispettata in quanto le informazioni sono state rese liberamente conoscibili a tutti i dipendenti, ben oltre i soggetti legittimati a trattarle, configurando così una “ comunicazione illecita “ di dati personali ai sensi dell’ art. 2, comma 4, del Codice.

I dati personali dei dipendenti, infatti, non possono essere resi conoscibili a soggetti diversi da quelli che fanno parte del rapporto contrattuale. Allo stesso modo, non possono essere trattati da chi, pur operando all’interno dell’impresa, non è autorizzato ad accedere a tali informazioni in ragione delle mansioni svolte.

Fonte: Garante PrivacyLavorosi.it

Scarica il provvedimento 363/2025

ICMQ: La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse così come richiesto negli appalti pubblici e privati (nuovo Codice D.lgs 36/2023). 7 Ottobre 2025

La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse così come richiesto negli appalti pubblici e privati (nuovo Codice D.lgs 36/2023)

Il corso di 8 ore si terrà in modalità online il 7 ottobre dalle ore 9.00 alle ore 18.00.

L’analisi dei rischi è fondamentale per approcciare a qualunque progetto. La matrice dei rischi è sempre più richiesta dalle Stazioni Appaltanti pubbliche quali il Politecnico di Milano, l’Università di Perugia, etc. come documento d’offerta in sede di gara con il criterio dell’offerte economicamente più vantaggiosa, unitamente ai concetti di rischio negativo e di rischio positivo/opportunità.

Il successo di un progetto dipende infatti dalla oggettiva e sapiente gestione di più variabili, fra cui i rischi da prevedere e gestire. In tutti i progetti ormai, è fondamentale poter disporre della capacità di individuare i rischi connessi al progetto stesso e, più in generale, all’intervento in atto, in modo da poter mitigare e comunque gestire i rischi medesimi; per il vero occorre osservare che il rischio, se ben gestito, può diventare un’opportunità (opportunità in quanto l’aver saputo gestire i rischi di un progetto/intervento porta ad essere concorrenziale sia dalla fase di offerta rispetto a chi non ha saputo gestire il rischio).

Il Corso di 8 ore, suddiviso in due moduli, si rivolge a liberi professionisti, società di ingegneria, imprenditori, dirigenti pubblici e privati che intendono acquisire una nuova opportunità professionale nel campo della progettazione, nella gestione delle commesse, allo scopo di mitigare i rischi e di poterli trasformare in opportunità. Saranno esposti casi reali di risk management in cui il relatore è stato consulente.

Obiettivo generale del Corso di Risk Analysis e Risk Management, è la formazione di una figura professionale capace di ridurre il rischio di derive del progetto attraverso una tempestiva analisi dei rischi applicata all’attività progettuale e gestionale delle commesse di opere sia pubbliche che private. La formazione di tale figura professionale è la risposta alla richiesta del mercato del lavoro di figure più ricche di competenze tecnico-manageriali, in grado di individuare e valutare i rischi, nonché di sviluppare strategie per governare gli stessi nelle diverse fasi tecniche, economiche, finanziarie e amministrative del progetto. Il corso terrà conto della Norma UNI ISO 31000/2018.

Obiettivo specifico del Corso di Risk Analysis e Risk Management è la formazione di un nuovo professionista capace di inserirsi nelle fasi tecniche e gestionali del progetto e della commessa, in grado di identificare potenziali rischi e poterne mitigare i più pericolosi, trasformandoli, ove possibile, in un’opportunità, ma soprattutto ottimizzare attraverso queste analisi, le risorse per un miglior rendimento del progetto e dell’intero processo costruttivo.
Una figura professionale, quindi, con un taglio fortemente polivalente, tale da consentirle di comprendere accanto ai problemi della progettazione, della programmazione e della gestione, il loro impatto in termini di rischi tecnici, economici, finanziari e sociali. Tutto ciò permetterà di approcciare complessi processi progettuali, costruttivi, industriali, con particolare attenzione alle criticità realizzative, nonché anche per evitare possibili conflitti di interesse.

Le procedure, le metodologie e le tecniche di Risk Management apprese fanno sì che il partecipante possa gestire al meglio le attività progettuali e tutti i processi necessari per la realizzazione di un progetto/commessa o di un bene immobiliare o industriale. Il Risk Manager è in grado così di agire nell’ambito degli obiettivi prescelti e strategici, al fine di garantire il controllo della realizzazione del progetto e della migliore gestione della commessa.

Il Risk Management attiene alla metodologia finalizzata ad un’efficace individuazione e analisi dei potenziali rischi in cui si può incorrere durante la progettazione e/o la gestione delle commesse, per poter limitare dunque l’esposizione ai rischi medesimi.

La Risk Analysis permetterà oltre alla valutazione dei rischi anche la classificazione dei medesimi in base alla loro possibile gravità e frequenza, in modo da individuare la migliore politica per ottimizzare la loro gestione, e, ciò in linea con le possibilità e le capacità finanziarie disponibili; nonché la definizione delle misure di eliminazione o prevenzione dei rischi individuati in coordinamento con i tecnici coinvolti nel progetto/commessa e nella verifica dei risultati e in relazione al controllo nel tempo.

Informazioni e iscrizioni a questo link.

Mercato del lavoro: ad agosto calano gli occupati, cresce l’inattività

Tired and stressed businessman working with a laptop at home. Home office and freelance concept.

I dati provvisori ISTAT su occupazione e disoccupazione – Agosto 2025

Ad agosto 2025 il mercato del lavoro registra un calo degli occupati su base mensile, accompagnato da un aumento degli inattivi e da una sostanziale stabilità del tasso di disoccupazione. È quanto emerge dai dati provvisori diffusi da ISTAT.

Occupazione in flessione nel breve periodo

Nel confronto con luglio 2025, gli occupati diminuiscono dello 0,2%, pari a 57 mila unità. La riduzione riguarda uomini e donne, i lavoratori dipendenti – sia permanenti sia a termine – e tutte le classi di età fino ai 49 anni. Cresce invece l’occupazione tra gli autonomi e tra gli over 50.

Il tasso di occupazione scende al 62,6%, con una flessione di 0,2 punti percentuali.

Disoccupazione stabile, ma aumenta quella giovanile

Le persone in cerca di lavoro aumentano leggermente su base mensile (+0,4%, pari a +7 mila unità), con un incremento concentrato tra gli uomini e nella fascia 25-49 anni. Il tasso di disoccupazione complessivo resta stabile al 6,0%, mentre quello giovanile sale al 19,3%, segnando un aumento di 0,6 punti.

Inattività in crescita

Ad agosto cresce anche il numero degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,5%, pari a +60 mila unità). L’aumento riguarda entrambe le componenti di genere e soprattutto i 15-34enni, mentre diminuisce tra chi ha almeno 35 anni. Il tasso di inattività sale al 33,3% (+0,2 punti).

Il confronto trimestrale e annuale

Nel confronto tra il trimestre giugno-agosto 2025 e quello marzo-maggio 2025, si osserva un incremento degli occupati (+0,2%, pari a +42 mila unità), a fronte di una diminuzione dei disoccupati (-4,4%) e di un lieve aumento degli inattivi.

Su base annua, il quadro resta complessivamente positivo: ad agosto 2025 gli occupati sono 103 mila in più rispetto ad agosto 2024 (+0,4%). La crescita riguarda uomini, donne e lavoratori con almeno 50 anni, mentre continua la flessione nelle classi di età più giovani. Il tasso di occupazione cresce di 0,1 punti percentuali in un anno.

Dinamiche contrattuali

Il calo congiunturale dell’occupazione è il risultato della diminuzione dei dipendenti permanenti (-0,2%) e soprattutto dei dipendenti a termine (-1,5%), a fronte di una crescita degli autonomi (+0,1%).

Nel confronto annuo, invece, aumentano i dipendenti permanenti (+1,3%) e gli autonomi (+2,7%), mentre cala in modo significativo il lavoro a termine (-8,9%).

Il commento ISTAT

Ad agosto 2025 gli occupati sono 24 milioni e 170 mila. Diminuiscono i dipendenti permanenti (16 milioni 432 mila) e quelli a termine (2 milioni 516 mila), mentre aumentano gli autonomi (5 milioni 223 mila).

Nel confronto con agosto 2024, l’occupazione cresce grazie all’aumento dei dipendenti permanenti (+208 mila) e degli autonomi (+139 mila), nonostante la forte riduzione dei contratti a termine (-245 mila).

Su base mensile, il tasso di occupazione cala al 62,6%, il tasso di disoccupazione resta al 6,0% e il tasso di inattività sale al 33,3%.

Il mercato del lavoro in Italia – II trimestre 2025

LONDON - OCTOBER 05: Commuters walk to work over London Bridge on October 5, 2006 in London, England. (Photo by Scott Barbour/Getty Images)

Nel secondo trimestre 2025 il mercato del lavoro italiano mostra segnali di stabilità complessiva, con dinamiche differenziate tra le varie componenti.

Secondo i dati diffusi da Istat, l’input di lavoro complessivo – misurato dalle ore lavorate in Contabilità Nazionale – è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e dell’1,7% su base annua.

Occupazione

Il numero di occupati resta pressoché invariato rispetto al primo trimestre, attestandosi a 24 milioni 169 mila unità. Alla diminuzione dei dipendenti a tempo indeterminato (-21 mila, -0,1%) e a termine (-45 mila, -1,7%) fa da contraltare l’aumento degli indipendenti (+74 mila, +1,4%).

Il tasso di occupazione si conferma stabile al 62,6%, con dinamiche diverse: cresce tra le donne, i 50-64enni e nel Mezzogiorno, mentre cala per gli uomini, gli under 50 e nel Nord.

Disoccupazione e inattività

Il tasso di disoccupazione si attesta al 6,3%, stabile sul trimestre e in lieve calo su base annua (6,6%). Da segnalare la progressiva riduzione dei disoccupati di lunga durata, che scendono al 52,0% del totale (884 mila persone).

Il tasso di inattività si ferma al 33,0% (32,8% nei dati non destagionalizzati), in flessione soprattutto nel Mezzogiorno e tra i 50-64enni.

Imprese e posizioni lavorative

Nelle imprese dell’industria e dei servizi le posizioni lavorative dipendenti aumentano dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell’1,7% su base annua. La crescita è più marcata per i contratti part time (+0,5%) rispetto ai full time (+0,3%).

In calo, invece, le posizioni in somministrazione (-1,7% sul trimestre, -3,6% in un anno), mentre continuano a crescere quelle con contratto intermittente (+1,9% e +6,1%).

Ore lavorate e costo del lavoro

Le ore lavorate per dipendente segnano una diminuzione sia congiunturale (-0,5%) sia tendenziale (-0,3%). Le ore di cassa integrazione calano di 0,8 ogni mille ore lavorate rispetto al 2024.

Il costo del lavoro per Ula registra un incremento dello 0,6% sul trimestre e del 3,6% su base annua, trainato soprattutto dall’aumento dei contributi sociali (+4,9%).

In sintesi

Il quadro del secondo trimestre 2025 restituisce un mercato del lavoro stabile, con una sostanziale tenuta dell’occupazione, un calo dei disoccupati di lunga durata e una crescita dell’input di lavoro complessivo. Permangono però elementi di fragilità, come il calo delle ore lavorate e la riduzione delle posizioni in somministrazione, che evidenziano la necessità di politiche mirate a sostenere la qualità e la stabilità dell’occupazione.

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT