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Ministero dell’Interno: circolare del Capo di Gabinetto sulla fine dello stato di emergenza da Covid19

Circolare del Capo di Gabinetto a seguito della fine dello stato di emergenza da Covid19. Nuove indicazioni ai prefetti per i controlli

A seguito della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale 24 marzo 2022, n. 70, del Decreto-legge 24 marzo 2022, n. 24, recante “Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto dell’epidemia da Covid-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza”, il Ministero dell’Interno ha adottato la circolare del Capo di Gabinetto Bruno Frattasi, con la quale fornisce le nuove indicazioni sulle attività di controllo dopo l’adozione del suddetto decreto legge.

In particolare, venendo meno il sistema delle Regioni in zone contraddistinte a diverse colorazioni con conseguente uniformità di applicazione sul territorio nazionale, sono state segnalate le previsioni riguardanti:

a. l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie e l’utilizzo del green pass, base e rafforzato, ai fini di una graduale eliminazione della certificazione verde (artt. 5, 6 e 7 Dl 24);

b. gli obblighi vaccinali (art. 8 Dl 24), la cui valenza viene estesa sino al 31 dicembre 2022 per tutti gli esercenti le professioni sanitarie, per gli operatori di interesse sanitario e per tutti i lavoratori impiegati ed il personale che svolge la propria attività in strutture adibite all’esercizio di attività sanitarie e sociosanitarie, nonché per il personale docente ed educativo della scuola. E’ stato, inoltre, precisato che restano ferme le esenzioni dall’obbligo vaccinale connesse ad un accertato pericolo di salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate;

c. la disciplina del regime sanzionatorio (art. 11 Dl 24) in merito alle violazioni delle disposizioni inerenti:

  • all’accesso da parte dei cittadini stranieri ai servizi e alle attività per i quali è richiesto nel nostro paese il possesso del green pass rafforzato;
  • al possesso della certificazione verde, sia base che rafforzata;
  • al regime dell’autosorveglianza;
  • all’utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie;
  • alle limitazioni agli spostamenti da e per l’estero, nonché alle misure sanitarie discendenti da tali trasferimenti, eventualmente previste dalle ordinanze del Ministro della Salute.

Alla luce della nuova normativa la circolare invita i Prefetti a rimodulare le attività di controllo e i relativi servizi coinvolgendo i Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica.
 
La circolare del prefetto Frattasi ribadisce infine l’esigenza che i prefetti mantengano il coordinamento della comunicazione istituzionale al fine di assicurare una corretta e univoca informazione in materia.

Leggi la circolare

Urbano: Per la sicurezza urbana mettiamo in campo le guardie particolari giurate

Huffpost – Urbano: Per la sicurezza urbana mettiamo in campo le guardie particolari giurate

Grazie al pacchetto varato nel 2017 è possibile far interagire i diversi soggetti che partecipano alla vita di un Comune, per occuparsi di decoro della città, legalità e tutela del patrimonio da tutto ciò che può comportare danni o degrado

Nei giorni scorsi il ministro Lamorgese ha risposto in question time a quanto evidenziato dal gruppo Fratelli d’Italia a proposito delle cosiddette baby-gang, fenomeno in aumento specialmente nelle grandi città. Non è mia intenzione entrare nel dibattito puntuale, la cui impostazione è stata caratterizzata da un gioco delle parti tra un ministro che rappresenta una maggioranza eterogenea e quello che a oggi è l’unico partito di opposizione strutturato. Sono tuttavia emersi alcuni spunti sui quali vorrei fare delle riflessioni nel mio ruolo di presidente dell’associazione degli istituti di vigilanza e servizi fiduciari che rappresenta il comparto in Confindustria.

La ministra Lamorgese ha evidenziato infatti nel suo intervento come, a seguito della riunione da lei presieduta il 7 febbraio scorso del Comitato dell’ordine e della sicurezza pubblica, a Milano «le Forze dell’ordine hanno dato avvio ad una vasta azione di contrasto delle baby gang che ha interessato anche i luoghi della cosiddetta mala movida. Nel 2021 sono stati arrestati 228 autori del reato di rapina sulla via pubblica, nella fascia di età 14-24 anni, di cui 122 in flagranza di reato, 106 a seguito di attività investigative, mentre sono stati deferiti all’autorità giudiziaria 147 soggetti. […] Sono stati emessi, sempre nei confronti di appartenenti alla stessa fascia d’età, 23 ammonimenti per atti persecutori, 30 per violenza domestica e 2 per cyberbullismo. […] Attenzione è stata riservata anche a Napoli, città interessata da episodi di delinquenza minorile che potrà contare su consistenti integrazioni di personale delle Forze di polizia».

I dati evidenziati dalla ministra sono scioccanti, se da un lato è quindi certamente necessario aprire una seria riflessione su azioni di contrasto che partano dall’educazione e dalla sensibilizzazione civica dei minori, dall’altro però un’azione ancora più incisiva al fenomeno potrebbe essere data dall’utilizzo delle guardie particolari giurate nell’ambito della Sicurezza Urbana Integrata, piano che ha origine nel 2017 con l’allora ministro Minniti.

Grazie a tale pacchetto è possibile far interagire i diversi soggetti che partecipano alla vita di un Comune, sotto un profilo di sicurezza molto estesa, che ricomprende aspetti della vita comunitaria quali la vivibilità, il decoro della città, la legalità, la tutela del patrimonio da tutto ciò che può comportare danni o degrado. All’interno di questa definizione che definisce la Sicurezza Urbana come bene pubblico ci sono quindi anche i privati e gli Istituti di Vigilanza.

Certo, è necessario un patto sottoscritto dal Prefetto e dal Sindaco all’interno del quale vanno chiariti gli obiettivi che si vogliono raggiungere, così come gli strumenti e i relativi regolamenti da utilizzare. Patto che poi deve essere inviato al Ministero dell’Interno, per un’ulteriore e più alta verifica. D’altronde però la Vigilanza Privata è definita dalla legge come l’insieme delle attività di sicurezza complementare e sussidiaria a quella delle forze dell’ordine.

Per altro, fra Ministero dell’Interno, Anci e associazioni di categoria della Vigilanza Privata, è stato da poco rinnovato il Protocollo d’Intesa Mille occhi sulla Città, che richiama il decreto Minniti proprio in relazione alla sicurezza urbana e ai compiti di osservazione e segnalazione da parte degli istituti di vigilanza sottoscrittori dei Patti provinciali.

Chi meglio della Vigilanza Privata è legittimata allora a partecipare e a contribuire alla definizione della Sicurezza Urbana?

Non si tratta di un tracciato ampio, lo sappiamo, ma di un percorso che va cercato, interpretato e costruito a tasselli, prendendo i principi costitutivi della nostra attività in varie norme, nell’ambito della legittimità e del rispetto dei ruoli di ciascuno. Vi è bisogno, a questo punto, di un serio sforzo di coordinamento da parte delle istituzioni pubbliche coinvolte, per mettere a sistema i contributi dei vari soggetti partecipanti ai progetti, al fine di massimizzare i risultati dell’attività di ciascuno per la finalità comune dell’innalzamento dei livelli di sicurezza.

Ma il momento è adesso.

Leggi l’articolo sul blog di Maria Cristina Urbano

Covid-19: Linee Guida per la ripresa delle attività economiche e sociali

Covid-19: Linee Guida per la ripresa delle attività economiche e sociali

Con l’Ordinanza del Ministero della Salute del 1 aprile 2022 sono state emanate le Linee Guida per la ripresa delle attività economiche e sociali nei termini indicati dal Comitato tecnico scientifico nella seduta del 30 marzo 2022.

L’ordinanza produce effetti dal 1 aprile 2022 al 31 dicembre 2022.

ANAC: Approvate le Linee Guida per la riqualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza

Approvate le Linee Guida per la riqualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza

Con la delibera 141 del 30 marzo 2022Anac ha approvato le Linee Guida per la riqualificazione delle stazioni appaltanti e delle centrali di committenza. Si tratta di uno dei punti qualificanti del Pnrr, premessa fondamentale per poi varare la riforma del nuovo Codice degli Appalti.

Le Linee guida indicano le modalità operative per l’attuazione del sistema di riqualificazione, che varrà per tutte le procedure di gara indette dalle stazioni appaltanti e dalle centrali di committenza.

E’ stata avviata una consultazione pubblica sulle Linee guida con la possibilità per le varie istituzioni pubbliche, centrali di committenza, operatori economici e associazioni di categoria di inviare osservazioni e indicazioni.

La ripercussione sulle stazioni appaltanti

Attualmente le stazioni appaltanti in Italia sono 36.000, con oltre 100.000 centri di spesa. Tale numero verrà notevolmente ridotto, e potranno fare appalti solo le stazioni con le qualifiche necessarie, e le capacità di contrattazione adatte.

Si tratta di un passaggio fondamentale per migliorare la spesa pubblica in Italia. Comprerà chi è in grado di condurre correttamente la fase di affidamento e spuntare prezzi migliori; eseguirà il contratto che dispone delle professionalità e delle competenze per farlo. Il tutto è finalizzato a qualificare il compratore pubblico facendo fare appalti solo in digitale attraverso una piattaforma digitale e auspicabilmente unica sul territorio, ma soprattutto collegata in tempo reale con la banca dati nazionale dei contratti pubblici di Anac; e a garantire la controllabilità dell’appalto dal bando di gara al collaudo dell’opera.

Si tratta una novità importante, mai riuscita finora in Italia (nonostante il Codice degli appalti, recependo la direttiva comunitaria, lo abbia previsto come obbligatorio dal 2018), tanto che ancora oggi più di una gara su tre viene ancora gestita in modalità cartacea.
A dicembre vi era stato il Protocollo d’intesa firmato tra il premier Draghi e il Presidente di Anac Giuseppe Busia, e l’istituzione del tavolo di lavoro congiunto presso la Cabina di regia di Palazzo Chigi.

Fonte: ANAC