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Vaccinazione COVID-19: quali sono i requisiti per i luoghi di lavoro?

Punto SicuroVaccinazione COVID-19: quali sono i requisiti per i luoghi di lavoro?

di Tiziano Menduto

Pubblicate le indicazioni ad interim per la vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19 nei luoghi di lavoro. Requisiti preliminari, adesione dell’azienda, formazione, gestione dei consensi e programmazione seconda dose.

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Istat: on line la nota sull’andamento dell’economia italiana

Istat: on line la nota sull’andamento dell’economia italiana

Prosegue la fase di ripresa delle principali economie internazionali. Il rafforzamento dei segnali di miglioramento ha determinato in molti paesi la revisione al rialzo delle previsioni di crescita per l’anno corrente e il prossimo.

In Italia, sia la manifattura, trainata anche dal dinamismo delle esportazioni, sia le costruzioni evidenziano segnali positivi.

I dati sul mercato del lavoro hanno mostrato a febbraio una stabilizzazione del numero degli occupati rispetto al mese precedente, mentre si sono ridotti marginalmente i disoccupati e gli inattivi. E’ opportuno ricordare che, da gennaio 2021, le informazioni sulle Forze di lavoro sono rilasciate in accordo al nuovo Regolamento europeo che ha introdotto alcune modifiche nelle definizioni. Sebbene l’Istat abbia già diffuso le serie ricostruite, il cambio normativo ha implicato una ricomposizione tra occupati, disoccupati e inattivi della quale è necessario tenere conto nell’interpretazione dell’evoluzione degli indicatori.

A marzo, l’inflazione al consumo si è rafforzata, prevalentemente per l’effetto delle ricadute, dirette e indirette, dei recenti rincari del petrolio e delle materie prime nelle diverse fasi del sistema dei prezzi. La diffusione degli aumenti dei prezzi è rimasta più contenuta in Italia rispetto all’area euro.

Le aspettative per i prossimi mesi mantengono un orientamento favorevole per le imprese dell’industria mentre una maggiore incertezza caratterizza la fiducia delle famiglie.

Fonte: ISTAT

Trattamento dei dati relativi alla salute del lavoratore

Trattamento dei dati relativi alla salute del lavoratore

di Antonella Mauro

Nel contesto della trasformazione tecnologica del lavoro, la datafication pone nuovi rischi, ma anche nuove potenzialità.

In termini prevenzionistici, l’utilizzo di processi di analisi dei dati ai fini della predisposizione di misure prevenzionistiche emerge come uno dei tratti caratterizzanti del nuovo rapporto tra salute e tecnologie.

Dinnanzi alle nuove potenzialità concesse dalle tecnologia, occorre valutare attentamente il bilanciamento tra le istanze della sicurezza e quelle della riservatezza del lavoratore e, a questo fine, la disciplina giuslavoristica e quella di data protection offrono importanti indicazioni, che necessiterebbero di ulteriore approfondimento per meglio delineare le condizioni di legittimità dell’utilizzo di strumenti, come gli Smart PPE, che fanno ampio utilizzo di dati personali dei lavoratori, anche sanitari.

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Rischio professionale, occasione di lavoro e diritto di rivalsa dopo l’aggiornamento del Protocollo anti-contagio

Rischio professionale, occasione di lavoro e diritto di rivalsa dopo l’aggiornamento del Protocollo anti-contagio

di Alessio Caracciolo

L’istruzione operativa INAIL 1° marzo 2021, in risposta ad un quesito di un Ospedale ligure in merito ai provvedimenti da adottare nei confronti dei dipendenti “no vax” anti-Covid19, l’emanazione del D.L. 1° aprile 2021, n. 44 (il cui art. 4 ha introdotto un vero e proprio obbligo vaccinale per il personale sanitario), e l’aggiornamento dei protocolli per il contenimento della diffusione del Covid-19 negli ambienti di lavoro offrono uno spunto interessante per mettere a fuoco l’orientamento adottato dalle istituzioni nell’ultimo anno con riferimento al rapporto tra rischio professionale e contagio.

Difatti, il coronavirus SARS-CoV-2 è stato qualificato come malattia-infortunio, per cui, “fermo restando l’inquadramento tra gli infortuni sul lavoro, si applicano i medesimi criteri probatori in vigore per l’accertamento dell’esposizione a rischio e del nesso di causalità vigenti per le malattie professionali” (L. La Peccerella, Infezione da coronavirus e tutela contro gli infortuni e le malattie professionali, in DSL, 2020, n. 1, p. 2).

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Fonte: ADAPT