Home Blog Pagina 627

Covid-19: le agevolazioni fiscali per vaccini e DPI

Fondazione Studi Consulenti del Lavoro – Covid-19: le agevolazioni fiscali per vaccini e dispositivi di protezione individuale

Pubblichiamo l’approfondimento che analizza gli incentivi contenuti nel decreto Rilancio poi incrementati dalla legge di Bilancio 2021.

Al fine di favorire l’adozione di misure dirette a contenere e contrastare la diffusione dell’epidemia da Covid-19 nei luoghi di lavoro, il decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni dalla L. 17 luglio 2020, n. 77, nel Titolo VI dedicato alle
“Misure fiscali”, ha introdotto:
• con l’articolo 125, un credito d’imposta in relazione alle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale (DPI) e di altri dispositivi atti a garantire la salute
dei lavoratori e degli utenti;
• con l’articolo 124, una disposizione agevolativa ai fini Iva per l’acquisto dei beni considerati necessari per il contenimento e la gestione dell’emergenza epidemiologica.
Oltre alla trattazione delle citate misure previste dal c.d. decreto Rilancio, con il presente approfondimento sono analizzate:
• le ulteriori agevolazioni ai fini Iva disposte dalla legge di Bilancio 2021 per la cessione dei vaccini Covid-19 e dei kit diagnostici;
• i criteri di individuazione dei dispositivi di protezione individuale detraibili ai fini delle imposte dirette
.

A corredo pubblichiamo un articolo pubblicato sul sito Punto Sicuro dove viene analizzato l’approfondimento della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro

Istat: Nota sull’andamento dell’economia italiana

Istat: Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana (gennaio 2021)

Le prospettive economiche internazionali sono in graduale miglioramento. Nel quarto trimestre, il Pil cinese e quello degli Stati Uniti hanno entrambi segnato un aumento rispetto ai tre mesi precedenti.


Nello stesso periodo, il Pil dell’area euro è diminuito, sintetizzando andamenti eterogenei tra paesi, con flessioni dell’attività sia in Francia sia in Italia e incrementi in Germania e Spagna.

A dicembre, è proseguita la fase di debolezza della produzione industriale italiana evidenziata anche dalla riduzione dell’indice di diffusione tra i settori. Indicazioni complessivamente positive si registrano per gli ordinativi esteri e le esportazioni.

Il mercato del lavoro, a dicembre, ha mostrato decisi segnali negativi, con un calo congiunturale dell’occupazione e un aumento della disoccupazione e dell’inattività, interrompendo il processo di recupero dei mesi precedenti. In diminuzione le ore pro capite effettivamente lavorate nella settimana.

L’attenuazione della dinamica deflativa della componente energetica e la moderata crescita dell’inflazione nei servizi, a gennaio, hanno riportato su valori positivi la variazione annua dei prezzi al consumo.

A gennaio, gli indici di fiducia hanno segnato una sostanziale stabilizzazione delle aspettative: al lieve calo della fiducia dei consumatori si è accompagnato un moderato aumento di quella delle imprese.

Fonte: ISTAT

Piano vaccini anti Covid-19, aggiornamento delle categorie target prioritarie e delle fasi della campagna vaccinale

Piano vaccini anti Covid-19, aggiornamento delle categorie target prioritarie e delle fasi della campagna vaccinale

Il ministero della Salute in collaborazione con la struttura del Commissario Straordinario per l’emergenza COVID, AIFA, ISS e AGENAS ha elaborato il documento Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19  che aggiorna le categorie a cui offrire la vaccinazione e l’ordine di priorità per l’attuazione della seconda fase del Piano strategico dell’Italia per la vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19, adottato con DM del 2 Gennaio 2021, in base all’evoluzione delle conoscenze e alle informazioni sui vaccini disponibili.

Il documento ha ricevuto parere positivo da parte del Consiglio Superiore di Sanità ed è stato oggetto di un confronto con il Presidente e alcuni componenti del Comitato Nazionale di Bioetica. 

Il gruppo di lavoro permanente su SARS-CoV-2 del Consiglio Superiore di Sanità ha ritenuto largamente condivisibile l’impostazione adottata nel documento, che appare ispirata a principi di equità, protezione, promozione della salute e del benessere, concordando che i vaccini a cui, sulla scorta delle informazioni attualmente disponibili, si attribuiscono maggiori capacità protettive da malattia (vaccini che impiegano la tipologia dell’RNA messaggero) vengano riservati alle categorie di soggetti connotate da maggior rischio di letalità correlata al COVID-19.

Il gruppo di lavoro ha considerato inoltre altrettanto ragionevole che il vaccino di AstraZeneca sia offerto preferenzialmente a soggetti di età compresa tra i 18 e i 55 anni per i quali sono disponibili evidenze maggiormente solide.

Consulta

Fonte: Ministero della Salute

Covid 19: Aggiornamento del Piano vaccinale nazionale

Covid 19: Aggiornamento del Piano vaccinale nazionale

Il documento curato da Ministero della Salute, Commissario per l’Emergenza, Aifa, Iss e Agenas, fissa l’ordine di priorità delle categorie di cittadini da vaccinare dopo quelle della fase 1 (operatori sanitari e sociosanitari, personale ed ospiti dei presidi residenziali per anziani, anziani over 80 anni).

Si legge dal documento che le categorie di cittadini saranno così suddivise (dopo il personale sanitario, RSA e over 80)

Categoria 1. Le persone estremamente vulnerabili, intese condizioni che per danno d’organo pre-esistente, o che compromissione della risposta immunitaria a SARS-CoV-2 particolarmente elevate di sviluppare forme gravi o letali di dai 16 anni di età;
 
Categoria 2: Le persone di età compresa tra 75 e 79 anni;
 
Categoria 3: Le persone di età compresa tra i 70 e i 74 anni;
 
Categoria 4: Le persone con aumentato rischio clinico se infettate da SARS-CoV-2 a partire dai 16 anni di età fino ai 69 anni di età
 
Categoria 5: Le persone di età compresa tra i 55 e i 69 anni senza condizioni che aumentano il rischio clinico;
 
Categoria 6: Le persone di età compresa tra i 18 e 54 anni senza condizioni che aumentano il rischio clinico. Priorità di somministrazione potrà essere considerata, per il personale scolastico e universitario docente e non docente, per le Forze armate e di Polizie, per i setting a rischio quali penitenziari e luoghi di comunità e per il personale di altri servizi essenziali e a seguire il resto della popolazione.
 
Per le categorie dalla 1 alla 5 saranno offerti i vaccini a RNA mentre il vaccino di AstraZeneca alla categoria sarà riservato alla categoria 6.

Il documento è stato oggi discusso in Conferenza Stato Regioni.

Fonte: Quotidiano della Sanità