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Confindustria: Working Paper – “Cracks in the Chain: Mapping European Import Dependencies in Global Industrial Networks”

Dalla pagina ufficiale del Centro Studi CONFINDUSTRIA.

Di seguito il link per leggere il working paper completo.

Il nuovo CSC Working Paper, a firma di Matteo Pignatti e Chiara Puccioni (Centro Studi Confindustria).

Gli autori analizzano le vulnerabilità delle catene globali del valore in un contesto di crescente frammentazione politica e crisi sovrapposte, con particolare attenzione ai settori strategici per le transizioni verde e digitale. Le dipendenze critiche dell’industria nell’Unione Europea e nei singoli Stati membri sono identificate in base a molteplici fattori: la concentrazione delle importazioni, il saldo commerciale, i profili di rischio dei Paesi fornitori, la sostituibilità con prodotti domestici, europei o di altri grandi esportatori mondiali.

L’analisi, basata su dati di commercio bilaterale per oltre 5.000 prodotti, mette in evidenza la difficoltà strutturale nel diversificare le fonti di approvvigionamento e le implicazioni strategiche per l’Europa nel confronto con Cina e Stati Uniti.

The tension between the benefits of trade openness and the need for national autonomy has been a constant factor in economic relations among nations. Global supply chains intensify this tension by both enhancing the benefits of trade specialization and amplifying the ripple effects of disruptions across production networks, even when certain nodes are not directly linked to foreign markets. In an era of overlapping crises and growing political fragmentation, it is crucial to reinforce supply chains—particularly in strategic sectors that underpin the green and digital transition.Thus, it is necessary to identify the products most exposed to supply chain disruption. In this article, we reconsider and expand the approach proposed by the European Commission to identify critical dependencies at the product level for the European Union as a whole, in comparison with other major world economies. From an empirical point of view, we add a set of criteria to identify vulnerable supply chains for the individual E.U. member states, which allows us to investigate other layers of vulnerabilities, comparing those common between European economies and the EU as whole and those specific to each member state. From a methodological point of view, we add additional selection criteria: the risk profile of supplier countries, and the potential for import diversification.

By leveraging a dataset that gathers information on bilateral trade flows for over 5,000 products (at the 6-digit level) traded among more than 200 countries, we apply the defined criteria to the aggregate of the European Union, comparing it with the two major trading partners, China and the USA, as well as with E.U. member states. Overall, the analysis suggests that import concentration is the most binding of all constraints identified, selecting about 50% of the set of critical products. Differences emerge in countries’ ability to diversify the country of origin of their imports, both at the global level and between E.U. member states, and concerning the capacity substitute imports with exports, particularly between China and the U.S., with the latter characterized by a higher trade deficit. Moreover, the main European industrial economies display different potential substitutability of extra-EU imports with intra-EU trade.
However, over the past ten years, none of the countries analyzed have consistently diversified the origin of their imports. Trade vulnerabilities emerged for all the economies considered (for some more than others), regardless of their size. Indeed, critical dependencies seem to be mainly the result of long-term choices involving specialization, reallocation of international production chains, and efficiency-seeking in selected trade partners. For Europe and the U.S., this process is closely tied to the growth of emerging countries, with China at the forefront.

Focusing on a set of intermediate and capital products selected as critical for European industry in most of the last six years, it is also possible to further characterize dependencies in terms of industrial inputs. We evaluate their strategic relevance, and the geopolitical and climate risks attached, related to the countries from which these products are imported. Finally, through an iterative algorithm that redistributes market share among all existing exporters worldwide, besides those already exploited, we investigate whether alternative suppliers of these products are available to diversify imports and decrease trade dependencies.

ICMQ: Lavorare con Excel: dai fondamenti al livello avanzato

ICMQ organizza il corso di formazione

Lavorare con Excel: dai fondamenti al livello avanzato

Il corso, di 16 ore, erogato in modalità online sincrona il 20, 27 giugno e 4, 11 luglio 2025 dalle 09:00 alle 13:00 in collaborazione con il Collegio degli ingegneri e architetti di Milano, si propone a chi ha già una buona preparazione di Excel e prevede una parte iniziale di ripasso, consolidamento e approfondimento dei concetti generali per poi affrontare nel dettaglio le Matrici Dinamiche, Power Query (ETL process) e Power Pivot (Data Model management).
E’ richiesta l’installazione di Excel 365 senza il quale non sarà possibile sperimentare quanto proposto.

L’analisi dei dati è un ambito nel quale Excel riveste un ruolo di primaria importanza grazie alle sue funzionalità avanzate che permettono di ottenere dati omogenei da fonti differenti attraverso processi di tipo ETL (Extraction, Transformation and Loading) e di poterli poi trattare con i Modelli Dati per ottenere informazioni sulle quali ottenere facilmente, Tabelle Pivot da più tabelle in relazione tra loro, sulle quali applicare Misure, Indicatori di performance (KPI), elementi e campi calcolati.

Verranno rilasciati 16 Cfp per ingegneri iscritti all’ordine professionale.

Info e iscrizioni disponibili a questo link.

ICMQ: I criteri vincenti nella predisposizione dell’offerta economicamente più vantaggiosa Come redigere un’offerta vincente in un appalto – 23/07/2025 dalle ore 9.00 alle ore 18.00

ICMQ organizza il corso di formazione

I criteri vincenti nella predisposizione dell’offerta economicamente più vantaggiosa.

Come redigere un’offerta vincente in un appalto

Il Corso offre ai partecipanti la formazione per completare e predisporre un’offerta vincente per un appalto di servizi e/o lavori aggiudicato tramite l’offerta economicamente più vantaggiosa.


Si terrà in modalità online sincrona il 23 Luglio dalle ore 9.00 alle ore 18.00.


Il corso vuole guidare i partecipanti nel destreggiarsi tra le clausole, richieste e documentazioni necessarie al corretto inoltro di un’offerta completa e vincente.


Il Corso offre ai partecipanti la formazione per completare e predisporre un’offerta vincente per un appalto di servizi e/o lavori aggiudicato tramite il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa.
Il corso intende guidare i partecipanti nel destreggiarsi tra le clausole, richieste e documentazioni necessarie al corretto inoltro di un’offerta completa e vincente.


Saranno affrontate le previsioni in materia di offerta economicamente più vantaggiosa di cui al Codice dei Contratti Pubblici, D.lgs. 36/2023, che delinea i possibili criteri e le metodologie di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per appalti di servizi di progettazione e DL, nonché per appalti di progettazione e/o costruzione e per appalti di servizi ispettivi.


La predisposizione di una completa ed esaustiva relazione metodologica, detta anche Piano di Gestione Qualità, coerente con le prescrizioni richieste dalla Stazione Appaltante, potrà esprimere in modo opportuno nell’offerta CHI, COSA, DOVE, QUANDO, PERCHE’, COME e QUANTO (trattasi dunque, di un’offerta gestita con le metodologie di Project Management).

Verrà studiata l’offerta con le succitate metodologie e tecniche di Project Management; Agli elementi qualitativi, sono attribuiti il massimo punteggio; Il D.lgs 36/2023 non prevede più un punteggio nell’offerta economica con il limite del 30%. Prevede comunque un equilibrio tra i punteggi dell’offerta tecnica e dell’offerta economica.
Da parte del relatore, sarà illustrata anche la richiesta sempre più frequente di offerte con il “criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”, che dovrà ormai comprendere la metodologia BIM e le fondamentali interazioni tra BIM – Project Management e Life Cycle Costing.


A tal riguardo, infatti, sempre più spesso, molte Stazioni Appaltanti pubbliche in relazione ad appalti di progettazione, costruzione e di servizi attinenti all’ingegneria e l’architettura, vengono evidenziati tra gli elementi di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa “professionalità e adeguatezza dell’offerta” e “caratteristiche metodologica dell’offerta” da esplicitarsi tutte tramite la relazione metodologica (o Piano di Qualità). Non esiste più il riferimento di legge, se pure come esempio, dei criteri di riferimento per l’offerta economicamente più vantaggiosa.


Per la progettazione, non c’è più la progettazione definitiva, e quella esecutiva è a cura dell’impresa. In gara lo studio di fattibilità tecnico economico.

La frequenza del corso conferisce 8 crediti formativi per il mantenimento della certificazione Project Manager secondo la norma UNI 11648.

Info e iscrizioni disponibili a questo link.

Tentato furto a Pomigliano: la sicurezza corre più veloce dei ladri

Nei giorni scorsi, a Pomigliano d’Arco, in provincia di Napoli, si è sfiorato l’ennesimo furto ai danni di una farmacia. Ma questa volta, per fortuna, le cose sono andate diversamente. I ladri avevano già forzato l’ingresso, pronti a colpire, quando è scattato l’allarme. Nel giro di pochi minuti, la vigilanza privata è arrivata sul posto e ha mandato tutto all’aria. I malviventi, colti alla sprovvista, non hanno potuto fare altro che darsela a gambe, senza riuscire a portare via nulla.

Può sembrare una scena già vista, magari una di quelle notizie che scorrono veloci tra le tante. Ma non è così. In un periodo in cui i furti e le rapine a danno di attività commerciali sembrano non dare tregua, vedere che un servizio di sicurezza funziona davvero fa la differenza. Ed è anche un po’ rincuorante, diciamolo.

Ed è proprio in momenti come questo che capiamo l’importanza della vigilanza privata: essere sul pezzo, rispondere in pochi minuti a una chiamata d’emergenza, mostrare una presenza che da sola può far desistere chi aveva brutte intenzioni.

Questa volta, per fortuna, è andata bene. Nessun furto, nessun danno irreparabile, solo tanta paura e un episodio che si è chiuso nel migliore dei modi. E il merito è tutto di chi ha saputo agire con prontezza e sangue freddo.

Perché in fondo la sicurezza non è fatta solo di telecamere e serrature, ma di persone. Persone che vegliano quando gli altri dormono, che corrono quando suona un allarme, che mettono la propria presenza a servizio di tutti. 

Fonte: Il Mediano – “Furto in farmacia a Pomigliano d’Arco: la vigilanza interviene tempestivamente”