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Istat: occupati e disoccupati di ottobre 2020

A sign with written on "participate, design! Your opinion counts!" stands next to a man who looks at a posting wall with ads for vacancies, written on "we search you!" "work offers" and "education offers, first floor" at the unemployment centre "Agentur fuer Arbeit" on April 11, 2012, at the district Kreuzberg in Berlin, Germany. AFP PHOTO / ODD ANDERSEN (Photo credit should read ODD ANDERSEN/AFP/Getty Images)

Istat: occupati e disoccupati di ottobre 2020

A ottobre, il numero di occupati diminuisce lievemente rispetto al mese precedente, al contempo aumentano i disoccupati e calano gli inattivi

Dopo la crescita di luglio e agosto e la sostanziale stabilità di settembre, a ottobre l’occupazione scende lievemente a seguito del calo tra uomini, dipendenti a termine e indipendenti.

Il tasso d’occupazione e quello di disoccupazione rimangono tuttavia stabili.

Rispetto a febbraio 2020, l’occupazione è ancora inferiore di oltre 420 mila unità (-136mila per gli indipendenti, -284mila per i dipendenti a termine e -4mila per i permanenti) e rimane più elevato sia il numero dei disoccupati, di circa 80 mila unità, sia quello degli inattivi, di quasi 230 mila unità.

Il tasso di occupazione è ancora inferiore di un punto percentuale, mentre quello di disoccupazione è stabilmente al di sopra dei livelli di febbraio.

Istat: conti economici trimestrali

Istat: conti economici trimestrali

Prodotto interno lordo, valore aggiunto, consumi, investimenti, domanda estera del III trimestre 2020

Istat La stima completa dei conti economici trimestrali conferma che l’economia italiana, dopo la forte contrazione registrata nella prima metà dell’anno per gli effetti dell’emergenza sanitaria, registra un consistente recupero nel terzo trimestre, misurato da una crescita congiunturale del Pil pari al 15,9%.

Nella stima preliminare la crescita del Pil era del 16,1%. La ripresa è diffusa a tutti i comparti economici e, dal lato della domanda, è trainata sia dalla componente interna, sia da quella estera.

Sul piano interno contributi alla crescita fortemente positivi sono venuti dai consumi privati (+7,5 punti percentuali) e dagli investimenti (+5,3), mentre la variazione delle scorte ha contribuito negativamente per un punto percentuale.

A causa delle flessioni dei primi due trimestri, la variazione tendenziale resta negativa nella misura del 5%.

La ripresa dell’attività produttiva si accompagna a una marcata ripresa dell’input di lavoro in termini di ULA e ore lavorate mentre le posizioni lavorative hanno registrato una debole crescita.

Fonte: ISTAT

MID, Sperimentazione Italia: esistono più possibilità di sperimentare strumenti, prodotti e servizi innovativi

MID, Sperimentazione Italia: esistono più possibilità di sperimentare strumenti, prodotti e servizi innovativi

L’Italia compie un passo in avanti nel rendere possibile sperimentare novità tecnologiche frutto di inventiva e scoperte. A rimuovere freni esistenti in precedenza è l’articolo 36 del Decreto-legge 16 luglio 2020 n. 76 che contiene “Misure urgenti per la semplificazione e l’innovazione digitale”. Il provvedimento è stato convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1 della Legge 11 settembre 2020, numero 120. La novità può essere rappresentata con le parole “Sperimentazione Italia”.

Il nostro Paese investe nell’innovazione meno di altri Stati dell’Unione Europea (European Commission – Country Report Italy 2020). Esistono tuttavia in Italia e all’estero potenzialità di sviluppo della creatività e dell’innovazione che devono essere messe a frutto più di quanto si sia fatto finora. L’Italia può avere un ruolo di laboratorio di innovazione di livello internazionale per permettere la nascita e lo sviluppo di tecnologie in grado di determinare benefici economici per il Paese e miglioramenti nella qualità della vita dei suoi cittadini.

La misura riconosce a imprese, università, enti di ricerca, start up e spin off universitari (*), di qualunque settore, la possibilità di testare progetti pilota in ambito di digitalizzazione e innovazione tecnologica, in deroga a vincoli normativi.

“Sperimentazione Italia” rientra tra le azioni di Italia 2025, la strategia per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione del Paese.

La sperimentazione di iniziative innovative è spesso impedita o ritardata da norme desuete, regolamentazioni particolarmente complesse, divieti e processi burocratici non sempre adeguati al nostro tempo. “Sperimentazione Italia” ha l’obiettivo di favorire l’apertura di un percorso più semplice e rapido per sottoporre a verifiche e ad esami progetti che hanno pochi o nessun precedente.

Informazioni per la partecipazione

In presenza dei necessari requisiti di sicurezza e della dovuta documentazione, i soggetti che chiedono di essere autorizzati a sperimentare strumenti, prodotti e servizi innovativi hanno la possibilità di accedere ad un iter semplificato al fine di ottenere il via libera. Per dare avvio a questa procedura sarà sufficiente presentare domanda al Dipartimento per la Trasformazione digitale e al Ministero dello Sviluppo economico che, a seguito di un’analisi approfondita sulla richiesta, possono autorizzare la sperimentazione definendone le caratteristiche e le modalità nelle quali andrebbe eseguita.

Qui di seguito un riassunto dei passi necessari per partecipare all’iniziativa e i successivi passaggi procedurali e autorizzativi:

  1. Richiesta sperimentazione in deroga
    La domanda di temporanea deroga alle norme dello Stato bloccanti la sperimentazione deve:
    1. essere inviata a mezzo posta elettronica certificata (Pec) al Dipartimento per la Trasformazione digitale e al Ministero dello Sviluppo economico (maggiori informazioni a fondo pagina);
    1. precisare quali siano le norme vigenti che bloccherebbero la sperimentazione;
    1. indicare le caratteristiche della sperimentazione in esame (per esempio durata, finalità, benefici attesi, misure di mitigazione di eventuali rischi, eccetera) allegando alla richiesta tramite posta elettronica certificata (Pec) l’allegato tecnico compilato in tutti i suoi campi (maggiori informazioni a fondo pagina).
       
  2. Valutazione della domanda
    Il Ministero dello Sviluppo economico, sentito il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti per gli eventuali aspetti relativi alla sicurezza della circolazione, esamina la domanda e redige entro 30 giorni una relazione istruttoria. Questa contiene la proposta di autorizzazione con il via libera oppure il preavviso di diniego da indirizzare al Dipartimento per la Trasformazione digitale. Il Ministero dello Sviluppo economico può domandare al richiedente chiarimenti o integrazioni alla domanda e, in questo caso, la richiesta interrompe il termine dei 30 giorni, che inizia a decorrere nuovamente dalla ricezione degli elementi richiesti o dalla scadenza del termine assegnato per la risposta. Se le integrazioni richieste non vengono trasmesse entro il termine previsto, la domanda si intende respinta.
  3. Autorizzazione della sperimentazione
    Per tutti i progetti che presentano concreti ed effettivi profili di innovazione tecnologica, i cui risultati comportano effetti positivi sulla qualità dell’ambiente o della vita, e concrete probabilità di successo, il Dipartimento per la Trasformazione digitale, in accordo con il Ministero dello Sviluppo economico, autorizza la sperimentazione per la durata non superiore a un anno e prorogabile una sola volta. L’autorizzazione definisce anche le modalità di svolgimento e le prescrizioni ritenute necessarie per limitare i rischi ad essa connessi. L’autorizzazione sostituisce ad ogni effetto tutti gli atti di assenso, i permessi, le autorizzazioni, i nulla osta di competenza di altre amministrazioni statali.
  4. Vigilanza sulla sperimentazione e relazione finale
    Il Dipartimento per la Trasformazione digitale, in accordo con il Ministero dello Sviluppo economico, monitora e verifica la sperimentazione, analizza l’avanzamento delle iniziative, i risultati conseguiti e gli impatti sulla qualità dell’ambiente e della vita. Al termine della sperimentazione, il soggetto richiedente trasmette al Dipartimento per la Trasformazione digitale e al Ministero dello Sviluppo economico una relazione con la quale illustra i risultati del monitoraggio e della sperimentazione, nonché i benefici economici e sociali conseguiti.
    Il Dipartimento per la Trasformazione digitale attesta se l’iniziativa promossa dall’impresa richiedente si è conclusa positivamente ed esprime al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro competente per materia un parere sulla eventuale opportunità di modifica delle disposizioni di legge o di regolamento in vigore che disciplinano l’attività oggetto di sperimentazione.
  5. Iniziative normative e regolamentari
    Entro 90 giorni dalla data dell’attestazione positiva della relazione sulla sperimentazione, il Presidente del Consiglio dei ministri, o il Ministro delegato, di concerto con il Ministro competente per materia, promuove le iniziative normative e regolamentari necessarie per consentire lo svolgimento a regime dell’attività oggetto di sperimentazione.
Ambiti non ammessi
La norma esclude possibilità di deroga per una serie di fattispecie. Non può essere disposta in alcun caso la deroga a disposizioni a tutela della salute, dell’ambiente, dei beni culturali e paesaggistici. Lo stesso vale per disposizioni penali o del codice delle leggi antimafia, come indicato nel Decreto legislativo 6 settembre 2011, numero 159, né possono essere violati o elusi vincoli inderogabili derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea o da obblighi internazionali.

Inoltre, non è possibile sperimentare nelle attività in materia di:

  • tecno-finanza (FinTech) ex articolo 36 del decreto-legge 30 aprile 2019, numero 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, numero 58;
  • raccolta del risparmio, credito, finanza, moneta, moneta elettronica, sistema dei pagamenti, assicurazioni e di ogni altro servizio finanziario oggetto di autorizzazione;
  • sicurezza nazionale;
  • anagrafica, di stato civile, di carta d’identità elettronica;
  • elettorale e referendaria;
  • procedimenti di competenza delle autorità provinciali di pubblica sicurezza relativi a pubbliche manifestazioni, misure di prevenzione personali e patrimoniali, autorizzazioni e altri provvedimenti a contenuto abilitativo, soggiorno, espulsione e allontanamento dal territorio nazionale degli stranieri e dei cittadini dell’Unione Europea, o comunque di ogni altro procedimento a carattere preventivo in materia di pubblica sicurezza.

Le domande possono essere inviate a mezzo posta elettronica certificata (Pec) rispettivamente al Dipartimento della Trasformazione digitale e al Ministero dello Sviluppo economico ai seguenti indirizzi di posta elettronica certificata (Pec):

Presentazione domanda

[email protected][email protected];

Link utili:

Fonte: MID

Centro Studi Confindustria: Indagine rapida sulla produzione industriale

Centro Studi Confindustria: Indagine rapida sulla produzione industriale

Le misure di contenimento del Covid 19 riportano in territorio negativo la dinamica della produzione industriale in novembre (-2.3%) e del 4° trimestre

La produzione industriale italiana, dopo il recupero rilevato in ottobre (+1,2%), torna a diminuire in novembre (-2,3%), a causa della contrazione della domanda conseguente alle misure di contenimento introdotte in Italia e nei principali partner commerciali. Le prospettive per il quarto trimestre sono negative, come mostra l’andamento della fiducia tra gli imprenditori manifatturieri e tra le famiglie, in netto peggioramento specialmente nelle componenti relative alla situazione corrente e alle attese sul contesto economico nei prossimi mesi.

Come sta andando la produzione industriale in Italia

Il CSC rileva una diminuzione della produzione industriale del 2,3% in novembre su ottobre, quando è avanzata dell’1,2% su settembre. Al netto del diverso numero di giorni lavorativi, l’attività risulta in calo in entrambi i mesi della rilevazione: -5,8% in novembre e -2,0% in ottobre. Gli ordini in volume diminuiscono in novembre del 3,3% sul mese precedente (-4,8% sui dodici mesi) e in ottobre dell’1,3% su settembre (-1,4% annuo).

La dinamica della produzione industriale rilevata in ottobre e novembre riporta in territorio negativo la variazione congiunturale acquisita nel quarto trimestre (-1,9%), dopo il +28,6% rilevato dall’ISTAT nel terzo (-16,9% nel secondo).

In novembre i livelli di attività sono inferiori del 6,3% rispetto a gennaio. Secondo le indagini qualitative (ISTAT e Ihs-Markit PMI) i comparti di produzione di beni durevoli e di beni strumentali sono quelli che hanno risentito maggiormente dell’attuale contesto.

Sull’andamento dell’attività nei due mesi di rilevazione hanno inciso negativamente il decumulo delle scorte (per soddisfare ordini pregressi), un calo della domanda interna e difficoltà nel reperire nuovi ordini esteri a causa delle restrizioni introdotte presso i partner commerciali.

Secondo quanto emerso dall’indagine Markit sul PMI manifatturiero, si è avuto un repentino aumento dei tempi medi di consegna, un indicatore che in condizioni “normali” segnala un forte incremento della domanda non tempestivamente soddisfatto dall’offerta, ma che nella situazione attuale dipende invece – stando a quanto dichiarato dagli imprenditori – da interruzioni lungo la catena di fornitura a causa delle più rigide misure anti Covid-19 che hanno determinato ritardi nei trasporti e problemi di natura logistica. Ciò tende a frenare l’attività nei prossimi mesi, come peraltro segnalato nell’indagine ISTAT.

Si è infatti rilevato un netto ridimensionamento delle attese degli imprenditori manifatturieri su ordini, produzione e, soprattutto, sulle prospettive dell’economia italiana (il saldo è diminuito di 23 punti solo a novembre).

Stesse preoccupazioni sono emerse anche dall’indagine ISTAT sulla fiducia delle famiglie, tra le quali sono fortemente peggiorate le aspettative sulla situazione economica dell’Italia, sui bilanci familiari e sulla disoccupazione, mentre sono migliorate le valutazioni sull’opportunità attuale e futura di risparmio. Una lettura integrata di questi indicatori congiunturali evidenzia, per il trimestre in corso, un nuovo aumento del risparmio a scopo precauzionale (guidato anche dall’incertezza sull’evoluzione dell’emergenza sanitaria) e un rinvio delle decisioni di investimento delle imprese, dopo il forte incremento nei mesi estivi (+12,4% la spesa delle famiglie e +31,3% gli investimenti fissi lordi).

Alla luce di ciò, per il quarto trimestre c’è da attendersi un contributo negativo dell’industria alla variazione congiunturale del PIL, che è atteso diminuire rispetto al terzo (quando è rimbalzato del 15,9%) soprattutto per il calo nei servizi, la cui attività è stata fortemente compromessa dalle misure introdotte nelle ultime settimane per contrastare la crescita dei contagi da Covid-19.

Fonte: Confindustria