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Istat, memoria sull’esame della NADEF 2020

Memoria scritta dell’Istituto nazionale di statistica all’esame della nota di aggiornamento del documento di economia e finanza 2020 (NADEF)

La memoria dell’Istat contiene un quadro aggiornato sulla congiuntura economica più recente: dopo un breve riferimento al contesto internazionale, si sofferma sull’andamento recente dell’economia italiana e sulle sue prospettive di crescita di breve termine, utilizzando sia indicatori congiunturali sia indicatori che hanno in media la capacità di anticiparne l’andamento.

Il documento non entrerà nel merito degli interventi descritti in forma preliminare nel testo in discussione, l’Istituto, come di consueto, si riserva di esaminarli in dettaglio nel contesto delle valutazioni sulla legge di bilancio.

La memoria conclude con considerazioni su alcuni temi socio-economici emergenti che rappresentano, in particolare alla luce della crisi economica innescata dalla pandemia e dalle conseguenti misure di contenimento, alcune tra le aree di intervento prioritarie nella definizione delle politiche per il Paese.

 

Fonte: Istat

Economia non osservata: nel 2018 si riduce dell’1,3% e diminuisce il suo peso sul Pil

Istat, economia non osservata nei conti nazionali

L’economia non osservata è costituita dalle attività economiche di mercato che, per motivi diversi, sfuggono all’osservazione diretta della statistica ufficiale e pongono problemi particolari nella loro misurazione. Essa comprende, essenzialmente, l’economia sommersa e quella illegale.

Le principali componenti dell’economia sommersa sono costituite dal valore aggiunto occultato tramite comunicazioni volutamente errate del fatturato e/o dei costi (sotto-dichiarazione del valore aggiunto) oppure generato mediante l’utilizzo di input di lavoro irregolare. Ad esso si aggiunge il valore dei fitti in nero, delle mance e una quota che emerge dalla riconciliazione fra le stime degli aggregati dell’offerta e della domanda. Quest’ultimo tipo di integrazione contiene in sé, in proporzione non identificabile, sia effetti collegabili a fenomeni di carattere puramente statistico sia elementi ascrivibili all’esistenza di componenti del sommerso non completamente colte attraverso le consuete procedure di stima.

L’economia illegale include le attività di produzione di beni e servizi la cui vendita, distribuzione o possesso sono proibite dalla legge, e quelle che, pur essendo legali, sono svolte da operatori non autorizzati. Le attività illegali incluse nel Pil dei Paesi Ue sono la produzione e il commercio di stupefacenti, i servizi di prostituzione e il contrabbando di sigarette.

Nel 2018 il valore aggiunto generato dall’economia non osservata, ovvero dalla somma di economia sommersa e attività illegali, si è attestato a poco più di 211 miliardi di euro (erano 213,9 nel 2017), in flessione dell’1,3% rispetto all’anno precedente e in controtendenza rispetto all’andamento del valore aggiunto, cresciuto del 2,2%. L’incidenza dell’economia non osservata sul Pil si è di conseguenza ridotta di 0,4 punti percentuali, portandosi all’11,9%, confermando una tendenza alla discesa in atto dal 2014, quando si era registrato un picco del 13,0%.

Tale andamento si deve alla diminuzione del valore aggiunto sommerso da sotto-dichiarazione (-2,9 miliardi di euro rispetto al 2017) e da utilizzo di input di lavoro irregolare (-1,7 miliardi) mentre risultano in crescita le altre componenti residuali (+1,4 miliardi). L’economia illegale ha segnato un aumento contenuto in valore assoluto, con un’incidenza che è rimasta ferma all’1,1%.

Rispetto al 2017 si osserva una lieve variazione del peso relativo delle diverse componenti dell’economia non osservata: a una riduzione delle quote ascrivibili alla sotto-dichiarazione (dal 46,0% al 45,3%) e all’utilizzo di input di lavoro irregolare (dal 37,5% al 37,2%), fa fronte un incremento di quelle riconducibili alle altre componenti del sommerso (dal 7,6% all’8,3%) e all’economia illegale (dall’8,8%al 9,1%).

Fonte: ISTAT

Formazione per la qualifica delle GPG in servizio di antipirateria

COMUNICATO STAMPA

Formazione per la qualifica delle GPG in servizio di antipirateria

13 ott. ASSIV – “Ringraziamo l’on. Luca Frusone per l’ordine del giorno presentato al DDL di conversione del Decreto-legge c.d. Agosto, odg 9/02700/091 accolto dal governo, con il quale ha voluto sottolineare come sia necessario da parte del Ministero dell’Interno attivare quanto prima i corsi teorico-pratici per la qualifica delle guardie particolari giurate in servizio di antipirateria”, lo dichiara in una nota Maria Cristina Urbano, presidente di Assiv, l’Associazione di categoria della Vigilanza Privata e dei Servizi Fiduciari, aderente alla Federazione ANIE/Confindustria. “L’on. Frusone già la scorsa estate aveva depositato un’interrogazione alla ministra Lamorgese sulla medesima vicenda, con questa nuova iniziativa dimostra la sua costante attenzione nei confronti del settore degli istituti di vigilanza privata. Da parte nostra, ci auguriamo che il Viminale proceda celermente a sbloccare una situazione che nel mese di luglio e agosto ha determinato la scesa a terra dei nostri addetti dipendenti da aziende italiane, con il rischio che gli armatori, che continuavano ad aver bisogno di un servizio di tutela a bordo dei loro mercantili, fossero tentati di rivolgersi  a società straniere. Tutto questo non deve più accadere: giugno 2021, data dell’ulteriore proroga in deroga alla formazione obbligatoria, ottenuta grazie alle nostre sollecitazioni, è dietro l’angolo”, conclude Maria Cristina Urbano.

Covid 19: firmato il nuovo Dpcm sulle misure di contrasto e di contenimento della pandemia 

Covid 19: firmato il nuovo Dpcm sulle misure di contrasto e di contenimento della pandemia

 

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il Dpcm del 13 ottobre 2020 sulle misure di contrasto e contenimento dell’emergenza Covid-19.

L’atto è in fase di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale