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“Un piano shock come nel Dopoguerra”. Intervista a Vincenzo Boccia (Confindustria)

Per il presidente degli industriali “in termini economici è come aver subito gli effetti di un conflitto”.

Il decreto da 3,6 miliardi “è acqua fresca, anche Gualtieri lo sa”.

Al Governo chiede di agire d’urgenza, misurare le parole e “sforare per fare investimenti”

05/03/2020 13:46 CET

By Alessandro De Angelis

Presidente Vincenzo Boccia, nell’incontro di ieri con il Governo, avete parlato di misure che trasformano l’Italia in una grande zona gialla. Quale è il suo giudizio?

Al tavolo c’è stata grande convergenza con tutte le associazioni di categoria sui punti discussi. Li riassumiamo: governare l’emergenza sanitaria, evitare e non subire l’emergenza economica che sta contagiando il paese più velocemente della questione sanitaria; evitare che, non affrontando subito – e ripetiamo subito – la questione economica, si possa trasformare anche in emergenza sociale. Prima prendiamo consapevolezza, meglio è.

Ha avuto la sensazione che c’è questa consapevolezza?

Cominciano ad averla. In tal senso il confronto con tutte le parti ha aiutato.

Torniamo alle misure varate. Scuole chiuse, partite senza pubblico, cinema, musei, teatri sbarrati. Qual è l’impatto economico immediato e nel medio periodo di questa serrata nazionale?

È un impatto molto forte. Innanzitutto queste scelte andrebbero spiegate meglio dal punto di vista comunicativo. Qual è il punto: il punto è contenere il contagio ed evitare il collasso del sistema sanitario. La gente invece ieri, nel confronto comunicazionale, ha ricevuto un messaggio di allarme. È bene spiegarla, per evitare che l’allarme sia più grosso di quello che immaginiamo. Uno vede le scuole chiuse e pensa a che cosa possa esserci dietro.

Analizziamo l’impatto sulla crescita

L’impatto è sulla percezione che il mondo ha di noi e dei cittadini italiani ed europei. Facciamo un esempio: io cittadino vedo che il mio Comune potrebbe essere in zona rossa, potrebbero chiudermi l’azienda per 15 giorni e vado in Cassa integrazione, l’effetto è che io sposto le mie intenzioni di acquisto. Potremmo fare mille esempi sulle disdette del turismo e l’emergenza del settore.

Sembra che il Governo si stia muovendo su una sorta di politica dei due tempi: prima la salute, poi l’economia. Dove è sbagliato questo ragionamento?

Le due cose vanno viste insieme, altrimenti sei un dogmatico, non un realista. Le racconto un episodio. Una volta, era da poco morto Karol Wojtyla, partecipai a un convegno con Joaquin Navarro Valls. A una domanda, appunto sul Papa, ripose: “Sapeva distinguere le cose importanti dalle cose urgenti”. Bene, oggi la politica dove distinguere le cose importanti da quelle urgenti.

Quali sono quelle importanti e quelle urgenti?

Le importanti e urgenti sono quelle che abbiamo spiegato ieri al presidente del Consiglio. Occorre, subito, un intervento compensativo per fronteggiare l’arretramento della domanda privata. Ricordiamo un numero. Noi esportiamo 550 miliardi all’anno. Di questi, 450 vengono dalla manifattura, che non può lavorare solo con lo smart working. Ora se noi rimandiamo le fiere e gli ordini arrivano tra qualche mese, se gli altri paesi bloccano i voli e i clienti pospongono le visite negli stabilimenti, se questa questione diventa anche francese, spagnola, tedesca, tutto questo comporterà un drammatico rallentamento dell’export del paese. Altro che manovra: in termini economici è come aver subito gli effetti di un conflitto.

Cioè lei vede un momento straordinario come quello in cui si trovò l’Italia nell’immediato dopoguerra?

Esattamente. Allora abbiamo avuto la capacità di risollevarci dalle macerie. E oggi, come allora, occorre un piano “straordinario”, un piano “shock” che compensi il crollo della domanda privata. Su questo va aperto un grande confronto con l’Europa, altro che decimali.

Insomma, per una situazione eccezionale, risposte eccezionali.

Elementare direi. Va guardata in faccia la realtà.

Adesso parliamo delle sue proposte. Prima però, mi faccia dire. Ho la sensazione che, in questo suo allarme, ci sia una critica alla lentezza e al balbettio di fondo del Governo, che ancora traccheggia sul decreto.

È chiaro che nella prima fase si sono concentrati sulla questione sanitaria. Adesso, in termini economici, la zona rossa è diventata l’Italia. Basta incertezze, occorre immediatezza nelle decisioni. Approfitto di questa conversazione per dire: non usiamo la questione europea come alibi per rallentare. Decidiamo. Subito. Noi siamo stati concreti, e responsabili, e nessuno di noi ne ha fatto una questione categoriale, adesso spetta al Governo dimostrare altrettanta concretezza. Abbiamo fornito tutti gli elementi per un grande piano di convergenza nazionale tra Governo, forze politiche, parti sociali, amministrazioni. Non è una trattativa con le singole categorie, è la base, concreta e responsabile, per affrontare la crisi.

I famosi 3,6 / 4 miliardi sono acqua fresca?

Lo sa e lo ha detto anche il ministro Gualtieri. Ma anche se saranno 5, 6, 7 non basteranno, sono solo un inizio che va all’interno di un quadro più complessivo. Occorre attivare la domanda pubblica, questo è il primo punto delle nostre proposte: si usino tutte le risorse disponibili nel paese per attivare le infrastrutture, secondo il modello del Ponte Morandi, anche con le correzioni indicate dalla nostra associazione dei costruttori, e secondo quello che dicemmo sin dal febbraio 2018: la politica dei fini. Significa: ti do il commissario, do più poteri al sindaco ma in X mesi devi fare l’opera piccola, media o grande, attivare cantieri e scaricare a terra una potenza di fuoco mai vista. Per la prima volta, il paese dei rinvii e delle lungaggini deve avere consapevolezza dei tempi.

Si deve sforare e quanto?

L’idea di uno sforamento ci può stare. Di fronte all’emergenza ci stanno anche piani straordinari, qui non stiamo parlando di reddito di cittadinanza e quota 100. Occorre un salto di qualità. Il primo punto sono le infrastrutture, ed è chiaro che ci vuole più flessibilità, noi diciamo 3.000 miliardi a livello europeo da finanziare attraverso eurobond a 30 anni nel solco del Green New Deal e da investire in tempi brevi. Il secondo punto è il credito. È chiaro quello che succederà.
Parecchie imprese rischiano di chiudere, basti pensare al turismo.
Ecco, succederà alle imprese della zona rossa come a quelle del settore turistico, che stanno già avendo un crollo delle prenotazioni. Se non li aiutiamo tra sei mesi non riaprono, falliscono, così come tutte le aziende che avranno cali di fatturato. Questa fase di transizione è cruciale, perché si può evitare che il “dopo” sia una catastrofe. È chiaro che, subito, vanno messi in campo elementi innovativi di credito.

Le ripeto la domanda che le ho fatto all’inizio: il Governo ha consapevolezza di quel che sta accadendo?

Quando le parti sociali sono unite, il Governo reagisce. Abbiamo adottato uno spirito non polemico nel linguaggio e nel merito.
Si è sottovalutato il problema all’inizio, è scoppiata un’epidemia in una zona circoscritta, ora vengono prese misure forti. Il problema è che al Nord hanno fermato l’economia.

Ha ragione il sindaco di Milano Beppe Sala a sensibilizzare su questo tema o ha torto?

Ha ragione. Quanto prima arriviamo a una fase di normalizzazione meglio è, compatibilmente con il perimetro della questione sanitaria. Ma bisogna accelerare il più possibile. Il mondo ha percepito l’Italia come una grande zona rossa. In questo senso tutti noi dovremmo recuperare l’etica della responsabilità. Il linguaggio non è un aspetto marginale, il cosa dici e il come lo dici. Prima di usare le parole devi sapere gli effetti che generano nell’economia e della società.

In queste parole c’è una critica soft a come il Governo sta gestendo questa crisi. Vede troppa incertezza politica e comunicativa?

Ha perfettamente ragione: è una critica soft. Ma la logica adesso è: guardiamo a domani. Ed evitiamo di dire cosa abbiamo sbagliato finora, altrimenti non se ne esce. Tutti dobbiamo autoregolamentarci.

Un Governo che è entrato in questa emergenza fermo su tutto, anche sulle crisi industriali, ha la forza per affrontare questa emergenza oppure è inevitabile un “Governo di emergenza”?

Non entriamo nel merito dei Governi, ma in questo momento stiamo invocando una immediatezza di reazioni. Un cambio in corsa, in piena crisi, lo vedo complicato ma credo che, se non sarà capace di decisioni tempestive, arriverà qualche fattore esogeno. Ieri lo abbiamo detto al tavolo. Va difesa la dignità e la capacità di reazione del paese. Tocca al Governo valutare gli effetti e fare scelte. E, ripetiamo, a ogni scelta corrisponde un effetto. Finora le scelte sono state fatte senza pensare agli effetti. Vale su tutto.

La sua linea è condivisa dai suoi successori?
Assolutamente sì. Ci sarà una grande continuità con questi assi che sono la storia, il presente e il futuro di Confindustria, la discontinuità sarà nello stile di presidenza. Su quello, ognuno ha il suo.

Approvata la legge di conversione del dl 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19

Approvata la legge di conversione del dl 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19

 

Oggi 4 marzo 2020 l’Aula del Senato ha approvato in via definitiva con 234 voti favorevoli, nessun contrario e 5 astensioni il ddl n. 1741 di conversione del decreto legge 23 febbraio 2020, n. 6, recante misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Le principali misure adottate sono*:

Art. 1 – Misure urgenti per evitare la diffusione del COVID-19
Individua misure di contrasto e di emergenza epidemiologica disponendo che allo scopo di evitare il diffondersi del COVID-19, nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio del menzionato virus, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento e gestione adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica.

Tra le misure che possono essere adottate vengono espressamente citate:
– il divieto di allontanamento dal Comune o dall’area interessata da parte di tutti gli individui comunque presenti nel Comune o nell’area (lettera a);
– il divieto di accesso al Comune o all’area interessata (lettera b);
– la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico (lettera c);
– la sospensione del funzionamento dei servizi educativi dell’infanzia e delle istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione e degli istituti di formazione superiore, compresa quella universitaria, salvo le attività formative svolte a distanza (lettera d)

Art. 2 – Ulteriori misure di gestione dell’emergenza
Prevede interventi per la gestione delle emergenze sanitarie in base alle quali le Autorità competenti possono adottare ulteriori misure di contenimento e gestione dell’emergenza, per prevenire la diffusione dell’epidemia da COVID-19 anche fuori dei casi di cui all’articolo 1, comma 1, vale a dire nei casi in cui risulti positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione ovvero vi siano casi non riconducibili a persona proveniente da un’area già interessata dal contagio.

Art. 3 – Attuazione delle misure di contenimento
Detta le norme per l’attuazione delle misure di contenimento di cui ai precedenti articoli, che devono essere adottate, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il comma 1 prevede che le misure di cui ai precedenti articoli siano adottate con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro della salute, sentito il Ministro dell’interno, il Ministro della difesa, il Ministro dell’economia e delle finanze e gli altri Ministri competenti per materia, nonché i Presidenti delle regioni competenti, nel caso in cui riguardino esclusivamente una sola regione o alcune specifiche regioni, ovvero il Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni, nel caso in cui riguardino il territorio nazionale. Il comma 2 stabilisce che, in attesa dell’adozione dei predetti decreti, nei casi di estrema necessità ed urgenza le misure di cui ai precedenti articoli possono essere adottate ai sensi dell’articolo 32 della legge n. 833/1978 con riferimento alle ordinanze di carattere contingibile e urgente, in materia di igiene e sanità pubblica (tale articolo dispone circa le funzioni di igiene e sanità pubblica e di polizia veterinaria stabilendo il potere del Ministro della salute di emettere ordinanze di carattere contingibile e urgente, in materia di igiene e sanità pubblica e di polizia veterinaria, con efficacia estesa all’intero territorio nazionale o a parte di esso comprendente più regioni); dell’articolo 117 del D. Lgs. n. 112/1998, per gli interventi d’urgenza locali in caso di emergenze sanitarie o di igiene pubblica (in merito a tale articolo si ricorda che per gli interventi a carattere esclusivamente locale le ordinanze contingibili e urgenti sono adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale; negli altri casi l’adozione dei provvedimenti d’urgenza, ivi compresa la costituzione di centri e organismi di referenza o assistenza, spetta allo Stato o alle regioni in ragione della dimensione dell’emergenza e dell’eventuale interessamento di più ambiti territoriali regionali; in caso di emergenza che interessi il territorio di più comuni, ogni sindaco adotta le misure necessarie fino a quando non intervengano i predetti soggetti qualificati dalla norma come competenti, ovvero Stato o regioni); dell’articolo 50 del D. Lgs. n. 267/2000 (Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali – TUEL) in relazione ad urgenti necessità per superare situazioni, tra l’altro, di pregiudizio della vivibilità urbana (tale articolo stabilisce che le ordinanze contingibili e urgenti siano adottate dal sindaco, quale rappresentante della comunità locale, in relazione all’urgente necessità di interventi volti a superare situazioni, tra l’altro, di pregiudizio della vivibilità urbana, anche intervenendo in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche; negli altri casi l’adozione dei provvedimenti d’urgenza, ivi compresa la costituzione di centri e organismi di referenza o assistenza, spetta allo Stato o alle regioni in ragione della dimensione dell’emergenza e dell’eventuale interessamento di più ambiti territoriali regionali). Si stabilisce inoltre che tali misure urgenti perdano efficacia se non sono comunicate entro 24 ore al Ministero della salute. Il comma 3 fa salvi gli effetti delle ordinanze contingibili e urgenti già adottate dal Ministro della salute ai sensi dell’articolo 32 della L. 833/1978. Il comma 4 qualifica come illecito penale, di natura contravvenzionale, il mancato rispetto delle misure di contenimento previste dal decreto-legge, prevedendo che, se il fatto non costituisce più grave reato, si applichi l’articolo 650 del codice penale (Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità). Tale disposizione punisce con l’arresto fino a 3 mesi o l’ammenda fino a 206 euro chiunque non osservi un provvedimento legalmente dato dall’autorità per ragioni di giustizia, di sicurezza pubblica o d’ordine pubblico o d’igiene. Ai sensi del comma 5, il Prefetto, informando preventivamente il Ministro dell’interno, assicura l’esecuzione delle misure avvalendosi delle Forze di polizia e, ove occorra, delle Forze armate, sentiti i competenti comandi territoriali. Al personale delle forze armate impiegato, previo provvedimento dl prefetto competente, è attribuita la qualifica di agente di pubblica sicurezza. Il comma 6 dimezza, per i provvedimenti emanati in attuazione dell’articolo, i termini per l’esercizio del controllo preventivo della Corte dei conti.

Art. 4 – Disposizioni finanziarie
Detta le disposizioni finanziarie stabilendo che per far fronte agli oneri derivanti dallo stato di emergenza sanitaria dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, lo stanziamento previsto dalla medesima delibera è incrementato di 20 milioni di euro per l’anno 2020 a valere sul Fondo per le emergenze nazionali previsto dal Codice della protezione civile, che allo scopo è corrispondentemente incrementato.

Art. 5 – Entrata in vigore
Fissa la data di entrata in vigore del provvedimento al giorno stesso della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Sarà cura dell’ASSIV pubblicare il testo coordinato del decreto legge.

 

* Fonte Servizio Studi Osservatorio sulla legislazione, Camera dei Deputati e Nota breve n. 177, Senato della Repubblica Italiana

Istituiti i Dipartimenti Tutela della clientela ed educazione finanziaria e Circolazione monetaria e pagamenti al dettaglio

Istituiti i Dipartimenti Tutela della clientela ed educazione finanziaria e Circolazione monetaria e pagamenti al dettaglio

Banca d’Italia, lo scorso 28 Febbraio, ha pubblicato il comunicato stampa con il quale dà notizia dell’approvazione, da parte del Consiglio Superiore di Bankit, dell’istituzione dei Dipartimenti Tutela della clientela ed educazione finanziaria e Circolazione monetaria e pagamenti al dettaglio”.

Il Dipartimento tutela della clientela ed educazione finanziaria mira a rafforzare gli strumenti di protezione individuale per le persone che utilizzano i servizi bancari e finanziari e ad accrescere il livello di consapevolezza finanziaria della popolazione.

Sarà  articolato in tre servizi:

  • Vigilanza sul comportamento degli intermediari;
  • Tutela individuale dei consumatori;
  • Educazione finanziaria

E vi confluirà anche l’unità responsabile della realizzazione del progetto Museo della moneta e della finanza.

Alla guida del Dipartimento è stata nominata la Dott.ssa Magda Bianco, attuale Capo del Servizio Tutela dei clienti e antiriciclaggio.

Il Dipartimento circolazione monetaria e pagamenti al dettaglio è stato istituito in risposta agli sviluppi nei settori dei pagamenti elettronici, del contante e dei servizi finanziari ad alto contenuto tecnologico.

Alla guida del Dipartimento è stata nominato il Dott. Francesco Nicolò, attuale Vice Capo del Dipartimento Circolazione monetaria e bilancio.