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ICMQ. La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse così come richiesto negli appalti pubblici e privati (nuovo Codice D.lgs 36/2023). 27 maggio 2025

La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse così come richiesto negli appalti pubblici e privati (nuovo Codice D.lgs 36/2023)

Il corso di 8 ore si terrà in modalità online il 27 maggio dalle ore 9.00 alle ore 18.00.
L’analisi dei rischi è fondamentale per approcciare a qualunque progetto. La matrice dei rischi è sempre più richiesta dalle Stazioni Appaltanti pubbliche quali il Politecnico di Milano, l’Università di Perugia, etc. come documento d’offerta in sede di gara con il criterio dell’offerte economicamente più vantaggiosa, unitamente ai concetti di rischio negativo e di rischio positivo/opportunità.
Il successo di un progetto dipende infatti dalla oggettiva e sapiente gestione di più variabili, fra cui i rischi da prevedere e gestire. In tutti i progetti ormai, è fondamentale poter disporre della capacità di individuare i rischi connessi al progetto stesso e, più in generale, all’intervento in atto, in modo da poter mitigare e comunque gestire i rischi medesimi; per il vero occorre osservare che il rischio, se ben gestito, può diventare un’opportunità (opportunità in quanto l’aver saputo gestire i rischi di un progetto/intervento porta ad essere concorrenziale sia dalla fase di offerta rispetto a chi non ha saputo gestire il rischio).
Il Corso di 8 ore, suddiviso in due moduli, si rivolge a liberi professionisti, società di ingegneria, imprenditori, dirigenti pubblici e privati che intendono acquisire una nuova opportunità professionale nel campo della progettazione, nella gestione delle commesse, allo scopo di mitigare i rischi e di poterli trasformare in opportunità. Saranno esposti casi reali di risk management in cui il relatore è stato consulente.
Obiettivo generale del Corso di Risk Analysis e Risk Management, è la formazione di una figura professionale capace di ridurre il rischio di derive del progetto attraverso una tempestiva analisi dei rischi applicata all’attività progettuale e gestionale delle commesse di opere sia pubbliche che private. La formazione di tale figura professionale è la risposta alla richiesta del mercato del lavoro di figure più ricche di competenze tecnico-manageriali, in grado di individuare e valutare i rischi, nonché di sviluppare strategie per governare gli stessi nelle diverse fasi tecniche, economiche, finanziarie e amministrative del progetto. Il corso terrà conto della Norma UNI ISO 31000/2018.
Obiettivo specifico del Corso di Risk Analysis e Risk Management è la formazione di un nuovo professionista capace di inserirsi nelle fasi tecniche e gestionali del progetto e della commessa, in grado di identificare potenziali rischi e poterne mitigare i più pericolosi, trasformandoli, ove possibile, in un’opportunità, ma soprattutto ottimizzare attraverso queste analisi, le risorse per un miglior rendimento del progetto e dell’intero processo costruttivo.
Una figura professionale, quindi, con un taglio fortemente polivalente, tale da consentirle di comprendere accanto ai problemi della progettazione, della programmazione e della gestione, il loro impatto in termini di rischi tecnici, economici, finanziari e sociali. Tutto ciò permetterà di approcciare complessi processi progettuali, costruttivi, industriali, con particolare attenzione alle criticità realizzative, nonché anche per evitare possibili conflitti di interesse.
Le procedure, le metodologie e le tecniche di Risk Management apprese fanno sì che il partecipante possa gestire al meglio le attività progettuali e tutti i processi necessari per la realizzazione di un progetto/commessa o di un bene immobiliare o industriale. Il Risk Manager è in grado così di agire nell’ambito degli obiettivi prescelti e strategici, al fine di garantire il controllo della realizzazione del progetto e della migliore gestione della commessa.
Il Risk Management attiene alla metodologia finalizzata ad un’efficace individuazione e analisi dei potenziali rischi in cui si può incorrere durante la progettazione e/o la gestione delle commesse, per poter limitare dunque l’esposizione ai rischi medesimi.
La Risk Analysis permetterà oltre alla valutazione dei rischi anche la classificazione dei medesimi in base alla loro possibile gravità e frequenza, in modo da individuare la migliore politica per ottimizzare la loro gestione, e, ciò in linea con le possibilità e le capacità finanziarie disponibili; nonché la definizione delle misure di eliminazione o prevenzione dei rischi individuati in coordinamento con i tecnici coinvolti nel progetto/commessa e nella verifica dei risultati e in relazione al controllo nel tempo.

Informazioni e iscrizioni a questo link.

Sicurezza a Venezia: è il momento del coraggio

A Venezia la misura è colma. I borseggi, soprattutto a Piazzale Roma, sono ormai all’ordine del giorno: la situazione è grave e sotto gli occhi di tutti. La recente introduzione di guardie giurate in uno dei principali snodi della città è sicuramente un segnale positivo. Ma non può bastare.

Chiunque passi per Piazzale Roma vede con i propri occhi ciò che succede: gruppi organizzati che agiscono con disinvoltura, colpiscono e si dileguano, spesso indisturbati. I furti si ripetono con una frequenza che fa rabbia e lascia l’amaro in bocca, soprattutto perché a rimetterci sono sempre gli stessi: cittadini, pendolari, turisti.

La vigilanza privata può rappresentare un primo passo, ma non possiamo illuderci che risolva il problema da sola. Serve un piano vero, deciso, costruito fianco a fianco con le forze dell’ordine. Serve una presenza costante, visibile e autorevole sul territorio. Servono telecamere, controlli intelligenti, e soprattutto una strategia che parta dall’alto ma si sviluppi sul campo.

Venezia è una città unica al mondo, un patrimonio di tutti. Ma non può diventare una giungla dove a farla da padroni sono delinquenti seriali che approfittano dell’immobilismo. È ora che le istituzioni si assumano la responsabilità di garantire sicurezza, e che lo facciano con serietà, visione e coraggio. Basta misure-tampone: è il momento delle soluzioni strutturali.

Qui gli articoli di stampa: https://www.veneziatoday.it/cronaca/vigilanza-privata-contro-borseggi-piazzale-roma-consigliera-monica-poli-ringrazia.html

UAS nei Servizi di Vigilanza Privata: Webinar ASSIV e Security&Training

di Redazione – 22 Maggio 2025 (S News)

Webinar ASSIV 18-19 giugno 2025

Il mercato dei droni (ed estendendo UAS, ovvero Unmanned Aerial System) è in piena espansione. Dalla logistica all’agricoltura, dalla sicurezza al monitoraggio ambientale, le applicazioni civili e professionali crescono esponenzialmente ogni anno, ma poiché tra normative in evoluzione, nuove tecnologie e un ecosistema ancora in via di definizione orientarsi non è facile, ASSIV ha organizzato un webinar.

Il webinar ASSIV e Security&Training porta il titolo “UAS nei Servizi di Vigilanza Privata”, ha la durata di 6 ore ed è diviso in due pomeriggi, durante i quali verrà analizzato il quadro normativo vigente in materia aeronautica, di pubblica sicurezza e di tutela dei dati personali, per fornire elementi di valutazione sui limiti e le possibilità d’uso di UAS nei servizi di vigilanza privata.

Il Webinar si terrà il 18 e il 19 giugno, dalle ore 15:00 alle 18:00. Intervengono come relatori il Dott. Luigi Cola e l’Avv. Francesco Di Maio.

ICMQ riconosce 3 crediti formativi per i Security Manager UNI 10459:2017.

Per gli Associati ASSIVil webinar è gratuito.

Per iscriversi: [email protected], entro l’11 giugno.

Il Programma e i contenuti del Webinar ASSIV e Security&Training “UAS nei Servizi di Vigilanza Privata”

18 giugno 2025 (15.00-18.00)

1 – Obiettivi del webinar
Analizzare il quadro normativo vigente, in materia aeronautica, di pubblica sicurezza e di tutela dei dati personali e fornire elementi di valutazione sui limiti d’uso di UAS (Unmanned Aerial Vehicles) nei servizi di vigilanza armata.

2 – Panoramica sull’evoluzione del concetto UAS

  • Lo sviluppo degli UAS nei settori professionali;
  • Elementi di comprensione dello spazio aereo e delle regole dell’aria.

3 – La normativa vigente: definizioni e principi operativi

  • Definizioni necessarie per la consapevolezza dell’utilizzo degli UAS;
  • Normativa internazionale: ICAO;
  • Normativa europea:
    – Regolamenti UE 2019/945 e 2019/947;
    – EASA Easy Access Rules;
  • Normativa nazionale aeronautica ENAC:
    – Il Regolamento ENAC del 2021;
    – Linea guida 2020001-nav.

4 – Condizioni operative e licenze

  • Operazioni VLOS (Visual Line of Sight) e BVLOS (Beyond Visual Line of Sight);
  • Operazioni critiche e non critiche;
  • Categorie di operazioni: OPENSPECIFIC CERTIFIED;
  • Operazioni in scenari standard;
  • Licenze, esami.

19 giugno 2025 (15.00-18.00)

5 – Obblighi aeronautici

  • Registrazione e identificazione dei droni.
    – La piattaforma d-flight;
    – Registrazione del drone e dell’operatore;
    – Pianificazione del volo e consultazione delle mappe.
  • Separazione da altro traffico;
  • Richiesta di spazio aereo segregato;
  • Norme sull’assicurazione obbligatoria.

6 – Protezione dei dati personali

  • Normativa GDPR e obblighi relativi al trattamento di dati personali:
    – Base giuridica;
    – Informative;
    – Misure di sicurezza dei dati;
    – Diritti degli interessati;
    – Valutazione di impatto (DPIA);
  • Case study: provvedimento sanzionatorio del Garante Privacy riguardo l’uso da parte della polizia locale del Comune di Treviso e riflessioni sui servizi di vigilanza.

7 – Riflessioni sull’uso di UAS nei servizi di vigilanza armata

  • Caratterizzazione di scenari di utilizzo;
  • Operazioni in spazi aerei di proprietà privata;
  • Bilanciamento tra esigenze di pubblica sicurezza e vincoli aeronautici;
  • Valutazione del rischio.

8 – Conclusioni

  • Incompiutezza ed incertezze nel quadro regolatorio vigente;
  • Riflessioni di sistema e di sviluppo normativo.

9 – Domande e Risposte

Leggi l’articolo su S News

Huffington Post: L’Italia (invisibile) dei servizi

di Maria Cristina Urbano

Un comparto che impiega circa 1 milione di lavoratori, genera oltre 70 miliardi di euro di valore economico e rappresenta fino al 50% delle gare pubbliche. Eppure, nel Codice dei Contratti Pubblici, sembra non esistere. Almeno non con la stessa dignità e tutela garantite al settore dei lavori pubblici

C’è un’Italia che lavora, silenziosa, spesso nascosta dietro sigle e subappalti, che però tiene in piedi la quotidianità del Paese. È l’Italia dei servizi: un comparto che impiega circa un milione di lavoratori, genera oltre 70 miliardi di euro di valore economico e rappresenta fino al 50% delle gare pubbliche. Eppure, nel Codice dei Contratti Pubblici, questa Italia sembra non esistere. Almeno non con la stessa dignità e tutela garantite al settore dei lavori pubblici.

C’è un’Italia che lavora, silenziosa, spesso nascosta dietro sigle e subappalti, che però tiene in piedi la quotidianità del Paese. È l’Italia dei servizi: un comparto che impiega circa un milione di lavoratori, genera oltre 70 miliardi di euro di valore economico e rappresenta fino al 50% delle gare pubbliche. Eppure, nel Codice dei Contratti Pubblici, questa Italia sembra non esistere. Almeno non con la stessa dignità e tutela garantite al settore dei lavori pubblici.

Il 23 dicembre 2024, con l’approvazione del decreto correttivo al Codice, è emersa con forza una disparità che il settore non è più disposto a tollerare. Mentre per i lavori pubblici la soglia per l’attivazione della revisione prezzi è stata abbassata dal 5% al 3%, con il riconoscimento del 90% dei costi eccedenti, per i servizi tutto è rimasto invariato: soglia al 5% e riconoscimento limitato all’80%. Una differenza apparentemente tecnica, che però ha un impatto devastante su un settore dove la voce lavoro incide anche oltre l’80% dei costi aziendali.

Senza una modifica urgente, l’Italia rischia il blocco di funzioni vitali per scuole, ospedali, uffici pubblici e strutture assistenziali.

Durante una conferenza stampa alla Camera, le associazioni promotrici del Manifesto dell’Economia dei Servizi – tra queste ASSIV – hanno illustrato i rischi concreti derivanti dall’attuale quadro normativo: incapacità di riequilibrare i contratti in corso, impossibilità di adeguare i salari, tenuta economica delle imprese messa a repentaglio. 

Il Manifesto, consegnato ai rappresentanti istituzionali, è un documento programmatico che individua una serie di interventi urgenti:

– Parificazione delle soglie di revisione prezzi tra lavori e servizi

– Obbligatorietà delle clausole di revisione nei contratti a esecuzione continuativa

– Inserimento di ponderazioni specifiche per i servizi nel decreto correttivo

– Costituzione di un intergruppo parlamentare che coinvolga rappresentanti di maggioranza e opposizione

– Costituzione di un dipartimento dedicato presso un Ministero competente

– Attivazione di un tavolo di monitoraggio presso il MIT

– Creazione di un fondo di sostegno per le amministrazioni meno dotate, per garantire l’equilibrio contrattuale

A fronte dell’iniziativa, un primo segnale di ascolto è arrivato dal Parlamento con la nascita dell’Intergruppo per gli Appalti nei Servizi, promosso dall’On. Erica Mazzetti (FI), sostenuto anche da On. Chiara Braga (PD) e On. Massimo Milani (FdI). È un passo importante che finalmente apre un canale stabile di confronto con le istituzioni.

Il settore però non si ferma: il prossimo appuntamento è fissato per il 19 giugno a Roma, quando le associazioni presenteranno nuove proposte operative e approfondiranno l’impatto delle norme esistenti. Ma il tempo stringe.

Dietro alle parole “servizi essenziali” ci sono attività che ogni cittadino incontra ogni giorno, senza forse rendersene conto: pulizia di scuole, ospedali, uffici pubblici; mense scolastiche; servizi di igiene urbana e smaltimento rifiuti; sanificazione e sterilizzazione di dispositivi medici; vigilanza; assistenza socio-sanitaria ed educativa. Attività che proseguono anche di notte, nei festivi, in piena pandemia, nei momenti più difficili.

La richiesta delle imprese non è di favore, ma di equità. Una riforma del Codice Appalti che non tenga conto di questo macro settore non solo ignora la realtà dei fatti, ma rischia di mettere in ginocchio una parte strategica del tessuto economico e sociale del Paese.

Non vogliamo più essere invisibili. Vogliamo essere riconosciuti per quello che siamo: indispensabili.

Leggi l’articolo sul blog di Maria Cristina Urbano sull’Huffington Post

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