Sicurezza, dopo il decreto ora servono i fatti (Huffington Post)

Una visione della sicurezza urbana che torna a concentrarsi sui reati predatori e sulle minacce ai servizi essenziali, riconoscendo la necessità di strumenti più efficaci di prevenzione e repressione

Il pacchetto sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri il 5 febbraio 2026, composto da un decreto-legge immediatamente operativo e da un disegno di legge di accompagnamento, introduce una serie di misure che incidono in modo diretto sulla sicurezza urbana e sulla protezione dei servizi essenziali.  

Tra le novità di maggiore impatto vi è il ripristino della procedibilità d’ufficio per il furto con destrezza in presenza di specifiche aggravanti, un profilo che avevamo già messo in evidenza in un precedente contributo pubblicato su HuffPost a commento della proposta di legge C. 2740, a prima firma dell’on. Marianna Ricciardi, dedicato al tema della sicurezza urbana. La scelta segna un cambio di impostazione rilevante rispetto al passato, quando l’efficacia dell’azione penale era spesso subordinata alla presentazione della querela da parte della vittima. Nei contesti urbani, tuttavia, il furto con destrezza assume frequentemente carattere seriale e organizzato, colpendo documenti di identità, strumenti di pagamento, dispositivi elettronici e beni di valore, con effetti che vanno ben oltre il singolo episodio.

La procedibilità d’ufficio consente ora un intervento più tempestivo e strutturato da parte delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria, riducendo le aree di impunità e rafforzando il contrasto a forme di microcriminalità che incidono in modo significativo sulla percezione di sicurezza nelle città e nei luoghi ad alta frequentazione, spesso presidiati anche da operatori della vigilanza privata.

Ancora più diretto è l’impatto delle nuove disposizioni sugli assalti ai portavalori. L’articolo 3 del decreto-legge chiarisce che per trasporto valori si intende l’attività svolta tramite veicoli adibiti al trasporto professionale di valori, nonché i locali attrezzati per il deposito e la custodia degli stessi, qualificando tali ambiti come obiettivi di particolare rilevanza per la sicurezza pubblica. L’introduzione di una specifica fattispecie di rapina aggravata commessa da un gruppo organizzato, accompagnata da un sensibile inasprimento delle pene e dall’estensione degli strumenti repressivi e patrimoniali, rappresenta il riconoscimento normativo di un fenomeno che negli ultimi anni ha assunto caratteristiche sempre più violente e militarizzate.

Gli assalti ai mezzi di trasporto valori non mettono a rischio soltanto gli operatori coinvolti, ma producono effetti di destabilizzazione sull’intero territorio attraversato, con potenziali ricadute sulla sicurezza collettiva e sull’operatività di infrastrutture strategiche. Il rafforzamento del quadro sanzionatorio risponde quindi a un’esigenza concreta di tutela del personale, delle imprese del settore e dei cittadini.

Nel complesso, il pacchetto sicurezza 2026 propone una visione della sicurezza urbana che torna a concentrarsi sui reati predatori e sulle minacce ai servizi essenziali, riconoscendo la necessità di strumenti più efficaci di prevenzione e repressione. In questo quadro si inserisce anche l’articolo 6 del decreto-legge, che rafforza e stabilizza le risorse destinate alla sicurezza urbana e al presidio del territorio, potenziando la capacità operativa degli enti locali e delle forze di polizia.

La sfida, ora, sarà tradurre questo impianto normativo in prassi operative coerenti, capaci di valorizzare il ruolo di tutti gli attori coinvolti, pubblici e privati, nel presidio quotidiano della legalità.

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