📰 Formazione, tecnologia e nuove regole: la vigilanza privata cresce con le competenze

Dal Punto Podcast ASSIV a Sicurezza 2025 è emerso un messaggio forte e chiaro: la formazione è il vero elemento abilitante per affrontare innovazione, normative e sfide future del settore della vigilanza privata.

Durante Sicurezza 2025 a Fiera Milano Rho, ASSIV ha organizzato il Punto Podcast, una serie di conversazioni con professionisti, stakeholder e operatori del comparto. Le tre puntate di cui ci occupiamo oggi rivelano un tema centrale: la formazione continua come leva di competitività e qualità dei servizi.

Protagonista trasversale dei tre confronti è stato Andrea Ambrosino, Amministratore di Vale Srl – Accademia della Sicurezza, che ha contribuito a legare i temi dell’innovazione tecnologica, della compliance normativa e dello sviluppo organizzativo in un’unica visione: le competenze come infrastruttura del sistema.

AI Act: tecnologia sì, ma con governance formativa

Nel dialogo dedicato all’AI Act, è emerso come l’introduzione dell’intelligenza artificiale nei servizi di vigilanza – dalla videoanalisi alle centrali operative evolute – non possa essere ridotta a una questione tecnica.

Ambrosino ha sottolineato che la vera sfida non è implementare l’AI, ma formare operatori e management alla sua gestione responsabile:

  • supervisione umana dei sistemi automatizzati;
  • consapevolezza dei livelli di rischio;
  • responsabilità organizzative;
  • tracciabilità e trasparenza.

L’AI Act, in questa prospettiva, diventa anche un acceleratore di formazione qualificata.


NIS2 e protezione dei dati: cultura diffusa della sicurezza

Nel confronto che ha coinvolto anche Nicola Nugnes, Privacy Officer di Vedetta 2 Mondialpol, il focus si è spostato sulla Direttiva NIS2 e sugli obblighi di cybersecurity.

Il punto centrale emerso è che la sicurezza informatica non è solo compliance normativa, ma cultura aziendale.
E la cultura si costruisce con formazione continua.

Nugnes ha evidenziato come la gestione del rischio cyber richieda:

  • consapevolezza diffusa tra dirigenti e operatori;
  • integrazione tra sicurezza fisica e digitale;
  • aggiornamento costante su responsabilità e procedure.

La NIS2 rafforza gli obblighi, ma è la formazione che li rende effettivi.


Capitale umano e sviluppo organizzativo

Il terzo momento di approfondimento ha visto il contributo di Jacopo Bellesi, HR Controller di Vedetta 2 Mondialpol, che ha posto l’attenzione sul valore strategico della pianificazione delle competenze.

In un settore in evoluzione, la formazione non è solo aggiornamento tecnico, ma:

  • programmazione dello sviluppo professionale;
  • adattamento ai nuovi modelli tecnologici;
  • valorizzazione delle persone;
  • costruzione di nuove professionalità ibride (operative, digitali, normative).

Ambrosino, presente anche in questo confronto, ha ribadito come la formazione rappresenti il ponte tra innovazione e sostenibilità organizzativa.


Un messaggio unitario

Dai tre podcast emerge una visione convergente:

✔ L’innovazione tecnologica richiede competenze nuove.
✔ Le normative europee impongono responsabilità strutturate.
✔ La qualità del servizio dipende dalla preparazione delle persone.

La formazione non è un capitolo accessorio, ma l’infrastruttura immateriale della vigilanza privata.

In un contesto di AI Act, NIS2 e trasformazione digitale, il settore può consolidare il proprio ruolo solo investendo sistematicamente nel capitale umano.

Ed è proprio questo il messaggio che ASSIV ha voluto rilanciare da Sicurezza 2025: la crescita del comparto passa dalle competenze.

Buona visione!

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