Retribuzioni contrattuali: nel 2025 aumenti medi del 3,1%, ma restano molti contratti scaduti

Secondo l’ultimo comunicato dell’ISTAT sulle retribuzioni contrattuali (ottobre-dicembre 2025), nel corso del 2025 le retribuzioni orarie contrattuali sono cresciute in media del 3,1% rispetto all’anno precedente, confermando il ritmo di crescita già registrato nel 2024.

A fine dicembre risultano 48 contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica, che coprono circa 7,6 milioni di lavoratori, pari a poco meno del 58% del totale. La copertura è elevata nel settore privato, mentre nella pubblica amministrazione tutti i contratti risultano scaduti sul piano economico.

Nel complesso, sono ancora 27 i contratti in attesa di rinnovo, che interessano circa 5,5 milioni di lavoratori. Il tempo medio di attesa per il rinnovo si è leggermente ridotto nel corso dell’anno, ma resta elevato, attestandosi a 18,9 mesi a dicembre 2025.

Dal punto di vista settoriale, gli incrementi più consistenti si registrano nell’agricoltura e in alcuni comparti della pubblica amministrazione, mentre in alcuni settori privati gli aumenti risultano assenti. L’andamento delle retribuzioni, pur mostrando segnali di recupero, non consente ancora di colmare pienamente la perdita di potere d’acquisto accumulata negli anni di alta inflazione.

Il quadro delineato dall’ISTAT conferma quindi la centralità dei prossimi rinnovi contrattuali, sia nel settore pubblico sia in quello privato, per garantire stabilità salariale e adeguata tutela dei lavoratori.

Scarica la nota ISTAT

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