Un decreto interministeriale definisce i requisiti e le modalità di accesso agli incentivi contributivi destinati alle aziende che adottano politiche a sostegno dell’equilibrio tra vita familiare e professionale.
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha adottato un decreto che disciplina l’accesso agli incentivi contributivi per le imprese in possesso della certificazione per la conciliazione tra famiglia e lavoro.
Il provvedimento, attuativo dell’articolo 6 del Decreto-legge n. 62/2026, convertito dalla Legge n. 112/2026, prevede un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro fino all’1%, nel limite massimo di 50.000 euro annui per azienda.
Per accedere al beneficio, le imprese devono ottenere la certificazione secondo la UNI/PdR 192:2026, che individua requisiti e indicatori per valutare le politiche aziendali a sostegno della famiglia, con particolare attenzione alla maternità, alla paternità e ai carichi di cura. La certificazione, rilasciata da organismi accreditati, ha una validità di 36 mesi.
Le domande dovranno essere presentate esclusivamente in modalità telematica all’INPS, secondo le istruzioni che saranno fornite dall’Istituto. L’agevolazione, riconosciuta nei limiti delle risorse disponibili, potrà essere fruita per il periodo di validità della certificazione e comunque non oltre il 31 dicembre 2028.
Le risorse stanziate ammontano a 7 milioni di euro per il 2026 e a 12 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028.
In allegato il testo del decreto interministeriale.








