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Il Prefetto Paola Spena lascia la guida della Prefettura di Avellino e viene nominata Commissario straordinario per il recupero dei beni confiscati

Il Prefetto Paola Spena lascia la guida della Prefettura di Avellino e viene nominata Commissario straordinario per il recupero dei beni confiscati

Il Consiglio dei ministri, nella riunione del 23 aprile 2024 ha deliberato su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, la cessazione dalle funzioni di Prefetto di Avellino del prefetto dottoressa Paola Spena, con contestuale collocamento fuori ruolo presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, ai fini del conferimento dell’incarico di Commissario straordinario di cui all’articolo 6, comma 1, del decreto-legge 2 marzo 2024, n. 19, in materia di recupero e rifunzionalizzazione dei beni confiscati alla criminalità organizzata.

VCB Securitas, Crescini e il grande cambiamento della Sicurezza Privata

VCB Securitas, Crescini e il grande cambiamento della Sicurezza Privata

di Monica Bertolo – 30 Aprile 2024

VCB Securitas Dott. Francesco Crescini AD cambiamento della Sicurezza Privata

VCB Securitas è una storica azienda nel settore della Sicurezza Privata, fondata a Brescia negli anni ‘20. S News incontra Francesco Crescini, AD di VCB Securitas.

Che cosa, dottor Crescini, contraddistingue oggi un’impresa del vostro settore?

Ci sono diversi elementi che contraddistinguono un’impresa come VCB Securitas: la combinazione di una storia centenaria di affidabilità ed esperienza, il costante impegno verso i dipendenti ed i clienti e la personalizzazione dei servizi con l’attenzione rivolta anche alla responsabilità sociale e ambientale.
VCB Securitas nasce a Brescia nel 1925 e, sempre diretta dalla nostra famiglia e con una crescita graduale avvenuta solo per linee interne, si è estesa sia a livello territoriale che di offerta. Da Istituto di Vigilanza operante in provincia di Brescia è diventata un’Azienda di Sicurezza che eroga servizi di vigilanza in venti province di cinque regioni. Sviluppa, senza limiti territoriali, soluzioni avanzate integrando i servizi ausiliari con l’installazione e la manutenzione di ogni tipo di impianto.
All’interno di una politica di differenziazione hanno sempre giocato un ruolo fondamentale l’investimento costante nella formazione del proprio personale e lo sviluppo di politiche di welfare, recentemente aggiornate nel nuovo Contratto Integrativo Aziendale.
VCB Securitas ha sempre creduto nell’importanza di certificare le proprie attività ed è per questo che prosegue questa politica, iniziata nel 1995 con l’ottenimento della ISO 9001, con la certificazione UNI Pdr 125 “parità di genere” nel 2023 e, proprio nelle scorse settimane, con la certificazione UNI 11926.

VCB Securitas sede Brescia - ARC (Alarm Receiving Centre)
Parte della sede VCB Securitas di Brescia con l’ARC, Alarm Receiving Centre

Ecco, proprio di questo desideravo parlare. Avevamo affrontato il tema a Fiera Sicurezza, grazie ad ASSIV, in quell’interessante talk show che l’ha vista relatore assieme ad altri esperti di prim’ordine sull’argomento.
Quale quindi la valenza di questa certificazione UNI? Perché è così importante?

La certificazione UNI 11926 assume un’importanza cruciale nell’attuale contesto, considerando il periodo di incertezza economica dovuto all’oneroso rinnovo del C.C.N.L. che, seppur da noi ritenuto equo in termini di riconoscimento delle attività svolte dagli Operatori, è indubbiamente molto sfidante dal punto di vista della sua sostenibilità.
Nel nostro settore il rinnovamento è fondamentale e questa certificazione rappresenta una vera e propria innovazione, non tecnologica ma di processo e di approccio.
L’introduzione di questa norma, unita alla UNI 11925 per gli Operatori dei Servizi Ausiliari, porterà ad un significativo cambiamento nel paradigma del mercato. Non solo ci fornisce un quadro normativo per offrire servizi di alta qualità, ma ci consente di comunicare con chiarezza ai committenti il nostro impegno, aumentando il valore percepito dei servizi che si tradurrà in valori tariffari adeguati. Questo ci permetterà di lavorare su un vantaggio competitivo, che avrà la sua leva principale nella qualità e non nel prezzo.
Tale evoluzione mostrerà i suoi effetti anche nel mercato del lavoro, poiché renderà le nostre aziende più attraenti, permettendoci di offrire opportunità di carriera più allettanti e consolidate per i professionisti che desiderano specializzarsi nel settore della sicurezza.

Questo ci porta direttamente anche ad un ulteriore suo incarico, di recente conferitogli. Lei, infatti, è stato eletto Vice Presidente di ASSIV. Perché tale scelta?

Mi preme ricordare che la nostra azienda è da sempre associata prima alla storica ANIVP e ad ASSIV sin dalla sua costituzione nel 2006. Questo perché crediamo ancora fortemente, soprattutto in questa fase storica così delicata, che sia fondamentale condividere esperienze e visioni con imprenditori e aziende di territori e dimensioni diverse, che vivono però le stesse difficoltà.
Avendo in comune i valori di ASSIV, già nel 2016 ho avuto l’opportunità di entrare nel Consiglio Direttivo e, con la nuova consigliatura che ha visto la conferma della nostra Presidente Maria Cristina Urbano, sono stato nominato in Giunta di Presidenza. L’obiettivo che mi sono proposto è quello di dare un contributo all’azione di rappresentanza di interessi che la nostra associazione svolge quotidianamente.
Ritengo inoltre fondamentale dare supporto concreto alla Presidente per la crescita di ASSIV, sia in termini di opportunità rivolte agli associati, sia in termini di sviluppo della base associativa. Condivido pienamente la visione dell’unità della rappresentanza come valore in sé e strumento per tutelare gli interessi di tutto il nostro comparto.
Questa esperienza sarà molto utile nel mio percorso professionale, grazie alla possibilità di vedere le dinamiche del settore anche da un punto di vista diverso da quello dell’imprenditore.

Aspetto che contraddistingue VCB Securitas, Crescini, è anche il fatto che siete presenti all’estero, specificatamente in Spagna, con una vostra società partecipata. Perché avete scelto di espandervi all’estero e cosa rappresenta l’export nel settore della Sicurezza Privata?

La decisione di avviare una start-up in Spagna nasce da un desiderio coltivato dai tempi universitari, quando rimasi affascinato dalla modernità e professionalità del settore rispetto a come si presentava quello italiano. Nel 2020, a seguito dell’opportunità di avvalerci di un manager italiano di fiducia residente in Spagna, siamo partiti con lo studio delle norme e del mercato per approdare l’anno seguente all’avvio di VCB Alarm S.l., che con licenza di polizia può installare sistemi di sicurezza connessi alla Centrale Operativa.
L’esperienza di operare in un mercato straniero ed in particolare nel dinamico mercato spagnolo, patria dello “smart alarm”, ci porta a cogliere l’opportunità di confrontare le pratiche commerciali, culturali e operative, e da questo scambio continuo possiamo prepararci per il futuro anticipando le tendenze nel settore della sicurezza privata. Oltre a questo, stiamo beneficiando di un grande entusiasmo interno alla nostra Azienda italiana, poiché varie figure sono state coinvolte nel processo, portando ad una crescita sia professionale che umana.

Allargando ulteriormente l’orizzonte al settore della sicurezza nel suo insieme, quale la sua visione, da imprenditore e da Vice Presidente ASSIV, su quella che sarà l’evoluzione dello stesso? Quali i drivers di sviluppo e quali le future esigenze alle quali si dovrà dare risposta?

Non è facile prevedere l’evoluzione del nostro settore, soprattutto oggi che siamo in un’evidente situazione di passaggio. Siamo di fronte ad un grande cambiamento che, come successo con l’introduzione del D.M. 269/10, svilupperà i suoi effetti nel corso del prossimo decennio. Il nuovo C.C.N.L. porterà sicuramente grandi trasformazioni, sia lato offerta che lato domanda, insieme ad auspicabili effetti positivi nel mercato del lavoro.
Le aziende di sicurezza, di ogni dimensione, potranno svilupparsi costruendo le loro offerte di servizio non più basandosi sulla riduzione dei costi, come spesso si è fatto fino ad ora, ma concentrandosi sulla qualità certificata delle prestazioni. Per realizzare questo obiettivo è essenziale investire per la creazione di modelli aziendali moderni, supportati da nuovi piani di marketing e comunicazione e da percorsi sempre più professionalizzanti per gli operatori impiegati.
L’approvazione delle norme di riferimento per gli operatori ausiliari alla sicurezza potrà stimolare un ulteriore percorso di crescita anche della Guardia Particolare Giurata, che rimane la figura principe del settore impegnata sempre di più in ruoli delicati di sicurezza attiva e sussidiaria.
Non dobbiamo trascurare infine l’impatto positivo della tecnologia sulle nostre attività. L’implementazione crescente dei processi tecnologici e la spinta verso la digitalizzazione supporteranno sempre di più lo sviluppo del settore, aiutandolo ad uscire dallo stereotipo che da troppo tempo imprigiona la sua immagine.

VCB Securitas - Guardia particolare Giurata e Operatore Fiduciario

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Governo: Riforma fiscale, revisione IRPEF e IRES

Governo: Riforma fiscale, revisione IRPEF e IRES

Revisione del regime impositivo dei redditi (IRPEF e IRES) (decreto legislativo – esame preliminare)

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo che, in attuazione della legge delega sulla riforma fiscale (legge 9 agosto 2023, n. 111), opera la complessiva revisione del regime impositivo dei redditi delle persone fisiche (IRPEF) e delle società e degli enti (IRES).

–    Redditi dei terreni

Si modifica la disciplina relativa alla determinazione del reddito agrario: attualmente tale reddito è correlato esclusivamente alle attività agricole che vengono svolte sul terreno. La nuova disciplina comprende anche le attività non incentrate sullo sfruttamento diretto del terreno agricolo, quali le cosiddette “colture fuori suolo” (es. attività idroponica), anche svolte in immobili, rientranti in specifiche categorie catastali ed entro determinati limiti (la parte eccedente del reddito concorrerà alla formazione del reddito d’impresa), e le attività dirette alla produzione di beni anche immateriali mediante coltivazione, allevamento, silvicoltura che concorrono alla tutela dell’ambiente, nei limiti dei corrispettivi delle cessioni di beni registrate o soggette a registrazione a fini IVA. Di conseguenza, si qualifica reddito dominicale quello correlato agli immobili utilizzati per le colture fuori suolo, che quindi non sono produttivi di reddito di fabbricati, se non sono oggetto di locazione.

–    Redditi da lavoro dipendente

Si ampliano le componenti escluse dalla formazione del reddito di lavoro dipendente. In particolare, sono esclusi i contributi e premi versati dal datore di lavoro per i familiari a carico dei dipendenti per prestazioni, anche in forma assicurativa, aventi per oggetto il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti della vita quotidiana, o aventi per oggetto il rischio di gravi patologie.

Inoltre, nelle more dell’introduzione di un regime fiscale sostitutivo per la tredicesima mensilità, si prevede l’erogazione, nel mese di gennaio 2025, di un’indennità di 100 euro ai lavoratori dipendenti per i quali, nell’anno 2024, ricorrano congiuntamente le seguenti condizioni:

  • reddito complessivo non superiore a 28.000 euro;
  • coniuge non separato e almeno un figlio, entrambi a carico, oppure almeno un figlio a carico, ove l’altro genitore manchi o non abbia riconosciuto il figlio e il contribuente non sia coniugato o, se coniugato, si sia successivamente separato, o se vi siano figli adottivi, affidati o affiliati del solo contribuente e questi non sia coniugato o, se coniugato, si sia successivamente separato;
  • imposta lorda determinata sui redditi da lavoro dipendente (con esclusione di pensioni e di assegni a esse equiparati), percepiti dal lavoratore, d’importo superiore a quello delle detrazioni spettanti.

–    Redditi da lavoro autonomo

Si introduce, quale criterio generale di determinazione del reddito da lavoro autonomo, il principio di onnicomprensività (in analogia ai lavoratori dipendenti): il reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni sarà costituito dalla differenza tra tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta in relazione all’attività artistica o professionale e l’ammontare delle spese sostenute nel periodo stesso nell’esercizio dell’attività. Inoltre, si prevede che siano escluse dalla formazione del reddito, oltre ai contributi assistenziali e previdenziali, anche: le somme percepite a titolo di rimborso delle spese sostenute per l’esecuzione di un incarico e addebitate al committente e il riaddebito ad altri soggetti delle spese sostenute per l’uso comune degli immobili utilizzati, anche promiscuamente, per l’esercizio di tali attività e per i servizi ad essi connessi.

Si conferma il principio di cassa quale criterio di imputazione temporale dei componenti di reddito al periodo di imposta (pertanto i compensi rilevano al momento della percezione e i costi sono deducibili nell’esercizio di effettivo sostenimento della spesa), sono salve le deroghe previste (es. per ammortamenti, canoni di leasing e quote di TFR).

Si estende il regime della tassazione separata alle plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di partecipazioni in associazioni, società ed enti, comunque riferibili all’attività artistica professionale.

Si prevede un’apposita disciplina relativa alla deducibilità delle spese relative a beni ed elementi immateriali sostenute nell’esercizio di arti e professioni.

Si introduce il principio di neutralità fiscale (non realizzando quindi plusvalenze o minusvalenze) con riferimento a: operazioni straordinarie concernenti i conferimenti, trasformazioni, fusioni e scissioni relativi a società tra professionisti; apporti in associazioni senza personalità giuridica costituite fra persone fisiche per l’esercizio in forma associata di arti e professioni o in società semplici; apporti delle posizioni partecipative nelle associazioni professionali o società semplici in altre associazioni o società costituite per l’esercizio in forma associata di arti e professioni o in società tra professionisti.

In merito al regime temporale di applicazione delle nuove misure:

  • in materia di redditi da lavoro autonomo, l’applicazione è prevista a partire dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del decreto;
  • in relazione alle spese sostenute per l’esecuzione di un incarico e addebitate analiticamente in capo al committente, si istituisce un regime transitorio in base al quale fino al 31 dicembre 2024 continuano ad applicarsi le disposizioni in vigore anteriormente alle modifiche apportate dal decreto, riguardanti la deducibilità delle spese e la concorrenza alla formazione del reddito delle relative somme percepite a titolo di rimborso delle medesime;
  • in materia d’imputazione temporale dei compensi assoggettati a ritenuta, le nuove disposizione hanno effetto anche per i periodi di imposta antecedenti a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto, se le relative dichiarazioni, validamente presentate, risultano conformi alla nuova disciplina. Restano comunque fermi gli accertamenti e le liquidazioni di imposta divenuti definitivi.

–    Redditi diversi

Si stabilisce che per i terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria acquistati per effetto di donazione, si assume come prezzo di acquisto quello sostenuto dal donante, aumentato dell’imposta sulle donazioni nonché di ogni altro costo successivo inerente. Inoltre, con riferimento alle cessioni degli immobili acquisiti per donazione da non più di cinque anni, si prevede la concorrenza alla formazione del costo di acquisto anche dell’imposta sulle donazioni nonché di ogni altro costo successivo inerente, in analogia con quanto attualmente previsto con riguardo ai terreni acquistati per effetto di successione.

–    Disposizioni in materia di redditi d’impresa

Si realizza una prima fase di attuazione della delega in materia di razionalizzazione e semplificazione dei regimi di riallineamento dei valori fiscali a quelli contabili e di modifica dei criteri di determinazione dei redditi di impresa.

In materia di determinazione della base imponibile delle società e degli enti commerciali residenti, al fine di avvicinare valori contabili e valori fiscali, si modifica il trattamento tributario:

  • delle sopravvenienze attive derivanti da proventi in denaro o in natura conseguiti a titolo di contributo o di liberalità, che potranno concorrere a formare il reddito esclusivamente nell’esercizio in cui sono incassati;
  • della valutazione delle rimanenze finali di opere, forniture e servizi;
  • delle differenze sui cambi.

Inoltre, si introduce una disciplina in materia di riallineamenti dei disallineamenti tra valori fiscali e valori contabili volta ad assicurare l’omogeneizzazione delle regole proprie dei diversi regimi di riallineamento attualmente esistenti.

Si interviene in materia di conferimenti di azienda effettuati tra soggetti residenti e nell’esercizio di imprese commerciali, introducendo la possibilità, per la società conferitaria, di optare, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale avvenga il conferimento, per l’applicazione di un’imposta sostitutiva (da versare in un’unica soluzione ed entro uno specifico termine) sui maggiori valori attribuiti in bilancio a immobilizzazioni materiali e immateriali relativi all’azienda ricevuta e si introduce una disciplina inerente all’entrata in vigore e al regime transitorio connesso alle nuove disposizioni in materia di riallineamento.

–    Disposizioni ulteriori

Si modifica il regime di riporto delle perdite da parte delle società residenti, ai fini della determinazione della base imponibile IRES, intervenendo, in particolare, in materia di fusione, di scissione, di scissione per scorporo, di conferimenti di partecipazioni in società e di liquidazione.

Fonte: Presidenza del Consiglio dei Ministri

Consiglio dei Ministri: approvato DL in materia di politiche di coesione

Consiglio dei Ministri: approvato DL in materia di politiche di coesione

Il Consiglio dei Ministri si è riunito martedì 30 aprile us a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Giorgia Meloni ed ha approvato, su proposta della stessa Presidente Meloni e del Ministro per gli affari europei, il Sud, le politiche di coesione e il PNRR Raffaele Fitto, un decreto-legge che introduce ulteriori disposizioni urgenti in materia di politiche di coesione.

l provvedimento è volto a realizzare la riforma della politica di coesione che è stata inserita nell’ambito della revisione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) al fine di conferire unitarietà strategica e visione comune alle principali leve di sviluppo e coesione e di accelerare e rafforzare l’attuazione degli interventi finanziati dalla politica di coesione 2021-2027, mirati a ridurre i divari territoriali, in particolare nei settori delle risorse idriche, delle infrastrutture per il rischio idrogeologico e la protezione dell’ambiente, dei rifiuti, dei trasporti e della mobilità sostenibile, dell’energia, del sostegno allo sviluppo e all’attrattività delle imprese, anche per le transizioni digitale e verde.

I programmi di investimento interessati sono finanziati da 42 miliardi di euro di risorse europee e 32 miliardi di euro di risorse nazionali per il solo ciclo di programmazione 2021-2027, dunque 74 miliardi di euro di investimenti destinati a ridurre i divari territoriali.

Il decreto prevede anche con misure per rafforzare l’occupazione delle categorie di lavoratori più svantaggiate e in generale nel Mezzogiorno.

Si introduce il bonus giovani, che consiste nell’esonero dal 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro – nel limite massimo di 500 euro mensili – per 2 anni, per l’assunzione di giovani con età inferiore a 35 anni, donne e, nelle Regioni della Zona Economica Speciale unica del Mezzogiorno, anche degli over 35 disoccupati da almeno ventiquattro mesi.

Il decreto prevede inoltre un bonus donne in favore delle lavoratrici svantaggiate, con l’esonero dal 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro per un massimo di 24 mesi – nel limite massimo di 650 euro su base mensile – per ciascuna lavoratrice assunta a tempo indeterminato. Il bonus si applica alle donne di qualsiasi età, con un trattamento di maggior favore per le donne residenti nel Mezzogiorno.

Con il bonus ZES, il provvedimento sostiene lo sviluppo occupazionale nella ZES unica del Mezzogiorno attraverso uno sgravio contributivo del 100% per un periodo massimo di 24 mesi nel limite di 650 per ciascuno lavoratore assunto, per i datori di lavoro di aziende fino a 15 dipendenti.

Fonte: Comunicato Stampa del Consiglio dei Ministri 30 aprile 2024 (estratto)