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Sicurezza sul lavoro: le novità della Legge 34/2026 secondo l’INL

Con la nota n. 780/2026, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro ha fornito le prime indicazioni operative sulla Legge 11 marzo 2026 n. 34, che introduce importanti aggiornamenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Tra le principali novità, si segnala l’introduzione di modelli semplificati di gestione della sicurezza per le PMI, che saranno sviluppati dall’INAIL con l’obiettivo di ridurre gli oneri burocratici e favorire una più ampia diffusione dei sistemi organizzativi.

Rilevante anche la modifica al D.Lgs. 81/2008, che rende obbligatoria la formazione in materia di sicurezza anche durante i periodi di cassa integrazione. Il lavoratore che rifiuta senza giustificato motivo può decadere dal beneficio economico .

La legge rafforza inoltre l’addestramento pratico, prevedendo l’utilizzo di tecnologie innovative, come le simulazioni immersive, e introducendo l’obbligo di tracciamento delle attività formative .

Novità anche per il lavoro agile, con l’obbligo per il datore di lavoro di fornire annualmente un’informativa sui rischi, e per le attrezzature di lavoro, con nuove verifiche periodiche.

Le disposizioni, in vigore dal 7 aprile 2026, richiedono alle imprese un rapido adeguamento organizzativo, soprattutto sul fronte della formazione e della gestione della sicurezza.

Email aziendale, controlli e privacy: le indicazioni del Garante (Provv. n. 165/2026)

Con il provvedimento del 12 marzo 2026, il Garante per la protezione dei dati personali interviene su un tema centrale per le imprese: gestione della posta elettronica aziendale, conservazione dei dati e controlli sui lavoratori. Il caso riguarda un ex dipendente a cui l’azienda aveva consentito solo un accesso parziale alla casella email, limitato ai contenuti ritenuti “personali”, oltre a conservare i dati per un periodo prolungato. L’Autorità ha ritenuto il trattamento illecito, applicando una sanzione di 50.000 euro .

Il Garante chiarisce che le email aziendali costituiscono dati personali del lavoratore e che il diritto di accesso deve riguardare l’intero contenuto della casella, senza possibilità per il datore di lavoro di selezionare o filtrare preventivamente i messaggi. Anche le comunicazioni di carattere professionale rientrano infatti nella sfera della vita privata e della corrispondenza, con la conseguenza che non è legittimo limitare l’accesso alle sole email “private” o oscurare informazioni già nella disponibilità dell’interessato.

Sul piano della conservazione, viene ribadito che non è conforme al GDPR mantenere backup integrali delle caselle di posta per lunghi periodi, come nel caso esaminato (5 anni), né utilizzare la posta elettronica come sistema di archiviazione documentale. I principi di minimizzazione e limitazione della conservazione impongono invece di ridurre tempi e quantità dei dati trattati e di adottare strumenti specifici per la gestione documentale aziendale .

Analoghe criticità riguardano i log della navigazione Internet, che devono essere conservati solo per il tempo strettamente necessario a garantire la sicurezza informatica e non per finalità generiche o difensive. Una conservazione estesa o non adeguatamente giustificata può infatti risultare sproporzionata rispetto alle finalità perseguite.

Particolare rilievo assume il tema dei controlli a distanza: la possibilità di accedere a email e log rende tali strumenti potenzialmente idonei al controllo dell’attività dei lavoratori, con conseguente applicazione dell’art. 4 dello Statuto dei lavoratori. Ciò comporta la necessità di un accordo sindacale o, in alternativa, dell’autorizzazione dell’Ispettorato del lavoro, anche quando il controllo non venga concretamente esercitato ma sia solo astrattamente possibile.

Infine, il Garante evidenzia l’importanza della trasparenza: le informative ai dipendenti devono essere chiare, complete e coerenti rispetto ai trattamenti effettivamente svolti, indicando in modo puntuale finalità, modalità e tempi di conservazione. Informazioni generiche o non allineate alle prassi aziendali non soddisfano i requisiti del GDPR.

Rinnovo CCNL: passi avanti nel confronto tra le Parti

Prosegue il confronto tra le Parti per il rinnovo del contratto collettivo nazionale, in un quadro di dialogo costruttivo e progressivo avanzamento sui principali ambiti negoziali.

Nel corso dell’incontro tecnico del 23 aprile sono stati affrontati i temi delle pari opportunità e dei congedi, sui quali si registrano passi in avanti significativi.

Permangono alcuni elementi di approfondimento sulla disciplina della malattia, che non evidenziano tuttavia particolari distanze.

È stata inoltre avviata una prima riflessione su dossier di rilievo strategico per il settore, quali il cambio d’appalto e il secondo livello di contrattazione, temi che richiedono un ulteriore lavoro di definizione e sintesi.

Il confronto proseguirà nei prossimi incontri, con l’obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e avanzare su un impianto contrattuale coerente con le esigenze evolutive del comparto.

ICMQ: Corso “La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse” – 18 Giugno 2026 dalle ore 09:00 alle ore 18:00

OBIETTIVO DEL CORSO

Formazione di una figura professionale capace di ridurre il rischio di derive del progetto/intervento, attraverso una tempestiva analisi dei rischi applicata all’attività progettuale e gestionale delle commesse di opere, sia pubbliche che private. La formazione di tale figura professionale è la risposta alla richiesta del mercato del lavoro di figure più ricche di competenze tecnico-manageriali, in grado di individuare e valutare i rischi, nonché di sviluppare strategie per governare gli stessi nelle diverse fasi tecniche, economiche, finanziarie e amministrative del progetto. Il corso farà riferimento ai concetti della Norma UNI ISO 31000/2018.

PROGRAMMA DEL CORSO

L’analisi dei rischi è fondamentale per approcciare a qualunque progetto. La matrice dei rischi è sempre più richiesta dalle Stazioni Appaltanti pubbliche quali il Politecnico di Milano, l’Università di Perugia, etc. come documento d’offerta in sede di gara con il criterio dell’offerte economicamente più vantaggiosa, unitamente ai concetti di rischio negativo e di rischio positivo/opportunità.

Il successo di un progetto dipende infatti dalla oggettiva e sapiente gestione di più variabili, fra cui i rischi da prevedere e gestire. In tutti i progetti ormai, è fondamentale poter disporre della capacità di individuare i rischi connessi al progetto stesso e, più in generale, all’intervento in atto, in modo da poter mitigare e comunque gestire i rischi medesimi; per il vero occorre osservare che il rischio, se ben gestito, può diventare un’opportunità (opportunità in quanto l’aver saputo gestire i rischi di un progetto/intervento porta ad essere concorrenziale sia dalla fase di offerta rispetto a chi non ha saputo gestire il rischio).

Il Corso di 8 ore, suddiviso in due moduli, si rivolge a liberi professionisti, società di ingegneria, imprenditori, dirigenti pubblici e privati che intendono acquisire una nuova opportunità professionale nel campo della progettazione, nella gestione delle commesse, allo scopo di mitigare i rischi e di poterli trasformare in opportunità. Saranno esposti casi reali di risk management.

Il corso è valido come aggiornamento formativo per il mantenimento della certificazione di Project Manager, di BIM Manager.

QUOTA

Clienti ICMQ: Euro 250,00 + IVA

Altri: Euro 300,00 + IVA

E’ prevista una riduzione del 10% per l’iscrizione di 2 partecipanti, del 15% fino a 5 partecipanti, del 20% oltre 5 partecipanti della stessa società.

Maggiori informazioni e scheda di iscrizione al seguente link

Agli Associati ASSIV è prevista una tariffa agevolata