Home Blog Pagina 183

Inps: Disposizioni in materia di trattamenti straordinari di integrazione salariale

Messaggio INPS 9 febbraio 2024, n. 617: Decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023, n. 85. Disposizioni in materia di trattamenti straordinari di integrazione salariale. Istruzioni operative e contabili

1. Premessa

Con il messaggio n. 2512 del 4 luglio 2023 è stato illustrato il trattamento di integrazione salariale straordinaria (CIGS) introdotto dall’articolo 30 del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023, n. 85 (di seguito, anche decreto Lavoro).

Successivamente, con il messaggio n. 3575 del 12 ottobre 2023, sono state fornite indicazioni per il versamento del contributo addizionale, previsto dall’articolo 5 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148, a carico dei datori di lavoro che hanno fatto ricorso al trattamento di integrazione salariale in argomento.

Nel disciplinare la menzionata misura di sostegno al reddito in costanza di rapporto di lavoro, l’articolo 30 del decreto Lavoro ha disposto, al comma 1, che la concessione del trattamento di integrazione salariale in commento[1] potesse avvenire, con decreto ministeriale, nel limite massimo complessivo di spesa, individuato dal successivo comma 2, di 13 milioni di euro per l’anno 2023 e di 0,9 milioni di euro per l’anno 2024, e che il monitoraggio dei flussi di spesa fosse demandato all’INPS.

Per favorire le suddette attività di monitoraggio, è stato previsto che l’erogazione dei trattamenti di integrazione salariale di cui trattasi avvenisse da parte dell’Istituto esclusivamente con la modalità del pagamento diretto ai lavoratori.

Durante la gestione dei provvedimenti di concessione dei trattamenti di CIGS, di cui all’articolo 30 del decreto Lavoro, è emerso che, in taluni casi, il relativo decreto ministeriale ha disposto che il pagamento ai lavoratori dovesse essere anticipato dai datori di lavoro e da questi ultimi successivamente conguagliato, secondo la disciplina prevista dall’articolo 7 del decreto legislativo n. 148/2015.

Con il presente messaggio, quindi, si illustrano le modalità operative che i datori di lavoro devono seguire per il recupero delle somme anticipate a titolo di CIGS relativamente alla disposizione in commento.

2. Istruzioni procedurali

Nel “Sistema UNICO”, nell’ambito del codice intervento “333”, è stato istituito il seguente nuovo apposito codice evento:

“147 situazioni di perdurante crisi e difficoltà – art. 30 D.L. 48/23”.

 3. Istruzioni operative. Modalità di esposizione del conguaglio e del contributo addizionale

In merito alle modalità di esposizione delle prestazioni da porre a conguaglio e del contributo addizionale da versare, relativi agli interventi di CIGS autorizzati ai sensi dell’articolo 30 del decreto-legge n. 48/2023, i datori di lavoro devono operare come segue.

Successivamente all’autorizzazione da parte dell’Istituto per il conguaglio delle prestazioni anticipate, all’interno dell’elemento <DenunciaAziendale>/<ConguagliCIG>/<CIGAutorizzata>/<CIGStraord>/<CongCIGSACredito>/<CongCIGSAltre>/<CongCIGSAltCaus>, i datori di lavoro devono valorizzare il nuovo codice causale “L140”, avente il significato di “Conguaglio CIGS decreto legge. n. 48/2023”, relativo ad autorizzazione soggetta al contributo addizionale.

Si ricorda che trova applicazione il termine di decadenza di cui all’articolo 7, comma 3, del decreto legislativo n. 148/2015.


Per l’esposizione degli importi dovuti a titolo di contributo addizionale i datori di lavoro devono utilizzare il codice causale “E614”, avente il significato di “Ctr. addizionale CIG straordinaria decreto-legge. n. 48/2023”, presente nell’elemento <CongCIGSCausAdd>.


Si rammenta che i datori di lavoro interessati sono tenuti al versamento del contributo addizionale a partire dal periodo di paga successivo al provvedimento di concessione dell’integrazione salariale.

Nel caso in cui il rilascio dell’autorizzazione da parte dell’Istituto avvenga, invece, nel mese in cui termina l’evento CIGS o successivamente, i datori di lavoro sono tenuti a versare l’importo del contributo addizionale per l’intero periodo autorizzato nel periodo di paga immediatamente successivo a quello di autorizzazione.

4. Istruzioni contabili

Con i citati messaggi n. 2512/2023 e n. 3575/2023 sono state fornite rispettivamente le istruzioni contabili per l’erogazione con pagamento diretto ai beneficiari dei trattamenti di integrazione salariale di cui all’articolo 30 del decreto-legge n. 48/2023 e per il versamento tramite il modello F24 della contribuzione addizionale dovuta a titolo di finanziamento della prestazione e gestita per il tramite della procedura RACE.

In conformità alle modalità operative e gestionali relative al pagamento anticipato da parte dei datori di lavoro del trattamento di CIGS in commento, con il presente messaggio si istituiscono i conti per la rilevazione delle somme delle prestazioni conguagliate dal datore di lavoro ed esposte nel flusso UniEmens con il codice evento “L140” e del contributo addizionale codice causale “E614” da versare secondo le istruzioni riportate al precedente paragrafo 3:

–    GAU30487 – per l’imputazione dell’onere per i trattamenti straordinari di integrazione salariale (CIGS) per un periodo massimo complessivo di 15 mesi, corrisposti ai dipendenti delle aziende ammesse al conguaglio con il sistema di denuncia di cui al D.M. 5 febbraio 1969 – art.30 del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023, n. 85;

–    GAU21487 – per l’imputazione del contributo addizionale dovuto dalle aziende che sono state autorizzate ai trattamenti straordinari di integrazione salariale (CIGS) per un periodo massimo complessivo di 15 mesi, tramite conguaglio – art.30 del decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 luglio 2023, n. 85.

Per la rilevazione della contribuzione correlata ai periodi di erogazione delle prestazioni in parola, valida per entrambe le modalità di pagamento (diretto e a conguaglio), si deve adottare il conto in uso GAU32457, istituito con il citato messaggio n. 2512/2023.

I rapporti con lo Stato, ai fini del rimborso all’Istituto degli oneri derivanti dall’erogazione di tali prestazioni, vengono curati direttamente dalla Direzione generale.

Si allega la variazione al piano dei conti (Allegato n. 1).

[1] Riguardo alla durata, alle caratteristiche e alla regolamentazione normativa della misura di sostegno si richiamano le indicazioni fornite con il messaggio n. 2512/2023.

Scarica il Messaggio INPS 617/2024 con gli allegati

Formazione Icmq “Come redigere un’offerta vincente in un appalto” – 20 marzo 2024

Formazione Icmq modalità online sincrona

I criteri vincenti nella predisposizione dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Come redigere un’offerta vincente in un appalto

20 marzo 2024

Ore 9:00-18:00

Il Corso offre ai partecipanti la formazione per completare e predisporre un’offerta vincente per un appalto di servizi e/o lavori aggiudicato tramite l’offerta economicamente più vantaggiosa.

Saranno affrontate le previsioni in materia di offerta economicamente più vantaggiosa di cui al Codice dei Contratti Pubblici, D.lgs. 36/2023, che delinea i possibili criteri e le metodologie di aggiudicazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa, per appalti di servizi di progettazione e DL, nonché per appalti di progettazione e/o costruzione e per appalti di servizi ispettivi. La predisposizione di una completa ed esaustiva relazione metodologica, detta anche Piano di Gestione Qualità, coerente con le prescrizioni richieste dalla Stazione Appaltante, potrà esprimere in modo opportuno nell’offerta CHI, COSA, DOVE, QUANDO, PERCHE’, COME e QUANTO (trattasi dunque, di un’offerta gestita con le metodologie di Project Management).

Verrà studiata l’offerta con le succitate metodologie e tecniche di Project Management; Agli elementi qualitativi, sono attribuiti il massimo punteggio; Il D.lgs 36/2023 non prevede più un punteggio nell’offerta economica con il limite del 30%. Prevede comunque un equilibrio tra i punteggi dell’offerta tecnica e dell’offerta economica.

Da parte del relatore, sarà illustrata anche la richiesta sempre più frequente di offerte con il “criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa”, che dovrà ormai comprendere la metodologia BIM e le fondamentali interazioni tra BIM – Project Management e Life Cycle Costing.

La frequenza del corso conferisce 8 crediti formativi per il mantenimento della certificazione Project Manager secondo la norma UNI 11648.

Per l’iscrizione clicca qui

Scarica la locandina del corso per info e costi

XVI^ edizione Homeland Security Master – da marzo 2024

Master Homeland Security

Sistemi Metodi e Strumenti per la Security e il Crisis Management

La XVI^ edizione del Master Homeland Security, organizzato da UCBM Academy – Università Campus Bio-Medico di Roma – e Consorzio Nitel (Consorzio Nazionale Interuniversitario per i Trasporti e la Logistica), prenderà il via a Marzo 2024.

Le iscrizioni chiuderanno il prossimo 26 febbraio.

Master di II livello in Homeland Security conferisce 60 crediti formativi universitari (CFU)

Scarica la brochure per iscrizione e costi

CCNL Vigilanza privata e servizi di sicurezza: Firmato Accordo sull’adeguamento salariale

CCNL Vigilanza privata – Firmato Accordo sull’adeguamento salariale

Agci Servizi, Assiv-Confindustria, Confcooperative Lavoro e Servizi e Legacoop Produzione e Servizi: “Un aumento importante, ora agire su revisione prezzi o posti di lavoro a rischio. Il Governo faccia la sua parte”

Roma, 16 febbraio 2024 – “Le lavoratrici e i lavoratori del settore vigilanza privata e servizi di sicurezza potranno contare dal prossimo mese su un aumento salariale importante in aggiunta a quello già previsto dal contratto collettivo nazionale – circa 400 euro per i servizi di sicurezza e circa 250 euro per le guardie giurate – ma se il mercato non reagisce saranno inevitabili delle riduzioni del personale nel settore. Per questo motivo ribadiamo la necessità dell’intervento del Governo per introdurre una norma per la revisione prezzi dei contratti in essere con la pubblica amministrazione che tenga conto degli aumenti previsti dall’accordo, così come dovrà adeguarsi il mercato privato”.

Lo dichiarano Agci Servizi, ASSIV-Confindustria, Confcooperative Lavoro e Servizi e Legacoop Produzione e Servizi a seguito della firma dell’Ipotesi di Accordo sull’adeguamento salariale avvenuta in nottata alla presenza di tutte le Parti Sociali del CCNL della Vigilanza privata e Servizi di sicurezza.

“Una volta ancora ASSIV dimostra la propria serietà – afferma la Presidente Maria Cristina Urbano – dopo essere riuscita, contro ogni previsione, a facilitare la sottoscrizione del nuovo CCNL di settore lo scorso maggio, già fortemente migliorativo rispetto il precedente. Resta il dato di fatto che le aziende si assumeranno l’onere di fornire una ulteriore risposta positiva ai propri lavoratori, pur dovendo far fronte a condizioni di mercato estremamente critiche, nella consapevolezza che il benessere dei propri operatori è questione centrale. Anche in questa vicenda, tuttavia – conclude la Urbano – molti degli attori coinvolti, per ragioni diverse ma estranee all’oggetto della trattativa, hanno preferito fare demagogia anziché affrontare i problemi strutturali. Garantire la resilienza di un comparto centrale per la sicurezza del Paese resta l’obiettivo di lungo periodo che dovrebbe essere al centro dell’azione di istituzioni e parti sociali. L’Assemblea degli associati si esprimerà a breve sull’ipotesi di Accordo secondo quanto stabilito dal nostro Statuto e, solo allora, avremo una visione chiara di quello che le aziende prevedono per i prossimi mesi.”

“La cooperazione non lascia nessuno indietro, – dichiarano per Legacoop Produzione e Servizi il Direttore Andrea Laguardia e il Responsabile del Settore Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza Daniele Conti – questo è lo spirito che ci ha animato in questa lunga trattativa, avviata ad agosto dal Ministero del Lavoro, che poi si è fatto di nebbia e ha lasciato le Parti sociali a risolvere il problema. Abbiamo fatto la nostra parte, con un aumento delle retribuzioni che si aggiunge a quanto la cooperazione aveva già attivato negli ultimi mesi per sostenere l’aumento del costo della vita attraverso importanti iniziative di welfare aziendale. Adesso – conclude Laguardia -tocca al mercato creare le condizioni per sostenere il nuovo costo del lavoro. Attendiamo che il Governo faccia la sua parte, così come promesso.”

“L’accordo raggiunto è un ulteriore segnale importante – dichiara il Presidente Massimo Stronati di Confcooperative Lavoro e Servizi- per sostenere i salari dei soci, dei lavoratori e lavoratrici del settore in una fase in cui l’inflazione e il costo della vita sono in costante crescita. La cooperazione continua a lavorare per la qualità del lavoro, ma anche per rimettere al centro il valore della contrattazione collettiva come strumento politico di coesione per rilanciare i livelli di produttività e dunque per migliorare il valore reale dei trattamenti economici e la qualità del lavoro.  Ora anche il committente pubblico e privato faccia la sua parte per garantire salari giusti per chi lavora.”

Per Agci Servizi, ASSIV-Confindustria, Confcooperative Lavoro e Servizi e Legacoop Produzione e Servizi la problematica dei salari delle lavoratrici e dei lavoratori, nata da criticità di sistema che trovano la loro origine anche nel settore pubblico, non può ricadere sulle spalle del solo privato, già fortemente indebolito dalla spirale inflattiva. Le Associazioni auspicano che gli impegni presi dal Governo si traducano presto in misure normative, in quanto solo un sistema di revisione dei prezzi dei contratti in essere con la PA consentirà al settore di sostenere l’aumento dei costi di produzione e del lavoro permettendo alle imprese di restare sul mercato e mantenere l’occupazione, e garantendo al contempo le condizioni di sviluppo di un comparto di importanza centrale per lo svolgimento di moltissimi servizi essenziali, a vantaggio di aziende, lavoratori e committenza pubblica.