Home Blog Pagina 2

Sicurezza urbana: tecnologie e vigilanza privata rafforzano il modello “Mille occhi sulla città”

Il recente rinnovo del protocollo “Mille occhi sulla città” nel territorio della Spezia rappresenta un ulteriore passo avanti nel consolidamento del modello di sicurezza integrata tra pubblico e privato, confermando il ruolo sempre più centrale degli istituti di vigilanza privata nel presidio del territorio.

L’iniziativa, promossa a livello locale dalla Prefettura in collaborazione con le amministrazioni e le forze di polizia, si inserisce nel solco di un progetto nazionale avviato dal Ministero dell’Interno nel 2010, che mira a valorizzare il contributo della vigilanza privata quale componente complementare del sistema di sicurezza pubblica.


Il ruolo strategico della vigilanza privata

Nel quadro del protocollo, gli operatori degli istituti di vigilanza assumono una funzione di osservazione qualificata sul territorio. Durante lo svolgimento dei servizi, le guardie giurate sono chiamate a:

  • rilevare situazioni anomale o potenzialmente pericolose
  • segnalare tempestivamente eventi alle forze dell’ordine
  • contribuire alla prevenzione attraverso una presenza capillare

Si tratta di un’attività che non si sovrappone alle competenze delle forze di polizia, ma le integra, rafforzando la capacità complessiva di controllo e risposta.


Tecnologie e sicurezza: un’integrazione sempre più stretta

Uno degli elementi di maggiore rilievo del recente aggiornamento è l’integrazione con sistemi tecnologici avanzati, tra cui:

  • reti di videosorveglianza urbana
  • sistemi digitali di comunicazione tra centrali operative
  • strumenti di monitoraggio evoluti

Questa sinergia tra presenza fisica e tecnologie consente di aumentare significativamente l’efficacia delle attività di prevenzione e di migliorare la qualità delle informazioni trasmesse alle autorità competenti.


Verso un modello di sicurezza integrata

Il rafforzamento del protocollo evidenzia un principio ormai consolidato: la sicurezza urbana è il risultato di una collaborazione strutturata tra attori pubblici e privati.

In questo contesto, la vigilanza privata:

  • amplia la copertura territoriale
  • contribuisce alla tempestività degli interventi
  • favorisce una lettura più dinamica dei fenomeni urbani

Il modello “Mille occhi sulla città” si configura quindi come uno strumento operativo che valorizza competenze, presenza e capacità organizzativa degli istituti di vigilanza, inserendoli in un sistema coordinato e regolato.


Le prospettive per il settore

Esperienze come quella della Spezia confermano come il settore della vigilanza privata sia sempre più chiamato a svolgere un ruolo attivo nelle politiche di sicurezza urbana.

Per gli operatori del comparto, ciò comporta:

  • un’evoluzione delle competenze professionali
  • un rafforzamento delle centrali operative
  • una crescente integrazione con le istituzioni

In questo scenario, il contributo della vigilanza privata non è solo operativo, ma anche strategico, nell’ambito di un sistema di sicurezza moderno, partecipato e tecnologicamente avanzato.


Il ruolo di ASSIV

In qualità di associazione di riferimento del settore, ASSIV continua a promuovere modelli di collaborazione pubblico-privato che valorizzino il ruolo delle imprese di vigilanza e ne riconoscano la funzione nell’ambito della sicurezza integrata.

Il protocollo “Mille occhi sulla città” rappresenta un esempio concreto di questa visione, che pone al centro professionalità, coordinamento e innovazione.

Fonte: https://www.cittadellaspezia.com/2026/03/25/sicurezza-in-citta-nuove-tecnologie-e-istituti-di-vigilanza-rafforzano-il-protocollo-mille-occhi-sulla-citta-646609/

Intelligenza artificiale: il Consiglio UE punta alla semplificazione delle regole

Il 13 marzo 2026 il Consiglio dell’Unione europea ha adottato la propria posizione negoziale su una proposta di revisione dell’attuale quadro normativo in materia di intelligenza artificiale, con l’obiettivo di semplificarne l’applicazione e ridurre gli oneri per le imprese.

La proposta si inserisce nel solco dell’Artificial Intelligence Act, senza modificarne l’impianto generale basato sul rischio, ma introducendo correttivi volti a migliorarne l’attuazione pratica.


Un intervento di “semplificazione” normativa

L’iniziativa rientra nel più ampio pacchetto europeo di semplificazione legislativa (“Omnibus”) e mira a rendere il quadro regolatorio più sostenibile per il tessuto economico, in particolare per le piccole e medie imprese.

Tra gli obiettivi dichiarati:

  • riduzione degli oneri amministrativi
  • maggiore chiarezza applicativa
  • uniformità tra gli Stati membri
  • rafforzamento della competitività europea nel settore dell’IA

Non si tratta quindi di una deregolamentazione, bensì di un adattamento operativo delle norme esistenti. (Consiglio dell’Unione Europea)


Slittamento delle scadenze per i sistemi ad alto rischio

Uno degli elementi più rilevanti riguarda la revisione delle tempistiche di applicazione.

Il Consiglio propone di posticipare l’entrata in vigore degli obblighi per i sistemi di intelligenza artificiale classificati come “ad alto rischio”, al fine di consentire a imprese e autorità di vigilanza un adeguamento più graduale.

La proposta prevede un possibile rinvio fino a circa 16 mesi, legato anche alla disponibilità degli standard tecnici necessari. (Consiglio dell’Unione Europea)


Riduzione degli obblighi per le imprese

La proposta introduce misure volte a semplificare gli adempimenti, tra cui:

  • alleggerimento della documentazione tecnica
  • riduzione delle duplicazioni normative
  • maggiore proporzionalità degli obblighi in funzione della dimensione aziendale

Particolare attenzione è riservata alle PMI, per le quali si prevede un approccio più flessibile.


Rafforzamento dei divieti su usi critici

Accanto alla semplificazione, il Consiglio propone anche un rafforzamento di alcuni divieti, con particolare riferimento agli utilizzi più sensibili dell’intelligenza artificiale.

Tra questi, viene evidenziata l’attenzione verso i sistemi in grado di generare contenuti manipolati o lesivi della dignità della persona, come i deepfake non consensuali. (Bluesky Social)


Prossimi passaggi

La posizione del Consiglio rappresenta una fase intermedia del processo legislativo.

Seguiranno ora i negoziati con il Parlamento europeo, al termine dei quali verrà definito il testo definitivo della revisione.


Fonte

👉 Leggi il comunicato ufficiale del Consiglio UE


Conclusioni

L’intervento del Consiglio UE conferma la volontà di mantenere un quadro regolatorio rigoroso sull’intelligenza artificiale, ma al tempo stesso più aderente alle esigenze operative delle imprese.

Documenti utili

Progetto di regolamento sulla semplificazione dell’attuazione delle norme armonizzate in materia di IA (Manuale digitale sull’IA), mandato negoziale del Consiglio, 13 marzo 2026 

Regolamento sulla semplificazione dell’attuazione delle norme armonizzate in materia di intelligenza artificiale (Manuale digitale sull’IA), proposta della Commissione, 17 novembre 2025 

Semplificazione delle norme UE (informazioni di base)

Legge sull’intelligenza artificiale (informazioni di base)

PMI: pubblicata la nuova Legge annuale 2026

È stata pubblicata in G.U. (Serie Generale n. 68 del 23 marzo 2026) la Legge 11 marzo 2026, n. 34, promossa dal MIMIT, che introduce importanti misure a sostegno delle piccole e medie imprese.

Il provvedimento punta a rafforzare la competitività del sistema produttivo attraverso incentivi alle reti di imprese, interventi per il passaggio generazionale e il riordino di ambiti chiave come Confidi, artigianato e start-up innovative.

Particolare attenzione è dedicata alla salute e sicurezza sul lavoro, con modelli semplificati per le PMI, estensione della formazione anche nei periodi di cassa integrazione e utilizzo di tecnologie immersive per l’addestramento.

Tra le novità anche misure per l’occupazione (staffetta generazionale), il sostegno a settori strategici come la moda e nuove regole per contrastare le false recensioni.

La Legge entrerà in vigore il 7 aprile 2026.

ICMQ: Percorso Formativo Travel Risk – Travel Risk Management: La gestione della sicurezza nelle trasferte all’estero – Tecniche di Intelligence applicate alla sicurezza delle trasferte – Lavorare all’estero in aree di crisi: costruire un security evacuation plan

Ogni viaggio di lavoro comporta rischi naturali, penali, sanitari, accidentali, sociali e informatici che non possono essere trascurati. La sicurezza dei lavoratori in trasferta è un preciso dovere giuridico del Datore di Lavoro e rappresenta un elemento strategico per le aziende italiane con personale all’estero.  ICMQ in collaborazione con Scuola Internazionale Etica & Sicurezza Milano – L’Aquila, ha organizzato un percorso formativo dedicato alla gestione del rischio nelle trasferte internazionali. E’ possibile seguire l’intero percorso o partecipare ad un singolo modulo

TRAVEL RISK MANAGEMENT: LA GESTIONE DELLA SICUREZZA NELLE TRASFERTE ALL’ESTERO
14 Aprile 2026 | 9:00 – 18:00 | FAD
TECNICHE DI INTELLIGENCE APPLICATE ALLA SICUREZZA DELLE TRASFERTE
22 Aprile 2026 | 9:00 – 13:00 | FAD
LAVORARE ALL’ESTERO IN AREE DI CRISI: COSTRUIRE UN SECURITY EVACUATION PLAN
28 e 29 Aprile 2026 | 9:00 – 13:00 | FAD

PROGRAMMA DEI 3 MODULI

14 aprile 2026 – Gestione del rischio di viaggio

  • Quadro normativo italiano sulla sicurezza nel trasferimento
  • Analisi di scenari internazionali con casi ed esempi
  • Metodologia integrata per valutare e gestire i rischi secondo UNI ISO 31030
  • Strumenti e attività nelle fasi pre, durante e post viaggio

22 aprile 2026 – Tecniche di Intelligence applicate alla sicurezza delle trasferte

  • Uso dell’Open Source Intelligence (OSINT) per monitorare scenari e rischi 
  • Competenze per mappare rischi, analizzare scenari in tempo reale e trasferire resilienti
  • Approccio in linea con il “Duty of Care” e la norma UNI ISO 31030

28 – 29 aprile 2026 – Lavorare all’estero in aree di crisi: Piano di Evacuazione di Sicurezza

  • Preparazione e strategia per affrontare la crisi improvvisata all’estero 
  • Ruoli, responsabilità e procedura nella gestione delle emergenze
  • Coordinamento con istituzioni italiane (MAECI, Comando Operativo di Vertice Interforze)
  • Esempi concreti per sviluppare piani di evacuazione efficaci

Per tutti i professionisti che si iscriveranno a due o più corsi, verrà applicata la tariffa PROMO PIU’ CORSI indicata in locandina.

Verrà rilasciato un attestato di frequenza e saranno riconosciuti 8 crediti formativi per i moduli A – C4 crediti formativi per il modulo B , validi per il mantenimento della certificazione Professionisti della Security UNI 10459 e Project manager UNI 11648, al superamento del test di valutazione.

Maggiori Informazioni e Iscrizioni al seguente link