Prosegue il negoziato per il rinnovo del CCNL Vigilanza Privata e Servizi di Sicurezza. Nel corso dell’incontro del 2 aprile 2026, ASSIV ha partecipato, insieme alle altre associazioni datoriali e alle organizzazioni sindacali, all’avvio del confronto sulle bozze dei principali capitoli contrattuali.
Il tavolo ha esaminato, tra gli altri, i temi delle relazioni sindacali, della formazione, delle tutele in caso di malattia e infortunio, nonché degli strumenti di previdenza e assistenza integrativa. Particolare attenzione è stata inoltre dedicata alla questione della detassazione degli aumenti contrattuali, per la quale le associazioni datoriali hanno ribadito la necessità di un chiarimento da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Le parti hanno concordato di aggiornare il confronto al prossimo 23 aprile.
Le associazioni datoriali continueranno a seguire con attenzione l’evoluzione del negoziato, con l’obiettivo di contribuire a un rinnovo contrattuale equilibrato e sostenibile per l’intero settore.
Nella notte tra il 3 e il 4 aprile si sono verificati due tentativi di assalto a sportelli bancomat a Campegine e Bagnolo in Piano, in provincia di Reggio Emilia, probabilmente ad opera della stessa banda.
Nel primo caso i malviventi hanno tentato di utilizzare un ordigno (“marmotta”), ma il sistema antifurto con fumogeni ha impedito il colpo. Nel secondo episodio, l’intervento di una pattuglia di vigilanza privata ha costretto i responsabili alla fuga.
In entrambi i casi non è stato sottratto denaro.
L’episodio evidenzia l’efficacia della sicurezza integrata, dove tecnologie avanzate e presenza operativa sul territorio rappresentano un deterrente concreto contro i reati predatori.
Modulo A – 5 MAGGIO ‘26 – dalle ore 9:00 alle 13:00 –4 ore – NIS 2: LE NUOVE REGOLE DELLA SICUREZZA IN EUROPA – CAPIRE LA DIRETTIVA, IDENTIFICARE GLI OBBLIGHI, CONNETTERSI ALLE ALTRE NORME
La Direttiva NIS 2 ha ridisegnato il panorama europeo della sicurezza delle informazioni, ampliando significativamente il perimetro dei soggetti obbligati e innalzando il livello delle misure richieste. Con il recepimento italiano attraverso il D.Lgs. 138/2024, organizzazioni di settori essenziali e importanti si trovano a dover valutare la propria posizione, riorganizzare la governance e allineare processi e sistemi di sicurezza a un quadro normativo sempre più articolato. Questo corso offre una lettura ragionata della Direttiva e del decreto di recepimento, con un approccio operativo che aiuta a capire chi è soggetto agli obblighi, quali misure adottare e come la NIS 2 si relaziona alle altre normative e standard — in particolare ISO/IEC 27001, GDPR, AI ACT ed ogni schema che ragioni di protezione delle informazioni (compresa la proprietà intellettuale) – oggetto dei moduli successivi del percorso.
Modulo B1 – 5 GIUGNO ‘26 – dalle ore 9:00 alle ore 13:00 – 4 ore – Modulo B2 – 10 GIUGNO ‘26 – 9:00 – 18:00 – 8 ore – ISO 27001:2022 – I CONTROLLI DELLO STANDARD COME BUSSOLA PER LA CONFORMITÀ NORMATIVA INTEGRATA
La ISO/IEC 27001 non è solo uno standard per la certificazione: è uno strumento operativo per costruire e governare la sicurezza delle informazioni in modo sistematico, misurabile e coerente con le normative vigenti. In un contesto in cui NIS 2 e GDPR impongono misure specifiche, conoscere ed applicare consapevolmente i controlli della norma diventa un atto strategico, non solo tecnico. Il percorso in due sessioni — un modulo introduttivo di 4 ore e un approfondimento di 8 ore — offre prima una visione d’insieme del Sistema di Gestione per la Sicurezza delle Informazioni, poi un’analisi strutturata di tutti i controlli nelle quattro aree logiche della norma (people, physical, technological, organizational). L’approccio è pratico: teoria, strumenti applicativi, esempi concreti ed errori da non commettere.
Modulo C – 9 LUGLIO ‘26 – dalle ore 9:00 alle ore 18:00 – 8 ore – CONFORMITÀ NORMATIVA INTEGRATA GDPR, NIS 2 E AI ACT: UNA SOLA COMPLIANCE PER PROTEGGERE DATI, SISTEMI E PERSONE
Il GDPR non è invecchiato, si è arricchito di contesto. L’entrata in vigore della Direttiva NIS 2 e dell’AI Act ha ridisegnato il perimetro degli obblighi di sicurezza e introdotto nuovi ruoli, nuove responsabilità e nuove logiche di rischio che si intrecciano con la protezione dei dati personali. Rileggere il GDPR oggi significa capire dove le normative si sovrappongono, dove si rafforzano e dove impongono scelte organizzative diverse. Questo corso offre una lettura ragionata e aggiornata del Regolamento, con un’attenzione particolare all’interazione con NIS 2 e AI Act: dall’analisi dei ruoli (titolari, responsabili, DPO, CISO, deployers e providers AI) agli obblighi di sicurezza, dalla gestione degli incidenti alle sanzioni. L’approccio è operativo: ogni tema è affrontato con esempi concreti e strumenti applicativi.
Saranno riconosciuti 4 crediti formativi al superamento del test finale relativo al modulo A, al modulo B1 e 8 crediti formativi al superamento del test finale relativo al modulo B2 e modulo C, validi per il mantenimento delle certificazioni Professionisti Sicurezza UNI 10459 , DPO – Data Protection Officer UNI 11697 , Periti liquidatori assicurativi UNI 11628, Project Manager UNI 11648.
Una scelta positiva e una buona intuizione da parte del governo. Con alcuni interventi mirati il decreto potrebbe diventare ancora più efficace, moderno e vicino alle reali esigenze del Paese
Il decreto-legge sulla sicurezza attualmente all’esame del Parlamento rappresenta, nel complesso, una scelta positiva e una buona intuizione da parte del governo. Si muove infatti nella direzione giusta: quella di rafforzare in modo concreto gli strumenti di tutela dei cittadini e del territorio, aggiornando il quadro normativo rispetto a fenomeni criminali che sono diventati sempre più complessi e diffusi, soprattutto nelle aree urbane.
Detto questo, proprio perché oggi il concetto di sicurezza è profondamente cambiato e il ruolo della vigilanza privata è diventato ormai strutturale, vale la pena cogliere questa occasione per migliorare ulteriormente il testo. Con alcuni interventi mirati il decreto potrebbe diventare ancora più efficace, moderno e vicino alle reali esigenze del Paese.
Partendo dagli aspetti positivi, è giusto riconoscere che il provvedimento contiene misure condivisibili. Penso, per esempio, all’introduzione di aggravanti per il furto con destrezza, un fenomeno purtroppo molto diffuso nelle città, oppure alla definizione più chiara della rapina aggravata di gruppo. Anche il rafforzamento degli strumenti per la sicurezza urbana e il presidio del territorio va nella direzione giusta. Sono interventi che contribuiscono a rendere più visibile la presenza dello Stato e, di conseguenza, a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Ciò che convince meno, invece, è la concezione “conservatrice” della sicurezza urbana, che oggi non può più essere intesa solo come ordine pubblico in senso stretto. La sicurezza, infatti, riguarda sempre di più la qualità della vita, il decoro delle città, la coesione sociale e la capacità di prevenire situazioni di degrado prima che queste degenerino. È su questi temi che si incide in misura significativa tanto sulla sicurezza vera e propria quanto sulla sua percezione da parte dei cittadini, almeno altrettanto importante.
In questo contesto, diventa fondamentale adottare un approccio più integrato, in cui pubblico e privato collaborino in modo stabile e strutturato. Ed è proprio su questo punto che il decreto potrebbe fare un salto di qualità.
La vigilanza privata può rappresentare un vero e proprio “moltiplicatore” dell’azione pubblica, soprattutto nelle attività di osservazione, monitoraggio, valutazione delle situazioni di rischio e segnalazione. Rafforzare il partenariato tra forze dell’ordine, enti locali e istituti di vigilanza significa non solo ottimizzare le risorse disponibili, ma anche intervenire con maggiore tempestività, solo quando questo è davvero necessario, e quindi garantire una presenza al contempo più efficace e più capillare sul territorio.
Le centrali operative degli istituti di vigilanza, sempre più avanzate dal punto di vista tecnologico, potrebbero diventare dei veri nodi di raccordo informativo con le autorità pubbliche, contribuendo a rendere la gestione della sicurezza più efficiente e coordinata.
A questo si aggiunge il tema dell’innovazione tecnologica. L’intelligenza artificiale predittiva è già in grado di analizzare grandi quantità di dati e individuare situazioni di rischio prima ancora che si concretizzino. Si tratta di strumenti che esistono già e che potrebbero essere valorizzati molto di più, se inseriti in un quadro normativo più aperto e lungimirante.
In questa prospettiva, sarebbe utile consentire agli enti locali di stipulare contratti con istituti di vigilanza privata per attività di osservazione e monitoraggio del territorio, soprattutto nelle aree ritenute potenzialmente più esposte a fenomeni di illegalità, utilizzando risorse già disponibili. Allo stesso tempo, è fondamentale investire nella formazione specialistica delle guardie giurate, soprattutto nei contesti urbani più complessi, dotandole di competenze non solo operative ma anche relazionali, come la gestione dei conflitti, la mediazione sociale e il primo soccorso.
Un altro passo importante sarebbe quello di creare reti informative integrate tra vigilanza privata e polizie locali, naturalmente nel pieno rispetto della privacy, per migliorare sia la prevenzione sia la capacità di intervento.
Infine, si potrebbe pensare di avviare in via sperimentale in alcune aree urbane con alto livello di criticità modalità di presenza strutturata congiunta tra polizie locali, istituti di vigilanza privata e soggetti del terzo settore. Un modello multilivello che permetterebbe di affrontare le situazioni più critiche in modo più efficace, mettendo insieme sicurezza, prevenzione e coesione sociale.
Solo adottando un approccio realmente integrato sarà possibile costruire città più sicure, più vivibili e più resilienti, rafforzando allo stesso tempo il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Il tutto con una normativa che, adottata oggi, sarà comunque in grado di regolare con flessibilità, grazie a modalità innovative di gestione e intervento, i problemi degli anni a venire.