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ICMQ: Corso Sistemi di gestione della sicurezza del traffico stradale – Requisiti e guida all’utilizzo- corso base – 8 e il 9 aprile 2026, dalle ore 14.00 alle ore 18.00

La UNI ISO 39001:2016+A1:2024 specifica i requisiti per il sistema di gestione in sicurezza del traffico stradale (RTS – Road traffic safety). La finalità, per i soggetti che la applicano, è quella di contribuire alla riduzione delle morti e le lesioni gravi dovute agli incidenti stradali.

OBIETTIVI DEL CORSO

Comprendere la struttura, i requisiti ed i controlli previsti dalla UNI ISO 39001:2016+A1:2024, nonché i vantaggi della sua applicazione

Approfondire come tale norma può essere di supporto alle imprese operanti nel settore che in modo diretto o indiretto nell’ambito del traffico stradale.

PROGRAMMA DEL CORSO

La UNI ISO 39001:2016+A1:2024 specifica i requisiti per il sistema di gestione in sicurezza del traffico stradale (RTS – Road traffic safety). La finalità, per i soggetti che la applicano, è quella di contribuire alla riduzione delle morti e le lesioni gravi dovute agli incidenti stradali. Ciò si ottiene tramite l’applicazione dei requisiti e sugli elementi identificati sui quali, la stessa organizzazione è in grado di intervenire sia essa collegata in modo diretto che indiretto alla sicurezza nell’ambito del traffico stradale.

Tramite l’applicazione dello standard si possono identificare, implementare e valutare le misure poste in atto per condizionare il traffico stradale, avvalendosi delle misure e degli indicatori proposti.

La finalità primaria del modulo è quello di permettere a tali organizzazioni di comprendere i requisiti e valutarne l’applicazione nel proprio contesto, anche in relazione alla possibilità di competere in gare pubbliche che pongono la certificazione rispetti alla UNI ISO 39001:2016+A1:2024 come u requisito vincolante o preferibile. Inoltre, la sua applicazione, comporta altri vantaggi come la riduzione dei costi RC, un concreto impegno verso la responsabilità sociale.

Il corso si svolge l’8 e il 9 aprile 2026, dalle ore 14.00 alle ore 18.00.

QUOTA

Clienti ICMQ          150 Euro + IVA

Altri:                     200 Euro + IVA

È prevista una riduzione del 10% per l’iscrizione di 3 o più partecipanti.

Informazioni e iscrizioni disponibili a questo link

Rinnovo CCNL: svolta la seconda riunione del tavolo negoziale

Prosegue il confronto tra le parti sociali per il rinnovo del contratto nazionale del settore

Si è svolta il 16 marzo 2026 la seconda riunione plenaria del tavolo negoziale per il rinnovo del CCNL della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza.

Nel corso dell’incontro sono stati affrontati, su richiesta delle organizzazioni sindacali, i temi delle relazioni sindacali, della formazione, delle coperture per malattia e infortunio, della previdenza integrativa e delle politiche di pari opportunità.

Le organizzazioni sindacali hanno evidenziato la necessità di rafforzare il sistema di relazioni sindacali e di valorizzare la formazione, ritenuta centrale per la crescita del settore. È stata inoltre sottolineata l’esigenza di rivedere i meccanismi delle coperture assicurative e della previdenza integrativa, nonché di definire una più strutturata politica di pari opportunità.

Le associazioni datoriali hanno espresso disponibilità ad approfondire tutti i temi trattati, confermando l’impegno a elaborare una proposta sulle coperture assicurative e sulla previdenza integrativa.

Nel corso della riunione è stata inoltre evidenziata una criticità interpretativa relativa alla disciplina fiscale sugli aumenti contrattuali prevista dalla Legge di Bilancio 2026. A tal proposito, è stata proposta la possibilità di presentare un interpello all’Agenzia delle Entrate.

Il confronto proseguirà nella prossima riunione, già fissata per il 2 aprile 2026.

ICMQ: Corso Il budget e il controllo di gestione, in azienda e per commessa – 13, 20 e 27 aprile 2026 ore 09:00 – 18:00

Tra gli strumenti di pianificazione e controllo di gestione il Budget ricopre un ruolo sempre più essenziale. Chi ha responsabilità in azienda deve essere in grado definire degli obiettivi e valutare in corso d’opera i risultati delle attività gestite per individuare, comprendere e correggere gli eventuali scostamenti rispetto ai target pianificati e condivisi.

OBIETTIVO

Il corso fornisce, con il primo modulo, le conoscenze necessarie per comprendere i meccanismi di un’efficiente pianificazione della gestione e per valutare gli aspetti economici/finanziari nonché quelli commerciali dell’area di business di competenza. Nel secondo modulo, attraverso la creazione dello strumento del Budget di commessa, fornisce una metodologia analitica del calcolo dei costi per portare l’azienda alla redditività desiderata e coerente con quella del più ampio sistema del Budget d’impresa.

PROGRAMMA DEL CORSO

Il corso, della durata di 24 ore, si sviluppa i due moduli, nelle seguenti date e orari: 13, 20 e 27 aprile 2026 dalle ore 9.00 alle ore 18.00

BUDGET IN AZIENDA (2gg) – Modulo 1

Tra gli strumenti di pianificazione e controllo di gestione il Budget ricopre un ruolo sempre più essenziale.

Chi ha responsabilità in azienda deve essere in grado definire degli obiettivi e valutare in corso d’opera i risultati delle attività gestite per individuare, comprendere e correggere gli eventuali scostamenti rispetto ai target pianificati e condivisi.

La nuova legge sulla Crisi d’impresa, Decreto legislativo 12/01/2019 n° 14 G.U. 14/02/2019 attribuisce implicitamente al budget e al sistema di forecast un ruolo ancora più importante rispetto al passato venendo chiesto alle aziende di dimostrare la indiscutibile capacità di far fronte, nel breve e nel medio periodo, agli impegni finanziari.

BUDGET DI COMMESSA (1gg) – Modulo 2

La commessa si caratterizza per un numero limitato e preciso di attività produttive che difficilmente si ripeteranno uguali a sé stesse nel corso del tempo. La commessa è qualcosa di unico e il suo Budget non può quindi prendere a riferimento qualcosa avvenuto nel passato. La tecnica della Cost Break Down Analysis focalizza l’attenzione sulle stime dei carichi di lavoro che caratterizzano le attività che compongono il progetto e sulla base di queste ne determina il valore economico. Attenzione particolare deve essere data anche ai costi di struttura e alla misura con cui questi vengono imputati alle attività che caratterizzano la commessa. Un’analisi poco attenta dei costi indiretti vanifica gli sforzi dell’efficienza produttiva.

QUOTA

E’ possibile l’iscrizione al corso completo (due moduli) o ad un solo modulo (modulo 1 o modulo 2).

• Clienti ICMQ, i due Moduli (24 h): Euro 500,00 + IVA

• Altri, i due Moduli (24 h): Euro 650,00 + IVA

• Clienti ICMQ, Modulo 1 (16h): Euro 350,00 + IVA

• Altri, Modulo 1 (16h): Euro 450,00 + IVA

• Clienti ICMQ, Modulo 2 (8h): Euro 150,00 + IVA

• Altri, Modulo 2 (8h): Euro 200,00 + IVA 

È prevista una riduzione del 10% per l’iscrizione di 2 o più partecipanti.

Info e iscrizioni disponibili a questo link

Vigilanza privata, un settore strategico: dalla ricerca EBIVER una riflessione sul futuro della sicurezza

Presentata a Bologna la ricerca IRES Emilia-Romagna promossa da EBIVER sulle condizioni di lavoro nella vigilanza privata e nei servizi di sicurezza. Al centro del confronto tra istituzioni, imprese e sindacati il riconoscimento del ruolo del settore, le condizioni di mercato e le prospettive di sviluppo.

Il 12 marzo 2026, al Teatro Baraccano di Bologna, si è svolto il convegno “Dentro la vigilanza privata e i servizi di sicurezza: conoscere il lavoro attraverso chi lo vive”, promosso da EBIVER – Ente Bilaterale Vigilanza Emilia-Romagna – con la presentazione della ricerca realizzata da IRES Emilia-Romagna sul settore della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza.

L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali sulle trasformazioni in atto nel comparto e sulle prospettive di sviluppo della sicurezza privata in Italia.

I lavori sono stati introdotti e moderati da Silvia Avanzini, presidente EBIVER, mentre la ricerca è stata presentata da Davide Dazzi, ricercatore IRES Emilia-Romagna.

Nel primo panel sono intervenuti Michele De Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, Giusy Sferruzza, segretaria nazionale Fisascat CISL, Maria Cristina Urbano, presidente ASSIV, e Marco Stratta, segretario generale ANIVP.

Al secondo panel hanno preso parte Simone Baglioni, professore ordinario di Sociologia all’Università degli Studi di Parma, Paola Bassetti, segretaria nazionale Filcams CGIL, Giuseppe Zimmari, segretario nazionale Uiltucs, e Paolo Raffaelli, delegato regionale per l’Emilia-Romagna di UNIV.

La ricerca EBIVER sul lavoro nel settore

La ricerca, curata da Davide Dazzi e Assunta Ingenito di IRES Emilia-Romagna, ha coinvolto 535 lavoratori e lavoratrici del settore, offrendo una fotografia significativa delle caratteristiche occupazionali e organizzative della vigilanza privata in Emilia-Romagna.

Dai dati emerge un comparto caratterizzato da una forte stabilità occupazionale – oltre il 96% degli intervistati ha un contratto a tempo indeterminato – e da una presenza significativa di operatori impegnati nei servizi di vigilanza privata, che rappresentano circa due terzi delle attività del settore.

L’indagine evidenzia inoltre la complessità organizzativa del lavoro, con una forte presenza di turnazioni e lavoro notturno e con orari che in molti casi superano le quaranta ore settimanali.

Accanto agli aspetti organizzativi, la ricerca mette in luce anche la dimensione identitaria del lavoro nella sicurezza privata: molti operatori riconoscono nel proprio ruolo una funzione di servizio alla collettività, contribuendo alla tutela della sicurezza delle persone, dei beni e delle infrastrutture.

Allo stesso tempo emerge il tema dello scarso riconoscimento sociale e professionale del lavoro svolto nel settore, che, insieme ai salari, ritenuti dalla quasi totalità dei lavoratori inadeguati o gravemente inadeguati, una questione che rappresenta uno degli elementi centrali della riflessione sul futuro del comparto.

Urbano (ASSIV): “La sicurezza privata è una infrastruttura del Paese”

Nel corso del confronto è intervenuta Maria Cristina Urbano, presidente di ASSIV, che ha sottolineato come la sicurezza privata rappresenti oggi una componente essenziale del sistema di sicurezza del Paese.

Il settore contribuisce quotidianamente alla protezione di infrastrutture, imprese, servizi pubblici e luoghi aperti al pubblico, svolgendo una funzione complementare e sussidiaria rispetto al sistema pubblico di sicurezza.

“La sicurezza privata – ha evidenziato la presidente Urbano – non è un comparto accessorio, ma una vera e propria infrastruttura del Paese, che garantisce continuità operativa, prevenzione e tutela in molti ambiti della vita economica e sociale”.

Nel suo intervento la presidente ha richiamato anche alcune criticità strutturali che incidono sulle condizioni di sviluppo del settore, in particolare nel mercato degli appalti.

Quando il prezzo diventa il criterio prevalente di aggiudicazione delle gare, soprattutto nel settore pubblico, lasciando spazio anche ai contratti pirata, il rischio è quello di comprimere i margini delle imprese e ridurre la capacità di negoziare salari più alti, investire in formazione, innovazione tecnologica e qualità dei servizi.

Per questo motivo, secondo ASSIV, il tema delle condizioni di mercato rappresenta oggi uno dei nodi centrali per il futuro della vigilanza privata. Garantire servizi di sicurezza efficaci e professionali, erogati da personale adeguatamente pagato, richiede infatti un sistema di appalti che riconosca i costi reali del servizio e il valore del lavoro.

Bilateralità, dialogo sociale e sviluppo del settore

Nella suo intervento la presidente Urbano ha anche sottolineato il ruolo della bilateralità come strumento di confronto e collaborazione tra imprese e organizzazioni sindacali.

Esperienze come quella di EBIVER dimostrano come il dialogo tra le parti sociali possa contribuire a promuovere iniziative utili per il settore, favorendo la formazione degli operatori, la qualificazione professionale e il miglioramento delle condizioni di lavoro.

La bilateralità rappresenta infatti uno spazio importante di equilibrio tra le esigenze delle imprese e la tutela del lavoro, contribuendo a rafforzare la qualità complessiva del comparto.

Innovazione e prospettive future

Guardando al futuro, uno dei principali fattori di sviluppo del settore riguarda l’integrazione tra competenze professionali e innovazione tecnologica.

L’evoluzione dei sistemi di videosorveglianza, delle piattaforme di monitoraggio e degli strumenti di analisi dei dati sta trasformando profondamente il modo in cui vengono organizzati i servizi di sicurezza.

In questo scenario, il ruolo dell’operatore della sicurezza assume un contenuto professionale sempre più qualificato, richiedendo competenze tecniche, capacità relazionali e formazione continua.

Parallelamente emerge la necessità di aggiornare il quadro normativo che regola il settore, accompagnando l’evoluzione di un comparto che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più rilevante nel sistema della sicurezza.

Un confronto sul futuro della sicurezza privata

Il convegno promosso da EBIVER ha rappresentato quindi un’occasione importante per avviare una riflessione condivisa sul futuro della vigilanza privata.

Il rafforzamento del settore passa attraverso alcuni elementi chiave:

  • il riconoscimento del valore professionale degli operatori;
  • la sostenibilità economica delle imprese;
  • condizioni di mercato adeguate per garantire salari più alti e servizi di qualità;
  • il dialogo tra istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali;
  • l’investimento in formazione e innovazione.

Solo attraverso questo percorso sarà possibile consolidare il ruolo della vigilanza privata come parte integrante del sistema di sicurezza del Paese, valorizzando il contributo che imprese e lavoratori offrono ogni giorno alla tutela della collettività.