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Notte di assalti ai bancomat nel Reggiano: colpi falliti tra fumogeni e vigilanza privata

Nella notte tra il 3 e il 4 aprile si sono verificati due tentativi di assalto a sportelli bancomat a Campegine e Bagnolo in Piano, in provincia di Reggio Emilia, probabilmente ad opera della stessa banda.

Nel primo caso i malviventi hanno tentato di utilizzare un ordigno (“marmotta”), ma il sistema antifurto con fumogeni ha impedito il colpo. Nel secondo episodio, l’intervento di una pattuglia di vigilanza privata ha costretto i responsabili alla fuga.

In entrambi i casi non è stato sottratto denaro.

L’episodio evidenzia l’efficacia della sicurezza integrata, dove tecnologie avanzate e presenza operativa sul territorio rappresentano un deterrente concreto contro i reati predatori.

Fonte: Il Resto del Carlino – Doppio assalto ai bancomat a Campegine e Bagnolo

ICMQ: Percorso formativo Compliance integrata per la sicurezza delle informazioni: strumenti operativi per gestire NIS 2, GDPR e AI ACT

Modulo A – 5 MAGGIO ‘26 – dalle ore 9:00 alle 13:00 – 4 ore – NIS 2: LE NUOVE REGOLE DELLA SICUREZZA IN EUROPA – CAPIRE LA DIRETTIVA, IDENTIFICARE GLI OBBLIGHI, CONNETTERSI ALLE ALTRE NORME

La Direttiva NIS 2 ha ridisegnato il panorama europeo della sicurezza delle informazioni, ampliando
significativamente il perimetro dei soggetti obbligati e innalzando il livello delle misure richieste. Con il
recepimento italiano attraverso il D.Lgs. 138/2024, organizzazioni di settori essenziali e importanti si
trovano a dover valutare la propria posizione, riorganizzare la governance e allineare processi e sistemi di
sicurezza a un quadro normativo sempre più articolato.
Questo corso offre una lettura ragionata della Direttiva e del decreto di recepimento, con un approccio
operativo che aiuta a capire chi è soggetto agli obblighi, quali misure adottare e come la NIS 2 si relaziona
alle altre normative e standard — in particolare ISO/IEC 27001, GDPR, AI ACT ed ogni schema che ragioni
di protezione delle informazioni (compresa la proprietà intellettuale) – oggetto dei moduli successivi del
percorso.

Modulo B1 – 5 GIUGNO ‘26 – dalle ore 9:00 alle ore 13:00 – 4 ore – Modulo B2 – 10 GIUGNO ‘26 – 9:00 – 18:00 – 8 ore – ISO 27001:2022 – I CONTROLLI DELLO STANDARD COME BUSSOLA PER LA CONFORMITÀ NORMATIVA INTEGRATA

La ISO/IEC 27001 non è solo uno standard per la certificazione: è uno strumento operativo per costruire
e governare la sicurezza delle informazioni in modo sistematico, misurabile e coerente con le normative
vigenti. In un contesto in cui NIS 2 e GDPR impongono misure specifiche, conoscere ed applicare
consapevolmente i controlli della norma diventa un atto strategico, non solo tecnico.
Il percorso in due sessioni — un modulo introduttivo di 4 ore e un approfondimento di 8 ore — offre prima
una visione d’insieme del Sistema di Gestione per la Sicurezza delle Informazioni, poi un’analisi
strutturata di tutti i controlli nelle quattro aree logiche della norma (people, physical, technological,
organizational). L’approccio è pratico: teoria, strumenti applicativi, esempi concreti ed errori da non
commettere.

Modulo C – 9 LUGLIO ‘26 – dalle ore 9:00 alle ore 18:00 – 8 ore – CONFORMITÀ NORMATIVA INTEGRATA GDPR, NIS 2 E AI ACT: UNA SOLA COMPLIANCE PER PROTEGGERE DATI, SISTEMI E PERSONE

Il GDPR non è invecchiato, si è arricchito di contesto. L’entrata in vigore della Direttiva NIS 2 e dell’AI Act
ha ridisegnato il perimetro degli obblighi di sicurezza e introdotto nuovi ruoli, nuove responsabilità e
nuove logiche di rischio che si intrecciano con la protezione dei dati personali. Rileggere il GDPR oggi
significa capire dove le normative si sovrappongono, dove si rafforzano e dove impongono scelte
organizzative diverse.
Questo corso offre una lettura ragionata e aggiornata del Regolamento, con un’attenzione particolare
all’interazione con NIS 2 e AI Act: dall’analisi dei ruoli (titolari, responsabili, DPO, CISO, deployers e
providers AI) agli obblighi di sicurezza, dalla gestione degli incidenti alle sanzioni. L’approccio è operativo:
ogni tema è affrontato con esempi concreti e strumenti applicativi.

Saranno riconosciuti 4 crediti formativi al superamento del test finale relativo al modulo A, al modulo B1 e 8 crediti formativi al superamento del test finale relativo al modulo B2 e modulo C, validi per il mantenimento delle certificazioni Professionisti Sicurezza UNI 10459 , DPO – Data Protection Officer UNI 11697 , Periti liquidatori assicurativi UNI 11628, Project Manager UNI 11648.

Maggiori info e iscrizioni al seguente link

Suggerimenti per migliorare il decreto sicurezza (Huffington Post)

Una scelta positiva e una buona intuizione da parte del governo. Con alcuni interventi mirati il decreto potrebbe diventare ancora più efficace, moderno e vicino alle reali esigenze del Paese

Il decreto-legge sulla sicurezza attualmente all’esame del Parlamento rappresenta, nel complesso, una scelta positiva e una buona intuizione da parte del governo. Si muove infatti nella direzione giusta: quella di rafforzare in modo concreto gli strumenti di tutela dei cittadini e del territorio, aggiornando il quadro normativo rispetto a fenomeni criminali che sono diventati sempre più complessi e diffusi, soprattutto nelle aree urbane.

Detto questo, proprio perché oggi il concetto di sicurezza è profondamente cambiato e il ruolo della vigilanza privata è diventato ormai strutturale, vale la pena cogliere questa occasione per migliorare ulteriormente il testo. Con alcuni interventi mirati il decreto potrebbe diventare ancora più efficace, moderno e vicino alle reali esigenze del Paese.

Partendo dagli aspetti positivi, è giusto riconoscere che il provvedimento contiene misure condivisibili. Penso, per esempio, all’introduzione di aggravanti per il furto con destrezza, un fenomeno purtroppo molto diffuso nelle città, oppure alla definizione più chiara della rapina aggravata di gruppo. Anche il rafforzamento degli strumenti per la sicurezza urbana e il presidio del territorio va nella direzione giusta. Sono interventi che contribuiscono a rendere più visibile la presenza dello Stato e, di conseguenza, a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Ciò che convince meno, invece, è la concezione “conservatrice” della sicurezza urbana, che oggi non può più essere intesa solo come ordine pubblico in senso stretto. La sicurezza, infatti, riguarda sempre di più la qualità della vita, il decoro delle città, la coesione sociale e la capacità di prevenire situazioni di degrado prima che queste degenerino. È su questi temi che si incide in misura significativa tanto sulla sicurezza vera e propria quanto sulla sua percezione da parte dei cittadini, almeno altrettanto importante.

In questo contesto, diventa fondamentale adottare un approccio più integrato, in cui pubblico e privato collaborino in modo stabile e strutturato. Ed è proprio su questo punto che il decreto potrebbe fare un salto di qualità.

La vigilanza privata può rappresentare un vero e proprio “moltiplicatore” dell’azione pubblica, soprattutto nelle attività di osservazione, monitoraggio, valutazione delle situazioni di rischio e segnalazione. Rafforzare il partenariato tra forze dell’ordine, enti locali e istituti di vigilanza significa non solo ottimizzare le risorse disponibili, ma anche intervenire con maggiore tempestività, solo quando questo è davvero necessario, e quindi garantire una presenza al contempo più efficace e più capillare sul territorio.

Le centrali operative degli istituti di vigilanza, sempre più avanzate dal punto di vista tecnologico, potrebbero diventare dei veri nodi di raccordo informativo con le autorità pubbliche, contribuendo a rendere la gestione della sicurezza più efficiente e coordinata.

A questo si aggiunge il tema dell’innovazione tecnologica. L’intelligenza artificiale predittiva è già in grado di analizzare grandi quantità di dati e individuare situazioni di rischio prima ancora che si concretizzino. Si tratta di strumenti che esistono già e che potrebbero essere valorizzati molto di più, se inseriti in un quadro normativo più aperto e lungimirante.

In questa prospettiva, sarebbe utile consentire agli enti locali di stipulare contratti con istituti di vigilanza privata per attività di osservazione e monitoraggio del territorio, soprattutto nelle aree ritenute potenzialmente più esposte a fenomeni di illegalità, utilizzando risorse già disponibili. Allo stesso tempo, è fondamentale investire nella formazione specialistica delle guardie giurate, soprattutto nei contesti urbani più complessi, dotandole di competenze non solo operative ma anche relazionali, come la gestione dei conflitti, la mediazione sociale e il primo soccorso.

Un altro passo importante sarebbe quello di creare reti informative integrate tra vigilanza privata e polizie locali, naturalmente nel pieno rispetto della privacy, per migliorare sia la prevenzione sia la capacità di intervento.

Infine, si potrebbe pensare di avviare in via sperimentale in alcune aree urbane con alto livello di criticità modalità di presenza strutturata congiunta tra  polizie locali, istituti di vigilanza privata e soggetti del terzo settore. Un modello multilivello che permetterebbe di affrontare le situazioni più critiche in modo più efficace, mettendo insieme sicurezza, prevenzione e coesione sociale.

Solo adottando un approccio realmente integrato sarà possibile costruire città più sicure, più vivibili e più resilienti, rafforzando allo stesso tempo il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. Il tutto con una normativa che, adottata oggi, sarà comunque in grado di regolare con flessibilità, grazie a modalità innovative di gestione e intervento, i problemi degli anni a venire.

Leggi l’articolo sull’Huffington Post

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Sicurezza privata e servizi: l’impegno di ASSIV

Intervista alla Presidente di ASSIV, Maria Cristina Urbano, pubblicata su GSA – Il Giornale dei Servizi Ambientali (marzo 2026).

La Presidente di ASSIV, Maria Cristina Urbano, illustra il ruolo dell’associazione nella tutela delle imprese della sicurezza privata, evidenziando i principali temi che accomunano il settore con quello dei servizi ad alta intensità di manodopera.

Chi è ASSIV e qual è la sua missione

“ASSIV è l’Associazione Italiana Vigilanza e Servizi di Sicurezza e rappresenta le imprese operanti nel settore della sicurezza privata e dei servizi di sicurezza.

La nostra missione è tutelare e valorizzare un comparto strategico per il Paese, dialogando con istituzioni, parti sociali e stakeholder per promuovere qualità, legalità e professionalità. Lavoriamo per rafforzare il ruolo delle imprese associate e per diffondere una cultura della sicurezza moderna, integrata e orientata alla prevenzione, a beneficio di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni”.

Servizi ad alta intensità di manodopera: i punti in comune

“I punti di contatto sono numerosi. Parliamo di comparti ad alta intensità di manodopera, dove il valore del servizio è rappresentato in primo luogo dalle persone.

Uomini e donne che operano spesso in orari notturni o in condizioni impegnative per garantire sicurezza, ordine, funzionalità e benessere collettivo. Sono lavori essenziali, anche se talvolta poco visibili.

La pandemia ha reso evidente quanto questi servizi siano strategici per la continuità operativa di ospedali, aziende, infrastrutture critiche e spazi pubblici.

Condividiamo anche la necessità di una maggiore valorizzazione sociale e contrattuale di queste professionalità, che richiedono affidabilità, senso di responsabilità, formazione continua e capacità di relazione”.

Il ruolo del CCNL e il rinnovo contrattuale

“Il rinnovo del contratto collettivo è sempre un passaggio delicato, perché deve contemperare la sostenibilità economica delle imprese con la giusta tutela dei lavoratori.

Per quanto riguarda il comparto rappresentato da ASSIV, il confronto con le organizzazioni sindacali è un momento fondamentale di responsabilità reciproca.

L’obiettivo è garantire adeguamenti coerenti con il contesto economico, con l’andamento dei costi e con l’evoluzione delle professionalità richieste dal mercato.

Oggi più che mai, il contratto nazionale non è solo uno strumento di regolazione salariale, ma un elemento di qualificazione del settore e di contrasto a fenomeni di dumping contrattuale”.

Gare al massimo ribasso: una criticità strutturale

“Il tema delle gare al massimo ribasso rappresenta una criticità strutturale per tutti i servizi ad alta intensità di manodopera, come quelli della sicurezza.

Quando il prezzo diventa l’elemento quasi esclusivo di valutazione, il rischio concreto è quello di comprimere i margini fino a compromettere la qualità del servizio, gli investimenti in formazione, l’innovazione tecnologica e, in ultima analisi, la stabilità occupazionale.

Un sistema fondato unicamente sul ribasso tende a penalizzare le imprese più strutturate e virtuose.

Come associazione sosteniamo con forza il principio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che valorizzi non solo il costo ma anche i parametri qualitativi, organizzativi e tecnologici, insieme alla solidità dell’impresa e alla corretta applicazione dei contratti di lavoro.

La qualità della sicurezza non può essere misurata esclusivamente in termini di prezzo”.

Il Manifesto dei Servizi e la revisione prezzi

“Il Manifesto dei Servizi è un documento congiunto che raccoglie le istanze di 17 associazioni datoriali del comparto dei servizi – tra cui ASSIV – e che ha ottenuto anche l’adesione di 3 rappresentanze della Filiera dei Servizi.

L’obiettivo è chiedere una revisione normativa che riconosca le specificità e le esigenze del comparto.

Tra i punti principali vi è la necessità di una disciplina più equa della revisione prezzi nei contratti pubblici, oggi caratterizzata da soglie e meccanismi che rischiano di penalizzare il settore.

È necessario introdurre meccanismi più equilibrati e clausole di revisione certe, automatiche e tempestive, che consentano di adeguare i corrispettivi all’effettiva variazione dei costi.

La sostenibilità economica è una condizione indispensabile per assicurare legalità, qualità del servizio, tutela dei lavoratori e continuità delle prestazioni”.

Difficoltà nel reperire personale qualificato

“Le cause sono molteplici e riflettono trasformazioni profonde del mercato del lavoro.

Le nuove generazioni sono orientate verso percorsi percepiti come più attrattivi, mentre il nostro settore richiede presenza fisica e copertura h24.

La sicurezza privata oggi richiede competenze complesse: capacità relazionali, gestione delle emergenze, preparazione normativa e utilizzo di tecnologie avanzate.

È necessario valorizzare maggiormente queste professioni anche sul piano culturale e rafforzare il collegamento tra imprese, sistema formativo e istituzioni”.

Formazione e gestione del personale

“La principale sfida è conciliare qualità del servizio, sostenibilità economica e valorizzazione delle persone.

Investire in formazione continua è imprescindibile: normativa, sicurezza sul lavoro, gestione dei conflitti e competenze digitali.

È fondamentale anche l’organizzazione dei turni e il benessere lavorativo, soprattutto in un settore che opera h24”.

Innovazione e nuove tecnologie

“L’integrazione tra servizi tradizionali e nuove tecnologie è già una realtà.

L’intelligenza artificiale, i sistemi di videosorveglianza evoluti e gli strumenti di analisi predittiva rendono i servizi più efficaci e orientati alla prevenzione.

La tecnologia non sostituisce la persona, ma ne potenzia le capacità.

La vera evoluzione consiste nell’integrazione tra presidio umano e soluzioni tecnologiche avanzate”.