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I dati della violenza sulle donne

I dati della violenza sulle donne

Per la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, l’Istat, come ogni anno, pubblica nuovi dati sul sistema informativo Violenza sulle donne.

Il Sistema nasce dalla collaborazione tra Istat e Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio.

In particolare si segnalano:

  1. Centri antiviolenza e le donne che hanno avviato il percorso di uscita dalla violenza. Anno 2022
  2. Nuovi dati sugli omicidi e il report Vittime di omicidio. Anno 2022, che fornisce la stima dei femminicidi
  3. Nuovi dati sulle donne vittime di violenza che si rivolgono ai servizi ospedalieri. Anni 2017-2022  e il Report sulle donne che sono state ricoverate in ospedale a causa della violenza. Anno 2022
  4. Report sulle donne che si sono recate al pronto soccorso a causa della violenza  Anno 2022
  5. Gli stereotipi di genere e l’immagine sociale della violenza sessuale: primi risultati. Maggio – luglio 2023
  6. Le richieste di aiuto al 1522. I-III trimestre 2023
  7. Un report che introduce la sperimentazione inerente la ricognizione sulle reti territoriali della governance per la protezione delle donne,  in collaborazione con Dipartimento per le Pari Opportunità, Regioni e Associazionismo.
  8. dati sulle denunce di alcuni reati spia e i dati sugli ammonimenti. Anno 2022
  9. Detenuti per alcune tipologie di reati violenti. Anno 2022
  10. dati sui Programmi di autori di reato, a cura del CNR. Anno 2022

Fonte: Istat

ICMQ – Formazione DAD Whistleblowing: Decreto 24/2023 e segnalazione illeciti – 4 Dicembre 2023 – Ore 9-13

Whistleblower employee concept and whistle blower symbol representing a person in society or a company exposing corruption as a red whistle shaped as a human head in a 3D illustration style.

ICMQ – Formazione DAD

Whistleblowing: Decreto 24/2023 e segnalazione illeciti

4 Dicembre 2023 – Ore 9-13

Piattaforma GoToMeeting. Il link per accedere alla diretta verrà fornito entro 24h prima dell’evento

Il 9 marzo 2023 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto legislativo 24/2023 riguardante la protezione delle persone che segnalano violazioni (cd. whistleblowers) delle disposizioni normative nazionali o dell’Unione europea che ledono l’interesse pubblico o l’integrità dell’amministrazione pubblica o dell’ente privato, di cui siano venute a conoscenza in un contesto lavorativo pubblico o privato. Le tutele sono estese sia a tutti coloro che segnalano violazioni di cui sono venuti a conoscenza nell’ambito del proprio contesto lavorativo ed è estesa ai cosiddetti “facilitatori”, colleghi, parenti o affetti stabili di chi ha segnalato. Inoltre, il decreto prevede che le organizzazioni devono predisporre canali interni di segnalazione in grado di garantire il massimo livello di riservatezza.Quanto previsto dal decreto deve essere applicato nelle aziende con più di 50 dipendenti o in possesso di un Modello D.lgs 231/2001 entro il 17 dicembre 2023.

Il corso alterna l’esposizione teorica ad esempi e casi pratici e prevede la fornitura di esempi e di modelli di formati di esempi di documenti.L’incontro si rivolge a Responsabili e membri di uffici legali aziendali e compliance, Responsabili delle Risorse Umane, Responsabili dei sistemi informativi, Responsabili dei sistemi di gestione aziendale, Responsabili della protezione dei dati personali, Data Protection Officer, Privacy Officer e membri del team privacy, giuristi d’impresa, consulenti ed auditor. Membri di organismi di vigilanza ai sensi del Dlgs 231/2001.

Il corso affronterà i seguenti argomenti:

  • Introduzione al D.lgs 24/2023 e suo ambito di applicazione
  • Le linee guida di ANAC e del Garante per la Protezione dei dati
  • La scelta della piattaforma
  • La procedura del Whistleblowing – esempi di modelli
  • Le istruzioni per il segnalante – esempi di modelli
  • La posizione dell’Organismo di Vigilanza
  • L’audit sulla applicazione del decreto – esempi di modelli
  • Approfondimento in relazione agli aspetti sulla protezione dei dati personali e misure di sicurezza delle informazioni
  • Test di valutazione delle competenze

I costi del corso:

Intero: € 110.00
Soci Collegio: € 100.00
Clienti ICMQ : € 100.00

l corso eroga 4 crediti formativi professionali (CFP) per ingegneri – Tutto quello che bisogna sapere per adeguarsi ai nuovi requisiti

Per l’iscrizione clicca qui

Intelligenza artificiale : l’OIL ridimensiona gli effetti sull’occupazione

Intelligenza artificiale : l’ OIL ridimensiona gli effetti sull’occupazione

Recentemente l’ International Labour Organization ha pubblicato uno studio riguardante l’ impatto dell’ intelligenza artificiale sul lavoro dal titolo “ Generative AI and Jobs: A global analysis of potential effects on job quantity and quality ”. 

Lo studio ridimensiona in parte quelli che sono gli effetti negativi dell’ Intelligenza artificiale sull’occupazione.

Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro, la maggior parte dei lavori e delle industrie sono  solo parzialmente esposti all’automazione, con probabilità di essere integrati piuttosto che sostituiti. L’impatto maggiore della nuova tecnologia non si tradurrà nella riduzione di posti di lavoro, ma piuttosto in potenziali cambiamenti nella loro qualità , in particolare per quanto concerne l’intensità del lavoro nelle mansioni ripetitive.

Nell’ indagine svolta, il lavoro d’ufficio è risultato essere la categoria con la maggiore esposizione tecnologica, con quasi un quarto delle mansioni considerate altamente esposte e più della metà delle mansioni con un’esposizione di livello medio. In altri gruppi professionali – tra cui manager, professionisti e tecnici – solo una piccola parte delle mansioni è risultata altamente esposta. 

Il rapporto documenta inoltre uno stretto legame degli effetti dell’ Intelligenza Artificiale e il grado di sviluppo economico, sociale e tecnologico di un paese. Si scopre così che il 5,5% dell’occupazione totale nei paesi ad alto reddito è potenzialmente esposto agli effetti di automazione della tecnologia, mentre nei paesi a basso reddito il rischio di automazione riguarda solo circa lo 0,4% dell’occupazione. 

L’ impatto dell’ intelligenza artificiale resta quindi una preoccupazione delle maggiori economie mondiali ma al contempo lo studio evidenzia i possibili benefici anche per i paesi in via di sviluppo a condizione che l’impiego delle nuove tecnologie venga coniugato con politiche ragionate. 

Ed è proprio su quest’ultimo punto che l’Organizzazione concentra le proprie riflessioni. Sarà essenziale promuovere e progettare politiche che sostengano una transizione ordinata, equa e consultiva. Gli spunti di questo studio sottolineano la necessità di politiche proattive che si concentrino sulla qualità del lavoro, garantiscano transizioni eque e siano basate sul dialogo e su una regolamentazione adeguata. 

Fonte : ILOLavorosi

Banca d’Italia: on line il report sulla stabilità finanziaria 2/2023

Banca d’Italia: on line il report sulla stabilità finanziaria 2/2023

L’economia globale sta rallentando e le prospettive di crescita sono condizionate dalle forti tensioni geopolitiche e dalla decelerazione dell’attività economica in Cina. L’inflazione nei paesi avanzati è in calo ma ancora superiore agli obiettivi della politica monetaria, che permane restrittiva.

I timori di una restrizione monetaria più protratta del previsto hanno determinato dalla scorsa estate un peggioramento delle condizioni dei mercati finanziari internazionali, in gran parte riassorbito nelle ultime settimane. Sui mercati dei titoli di Stato a lungo termine, soprattutto negli Stati Uniti, i tassi sono fortemente aumentati e la volatilità rimane elevata.

In Italia i rischi per la stabilità finanziaria beneficiano del miglioramento delle condizioni del sistema bancario e del basso livello di indebitamento del settore privato, ma il contesto macroeconomico resta incerto. Oltre alla debolezza dell’economia globale, pesano l’alto debito pubblico – per il quale il quadro programmatico recentemente pubblicato dal Governo prevede un calo solo marginale nel prossimo triennio – e i timori di un ritorno a una condizione strutturale di bassa crescita.

La liquidità e il funzionamento del mercato secondario dei titoli di Stato non hanno risentito della riduzione dei titoli detenuti dall’Eurosistema, più che compensata dall’aumento degli acquisti da parte delle famiglie. Seppure favorevoli, le condizioni di liquidità sono comunque particolarmente sensibili alle notizie relative all’economia globale e alla politica di bilancio, oltre che alle decisioni di politica monetaria.

I prezzi delle abitazioni hanno continuato a salire, benché a ritmi inferiori a quelli dello scorso anno e molto al di sotto dell’inflazione. Il rallentamento proseguirebbe nel 2024. Le compravendite sono risultate ancora in flessione, anche a seguito del peggioramento delle condizioni di accesso al credito.

I rischi provenienti dal settore delle famiglie rimangono contenuti. La loro ricchezza finanziaria è cresciuta nel primo semestre dell’anno; a fronte dei bassi tassi di interesse sui depositi a vista le famiglie ne hanno ridotto le consistenze e hanno aumentato gli investimenti in attività finanziarie. Il rapporto tra indebitamento e reddito disponibile, già basso nel confronto internazionale, è sceso. Il tasso di deterioramento del credito è tuttavia salito, in particolare nel comparto dei mutui a tasso variabile.

Il rallentamento economico e l’incremento dei costi di finanziamento incidono sulla situazione finanziaria delle imprese, la cui rischiosità si mantiene comunque nel complesso limitata. Il credito si è ridotto in modo significativo per effetto del maggiore costo, delle minori esigenze finanziarie per investimenti e dell’aumento dei rimborsi di prestiti assistiti da garanzia pubblica contratti durante la pandemia. L’indebitamento in rapporto al PIL ha continuato a flettere, rimanendo ben al di sotto della media dell’area dell’euro; la capacità di servizio del debito si conferma buona. L’incremento del costo dei finanziamenti potrebbe tuttavia determinare nel 2024 un aumento del tasso di deterioramento dei prestiti.

I principali rischi per il sistema bancario continuano a dipendere dalle deboli prospettive di crescita. Sebbene la qualità degli attivi abbia mostrato finora solo lievi segnali di deterioramento, la decelerazione dell’attività economica e l’elevato livello dei tassi di interesse potranno determinare un peggioramento della capacità dei debitori di fare fronte ai propri impegni. La redditività è fortemente aumentata, favorita dal buon andamento del margine di interesse, ma nel prossimo biennio risentirà del maggior costo della raccolta e di un più alto tasso di deterioramento dei prestiti. Il profilo di liquidità resta equilibrato; il rimborso, nel mese di giugno, di un importo rilevante delle operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (TLTRO3) non ha avuto ripercussioni di rilievo. I coefficienti patrimoniali sono migliorati. Uno stress test condotto sulle banche vigilate direttamente dalla Banca d’Italia mostra che queste sarebbero nel complesso in grado di sostenere l’impatto di scenari macroeconomici avversi, in linea con quanto già riscontrato per i gruppi maggiori nell’esercizio condotto nei mesi scorsi a livello europeo.

Nei primi nove mesi dell’anno la patrimonializzazione del comparto assicurativo è cresciuta, beneficiando dell’aumento del valore degli investimenti. Nel primo semestre la redditività è migliorata, anche se continua a risentire delle minusvalenze non realizzate sui titoli in portafoglio. La posizione di liquidità si mantiene complessivamente buona, benché nel comparto vita siano proseguiti il calo della raccolta premi e le estinzioni anticipate dei contratti.

La raccolta netta dei fondi comuni italiani è risultata negativa sia nel secondo sia nel terzo trimestre dell’anno, risentendo dell’incertezza connessa con la situazione macroeconomica e con il rialzo dei tassi di interesse; i deflussi sono riconducibili soprattutto a risparmiatori al dettaglio. I fondi hanno aumentato gli investimenti in titoli governativi e in obbligazioni con merito di credito elevato, riducendo le disponibilità liquide. I rischi del comparto rimangono contenuti.

La Banca d’Italia ha rivisto la metodologia di individuazione delle banche a rilevanza sistemica nazionale (O-SII) e di calibrazione della relativa riserva di capitale (buffer), designando sette O-SII per il 2024. Con l’introduzione dei nuovi buffer i requisiti macroprudenziali richiesti alle O-SII italiane si avvicinano a quelli mediamente applicati alle altre O-SII europee con profili di rischio simili.

Scarica il Rapporto sulla stabilità finanziaria n. 2 – 2023