Home Blog Pagina 220

Formazione UNITRAIN – Welfare aziendale secondo la prassi di riferimento UNI/PdR 103:2021. Progetti di welfare di qualità. Il ruolo del Welfare Manager – 23 novembre 2023

Formazione UNITRAIN aula virtuale

Welfare aziendale secondo la prassi di riferimento UNI/PdR 103:2021

Progetti di welfare di qualità. Il ruolo del Welfare Manager

23 Novembre 2023

Il corso si propone di dare una visione ampia e concreta della necessità di dare risposte di qualità alle richieste di welfare aziendale. Il welfare aziendale, infatti, per le sue caratteristiche e per la sua rapida espansione, ha bisogno di professionalità e competenze che non possono essere autocostruite e che devono fare riferimento al benessere delle lavoratrici e dei lavoratori. Durante il corso vengono presentate le opportunità che il welfare aziendale può offrire nell’organizzazione (anche di natura fiscale). Il corso illustra la prassi di riferimento UNI/PdR 103:2021 prestando particolare attenzione ai seguenti temi: requisiti per l’implementazione di un progetto di welfare di qualità, realizzazione e valutazione dei progetti di welfare aziendale, ai requisiti del profilo professionale del Welfare Manager (in termini di compiti, conoscenze, abilità, responsabilità e autonomia) e attività di valutazione della conformità.

OBIETTIVI

Obiettivi del corso sono quelli di conoscere e applicare: – il tema del welfare aziendale, le problematiche che lo rendono necessario e le opportunità che questo può offrire all’organizzazione; – i requisiti per la progettazione, la realizzazione e la valutazione di progetti di welfare aziendale di qualità, secondo la UNI/PdR 103:2021; – i requisiti del profilo professionale del Welfare Manager in termini di compiti, conoscenze, abilità, responsabilità e autonomia; – le raccomandazioni per l’attività di valutazione della conformità.

PROGRAMMA

1.Perché il welfare aziendale? o Inquadramento demografico, corso di vita e nuovi bisogni o Non solo numeri: gli atteggiamenti e i comportamenti nell’attuale contesto sociale o Welfare di riparazione e welfare di prevenzione. 2. Scenario e contesto o La nascita e la rinascita del welfare statale e aziendale o Un breve inquadramento: i quattro pilastri e i ruoli svolti o Welfare statale: le modifiche nel risk shift o Il welfare aziendale in Italia oggi e le opportunità per il domani. 3. Come funziona il welfare aziendale? o La visione del TUIR o Contrattazione, premialità e fiscalità. 4. Quale welfare aziendale? o Il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori al centro: protocolli, modelli e scelte o I servizi tradizionali e quelli innovativi di welfare aziendale o La rete dei soggetti. 5. La Prassi di riferimento UNI/PdR 103:2021 o Rapporto con le altre norme o La prassi in dettaglio: requisiti per la progettazione, la realizzazione e la valutazione di progetti di welfare aziendale di qualità o Raccomandazioni per l’attività di valutazione della conformità. 6. Il profilo professionale del/della Welfare Manager (WM) o Il profilo del/della Welfare Manager in sintesi o Compiti, conoscenze, abilità e responsabilità del/della WM (competenze) o Elementi per la valutazione di conformità del profilo professionale Welfare Manager o L’importanza di un/una Welfare Manager di qualità o Requisiti dei soggetti formatori/formatrici.

DESTINATARI

Il corso si rivolge a quanti desiderino approfondire i temi e le opportunità del welfare aziendale, con particolare riferimento a: – Top management dell’azienda – Responsabili HR – Sindacati – Consulenti e auditor in materia di welfare, CSR o ESG – Avvocate e avvocati – Commercialiste e commercialisti – Consulenti del lavoro.

Per informazioni, orari del corso e costi contattare la segreteria UNI:

Tel. 02 70024379 – 02 70024228

Email: [email protected]

Formazione UNITRAIN- UNI/PdR125:2022 Parità di genere: la sfida culturale come opportunità per le aziende – 15 novembre 2023

Formazione UNITRAIN in aula virtuale

UNI/PdR125:2022 Parità di genere: la sfida culturale come opportunità per le aziende

15 novembre 2023

Conosciamo la nuova UNI/PdR 125:2022 per la gestione e lo sviluppo della parità di genere: quali obblighi legislativi? Quali modalità di pianificazione, attuazione, controllo e miglioramento? Quale impatto sulle Risorse Umane? Il corso affronta, in chiave introduttiva, la prassi, vertendo tanto sulla impostazione del sistema di PG quanto affrontando gli interventi atti a migliorare, formare e facilitare i processi interni legati allo sviluppo delle Risorse umane e rendere effettivi e “misurabili” principi di inclusione e rispetto delle diversità? In questo breve percorso verranno illustrati pragmaticamente quindi procedure, metodologie e strumenti utilizzabili nelle aziende per rendere fattiva la prassi in oggetto.

OBIETTIVI
Il corso è finalizzato a fornire le conoscenze sul SGPG, sulla interpretazione e corretta applicazione delle norme di riferimento, sulla documentazione di Sistema. Vengono forniti gli elementi di base sulle leggi principali, sull’iter di certificazione del Sistema, sulle modalità di integrazione con altri Sistemi di gestione, sugli strumenti e metodologie facilitanti l’attuazione della prassi anche in ambito HR.

PROGRAMMA

L’evoluzione della normativa cogente e volontaria in materia di Parità di Genere

La UNI/PdR 125:2022: analisi dei requisiti

Introduzione agli interventi nelle aree core HR (Monitoraggio, Selezione, Formazione, Sviluppo, Strumenti e Policy) in relazione a quanto previsto dalla norma

DESTINATARI
Il corso si rivolge a imprenditori/imprenditrici, manager, responsabili dei Sistemi di Gestione, etc. che operano o intendono operare nel campo della gestione della parità di genere. Il corso è propedeutico a corsi specialistici su aspetti di natura tecnica e legislativa in materia, e di addestramento alla conduzione di verifiche ispettive sui Sistemi di Gestione della Parità di Genere.

Per informazioni, orari del corso e costi contattare la segreteria UNI:

tel. 02 70024379 – 02 70024228

Email: [email protected]

L’economia rallenta: on line il nuovo bollettino della Banca d’Italia

L’economia rallenta: on line il nuovo bollettino della Banca d’Italia

In estate l’attività economica globale ha decelerato: l’espansione nei servizi si è attenuata ed è proseguita la flessione del ciclo manifatturiero. Le tensioni geopolitiche, accentuate dai recenti attacchi terroristici in Israele, pesano sull’evoluzione del quadro congiunturale globale. La debolezza dell’interscambio di merci grava sulle prospettive del commercio internazionale. Sono tornate a salire le quotazioni energetiche.

L’orientamento delle politiche monetarie rimane restrittivo negli Stati Uniti e nel Regno Unito

Nei mesi estivi l’inflazione di fondo è diminuita negli Stati Uniti e nel Regno Unito, pur rimanendo elevata. La Federal Reserve e la Bank of England, rispettivamente nelle riunioni di luglio e agosto, hanno aumentato di 25 punti base i propri tassi di riferimento, lasciandoli poi invariati in settembre. Nel terzo trimestre si è verificato un inasprimento delle condizioni nei mercati finanziari internazionali, alimentato anche dalla revisione delle attese di un rapido allentamento della politica monetaria.

Nell’area dell’euro il ciclo economico resta debole e si riduce l’inflazione

Secondo nostre stime il ristagno del PIL nell’area dell’euro è proseguito anche nei mesi estivi. Vi hanno inciso le condizioni di finanziamento più rigide e gli effetti dell’alta inflazione sul potere d’acquisto delle famiglie. L’attività rimane fiacca nella manifattura e si indebolisce nei servizi; sono emersi segnali di raffreddamento nel mercato del lavoro. In settembre l’inflazione al consumo e quella di fondo sono scese al 4,3 e al 4,5 per cento, rispettivamente. Nelle proiezioni degli esperti della BCE la dinamica dei prezzi al consumo raggiungerebbe valori prossimi al 2 per cento nel 2025.

La BCE ha proseguito nella fase di rialzo dei tassi ufficiali

In luglio e settembre il Consiglio direttivo della BCE ha aumentato di complessivi 50 punti base i tassi di interesse ufficiali. Il Consiglio attualmente ritiene che i tassi di riferimento abbiano raggiunto livelli che, se mantenuti per un periodo sufficientemente lungo, forniranno un contributo sostanziale al ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo. Ha inoltre ribadito che intende reinvestire in modo flessibile, almeno sino alla fine del 2024, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del programma PEPP. Nell’area dell’euro il costo del credito è ulteriormente salito, riflettendo il rialzo dei tassi ufficiali; i rendimenti sui titoli pubblici decennali sono aumentati, così come i differenziali di quelli italiani con i corrispondenti titoli tedeschi.

In Italia la crescita è rimasta debole nel terzo trimestre

Secondo nostre valutazioni, in estate è proseguita la fase di debolezza dell’attività economica in Italia, estesa sia alla manifattura sia ai servizi. Gli indicatori confermano la fiacchezza della domanda interna, su cui gravano l’inasprimento delle condizioni di accesso al credito, l’erosione dei redditi delle famiglie dovuta all’elevata inflazione e la perdita di vigore del mercato del lavoro. Le esportazioni risentono della scarsa vivacità della domanda estera.

Continua a migliorare il saldo di conto corrente

Il saldo di conto corrente è tornato marginalmente positivo, grazie al calo del disavanzo energetico in primavera; gli investitori non residenti hanno manifestato un forte interesse per i titoli pubblici italiani. La posizione creditoria netta sull’estero è cresciuta. Prosegue il miglioramento del saldo debitorio di TARGET2.

L’occupazione rallenta, la dinamica salariale si rafforza e scendono i margini di profitto

Nel bimestre luglio-agosto il mercato del lavoro ha mostrato segnali di rallentamento: l’occupazione e il tasso di partecipazione sono rimasti sostanzialmente stabili. Si è rafforzata la dinamica delle retribuzioni nel settore privato non agricolo, ma le pressioni al rialzo provenienti dai rinnovi contrattuali appaiono nel complesso contenute. I margini di profitto sono diminuiti in tutti i settori.

L’inflazione risale lievemente per effetto dei rincari dei carburanti

Dopo il calo degli ultimi mesi, in settembre l’inflazione al consumo è leggermente cresciuta, risentendo dell’aumento delle quotazioni dei carburanti. L’inflazione di fondo si mantiene su livelli nettamente inferiore al massimo raggiunto lo scorso febbraio. Le famiglie e le imprese si attendono un allentamento delle pressioni inflazionistiche.

I prestiti bancari si riducono e aumenta il costo del credito

Tra maggio e agosto il credito a famiglie e imprese è nuovamente diminuito. La domanda di finanziamenti è frenata sia dall’aumento del costo dei prestiti sia dalle minori esigenze di liquidità per investimenti. Le indagini presso le banche evidenziano inoltre che il maggiore rischio percepito dagli intermediari e la minore disponibilità a tollerarlo continuano a contribuire a un irrigidimento delle politiche di concessione dei finanziamenti. I nuovi crediti deteriorati restano su livelli contenuti.

Secondo il Governo nel prossimo triennio il rapporto tra il debito e il PIL calerebbe solo marginalmente

Secondo gli obiettivi di finanza pubblica aggiornati dal Governo alla fine di settembre, nel 2023 l’indebitamento netto e il debito in rapporto al PIL continuerebbero a diminuire (al 5,3 e al 140,2 per cento, rispettivamente). È programmata per il 2024 un’espansione del disavanzo rispetto al quadro a legislazione vigente di circa 0,7 punti percentuali del prodotto. L’indebitamento netto scenderebbe nei prossimi anni, fino al 2,9 per cento del PIL nel 2026. L’incidenza del debito sul prodotto nel prossimo triennio segnerebbe una riduzione solo marginale, con rischi tendenzialmente al rialzo.

Il PIL rallenterebbe nel triennio 2023-25 e l’inflazione scenderebbe marcatamente

Nello scenario di base del nostro quadro previsivo il PIL aumenterebbe dello 0,7 per cento quest’anno, dello 0,8 nel 2024 e dell’1,0 nel 2025. La crescita risentirebbe dell’inasprimento delle condizioni di finanziamento e della debolezza degli scambi internazionali; beneficerebbe invece dell’aumento degli investimenti pubblici e del graduale recupero del potere d’acquisto delle famiglie. L’inflazione si ridurrebbe al 2,4 per cento nel 2024 (dal 6,1 del 2023) e all’1,9 nel 2025, riflettendo il netto rallentamento dei prezzi all’importazione; anche quella di fondo scenderebbe all’1,9 nel 2025.

I rischi per la crescita sono orientati al ribasso, quelli per l’inflazione sono bilanciati

L’acuirsi delle tensioni geopolitiche, il peggioramento dell’economia cinese e la maggiore rigidità delle condizioni di offerta del credito in Italia si configurano come rischi al ribasso per la crescita economica. I rischi per l’inflazione risultano invece bilanciati: quelli al rialzo sono connessi con un ulteriore rincaro delle materie prime e con una minore velocità di trasmissione della recente discesa dei costi di produzione; un deterioramento più marcato e persistente della domanda aggregata costituisce invece il principale rischio al ribasso.

Allegati

Fonte: Banca d’Italia

BAT, rinnovati i patti per la sicurezza urbana in sei comuni della provincia

BAT, rinnovati i patti per la sicurezza urbana in sei comuni della provincia

Sottoscritti in prefettura, prevedono il rafforzamento del controllo del territorio 

Il prefetto di Barletta Andria Trani, Rossana Riflesso, ha sottoscritto, presso il Palazzo del Governo, il rinnovo delle intese previste nei “Patti per la sicurezza urbana e per la promozione ed attuazione di un sistema di sicurezza partecipata” con i sindaci di Barletta, Andria, Trani, Bisceglie, Canosa di Puglia e il commissario straordinario di Trinitapoli.

Gli accordi siglati impegnano le parti alla realizzazione di un sistema di sicurezza che preveda il concorso di diversi soggetti istituzionali, anche rendendo protagonisti i cittadini, al fine di assicurare lo sviluppo economico e il miglioramento della qualità della vita delle comunità.

In particolare, i nuovi patti contengono il rafforzamento del controllo del territorio con sistemi di videosorveglianza collegati alle centrali operative delle Forze di Polizia, alcune misure di sviluppo dell’assetto urbano e l’implementazione degli organici di Polizia locale. 

Previste, inoltre, non soltanto attività finalizzate alla prevenzione ed al contrasto di fenomeni di devianza giovanile quali bullismo, cyberbullismo e consumo di droga, ma anche iniziative di educazione alla legalità, in sinergia con scuole, parrocchie, agenzie educative, servizi sociali e Azienda sanitaria locale.

Alle intese, sottoscritte alla presenza dei vertici provinciali delle Forze di polizia, hanno inoltre aderito formalmente le associazioni di categoria Assofarm, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria, Fai Antiracket, Federfarma e Federpreziosi.

Fonte: Ministero dell’Interno