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Punto Podcast ASSIV a Sicurezza 2025: la storia della famiglia Merlo tra radici, impresa e futuro

In occasione di Sicurezza 2025, a Fiera Milano, il Punto Podcast ASSIV ha acceso i riflettori su una storia che intreccia famiglia, impresa e passaggio generazionale nel mondo della vigilanza privata.

Protagonisti dell’intervista sono Angelo Merlo, presidente di IVNG Gallarate, e le figlie Elisabetta, Elena ed Eleonora, oggi pienamente coinvolte nella guida e nello sviluppo del gruppo.

Dalle origini al gruppo strutturato

Il racconto parte dagli anni ’50, quando Mario Merlo, ex poliziotto, decide di mettersi in proprio e fondare un istituto di vigilanza nel territorio di Gallarate. I primi servizi riguardano controlli nei boschi, custodia di proprietà e attività per grandi proprietari terrieri.

Da quella piccola realtà locale, costruita con spirito imprenditoriale e forte radicamento territoriale, l’azienda cresce progressivamente: si espande in nuove province, diversifica i servizi e si struttura fino a diventare un gruppo con oltre cento dipendenti, attivo nella vigilanza armata, nei servizi di sicurezza e con attività anche all’estero.

Il cuore dell’intervista: il passaggio generazionale

La conversazione entra poi nel vivo della transizione generazionale.

  • Elisabetta segue la gestione dei fornitori e le attività di Elma Group.
  • Elena opera tra general contractor, commerciale, ricerca e sviluppo e marketing.
  • Eleonora ricopre il ruolo di direttore commerciale e operativo della società di vigilanza armata, con un focus particolare sui servizi in ambito aeroportuale.

Emergono con franchezza le sfide del dialogo padre–figlie, le differenze di visione tra generazioni e il valore aggiunto di un approccio femminile alla gestione d’impresa. Il passaggio di testimone non è descritto come un momento formale, ma come un processo costruito nel tempo, fatto di responsabilità crescenti, confronto quotidiano e fiducia reciproca.

Tra mercato, istituzioni e identità

Non manca uno sguardo al contesto attuale: un mercato profondamente cambiato dopo il Covid, la crescente complessità normativa e organizzativa del settore sicurezza, la difficoltà nel reperire risorse umane qualificate e motivate, il rapporto con le istituzioni locali e le forze dell’ordine.

Il filo conduttore resta però chiaro: crescere senza “salti nel vuoto”, mantenendo salde le radici, l’identità aziendale e quello stile imprenditoriale che ha reso riconoscibile il Gruppo Merlo nel panorama della vigilanza privata.

Un racconto autentico e concreto che testimonia come, nel nostro settore, memoria, identità e futuro possano convivere in equilibrio — quando il passaggio generazionale diventa una vera strategia di continuità.

Buona visione!

Genova: sicurezza e sviluppo del centro storico, confronto tra istituzioni e territorio

Si è svolto presso la Prefettura di Genova un incontro dedicato alla sicurezza e al rilancio del centro storico di Genova, promosso dal Ministero dell’Interno nell’ambito delle iniziative di coordinamento territoriale.

Al tavolo hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni locali, delle Forze dell’ordine, del Comune, della Camera di Commercio, delle associazioni di categoria, dei Centri Integrati di Via (CIV) e dei comitati di quartiere, con l’obiettivo di definire una strategia condivisa per rafforzare sicurezza, vivibilità e sviluppo economico dell’area.

Dall’incontro è emersa la necessità di un approccio integrato, capace di coniugare presidio del territorio e azioni di riqualificazione urbana. Tra i temi affrontati: potenziamento dell’illuminazione pubblica, controlli sulle attività commerciali, contrasto all’abusivismo e interventi per migliorare il decoro e la qualità degli spazi pubblici.

È stato inoltre ribadito il valore del coinvolgimento attivo delle realtà economiche e associative locali, considerate interlocutori fondamentali per individuare soluzioni concrete e sostenibili nel tempo.

Il confronto rappresenta un ulteriore passo verso un modello di sicurezza partecipata, in cui istituzioni, operatori economici e cittadini collaborano per la tutela e la valorizzazione del centro storico, patrimonio culturale e motore economico della città.

Fonte: Ministero dell’Interno

Verona rafforza la sicurezza negli ospedali: firmato in prefettura il nuovo protocollo d’intesa

Interventi più rapidi, maggiore formazione per il personale sanitario e nuove tecnologie per prevenire le aggressioni

Potenziare la prevenzione e il contrasto agli episodi di violenza nei confronti del personale medico, paramedico, sociosanitario e di tutti i dipendenti delle aziende ospedaliere scaligere: è questo l’obiettivo del nuovo protocollo d’intesa sottoscritto questa mattina nella prefettura di Verona dal prefetto Demetrio Martino, dal direttore dell’Azienda ULSS 9 Scaligera e dal direttore dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona.

Il protocollo prevede un ulteriore rafforzamento delle procedure operative per garantire il tempestivo intervento delle Forze dell’ordine, insieme a un potenziamento della formazione del personale sanitario nella gestione immediata delle situazioni di rischio. Un ruolo centrale sarà svolto anche dalle tecnologie già in dotazione alle strutture ospedaliere, come i sistemi di teleallarme e di videosorveglianza.

«Non è accettabile che i professionisti che quotidianamente si dedicano alla cura dei pazienti possano essere vittime di violenze – ha affermato il prefetto – e considerato che la prevenzione investe anche aspetti di carattere culturale, sarà potenziata la comunicazione all’utenza in modo da valorizzare il necessario rispetto per la funzione di servizio che svolgono i sanitari a beneficio dell’intera collettività, oltre a richiamare in chiave dissuasiva le misure preventive e di contrasto in atto».

Presenti alla sottoscrizione, i vertici delle Forze dell’ordine che hanno confermato l’efficacia del modello, già definito con il precedente protocollo d’intesa e ulteriormente potenziato con il nuovo strumento operativo, incentrato sulla piena sinergia tra gli operatori della sicurezza e il personale medico sanitario.

Fonte: Ministero dell’Interno

Anac: Corretta identificazione del contratto negli atti di gara. Indicazioni alle stazioni appaltanti

Vanno selezionati i contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati tra le parti sociale più rappresentative a livello nazionale


A seguito di continue segnalazioni giunte all’Autorità e richiesta di indicazioni sulla corretta identificazione del contratto da indicare negli atti di gara, con il Comunicato del Presidente n. 2 approvato dal Consiglio del 10 febbraio 2026 Anac ha fornito un quadro di indicazioni più dettagliate alle stazioni appaltanti.
Tra i contratti collettivi individuati come aventi una stretta connessione alle prestazioni oggetto dell’appalto (o della concessione), la stazione appaltante dovrà selezionare i contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati tra le associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello nazionale.

Per fare ciò la stazione appaltante dovrà:
1.    individuare i CCNL presi a riferimento dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali nella redazione delle tabelle per la determinazione del costo medio del lavoro;
2.    nel caso in cui l’oggetto dell’appalto attenga ad un settore per il quale non esistono le tabelle per la determinazione del costo medio del lavoro, richiedere al Ministero del lavoro e delle politiche sociali di indicare, sulla base delle informazioni disponibili, il CCNL stipulato tra le associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative a livello nazionale applicabile alle prestazioni oggetto dell’appalto. 
Il nuovo Codice degli appalti stabilisce che nei documenti di gara inziali e nella decisione di contrarre, le stazioni appaltanti e gli enti concedenti sono tenuti ad indicare il contratto collettivo applicabile al personale dipendente impiegato nell’attività oggetto dell’appalto o della concessione.

In particolare, il comma 1 dell’articolo 11 dispone, come previsione generale, l’obbligo di applicare il contratto collettivo nazionale di lavoro che abbia i seguenti requisiti:
1.    sia in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le prestazioni oggetto del contratto;
2.    sia stipulato dalle associazioni dei datori e dei prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
3.    sia strettamente connesso con l’attività oggetto dell’appalto o della concessione svolta dall’impresa, anche in maniera prevalente.

L’obbligo di individuare il CCNL non si applica, di regola, ai contratti per i quali tale indicazione non appare pertinente, come i contratti di servizi aventi natura intellettuale e i contratti di fornitura senza posa in opera.
I criteri individuati dal Codice si applicano, in quanto compatibili, anche all’individuazione dei contratti collettivi di lavoro da applicare ai lavoratori impiegati nelle prestazioni scorporabili, secondarie, accessorie o sussidiarie, differenti da quelle prevalenti oggetto dell’appalto (o della concessione) che si riferiscano, per una soglia pari o superiore al 30 per cento, alla medesima categoria omogenea di attività.

Il Codice individua nel dettaglio le modalità attraverso le quali le stazioni appaltanti devono individuare la stretta connessione dell’ambito di applicazione del contratto collettivo rispetto alle prestazioni oggetto dell’appalto o della concessione, seguendo i seguenti passaggi:
1.    la prima operazione da compiere da parte delle stazioni appaltanti è l’individuazione del CCNL più attinente rispetto all’oggetto dell’appalto e alle attività da eseguire, anche in maniera prevalente, e che gli operatori economici saranno chiamati a svolgere.
2.    In secondo luogo, le stazioni appaltanti dovranno individuare l’ambito di applicazione del contratto collettivo di lavoro in relazione ai sottosettori con cui sono classificati i contratti collettivi nazionali depositati nell’Archivio nazionale dei contratti e degli accordi collettivi di lavoro istituito presso il CNEL.

Comunicato del Presidente n. 2 del 10 Febbraio 2026

Fonte: ANAC