Home Blog Pagina 328

Istat: il mercato del lavoro a dicembre 2022

Istat: il mercato del lavoro a dicembre 2022

A dicembre 2022, dopo il calo registrato a novembre, l’occupazione torna a crescere per effetto dell’aumento dei dipendenti permanenti e degli autonomi.

La crescita dei dipendenti permanenti e degli autonomi determina anche l’aumento dell’occupazione rispetto a dicembre 2021 (+334mila), a fronte di un numero di dipendenti a termine che risulta inferiore di 30mila unità.

Rispetto a novembre 2022, il tasso di occupazione sale al 60,5% (+0,1 punti), il tasso di disoccupazione è stabile al 7,8, mentre scende al 34,3% quello di inattività (-0,1 punti).

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT

Istat: l’inflazione a gennaio si attesta al 10.1% su base annua

ISTAT: l’inflazione a gennaio si attesta al 10.1% su base annua

Le stime preliminari evidenziano la netta attenuazione dell’inflazione, che a gennaio si attesta al +10,1% (livello che non si registrava da settembre 1984, quando il NIC fece segnare la medesima variazione tendenziale). Il rallentamento è spiegato in primo luogo dall’inversione di tendenza dei Beni energetici regolamentati (-10,9% su base annua). Rimangono tuttavia diffuse le tensioni sui prezzi al consumo di diverse categorie di prodotti, quali gli alimentari lavorati, gli altri beni (durevoli e non durevoli) e i servizi dell’abitazione, che contribuiscono alla lieve accelerazione della componente di fondo. Si accentua inoltre a gennaio, la dinamica tendenziale dei prezzi dei carburanti.

Secondo le stime preliminari, nel mese di gennaio 2023 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% su base mensile e del 10,1% su base annua, da +11,6% nel mese precedente.

La flessione del tasso di inflazione si deve, principalmente, al forte rallentamento su base tendenziale dei prezzi dei Beni energetici regolamentati (da +70,2% a -10,9%) e, in misura minore, di quelli degli Energetici non regolamentati (da +63,3% a +59,6%), degli Alimentari non lavorati (da +9,5% a +8,0%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +6,2% a +5,5%); gli effetti di tali andamenti sono stati solo in parte controbilanciati dall’accelerazione dei prezzi dei Beni alimentari lavorati (da +14,9% a +15,2%), dei Beni non durevoli (da +6,1% a +6,8%) e dei Servizi relativi all’abitazione (da +2,1% a +3,2%).

L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, sale a gennaio da +5,8% del mese precedente a +6,0%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rimane stabile a +6,2%.

Su base annua, i prezzi dei beni evidenziano un profilo in rallentamento (da +17,1% a +14,2%), mentre quello relativo ai servizi evidenzia un lieve incremento (da +4,1% a +4,2%); si ridimensiona, quindi il differenziale inflazionistico negativo tra questi ultimi e i prezzi dei beni (da -13,0 di dicembre a -10,0 punti percentuali).

Si attenua la dinamica tendenziale dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona che registrano un rallentamento su base tendenziale (da +12,6% a +12,2%), mentre al contrario si accentua quella dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +8,5% a +9,0%).

L’aumento congiunturale dell’indice generale si deve prevalentemente ai prezzi dei Servizi per l’abitazione (+1,6%), degli Alimentari lavorati (+1,5%), dei Beni durevoli e non durevoli (+0,8% per entrambi), degli Energetici non regolamentati (+0,7%); un effetto di contenimento deriva invece dal calo dei prezzi degli Energetici regolamentati (-24,7%) e di quelli dei Servizi relativi ai trasporti (-1,6% a causa di fattori stagionali).

L’inflazione acquisita per il 2023 è pari a +5,3% per l’indice generale e a +3,2% per la componente di fondo.

In base alle stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dell’1,3% su base mensile, a causa dell’avvio dei saldi invernali dell’abbigliamento e calzature di cui l’indice NIC non tiene conto, e aumenta del 10,9% su base annua (in rallentamento da +12,3% di dicembre).

Scarica la nota ISTAT

Fonte: ISTAT

Contributi Inps 2023: minimali e massimali per i lavoratori dipendenti

Contributi Inps 2023: minimali e massimali per i lavoratori dipendenti

L’INPS con la circolare n. 11 del 1° febbraio 2023 fornisce i minimali e i massimali di riferimento della retribuzione giornaliera per il calcolo dei contributi dei lavoratori dipendenti. Le istruzioni dell’Istituto sono riferite alla generalità degli impiegati pubblici e privati compreso chi svolge attività part time e a domicilio.

Scarica la circolare INPS 11/2023

Perché non si può affidare la vigilanza al controllo diretto di Ferrovie

Perché non si può affidare la vigilanza al controllo diretto di Ferrovie

Salvini, d’intesa con FS, ha annunciato l’assunzione di 300 addetti l’anno per tre anni a tutela della sicurezza nelle stazioni italiane, sui treni e nelle aree ferroviarie. Se l’obiettivo è condivisibile, non posso dire altrettanto delle misure con le quali si intende raggiungerlo

Nei giorni scorsi il ministro Salvini, d’intesa con FS, ha annunciato l’assunzione di 300 addetti l’anno per tre anni a tutela della sicurezza nelle stazioni italiane, sui treni e nelle aree ferroviarie.

L’esigenza è evidentemente quella di rispondere al senso generale di insicurezza che emerge da tutti i sondaggi demoscopici degli ultimi anni, che trova una delle manifestazioni più eclatanti in corrispondenza di luoghi con grande passaggio di persone e dal contesto affatto peculiare quali le principali stazioni ferroviarie del Paese. I recenti fatti accaduti alla stazione Termini di Roma, che hanno profondamente colpito l’opinione pubblica sia per l’insensatezza dell’atto quanto per la consapevolezza che tutti siamo esposti ed inermi dinanzi a tali manifestazioni di violenza, hanno dato nuova linfa al senso di insicurezza di cui sopra. Ma se l’obiettivo perseguito dal ministro è certamente condivisibile e condiviso, non posso dire altrettanto delle misure con le quali si intende raggiungerlo. 

Il DM 154/2009 ha introdotto nell’ordinamento, infatti, il concetto di sicurezza sussidiaria (sussidiaria a quella svolta dalle Forze dell’Ordine), con riferimento, tra i molteplici ambiti di applicazione, alla sicurezza nelle stazioni ferroviarie, affidandola a guardie particolari giurate. In questi anni le gpg hanno assolto al loro compito con dedizione e professionalità e sono ormai riconosciute come pienamente integrate, è proprio il caso di dirlo, nel contesto delle principali stazioni ferroviarie dove, sotto il coordinamento delle Forze dell’Ordine e insieme a esse, sono percepite dagli utenti come un elemento di forte dissuasione verso il compimento di atti illeciti più o meno gravi. E d’altronde non è la gravità del fatto in sé, per fortuna non troppo frequente, a determinare la sensazione di insicurezza nel cittadino, quanto piuttosto una situazione di diffusa percezione di mancanza di presidio.

Ed è proprio questo l’ambito nel quale le guardie giurate possono svolgere al meglio il proprio ruolo sussidiario alle Forze dell’Ordine, lasciando a queste ultime compiti di alto profilo, e la ragione sottesa all’emanazione del DM 154/2009 (che, nei fatti, dà ulteriore applicazione al principio già sancito nel TULPS). Perché proprio sulla collaborazione tra pubblico e privato si fonda un sistema sicurezza Paese moderno ed efficiente, capace di ottimizzare l’impiego delle risorse pubbliche e valorizzare quelle private. 

Per altro quando si parla di sicurezza si affronta uno dei temi più delicati per la società, di rilevanza costituzionale, e si presuppone che gli operatori a esso dedicati, tutti, abbiano assicurata una adeguata formazione, corsi di aggiornamento periodici e alle spalle strutture adeguate da un punto di vista professionale, tecnologico e organizzativo che possano fornire all’impiegato in compito di sicurezza il necessario supporto: si parla, insomma, degli istituti di vigilanza privata.

E allora non si capisce la ratio in base alla quale un’attività di sicurezza di sicuro rilievo, sinora svolta con efficacia e professionalità, oggi affidata legittimamente agli IVP, dovrebbe essere portata sotto il controllo diretto di Ferrovie. La protezione aziendale di FS svolge un ruolo fondamentale per l’azienda, con risultati certamente apprezzabili. Ma confondere le due funzioni non garantirà maggiore sicurezza nelle nostre stazioni ferroviarie, semmai confusione di ruoli, esponendo peraltro tali operatori a rischi, anche di natura assicurativa e legale, che nel caso delle guardie giurate sono invece coperti dagli Istituti di Vigilanza. Senza dimenticare che le guardie giurate, per poter svolgere la loro professione, debbono essere a ciò autorizzate da un apposito decreto prefettizio che costituisce garanzia, tra le altre cose, di adeguata professionalità.

Infine, vale ricordare che i compiti che verrebbero assegnati al personale di FS non potrebbero in alcun caso prescindere dallo specifico perimetro riservato alle gpg, ovvero la sola tutela dei beni materiali e non delle persone. In proposito si potrebbe aprire una riflessione più ampia su quanto abbia senso, anche in ragione delle molteplici deroghe al principio introdotte per mezzo di norme speciali, limitare l’attività delle guardie giurate alla sola tutela dei beni e non anche delle persone, ma mi riservo di affrontare la questione in un articolo a questa dedicato.

In chiusura, chiedo al ministro Salvini di avviare un confronto con ASSIV, che in Confindustria rappresenta il comparto della vigilanza privata, perché il compito di vigilare nelle stazioni venga legittimamente riservato alle gpg, con indubbi vantaggi dal punto di vista economico, ma soprattutto di risultato.

Leggi l’articolo sull’HUffington Post