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🎙 I Podcast di ASSIV: bodycam e vigilanza privata tra norme, privacy e nuove tecnologie

In questa puntata del Punto Podcast ASSIV, registrata a Sicurezza 2025 – Fiera Milano, affrontiamo uno dei temi più delicati e attuali del settore: l’utilizzo delle bodycam nella vigilanza privata.

Ospite dell’episodio è l’Avv. Tommaso Coretto, autore del quaderno tecnico ASSIV dedicato a privacy, bodycam, valutazioni d’impatto e responsabilità degli Istituti di Vigilanza.

Un approfondimento puntuale e completo che analizza:
🔹 il quadro normativo di riferimento, tra GDPR e Statuto dei Lavoratori;
🔹 limiti, opportunità e rischi legati all’impiego delle bodycam;
🔹 il ruolo della formazione degli operatori;
🔹 la necessità di regole aggiornate e condivise;
🔹 l’integrazione delle bodycam con nuove tecnologie, come droni e intelligenza artificiale.

Un contributo utile per comprendere come coniugare sicurezza, tutela dei diritti e innovazione tecnologica in un ambito in continua evoluzione.

⬇️ Qui il video completo

Esiste un protocollo per la sicurezza urbana, ma nessuno lo usa (Huffington Post)

Dopo la firma dell’accordo tra ANCI, ANIE e ASSIV, il silenzio. Non una cabina di regia, non un piano operativo, non un progetto pilota. Di fatto, ANCI non ha dato seguito al lavoro avviato, lasciando nel cassetto uno strumento che oggi sarebbe utilissimo

In Italia si parla sempre più spesso di sicurezza urbana. Se ne parla nei bar e nei consigli comunali, nei quartieri dove la sera si esce meno volentieri e nelle dichiarazioni dei sindaci che chiedono più risorse, più uomini, più strumenti. Eppure c’è un elemento che rende tutto questo dibattito quasi paradossale: uno strumento già esiste, è stato firmato, è stato annunciato… e poi è stato lasciato lì, a prendere polvere.

Mi riferisco al Protocollo tra ANCI, ANIE e ASSIV, un accordo che sulla carta avrebbe dovuto aiutare i Comuni a gestire la sicurezza urbana in modo più moderno, concreto ed efficace. E che invece non ha mai davvero visto la luce.

In Italia si parla sempre più spesso di sicurezza urbana. Se ne parla nei bar e nei consigli comunali, nei quartieri dove la sera si esce meno volentieri e nelle dichiarazioni dei sindaci che chiedono più risorse, più uomini, più strumenti. Eppure c’è un elemento che rende tutto questo dibattito quasi paradossale: uno strumento già esiste, è stato firmato, è stato annunciato… e poi è stato lasciato lì, a prendere polvere.

Mi riferisco al Protocollo tra ANCI, ANIE e ASSIV, un accordo che sulla carta avrebbe dovuto aiutare i Comuni a gestire la sicurezza urbana in modo più moderno, concreto ed efficace. E che invece non ha mai davvero visto la luce.

Quando ANCI e ANIE lo firmarono, a fine 2022, l’idea era molto semplice: mettere insieme le competenze industriali e tecnologiche di ANIE (che rappresenta le imprese dell’elettrotecnica, dell’elettronica, della sicurezza) con il ruolo istituzionale dei Comuni italiani.

ASSIV, a sua volta parte di ANIE e che rappresenta il mondo della vigilanza privata, era parte integrante del progetto proprio per rafforzare l’aspetto della sicurezza urbana.

Insomma: comuni + tecnologia + sicurezza + professionisti del settore. Una squadra che, almeno sulla carta, aveva tutto per funzionare.

Il Protocollo puntava su alcuni obiettivi chiave, come aiutare i Comuni a progettare sistemi di videosorveglianza e monitoraggio del territorio più intelligenti; offrire loro formazione, linee guida e supporto tecnico; condividere buone pratiche per rendere le città più sicure, ma anche più moderne e sostenibili; integrare la sicurezza con altre sfide urbane quali energia, illuminazione pubblica, digitalizzazione, rigenerazione degli spazi. Era un modo per dire che sicurezza urbana non significa solo “più pattuglie”, ma anche più tecnologia, più prevenzione, più coordinamento.

Dopo la firma, però, il silenzio. Non una cabina di regia, non un piano operativo, non un progetto pilota. Di fatto, ANCI non ha dato seguito al lavoro avviato, lasciando nel cassetto uno strumento che oggi sarebbe utilissimo.

E la cosa sorprende ancora di più se si guarda al clima attuale: città che faticano a presidiare il territorio, forze dell’ordine sotto pressione, amministrazioni che cercano soluzioni, non sempre ortodosse, per rispondere alle richieste dei cittadini.

Riprendere in mano quel Protocollo avrebbe un impatto immediato. Le competenze infatti già ci sono, ANIE e ASSIV rappresentano aziende e professionisti che da anni lavorano nella sicurezza fisica, elettronica e tecnologica, e non servirebbe quindi inventare nulla: basterebbe metterli nelle condizioni di collaborare con i Comuni. E soprattutto eviteremmo di ricominciare da zero ogni volta, in un eterno e sconfortante “giorno della marmotta”. Ogni Comune oggi va per conto suo, con risultati disomogenei e sprechi di risorse. Il Protocollo offriva un percorso unico, standardizzato, replicabile.

Nel momento in cui la sicurezza torna al centro delle discussioni fa impressione pensare che una soluzione efficace fosse già pronta tre anni fa.

Rilanciare quel Protocollo non deve servire a fare un annuncio una volta di più. Si tratterrebbe, invece, di dare ai Comuni un aiuto concreto; significherebbe usare meglio le tecnologie italiane; contribuirebbe a mettere ordine in un settore che oggi procede a macchia di leopardo. E, soprattutto, vorrebbe dire occupare lo spazio che i cittadini chiedono alle istituzioni: quello della responsabilità e dell’efficacia.

Leggi l’articolo sull’Huffington Post

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Corso di Aggiornamento Security Manager 2026, in collaborazione con ASSIV | 28 gennaio e 20 febbraio 2026

Nel contesto attuale, la figura del Security Manager è chiamata ad affrontare sfide sempre più complesse, che richiedono competenze aggiornate sia sul piano operativo sia su quello normativo.
Per rispondere a queste esigenze nasce il Corso di Aggiornamento Security Manager – edizione 2026, organizzato da Vale Srl, società di formazione e consulenza specializzata nel settore della vigilanza privata e Centro di Formazione Scuola Lavoro accreditato, in collaborazione con ASSIV – Associazione Italiana Vigilanza e Servizi di Sicurezza.

Il corso ha una durata complessiva di 8 ore, articolate in due lezioni in modalità webinar sincrona, e si svolgerà nelle giornate del 28 gennaio e 20 febbraio 2026, dalle ore 14.30 alle 18.30, attraverso la piattaforma Zoom. Tutte le lezioni saranno registrate, consentendo ai partecipanti di rivedere i contenuti o recuperarli in caso di assenza.

Obiettivi formativi

Il percorso è pensato per accompagnare i partecipanti nella comprensione delle reali esigenze di security nel mondo degli eventi sportivi, analizzando casi concreti, modalità operative e il coordinamento con gli Istituti di Vigilanza.
Un’attenzione particolare è dedicata anche all’applicazione del GDPR nelle tecnologie più utilizzate dai Security Manager – videosorveglianza, body cam, dash cam e droni – fornendo indicazioni pratiche per coniugare efficacia della sicurezza e piena conformità alla normativa sulla protezione dei dati personali

Destinatari e attestazione

Il corso è rivolto sia a Security Manager certificati secondo la UNI 10459:2017, sia a professionisti della security non certificati e a tutti coloro che desiderano approfondire le tematiche trattate.
Al termine del percorso, previo superamento del test finale, sarà rilasciato un attestato di frequenza ai sensi della normativa vigente.

Costi e agevolazioni

Il costo di partecipazione è pari a € 350 + IVA, comprensivo di iscrizione, frequenza e materiale didattico.
Per le imprese associate ASSIV è previsto uno sconto del 20%, con una quota agevolata di € 280 + IVA

Le iscrizioni scadono lunedì 26 gennaio 2026.
Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare il numero verde 800 985 394 oppure scrivere a [email protected].

Continua la pubblicazione dei Podcast ASSIV da Sicurezza 2025: con Davide Mantovan focus su armi, formazione e responsabilità

Prosegue la pubblicazione dei podcast ASSIV registrati a Sicurezza 2025 – Fiera Milano, il ciclo di interviste dedicate ai temi strategici della sicurezza privata e al confronto con i principali protagonisti del settore.

Nella nuova puntata del Punto Podcast ASSIV ospitiamo Davide Mantovan, Direttore Operativo di ERA Security e autore del Quaderno di approfondimento ASSIV
“Obblighi, formazione e competenze sull’uso delle armi nella vigilanza privata”.


Uso delle armi nella vigilanza privata: norme, formazione e innovazione

L’intervista prende avvio dal quadro normativo di riferimentoTULPS, DM 154/2009 e DM 269/2010 – per approfondire gli aspetti più rilevanti legati a:

  • porto, custodia e impiego dell’arma da parte delle Guardie Particolari Giurate;
  • responsabilità operative e organizzative degli istituti di vigilanza;
  • il tema particolarmente delicato della weapon retention, fondamentale per la sicurezza dell’operatore e dei terzi;
  • l’evoluzione del ruolo della tecnologia, fino all’integrazione tra armi, sistemi tecnologici e intelligenza artificiale.

Un confronto che mette in evidenza come la corretta gestione dell’arma non sia solo un obbligo normativo, ma un elemento centrale di professionalità, formazione continua e sicurezza complessiva del servizio.


Ascolta la puntata completa

La conversazione integrale con Davide Mantovan (ERA Security) è disponibile nel Punto Podcast ASSIV👉

Sul sito www.assiv.it è disponibile la playlist completa dei podcast realizzati a Sicurezza 2025