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Banca d’Italia: on line il primo bollettino economico 2023

Banca d’Italia: on line il primo bollettino economico 2023

L’economia mondiale mostra segnali di debolezza; le quotazioni energetiche scendono

Nel quarto trimestre il quadro ciclico globale ha continuato a risentire delle ripercussioni della guerra in Ucraina, dell’elevata inflazione e dell’indebolimento dell’attività in Cina. Il rallentamento della domanda mondiale ha contribuito a moderare il prezzo del petrolio; in Europa le quotazioni del gas naturale sono diminuite nettamente grazie alle temperature miti, al calo della domanda industriale e ai consistenti stoccaggi accumulati. Le più recenti previsioni delle istituzioni internazionali prefigurano un affievolimento della crescita mondiale per l’anno in corso.

Prosegue, seppure a ritmi meno elevati, il rialzo dei tassi ufficiali delle principali banche centrali

In novembre e in dicembre la Federal Reserve e la Bank of England hanno deliberato ulteriori incrementi dei rispettivi tassi di interesse di riferimento. Nelle riunioni di ottobre e dicembre il Consiglio direttivo della BCE ha aumentato i tassi ufficiali, rispettivamente di 75 e 50 punti base, e ha comunicato che dovranno ancora aumentare significativamente per favorire un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo di medio termine. Il Consiglio ha anche annunciato i criteri in base ai quali procederà alla normalizzazione delle consistenze in titoli detenuti dall’Eurosistema a fini di politica monetaria.

Nel quarto trimestre l’attività economica in Italia si sarebbe indebolita

Secondo le stime della Banca d’Italia, nel nostro paese l’attività si è indebolita nell’ultimo trimestre dello scorso anno. Vi avrebbero contribuito sia l’attenuazione della ripresa dei servizi, per i quali il valore aggiunto è tornato sui valori pre-pandemici già nei mesi estivi, sia la flessione della produzione industriale. La spesa delle famiglie avrebbe rallentato; le imprese intervistate nell’ambito delle indagini della Banca d’Italia considerano le condizioni per investire ancora sfavorevoli. Dopo il ristagno in estate, emergono indicazioni di un lieve aumento dell’occupazione nel bimestre ottobre-novembre; la dinamica salariale resta moderata.

L’inflazione rimane elevata, ancora sospinta principalmente dall’energia

L’inflazione armonizzata al consumo si è collocata al 12,3 per cento in dicembre su base annuale, sostenuta ancora dalla componente energetica, che continua a trasmettersi ai prezzi degli altri beni e dei servizi. Secondo le nostre stime che considerano sia gli effetti diretti sia quelli indiretti, nella media del quarto trimestre poco più del 70 per cento dell’inflazione complessiva era riconducibile all’energia; le misure governative in materia energetica avrebbero mitigato la dinamica dei prezzi al consumo per oltre un punto percentuale nello stesso periodo.

Prosegue l’aumento del costo del credito bancario

Tra agosto e novembre i prestiti bancari al settore privato non finanziario hanno rallentato, risentendo dell’indebolimento sia della domanda delle imprese per finalità di investimento sia di quella delle famiglie per l’acquisto di abitazioni; le condizioni di offerta hanno registrato una moderata restrizione. Il rialzo dei tassi ufficiali si è trasmesso al costo del credito bancario, in misura sostanzialmente in linea con l’incremento medio nell’area dell’euro. Le condizioni dei mercati finanziari sono nel complesso migliorate dalla metà di ottobre. Alla metà di gennaio il differenziale di rendimento dei titoli di Stato italiani rispetto ai corrispondenti titoli tedeschi si è collocato intorno a 185 punti base, ben al di sotto dei valori massimi raggiunti nel corso del 2022.

Si indeboliscono le prospettive di crescita e l’inflazione scenderebbe al 2 per cento nel 2025

Secondo le nostre stime più recenti –  che presentano ancora un carattere puramente indicativo, dato il protrarsi di un contesto di forte incertezza connessa soprattutto con l’evoluzione del conflitto in Ucraina – in uno scenario di base il PIL, dopo un aumento di quasi il 4 per cento nel 2022, rallenterebbe nel 2023 allo 0,6 per cento; la crescita tornerebbe a rafforzarsi nel biennio successivo. L’inflazione al consumo, salita quasi al 9 per cento nello scorso anno, scenderebbe al 6,5 nel 2023 e più decisamente in seguito, portandosi al 2,0 per cento nel 2025. In uno scenario avverso, in cui si ipotizza un arresto delle forniture di gas russo all’Europa, il prodotto si contrarrebbe nel 2023 e nel 2024 e crescerebbe moderatamente nell’anno successivo; l’inflazione salirebbe ulteriormente quest’anno, per poi scendere decisamente nel prossimo biennio.

Allegati

Agenzia delle Entrate: Iva precompilata 2023

Agenzia delle Entrate: Iva precompilata 2023

Con un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate è stata disposta l’estensione al 2023 del periodo di sperimentazione dell’Iva precompilata e ampliata la platea dei destinatari dei documenti Iva elaborati dall’amministrazione, che ora include alcune categorie di soggetti con regimi speciali. Disponibili anche le bozze della dichiarazione IVA annuale e delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche a partire dal 2023 per tutti i soggetti che rientrano nella platea e non solo nei confronti di coloro che hanno convalidato o integrato i registri precompilati

Provvedimento del 12 gennaio 2023

Fonte: Agenzia delle Entrate

Confindustria: Prezzi dell’energia in calo, inflazione ancora alta, tassi in rialzo: economia italiana meglio dell’atteso

Confindustria: Prezzi dell’energia in calo, inflazione ancora alta, tassi in rialzo: economia italiana meglio dell’atteso

Prezzi dell’energia in calo, inflazione ancora alta, tassi in forte rialzo. Tra luci e ombre, l’economia italiana va meglio dell’atteso. Industria in flessione, costruzioni in difficoltà, ma servizi stabili. Tengono il reddito totale delle famiglie e i consumi, regge il mercato del lavoro. Export incerto: nell’Eurozona più ottimismo, segnali misti negli USA, mentre in Cina diverse ombre si addensano sulla crescita

L’economia italiana e internazionale in breve

  • Luci e ombre. Il prezzo del gas ai livelli più bassi da oltre un anno e la tenuta del potere d’acquisto totale delle famiglie (in termini reali) sostengono l’attività, su livelli migliori di quanto ci si attendesse, come confermato da fiducia e indici di Borsa in recupero. In negativo agisce il forte rialzo dei tassi, che toglie risorse a investimenti e consumi, colpiti anche dall’inflazione, in calo ma ancora elevata.
  • Meno cara l’energia. Il prezzo del gas ha aperto il 2023 in netta flessione: 65 euro/mwh in media a gennaio, da 114 a dicembre (14 nel 2019); un ribasso favorito da stock europei di gas ancora alti, clima mite e consumi frenati. Per il petrolio prosegue la lenta discesa (80 dollari al barile, da 81 a dicembre), grazie a una produzione che ha superato una domanda piatta. In lieve rialzo, invece, i prezzi non-energy (+1,6% a novembre-dicembre), dopo la flessione dei mesi precedenti, sui livelli alti del 2021.
  • Forte stretta sui tassi. A novembre il costo del credito per le imprese italiane ha continuato a salire: 3,37% per le PMI (1,74% a inizio 2022), 2,67% per le grandi (da 0,76%). Un ulteriore aggravio di costi, che avviene a seguito del rialzo dei tassi di riferimento. Il BTP a gennaio è a 3,76% da 4,59% a fine 2022, ma il trend dei tassi resta al rialzo: la BCE ha annunciato nuovi aumenti del tasso ufficiale nei prossimi mesi (secondo i future, dal 2,50% attuale a 3,50% entro dicembre 2023).
  • Industria in flessione. La produzione ha registrato un altro calo a novembre (-0,3%; -1,8% a settembre e -1,1% a ottobre); la manifattura regge (+0,1%), con ampia eterogeneità tra comparti, mentre si contrae il settore delle forniture energetiche (-4,5%). Per il 4° trimestre la variazione acquisita è molto negativa per il totale industria (-1,7%, -0,6% nel 3°). I dati qualitativi a dicembre segnalano uno scenario debole: gli ordini continuano a diminuire, le scorte ad aumentare, le attese di rimbalzo si ridimensionano; il PMI è fermo in area di lieve contrazione (48,5 da 48,4), la fiducia delle imprese segna una nuova discesa.
  • Costruzioni in difficoltà. Il settore ha iniziato male il 4° trimestre (-0,5% la produzione a ottobre-novembre), dopo il calo nel 3° e l’espansione precedente. La fase difficile è attesa proseguire: i dati sui permessi di costruire segnalano un forte calo (-12,6% nei mesi estivi in termini di superfici residenziali).
  • Servizi stabili. A novembre, il commercio al dettaglio cresce (+0,4%), il turismo resta sopra il pre-Covid (+3,6%). Gli indicatori segnalano stabilizzazione nei servizi nel 4° trimestre: a dicembre, il PMI ha quasi raggiunto la soglia neutrale (49,9 da 49,5), la fiducia delle imprese è risalita per il secondo mese.
  • Tengono reddito e consumi. L’inflazione, ancora alta a dicembre (+11,6% da +11,8% a novembre) e maggiore per le famiglie meno abbienti (+18,4% contro +9,9%), minaccia i consumi, la cui risalita, fino al 3° trimestre, è stata favorita dalla tenuta del reddito reale (anche grazie a più occupazione) e dagli extra-risparmi passati (stabilizzata ora a 7,1% la propensione). Sono attese decisioni di spesa prudenti.
  • Regge il mercato del lavoro. I dati mostrano una buona performance nel 2022 in termini di occupati: +50mila a novembre da settembre (e +280mila da gennaio). Ciò spiega, in parte, la diminuzione del numero di disoccupati (-26mila negli ultimi due mesi). Positivo anche il costante calo degli inattivi.
  • Export incerto. Prosegue la dinamica altalenante dell’export italiano, in rimbalzo a novembre (+3,8%, dopo -1,5%), anche grazie a maxi-vendite nella cantieristica navale. Fanno da traino i paesi extra-UE mentre l’export intra-area è stazionario: USA e Turchia si confermano i mercati più dinamici, fiacche le vendite in Cina, in contrazione in Russia; fa da freno, anche in prospettiva, l’indebolimento del mercato tedesco. Le indicazioni per inizio 2023 restano negative secondo gli ordini manifatturieri esteri, a fronte di una domanda mondiale debole, come confermano i dati sul commercio in area di contrazione.
  • Eurozona: più ottimismo. In calo l’inflazione nell’area (+9,2% a dicembre, da un picco di +10,6%), anche se in ritardo di 4 mesi sugli USA, dove è inferiore di quasi tre punti (+6,5%). Questo dato si affianca ad altri altrettanto positivi: il rialzo dell’indicatore di sentiment (95,8 a dicembre, da 94,0); il PMI composito che segnala una flessione più contenuta (49,2 da 47,8); il rimbalzo della produzione industriale, oltre le attese (+1,0% a novembre). Tuttavia, l’incertezza e la spinta restrittiva che proviene dai tassi tengono ancora alti i timori di una (moderata) recessione nel 2023 nell’area euro.
  • USA: segnali misti. Il PIL americano nel 3° trimestre 2022 è cresciuto più delle stime iniziali (+0,8%), grazie a miglioramento dei consumi (+0,6% da +0,5% nel 2°) e accelerazione di spesa pubblica (+0,9% da -0,4%) ed esportazioni nette (+0,7% da +0,4%), che hanno beneficiato del recupero di quasi il 9% dell’euro sul dollaro. Viceversa, ancora in calo gli investimenti (-0,9%), dato coerente con la debolezza dell’attività: -0,7% la produzione industriale; in area recessiva il PMI e l’ISM manifatturieri (46,2 e 48,4), l’indice dei Direttori degli acquisti di Chicago (44,9) e gli indici di attività manifatturiera territoriali.

Fonte: Centro Studi Confindustria

Bologna: Sottoscritto “Patto per la sicurezza urbana integrata”

Bologna: Sottoscritto “Patto per la sicurezza urbana integrata”

Il ministro Piantedosi a Bologna per il comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha presenziato il comitato provinciale ordine e sicurezza pubblica convocato a Bologna dal prefetto Visconti. All’esito della riunione è stato firmato il “Patto per la sicurezza urbana integrata”, un accordo di durata biennale tra prefettura e comune.

L’intesa delinea una cornice organica di misure finalizzate a fornire risposte mirate per la risoluzione di specifiche problematiche. In particolare, prefettura e comune collaboreranno in aree di intervento ritenute prioritarie per la sicurezza, la vivibilità e la coesione sociale della comunità, opereranno per attivare percorsi di ascolto e confronto con le diverse espressioni del tessuto sociale, associativo, produttivo e del mondo del lavoro, nonché delle rappresentanze delle comunità immigrate.

Durante la riunione del comitato sono stati affrontati numerosi argomenti, in particolare, per quanto concerne il profilo della sicurezza, quelli relativi allo spaccio di sostanze stupefacenti, alla situazione della stazione centrale e delle aree limitrofe, alla movida e all’immigrazione.

Particolare attenzione, inoltre, è stata dedicata sia all’analisi della situazione degli organici delle forze di polizia a Bologna che alle vicende delle aggressioni degli operatori sanitari e alla riattivazione dei presidi di polizia presso gli ospedali.

Sul primo punto Piantedosi ha precisato che si tratta di una fase di potenziamento già in atto, che si sta sviluppando in più passaggi. L’ultimo, in ordine di tempo, ha fatto registrare, nel 2022, 94 unità in più di nuovo personale. «…questo dimostra un’attenzione che c’è verso questo territorio», ha precisato Piantedosi. «Il saldo dei nuovi agenti rispetto alle persone che vanno in pensione è comunque anche qui positivo. Stiamo parlando di ingressi di operatori più giovani, e di quiescenza di personale meno giovane. Il ministero tiene molto a mantenere un turnover adeguato. E la destinazione bolognese sarà sempre di prioritaria importanza».

In merito alla presenza di presidi di polizia negli ospedali, il ministro ha precisato che sono già in atto specifiche iniziative che vedono, in una prima fase, coinvolte «le tre aree metropolitane numericamente più importanti, più grandi, Milano, Roma e Napoli». «Abbiamo avviato» l’attività «da Roma rinforzando 18 presidi in altrettanti nosocomi, proseguiremo adesso su Milano e Napoli», ha sottolineato, rilevando come siano in corso delle valutazioni anche su altre città, come Bologna, perché si attribuisce molta importanza al «tema di rafforzare i presidi presso gli ospedali dedicando dunque una particolare attenzione a fenomeni di aggressione verso il personale sanitario».

Alla conferenza stampa, che si è tenuta al termine dell’incontro del comitato, il ministro, in merito a una domanda riguardante la possibilità di ulteriori sbarchi di migranti nei porti dell’Emilia Romagna, ha sottolineato come l’azione del Governo sia «tesa a limitare e circoscrivere il fenomeno alla fonte». «Insieme al ministro degli Esteri Tajani», ha proseguito il responsabile del Viminale, «abbiamo condiviso la necessità di riavviare incontri bilaterali, alcuni dei quali, in Turchia e Tunisia, ho seguito personalmente. Il Governo sta valutando di sviluppare interlocuzioni in merito anche con la Libia».

Presenti al Cnosp il capo della Polizia – direttore generale della Pubblica Sicurezza Lamberto Giannini, il vicecapo di Gabinetto vicario del ministero dell’Interno Vittorio Lapolla, il prefetto di Bologna Attilio Visconti, il sindaco Matteo Lepore, il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bologna Giuseppe Amato e i vertici delle Forze dell’ordine.

Fonte: Ministero dell’Interno