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Posti vacanti nelle imprese dell’industria e dei servizi – Stime preliminari (3° trimestre 2022)

Posti vacanti nelle imprese dell’industria e dei servizi – stime preliminari

L’Istat rende disponibili on line le stime preliminari del tasso di posti vacanti riferite al terzo trimestre 2022, per tutte le imprese con dipendenti dell’industria e dei servizi (serie disponibile a partire dal 2016) e anche per il sottogruppo di quelle con almeno 10 dipendenti (serie disponibile a partire dal 2004).

Nel terzo trimestre 2022, il tasso di posti vacanti destagionalizzato – per il totale delle imprese con dipendenti – si attesta al 2%, valore registrato sia per il settore dell’industria sia per quello dei servizi. Rispetto al trimestre precedente, il tasso segna una diminuzione (-0,2 punti percentuali per il complesso dell’economia), che risulta più marcata nei servizi (-0,3 punti percentuali) rispetto all’industria (-0,1 punti percentuali). Per le imprese con almeno 10 dipendenti, il tasso di posti vacanti è pari all’1,8%, sintesi di un incremento nell’industria (+0,1 punti percentuali) e di un decremento nei servizi (-0,1 punti percentuali).

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Fonte: Istat

Osservatorio sul precariato: i dati di agosto 2022

Osservatorio sul precariato: i dati di agosto 2022

L’Inps ha pubblicato i dati di agosto 2022 dell’Osservatorio sul precariato.

Le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati sono state 5.466.819, con un aumento del 19% rispetto allo stesso periodo del 2021 e una crescita di tutte le tipologie contrattuali. Nel dettaglio, sono state registrate 937.352 attivazioni per i contratti a tempo indeterminato, che hanno registrato la crescita più accentuata (+31%). Significativo è anche l’aumento delle diverse tipologie di contratti a termine: intermittenti, +28%; apprendistato, +20%; a tempo determinato, +19%; stagionali, +12%; somministrati, +7%. Dopo il 2015 non si era mai registrato, nei primi otto mesi dell’anno, un numero così elevato di assunzioni a tempo indeterminato.

Le trasformazioni da tempo determinato sono risultate 489.026, in fortissimo incremento rispetto allo stesso periodo del 2021 (+65%). Nello stesso periodo, le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo (76.902) risultano essere aumentate del 9% rispetto all’anno precedente. Nei primi otto mesi del 2022 l’insieme delle variazioni contrattuali a tempo indeterminato (da rapporti a termine e da apprendistato) ha raggiunto il livello massimo degli ultimi dieci anni, superando anche il precedente livello elevato registrato nel 2019.

Le cessazioni sono state 4.571.139, in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+28%) per tutte le tipologie contrattuali: intermittenti, +46%; stagionali, +33%; a tempo determinato, +28%; apprendistato, +27%; a tempo indeterminato, +24%; in somministrazione, +20%. Per le cessazioni a tempo indeterminato si tratta, con riferimento ai primi otto mesi dell’anno, del valore più elevato dell’ultimo decennio.

FOCUS RAPPORTI IN SOMMINISTRAZIONE

Nel corso dei primi otto mesi del 2022, rispetto al corrispondente periodo del 2021, le assunzioni in somministrazione sono aumentate per entrambe le tipologie contrattuali, in particolare sono state registrate 29.963 assunzioni a tempo indeterminato (+58%) e 651.561 a termine (+6%). Anche per le cessazioni si rileva un aumento per le due tipologie contrattuali, con andamento analogo alle assunzioni.

IL LAVORO OCCASIONALE

I lavoratori impiegati con Contratti di Prestazione Occasionale (CPO) ad agosto 2022 sono stati 12.712 (in diminuzione del 8% rispetto allo stesso mese del 2021). L’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 273 euro.

I lavoratori pagati con i titoli del Libretto Famiglia (LF) sono stati invece 8.976, in diminuzione del 9% rispetto a luglio 2021. L’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 166 euro.

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Fonte: INPS

Detassazione premi di produttività: disponibile il report aggiornato al 15 novembre 2022

Detassazione premi di produttività: disponibile il report aggiornato al 15 novembre 2022

È disponibile sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il Report sull’andamento dei premi di produttività, ricavato dalla procedura per il deposito telematico dei contratti aziendali e territoriali che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha attivato a seguito del Decreto Interministeriale 25 marzo 2016, relativo alla detassazione dei premi di produttività.

Il Report, con i dati aggiornati a martedì 15 novembre 2022, si compone di due parti: la prima fornisce l’indicazione della tendenza della misura e della sua diffusione territoriale; la seconda, invece, svolge il monitoraggio dei soli contratti “attivi”.

Alla data di chiusura del Report, i depositi di conformità compilati, redatti secondo l’articolo 5 del Decreto, sono stati 77.819. Dei 13.038 riferiti a contratti tuttora attivi, 10.342 si propongono di raggiungere obiettivi di produttività, 8.025 di redditività, 6.590 di qualità, mentre 1.549 prevedono un piano di partecipazione e 7.878 prevedono misure di welfare aziendale.

Prendendo in considerazione la distribuzione geografica delle aziende che hanno depositato i contratti – analizzata in base all’ITL competente – il 75% è concentrato al Nord, il 17% nelle regioni centrali e l’8% al Sud.

L’analisi per settore di attività economica, inoltre, evidenzia come il 60% dei contratti depositati sia riferito ai servizi, il 39% all’industria e l’1% all’agricoltura.

Per la consultazione integrale dei dati, scarica il report

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

ICMQ – Corso di Risk Analysis e Risk Management – 5 Dicembre 2022

La matrice dei rischi e il risk management per la progettazione e la gestione delle commesse così come richiesto negli appalti pubblici e privati

Il corso di 8 ore, organizzato da ICMQ, si terrà in modalità online il 5 dicembre.

Obiettivo generale del Corso di Risk Analysis e Risk Management, è la formazione di una figura professionale capace di ridurre il rischio di derive del progetto attraverso una tempestiva analisi dei rischi applicata all’attività progettuale e gestionale delle commesse di opere sia pubbliche che private. La formazione di tale figura professionale è la risposta alla richiesta del mercato del lavoro di figure più ricche di competenze tecnico-manageriali, in grado di individuare e valutare i rischi, nonché di sviluppare strategie per governare gli stessi nelle diverse fasi tecniche, economiche, finanziarie e amministrative del progetto. Il corso terrà conto della Norma UNI ISO 31000/2018.

Obiettivo specifico del Corso di Risk Analysis e Risk Management è la formazione di un nuovo professionista capace di inserirsi nelle fasi tecniche e gestionali del progetto e della commessa, in grado di identificare potenziali rischi e poterne mitigare i più pericolosi, trasformandoli, ove possibile, in un’opportunità, ma soprattutto ottimizzare attraverso queste analisi, le risorse per un miglior rendimento del progetto e dell’intero processo costruttivo.

Una figura professionale, quindi, con un taglio fortemente polivalente, tale da consentirle di comprendere accanto ai problemi della progettazione, della programmazione e della gestione, il loro impatto in termini di rischi tecnici, economici, finanziari e sociali. Tutto ciò permetterà di approcciare complessi processi progettuali, costruttivi, industriali, con particolare attenzione alle criticità realizzative, nonché anche per evitare possibili conflitti di interesse.

Le procedure, le metodologie e le tecniche di Risk Management apprese fanno sì che il partecipante possa gestire al meglio le attività progettuali e tutti i processi necessari per la realizzazione di un progetto/commessa o di un bene immobiliare o industriale. Il Risk Manager è in grado così di agire nell’ambito degli obiettivi prescelti e strategici, al fine di garantire il controllo della realizzazione del progetto e della migliore gestione della commessa.

Il Risk Management attiene alla metodologia finalizzata ad un’efficace individuazione e analisi dei potenziali rischi in cui si può incorrere durante la progettazione e/o la gestione delle commesse, per poter limitare dunque l’esposizione ai rischi medesimi.

La Risk Analysis permetterà oltre alla valutazione dei rischi anche la classificazione dei medesimi in base alla loro possibile gravità e frequenza, in modo da individuare la migliore politica per ottimizzare la loro gestione, e, ciò in linea con le possibilità e le capacità finanziarie disponibili; nonché la definizione delle misure di eliminazione o prevenzione dei rischi individuati in coordinamento con i tecnici coinvolti nel progetto/commessa e nella verifica dei risultati e in relazione al controllo nel tempo.

Iscrizione on line

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