Home Blog Pagina 363

ICMQ – Formazione a distanza: migliorare Salute e Sicurezza sul Lavoro con la UNI ISO 45001 – 28 novembre e 6 dicembre 2022

ICMQ formazione a distanza

Migliorare Salute e Sicurezza sul Lavoro con la Uni ISO 45001

28 novembre 2022 mattina e 6 dicembre 2022 pomeriggio

ICMQ organizza un corso che ha lo scopo di presentare ai partecipanti il contenuto della UNI ISO 45001, che ha sostituito la Bs Ohsas 18001, affinché si possa valutare l’applicazione ex novo della UNI ISO 45001, rendendo più concreta la possibilità di adottare un sistema unico e integrato per gestire qualità, ambiente e sicurezza.

Il 12 marzo 2018, dopo un iter di sviluppo durato 5 anni, è stata pubblicata la norma ISO 45001 che porta il tema della salute sicurezza sul lavoro nel mondo della normazione a livello globale. La struttura di base del nuovo standard è la High Level Structure comune ad altri sistemi di Gestione ampiamenti diffusi come la ISO 9001 e la ISo 14001.

Il corso ha lo scopo di presentare ai partecipanti il contenuto della ISO 45001. Oltre ai benefici legati alla prevenzione della salute e sicurezza sul lavoro (con conseguente abbattimento dei costi derivanti da malattie professionali, incidenti e infortuni) e a quelli organizzativi, quali, ottimizzazione delle risorse, migliore integrazione delle competenze e semplificazione dei processi (che comporta riduzione di incidenti grazie all’attenta pianificazione), le aziende che optano per una certificazione UNI ISO 45001 otterranno l’accesso a importanti opportunità finanziarie; quali: riduzioni sul premio assicurativo Inail, possibilità di usufruire di agevolazioni e contributi a fondo perduto per investimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro (requisito preferenziale), nonché benefici assicurativi in sede di gara d’appalto.

Prerequisiti – D.lgs 81.2008 Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul lavoro.

L’intervento di formazione è basato su una analisi specifica dei requisiti dello standard UNI EN ISO 45001:2018 (confrontati con quelli della OH SAS 18001:2007) e corredato da esempi e documentazione di supporto di taglio molto pratico ed operativo; e permetterà di acquisire elementi per valutare l’implementazione di un Sistema conforme alla UNI EN ISO 45001:2018; comprendere gli elementi ed i requisiti di base della norma e le modalità per la loro applicazione.

Scarica la locandina del corso

Accordi per l’innovazione, oltre 500 milioni per le imprese

Accordi per l’innovazione, oltre 500 milioni per le imprese

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha sbloccato 500 milioni di euro, a valere sul Fondo nazionale complementare al PNRR, per finanziare progetti di ricerca e sviluppo nell’ambito del secondo sportello dedicato agli Accordi per l’innovazione, la cui apertura è prevista il 31 gennaio 2023.

“È fondamentale rendere le nostre imprese più innovative e al passo con i tempi” dichiara il ministro Adolfo Urso “Dobbiamo facilitare l’azione delle imprese, incentivare lo sviluppo tecnologico, allargare la base produttiva e premiare il merito. Con la ricerca e l´innovazione possiamo tornare ad avere un ruolo propulsivo per invertire la tendenza recessiva e riattivare i meccanismi della crescita“.

A questo intervento, previsto dal decreto 14 novembre 2022, si potranno aggiungere ulteriori risorse a seguito della sottoscrizione, entro il 18 gennaio 2023, di Accordi quadro con Regioni e province autonome interessate.

Potranno beneficiare delle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione, anche in forma congiunta, che esercitano attività industriali, agroindustriali, artigiane o di servizi all’industria nonché attività di ricerca. Le imprese agricole potranno partecipare nell’ambito di progetti congiunti.

Tra i criteri di approvazione delle domande previsti per questo secondo sportello sono state introdotte alcune novità ovvero l’introduzione del divieto per un soggetto proponente di presentare più istanze in qualità di mono proponente o di soggetto capofila di un partenariato e l’ammissione in istruttoria delle domande non in ordine cronologico bensì in base alla posizione assunta nell’ambito di una specifica graduatoria di merito, nel caso in cui le risorse finanziarie disponibili non consentano l’accoglimento di tutte le domande presentate nello stesso giorno. La graduatoria di merito terrà conto degli aspetti economico-finanziari dei soggetti proponenti e dell’impatto del progetto.

A partire dal 17 gennaio 2023, nel sito internet di Mediocredito centrale (Soggetto attuatore), sarà possibile procedere con la compilazione guidata della domanda di agevolazione e della ulteriore documentazione.

Per maggiori informazioni

Fonte: MISE

Brescia apre “Mille occhi sulla città”

Brescia apre “Mille occhi sulla città”

Coinvolgere la rete di vigilanza privata nell’ottica di potenziare il controllo del territorio da parte delle Forze dell’Ordine. Con questo obiettivo è stata siglato ieri a Brescia in prefettura il protocollo “Mille occhi sulla città”. Firmatari dell’intesa il prefetto Maria Rosaria Laganà, il sindaco di Brescia Emilio del Bono, unitamente ai rappresentanti degli istituti di vigilanza: Axitea, Fidelitas, G4 Vigilanza, Sicurezza del cittadino srl, Sicuritalia, VCB Securitas P. A., Vedetta 2 Mondialpol, Vigilanza Group Soc. Coop.

Il protocollo prevede che, attraverso il NUE 112, potranno essere segnalati eventi particolari, tra i quali, a titolo esemplificativo: la presenza di mezzi di trasporto o di persone sospette; l’eventuale fuga di mezzi o persone dal luogo del delitto; veicoli rubati o abbandonati; la presenza di bambini, persone anziane, persone in stato confusionale o in evidente difficoltà; la presenza di ostacoli sulle vie di comunicazione.

Gli elementi informativi raccolti verranno condivisi, in via generale, con la sala operativa della questura nel caso di segnalazioni riguardanti il capoluogo di provincia e con la centrale operativa del comando provinciale dei Carabinieri negli altri casi. Per quanto riguarda, invece, i profili concernenti fattispecie potenziali illeciti economico-finanziari, gli stessi verranno inviati alla sala operativa del comando provinciale della Guardia di Finanza. Le informazioni che riguardano, invece, la sicurezza urbana, saranno comunicate alle centrali operative delle Polizie Locali.

Fonte: Ministero dell’Interno

ASSIV: perché non utilizzare le GPG per il “decreto anti-rave”?

ASSIV: perché non utilizzare le GPG per il “decreto anti-rave”?

di Maria Cristina Urbano

Di certo i primi provvedimenti assunti dal Governo Meloni non sono passati inosservati, neanche a noi di ASSIV. E la discussione politica che li ha seguiti non è sempre stata lucidissima. In primo luogo, per parlare di una norma, occorre averla ben presente. Pertanto vorrei iniziare questa mia riflessione riportando per intero l’articolo 5 (Norme in materia di occupazioni abusive e organizzazione di raduni illegali) del decreto-legge 31 ottobre 2022, ovvero il primo provvedimento del Governo Meloni:

1.     Dopo l’articolo 434 del Codice penale è inserito il seguente:

«Art. 434-bis (Invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica). – L’invasione di terreni o edifici per raduni pericolosi per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica consiste nell’invasione arbitraria di terreni o edifici altrui, pubblici o privati, commessa da un numero di persone superiore a cinquanta, allo scopo di organizzare un raduno, quando dallo stesso può derivare un pericolo per l’ordine pubblico o l’incolumità pubblica o la salute pubblica.
Chiunque organizza o promuove l’invasione di cui al primo comma è punito con la pena della reclusione da tre a sei anni e con la multa da euro 1.000 a euro 10.000.
Per il solo fatto di partecipare all’invasione la pena è diminuita.
È sempre ordinata la confisca ai sensi dell’articolo 240, secondo comma, del codice penale, delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato di cui al primo comma nonché di quelle utilizzate nei medesimi casi per realizzare le finalità dell’occupazione».

In merito a tale disposizione, l’inevitabile semplificazione giornalistica ha parlato di “decreto anti-rave”, la politica a sinistra ha urlato inorridita ad un provvedimento di stampo fascista, a destra ha argomentato che si tratta di una misura resasi necessaria dopo alcuni gravi episodi di cronaca, verificatisi negli ultimi mesi, di occupazione di terreni privati per organizzare feste a base di alcool e droghe. Esimi giuristi di ambo i campi si sono quindi scontrati a colpi di fioretto, in alcuni casi di ascia bipenne, per stabilire se una norma del genere fosse davvero necessaria, e non piuttosto un’inutile ridondanza rispetto fattispecie già presenti nel nostro ordinamento e per le quali le Forze dell’Ordine già possono ricorrere allo sgombro e alla forza, e se per tale materia si potesse o meno ricorrere alla decretazione d’urgenza ex art. 77 della Costituzione.

Lascio ai giuristi risolvere la questione. Da parte mia, invece, ritengo che la necessità del Governo fosse semplicemente quella di approvare immediatamente alcune norme identitarie, facilmente riconoscibili dal proprio elettorato di riferimento, ed ecco quindi il “decreto anti-rave”, l’irrigidimento sullo sbarco dei clandestini ad opera delle navi delle ONG, l’aumento al limite all’utilizzo del contante. La necessità, insomma, di segnare in maniera inequivocabile una discontinuità rispetto il passato. A dirla tutta, mi pare che sia più rilevante il messaggio in trama, che non la norma in sé.

Mi preme in proposito sottolineare un aspetto, come pure è stato fatto da quanti hanno precedentemente apprezzato il Governo Draghi perché a loro parere si caratterizzava per la stessa capacità: l’autorevolezza di un Governo non dipende sempre da cosa fa o non fa, piuttosto da quello che dà la sensazione che sarebbe disposto a fare in determinati frangenti e a determinate condizioni. A livello europeo, ad esempio, quando i Governi hanno dato la sensazione di essere disposti a trovare un accordo sul price cap al costo del gas, ne hanno determinato automaticamente un deprezzamento senza che fosse necessaria la norma.

Mi si obietterà che nel caso del Governo Meloni la norma è stata effettivamente approvata. È vero. Ma dovremmo spingere oltre il ragionamento, argomentando come forse non sia un caso che si tratti di una misura ridondante rispetto quanto già previsto dal nostro ordinamento, anche se assai raramente applicato, come a segnalare che da oggi in poi quel reato sarà punito ex lege, che non si sarà più disposti a chiudere un occhio, una sorta di “avviso ai naviganti”. Ad ogni modo la rinnovata attenzione al tema della sicurezza, in tutte le sue declinazioni, ci lascia sperare che il Governo Meloni non voglia lasciare inutilizzate le enormi risorse professionali ed imprenditoriali rappresentate dalla Vigilanza Privata. L’auspicio di ASSIV è che si voglia costruire un sistema-sicurezza Paese moderno ed efficiente, anche grazie all’impiego delle Guardie Particolari Giurate (GPG) per tutti quei servizi sussidiari e complementari alle Forze dell’Ordine che possono essere espletati efficacemente dal privato in sinergia con il pubblico, a vantaggio della collettività. Perché non ripartire da qui, dall’utilizzo delle GPG per il “decreto anti-rave”?

Leggi l’articolo su S News