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Imprenditoria femminile: Mise, 200 milioni per misure Imprese ON e Smart&Start

Imprenditoria femminile: Mise, 200 milioni per misure Imprese ON e Smart&Start

Dal 19 maggio la presentazione delle domande

A sostegno dell’imprenditoria femminile il Ministero dello sviluppo economico ha rifinanziato con 200 milioni di euro le misure agevolative Imprese ON (Oltre Nuove Imprese a Tasso zero), a supporto della creazione di piccole e medie imprese e auto imprenditoria, e Smart&Start, a supporto di startup e PMI innovative, destinando per ciascuna linea di intervento 100 milioni di euro.

Si completa così il quadro di interventi previsti nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che ha stanziato per le misure in favore della creazione, sviluppo e consolidamento di imprese guidate da donne un ammontare complessivo di 400 milioni di euro.

Con la circolare pubblicata oggi il Mise dispone che, a valere su queste risorse, a partire dal  prossimo 19 maggio potranno essere presentate le domande per le agevolazioni previste da Imprese ON e Smart&Start. Sarà inoltre possibile finanziare anche i progetti già presentati dal 1 febbraio 2020 che rispettino i requisiti indicati dal PNRR.

Per le misure Imprese ON e Smart&Start sono previste agevolazioni con finanziamenti a tasso zero e contributi a fondo perduto.

Riguardo al Fondo impresa femminile sempre il 19 maggio alle ore 10 verrà aperto lo sportello online per l’invio delle domande di incentivo relative a nuove imprese o costituite da meno di 12 mesi.

Per maggiori informazioni

Fonte: MISE

Smart working: “ok” a norma su proroga per lavoratori fragili

Smart working: “ok” a norma su proroga per lavoratori fragili

Approvato in Commissione Affari Sociali alla Camera dei Deputati l’emendamento, fortemente sostenuto dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando, che proroga al 30 giugno il regime di tutela per i lavoratori fragili (diritto allo smart working per tutti i fragili e per specifiche categorie di fragili, ove non sia possibile svolgere lavoro in modalità agile, equiparazione al ricovero ospedaliero), in sede di esame del disegno di legge di conversione al decreto-legge n. 24 del 2022 (Covid riaperture).

Prorogato inoltre il diritto allo smart working anche per i genitori di figli con fragilità, nonché, fino al 31 agosto, le modalità di comunicazione semplificata per lo smart working per tutti i lavoratori del settore privato.

Il Decreto è ora all’esame del Senato.

Qui il testo del Decreto legge 24 marzo 2022, n. 24: Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell’epidemia da COVID-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza

Qui il dossier di documentazione parlamentare

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

Assiv, Urbano: Decreto Formazione aspiranti GPG. Una versione che non convince

Speakers on the stage with Rear view of Audience using the technology laptop for shot note in the conference hall or seminar meeting, business and education concept

Assiv, Urbano: Decreto Formazione aspiranti GPG. Una versione che non convince

A valle di un processo avviato da più di 8 anni, negli ultimi mesi il Ministero dell’Interno sembra essere arrivato ad una quadra relativamente all’emanazione del cosiddetto “Decreto Formazione” per le aspiranti Guardie Particolari Giurate.
Se da un lato questa è da accogliere come una buona notizia, dall’altro le bozze che sono state trasmesse alle parti sociali, siano esse organizzazioni datoriali o sindacali, pongono gravi interrogativi, che sono stati evidenziati in diversi incontri avuti nelle ultime settimane.

Ma andiamo con ordine. Nel 2014, con D.Lgs.28 gennaio, n. 8, art. 11, comma 3, si è modificato il secondo comma dell’art.138 Tulps, che adesso così recita:

“Il ministro dell’Interno con proprio decreto, da adottarsi con le modalità individuate nel regolamento per l’esecuzione del presente testo unico, sentite le regioni, provvede all’individuazione dei requisiti minimi professionali e di formazione delle guardie particolari giurate. Costituisce requisito minimo, di cui al primo periodo, l’avere prestato servizio per almeno un anno, senza demerito, quale volontario di truppa delle Forze Armate”.

Sulla base di questo inciso, si sta quindi costruendo il percorso obbligatorio per l’assunzione da parte degli Istituti di Vigilanza Privata delle Guardie Giurate. Fin qui nulla di male.
Le criticità emergono nel momento in cui il decreto in emanazione contiene al suo interno dettami che impediscono agli IVP di ricorrere al libero mercato del lavoro per l’assunzione di under 35, se non dopo avere escusso, con una procedura farraginosa quanto ancora oscura nella sua declinazione, la possibilità di assumere ex militari. Lo snodo cruciale è al comma 4 dell’art. 3 della bozza del DM, ove si legge testualmente che chi intende procedere all’assunzione di GPG con età inferiore a 35 anni deve richiedere “preventivamente, al ministero della Difesa – Segretariato generale di verificare nel registro istituito […] la disponibilità dei volontari nonché di inviare i nominativi dei medesimi volontari […] in base alla disponibilità dichiarata dai volontari congedati. Entro 20 giorni dalla ricezione della richiesta il ministero della Difesa – Segretariato generale fornisce riscontro, anche se negativo, alla prefettura competente per la nomina a guardia particolare giurata e ai soggetti richiedenti. In caso di riscontro positivo, i soggetti richiedenti convocano i volontari segnalati ai fini delle ulteriori selezioni ed eventuali assunzioni. […] In caso di riscontro negativo […] i soggetti richiedenti possono convocare per la selezione candidati diversi”.

Speakers on the stage with Rear view of Audience using the technology laptop for shot note in the conference hall or seminar meeting, business and education concept

Si tratta a tutti gli effetti di una prelazione all’assunzione degli ex volontari di truppa, obbligando quindi un settore come il nostro, basato su un negozio di tipo privatistico, ad attingere ad una determinata offerta di lavoro proveniente dal sistema pubblico. Con tempi lunghi, tre settimane-un mese (il silenzio assenso da parte della Difesa è di 30 giorni), prima di potersi rivolgere al mercato. Per non parlare poi, e qui ne va della necessaria relazione positiva che si deve sviluppare tra datore di lavoro e dipendente, dell’assenza di tutela nei confronti di coloro i quali, non rispondendo in precedenza ai requisiti cogenti del DM Formazione in discussione, perdono il posto di lavoro per situazioni assai diffuse oggi come il cambio appalto.  

Il coinvolgimento della Difesa nel percorso di assunzione delle aspiranti GPG da parte degli IVP, derivante dal comprensibile obiettivo (della Difesa) di agevolare l’inserimento degli ex militari nel mondo del lavoro in impieghi affini a quelli che hanno indirizzato verso la scelta di arruolarsi in ferma prefissata di un anno o di quattro anni (VFP1 – volontari in ferma prefissata di un anno e VFP4 – volontari in ferma prefissata di 4 anni), è un punto di discussione da tempo all’attenzione del dicastero e non è un caso quindi che negli anni passati varie associazioni di categoria (fra cui anche ASSIV) abbiano sottoscritto protocolli di intesa per agevolare, tramite l’Ufficio per il sostegno alla ricollocazione professionale dei volontari congedati, l’inserimento di ex volontari nel mondo della sicurezza privata.

Ma un conto è un costruttivo ed utile dialogo tra le parti in causa, un altro una vera e propria prelazioneSenza peraltro alcun tipo di beneficio se, come sembra, scelte le aspiranti GPG nel modo sopra descritto, anche i volontari del ministero della Difesa dovranno comunque frequentare i corsi di formazione per l’attribuzione della qualifica.

Riassumendo quindi: una realtà pubblica obbliga una realtà privata ad assumere, se vuole un giovane, in via preferenziale una persona da lei già formata, la quale deve tuttavia essere formata nuovamente. Astenersi da ulteriori commenti.

Se non un’ultima considerazione: il testo dell’inciso che novella il 138 Tulps significa, dal nostro punto di vista, che costituisce requisito minimo di formazione per l’aspirante GPG (formazione che si dà quindi per già assunta) l’aver prestato servizio come volontario di truppa per almeno un anno senza demerito. Da qui a voler interpretare come un obbligo ad assumere, con ulteriori lacci e lacciuoli, ce ne corre. 

a cura di Maria Cristina Urbano, Presidente ASSIV

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Istat: la produzione industriale a marzo 2022

Istat: la produzione industriale a marzo 2022

A marzo il valore dell’indice destagionalizzato della produzione industriale rimane immutato rispetto a quello di febbraio mentre il primo trimestre dell’anno si conclude con una flessione congiunturale dello 0,9%.


In termini tendenziali, al netto degli effetti di calendario, la dinamica resta positiva sia nel mese di marzo (+3,0% rispetto a un anno prima), sia nel complesso del primo trimestre, in aumento dell’1,3% rispetto ai primi tre mesi del 2021.

Ad esclusione dei beni intermedi, tutti i principali settori di attività crescono sia su base mensile sia in termini tendenziali. Su base annua gli incrementi più ampi riguardano i beni di consumo e l’energia.

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Fonte: ISTAT