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Smart working nel settore privato, raggiunto l’accordo tra governo e parti sociali

Smart working nel settore privato, raggiunto l’accordo tra governo e parti sociali

E’ stato raggiunto l’accordo con le parti sociali sul Protocollo Nazionale con le linee di indirizzo per la contrattazione collettiva sul lavoro agile nel settore privato. Si tratta del secondo provvedimento in Europa di disciplina dello smart working.

Con queste parole il ministro Andrea Orlando commenta a margine, l’incontro avvenuto ieri con le parti sociali:

“Il lavoro agile, il cosiddetto smart working, è cresciuto molto durante la pandemia, ma al di là dell’emergenza sarà una modalità che caratterizzerà il lavoro in futuro, anche nella quotidianità, nella normalità che speriamo di riconquistare il più presto possibile. Per questo abbiamo voluto raggiungere un accordo con tutte le parti sociali, che disciplinasse i nuovi problemi che questa modalità organizzativa del lavoro pone.

È arrivata la firma di tutti i presenti al tavolo, di tutte le forze sindacali e imprenditoriali. Il Protocollo che indirizzerà la contrattazione collettiva, definisce alcuni punti saldi: il diritto alla disconnessione, quindi al riposo dei lavoratori, il diritto a vedere garantiti alcuni trattamenti che vengono assicurati con il lavoro ordinario, il diritto alla sicurezza, le modalità attraverso le quali garantire la sicurezza dei dati che vengono utilizzati. Tutti elementi di grande rilevanza e importanza che sono stati disciplinati attraverso il metodo del dialogo sociale, attraverso la convergenza di posizioni diverse che sono arrivate a definire un quadro che potrà essere la base anche eventualmente per interventi normativi e, sicuramente, il punto di partenza per la contrattazione.

Credo sia un fatto positivo perché fornisce una risposta a delle domande che si sono poste in questi mesi, ma credo anche che sia un metodo da proseguire e riutilizzare. 

Di fronte alle sfide importanti che abbiamo davanti è davvero importante creare il massimo della coesione, dell’unità della convergenza degli interessi in vista di un equilibrio che corrisponde all’interesse di carattere generale. Questo lavoro è andato nella giusta direzione, io credo che sia la direzione che dobbiamo continuare a seguire”. 

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Protocollo nazionale sul lavoro in modalità lavoro agile

Protocollo nazionale sul lavoro in modalità lavoro agile (bozza)

Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

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Per licenziamento giusta causa e g.m.o. non è vincolante la tipizzazione contenuta nel CCNL

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Per licenziamento giusta causa e g.m.o. non è vincolante la tipizzazione contenuta nel CCNL che costituisce uno dei parametri con cui il giudice può effettuare un accertamento sulla gravità della condotta rispetto alle sanzioni

Corte di Cassazione, sentenza 12 novembre 2021, n. 33811

Riapertura termini CIG, istruzioni per l’uso

Riapertura termini CIG, istruzioni per l’uso

Arrivano da Fondazione Studi le prime indicazioni operative per la gestione delle istanze relative a domande di CIG Covid-19 inerenti periodi temporali decaduti al 30 settembre 2021. L’approvazione dell’emendamento al Ddl di conversione del decreto fiscale, che introduce l’articolo 11-bis nel testo del provvedimento all’esame del Senato, riapre la possibilità di recuperare entro il 31 dicembre 2021 eventuali domande di accesso agli ammortizzatori emergenziali e l’invio dei dati necessari per il conguaglio, il pagamento o per il saldo delle stesse scaduti tra il 31 gennaio e il 30 settembre 2021.

Nell’approfondimento 2 dicembre 2021 si chiariscono quindi tempi e modalità con cui gestire gli adempimenti attraverso una serie di casistiche e le relative risoluzioni: dal SR41/Uniemens CIG tardivo nel caso di provvedimento di concessione notificato prima del termine di scadenza ordinario al caso di una domanda di cassa integrazione con unità produttiva errata fino al recupero di una domanda con numero di ore inferiori rispetto a quelle di effettiva riduzione o sospensione dell’attività lavorativa.

Leggi l’approfondimento

Fonte: Fondazione Studi Consulenti del Lavoro