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CONFINDUSTRIA: Congiuntura Flash – Venti contrari da dollaro e incertezza: industria volatile, export debole, investimenti dal PNRR

Economia quasi ferma. Il prezzo del petrolio non scende più, il dollaro debole compromette l’export, i casi di Venezuela e Groenlandia alimentano l’incertezza che in Italia spinge le famiglie a risparmiare frenando i consumi. In positivo agisce l’ultima accelerazione sul PNRR, la riduzione dei tassi sovrani, la risalita del credito. L’industria resta volatile, gli investimenti sono l’unica spinta per il PIL.

Risalgono i prezzi di petrolio e gas. Si inverte a inizio 2026 il trend al ribasso del prezzo del petrolio: 65 dollari al barile medi a gennaio (picco a 69), da 63 a dicembre. La ragione è l’attacco USA in Venezuela, un produttore marginale (meno dell’1% del greggio mondiale) ma con le maggiori riserve al mondo. Anche il prezzo del gas non scende più (33 euro/MWh, da 28), su livelli più che doppi rispetto al 2019.

Tassi in calo, spread più stretti. A gennaio il rendimento dei BTP cala di poco e finisce sotto a quello dei titoli francesi: 3,45% in media in Italia (da 3,50%), 3,47% in Francia (da 3,49%); sebbene ancora sopra a quelli spagnoli (3,21%). Continua a salire piano piano il rendimento del Bund in Germania, (2,97%, da 2,95%) e quindi gli spread si restringono: Spagna +24 punti base, Italia +48, Francia +50.

BCE e FED in pausa. L’inflazione è moderata (+1,9% a dicembre nell’Eurozona, +1,2% in Italia) e i tassi BCE sono attesi fermi (2,00%). I mercati, per la seduta di fine gennaio, si aspettano una pausa della FED, dopo tre tagli dei tassi USA (3,75% a dicembre): l’attesa di altri due tagli è slittata tra giugno e dicembre 2026. Il dollaro resta molto svalutato sull’euro: 1,17 a gennaio (+13% in un anno).

Investimenti in espansione. Alcuni indicatori confermano la fase positiva degli investimenti in impianti-macchinari e in costruzioni nel 4° trimestre: il valore dei contratti di leasing (fonte Assilea) è aumentato del 15,2% annuo per l’acquisto di beni strumentali, del 15,7% per le costruzioni. Anche il credito bancario cresce, sebbene il costo per le imprese italiane non scenda più (3,52% a novembre, sui livelli di luglio). A dicembre, però, si è ridotta la fiducia delle imprese di beni strumentali e di costruzioni.

Consumi frenati dal risparmio precauzionale. I dati del 3° trimestre sul reddito totale delle famiglie sono incoraggianti (+1,8%). Tuttavia, la propensione al risparmio, causa incertezza, fa un balzo da record (11,4% da 9,9%), tenendo a freno i consumi, che crescono solo di +0,1%. A novembre le vendite al dettaglio sono aumentate (+0,6% in volume) e a dicembre sono cresciuti anche gli acquisti di auto. Il numero di occupati, nonostante la lieve riduzione nell’ultimo mese, resta su un trend di espansione.

Servizi: crescita frenata. A dicembre l’HCOB-PMI (51,5 da 55,0), pur restando in zona espansiva, indica un affievolimento del ritmo di espansione alla fine del 4° trimestre. Invece, la fiducia delle imprese del settore è aumentata a fine anno e cresce la spesa dei turisti stranieri (+7,3% tendenziale a novembre).

Industria volatile anche a fine 2025. A novembre la produzione industriale recupera, dopo il calo di ottobre (+1,5% da -1,0%), determinando una variazione acquisita nel 4° trimestre di +1,0%. In dicembre, però, il PMI torna in area recessiva, dopo il buon dato del mese precedente (47,9 da 50,6) e anche la fiducia delle imprese industriali nei mesi finali del 2025 ha seguito un profilo simile in sali-scendi.

L’export resta debole. L’export italiano di beni ha registrato una crescita marginale a novembre (+0,2% a prezzi costanti), dopo il crollo in ottobre (-3,1%). Tra le destinazioni: resta debole la Germania, rallenta la Francia, cadono UK e Turchia, virano in negativo anche gli USA; positivi invece alcuni mercati UE (Spagna, Belgio, Austria) e asiatici (India, Giappone). Negative le prospettive a fine anno, secondo gli ordini manifatturieri esteri, a causa di tensioni e incertezza che frenano le filiere internazionali.

Eurozona: crescita debole. A novembre la produzione industriale è risalita in Germania, cresciuta in Spagna (+0,9%), contratta in Francia (-0,2%); a dicembre, però, il PMI è sceso nei tre paesi, restando espansivo solo in Francia (50,7). Nei servizi, il PMI è espansivo per tutti, calando poco in Germania e Francia, salendo in Spagna. Nell’area, a dicembre calano appena la fiducia e le attese sull’occupazione.

USA: PIL meglio del previsto. La FED a dicembre ha rivisto al rialzo le previsioni sulla crescita USA: +2,3% nel 2026 (da +1,8%), +2,0% nel 2027 (da +1,9%). Il PIL nel 3° trimestre 2025 è cresciuto più delle attese (+1,1%), per il contributo dei consumi (+0,6%), dell’export netto (+0,4%) e, in minor misura, della spesa pubblica (+0,1%). Bene la produzione industriale a dicembre (+0,4%), ma i PMI manifatturieri e la fiducia dei consumatori segnalano un possibile rallentamento (temporaneo) nel 4° trimestre.

Cina: centrato l’obbiettivo di crescita. Il PIL viaggia al +5,0% nel 2025, seppure restino fattori di rallentamento. La crescita è sostenuta soprattutto dall’export, ancora in accelerazione a dicembre (+6,6% annuo, da +5,9% di novembre). Timidi segnali di ripartenza dall’industria (+5,2% da +4,8%), che trovano conferma nel PMI (50,1 da 49,9). Il freno resta la debolezza della domanda interna (vendite al dettaglio al +0,9%, dato peggiore dal 2022), sfavorita anche dalla popolazione in contrazione da 4 anni.

Le tensioni gonfiano l’oro, non fermano la Borsa

Ai massimi il prezzo dell’oro. L’oro tipicamente registra rialzi marcati nei momenti di crisi economica, rappresentando il bene rifugio per eccellenza perché considerato asset privo di rischio. Fino ad aprile 2025 sulla scia degli annunci di dazi e poi da agosto con l’aggravarsi delle tensioni internazionali, il prezzo è salito rapidamente, superando i 4.000 dollari l’oncia nei mesi finali e toccando un picco di 4.700 dollari a gennaio 2026. Lo stesso è già avvenuto a cavallo di shock recenti, pur su valori meno elevati: durante la pandemia nel 2020 l’oro ha sfiorato i 2.000 dollari; nel 2022-2023, con la guerra in Ucraina, i prezzi sono risaliti poco oltre quei livelli.

Colpa di alta volatilità o incertezza? L’indice VIX, una misura dell’incertezza economica, è salito al picco di 24,7 nell’aprile 2025, ancora più basso dei valori toccati nel 2020 e 2022. A fine 2025 e inizio 2026, invece, non mostra nuovi picchi. Il VIX misura la volatilità implicita del mercato azionario USA, cioè quanto le quotazioni sono incerte. Questo indice ha mostrato nei recenti shock una alta correlazione con il prezzo dell’oro, legata al rischio percepito dagli investitori: in periodi di forte instabilità, il VIX raggiunge il picco, indicando un contesto incerto tra gli operatori di mercato; proprio in queste fasi, cresce la propensione degli investitori a cercare sicurezza nell’oro. Oggi invece, l’oro è ai massimi, il VIX no (ma altri indici di incertezza si). È in gioco, dunque, qualche altro fattore.

Sfiducia negli USA. La recente perdita di fiducia verso gli USA origina dalle politiche commerciali adottate, dai dubbi sulla sostenibilità del debito (salito al 120% del PIL nel 2025), dalle tensioni geopolitiche con altri paesi, dalle pressioni interne sulla FED. Questi fattori hanno innescato vendite dei titoli pubblici USA (in dollari), causando l’aumento dei rendimenti dei Treasuries (sui decennali al 4,29% nel 2025, da 2,40% medio nel 2010-2019). Sul fronte valutario, la “fuga dagli USA” ha indebolito il dollaro rispetto all’euro: a gennaio 2026 la svalutazione è del 13% su gennaio 2025 (1,17 dollari per euro già a luglio, da 1,04).

Prezzi di Borsa su un trend positivo. Dal 2025 non sembra esserci una fuga da asset rischiosi come le azioni, ma piuttosto una penalizzazione delle quotazioni USA rispetto a quelle del Vecchio Continente, che rientra nel fenomeno di sfiducia verso gli asset americani. Infatti, nel corso del 2025 la Borsa USA è salita, ma decisamente meno di quelle europee: +14,0%, rispetto a +20,0% in Germania e addirittura +28,4% in Italia, che invece storicamente mostrava performance più deboli. A gennaio 2026 queste dinamiche relative proseguono: +0,9% mensile sull’S&P-500, molto meno del +3,3% a Milano e +3,7% a Francoforte. Di recente, come effetto degli annunci sulla Groenlandia, si nota nei dati giornalieri qualche moderata flessione rispetto ai picchi toccati a inizio gennaio (circa -2/3% sia negli USA che in Europa); ma è poco per dire che questo significhi un’inversione di tendenza, o rientra invece nelle tipiche oscillazioni intorno al trend di aumento.

Lontano dalle regolarità tradizionali. Le storiche correlazioni sui mercati finanziari prevedevano che, al salire del prezzo dell’oro come rifugio dal rischio, scendessero i rendimenti dei bond e calassero i prezzi delle azioni. Il trend del 2025 e di inizio 2026 rappresenta, dunque, un chiaro disaccoppiamento rispetto a queste regolarità passate. Il picco odierno dell’oro va spiegato soprattutto con la sfiducia verso gli USA: dagli ultimi mesi del 2025 si vendono asset USA e con tali risorse si compra oro (in dollari), con effetto nullo sul cambio. Contribuiscono gli aumenti “straordinari” di riserve auree di alcune banche centrali (Polonia, Brasile, India).

Impatto favorevole sulle imprese italiane. I fattori oggi in gioco lasciano alle Borse europee la possibilità di crescere di più e ciò rende relativamente più facile il finanziamento tramite azioni per le aziende italiane o tedesche. Le risorse che le imprese possono reperire sui mercati azionari sono importanti per finanziare gli investimenti, in una fase in cui l’autofinanziamento si è assottigliato per il calo dei margini e il canale bancario si è risvegliato da poco. Ciò riguarda anche le piccole e medie aziende, grazie alle riforme realizzate in Italia dopo il credit crunch del 2011-2012, in particolare la creazione del mercato dedicato AIM (ora EGM), con costi ridotti, procedure semplificate, agevolazioni fiscali, che hanno consentito la quotazione di 184 PMI.

Fonte: Confindustria

TFR: le novità della Legge di Bilancio 2026 sul meccanismo del silenzio-assenso

La Legge di Bilancio 2026 introduce importanti novità sul meccanismo del silenzio-assenso per la destinazione del trattamento di fine rapporto, con interventi che incidono sia sulla previdenza complementare sia sugli obblighi di versamento del TFR al Fondo Tesoreria Inps.

Lo studio della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro analizza le modifiche normative, tra cui l’adesione automatica ai fondi pensione per i neoassunti del settore privato dal 1° luglio 2026 e l’ampliamento, dal 1° gennaio 2026, della platea delle imprese obbligate al versamento del TFR al Fondo Tesoreria INPS.

Fonte: Fondazione Consulenti del Lavoro

Giuseppe Mastromattei: dati, percezione e fiducia nella sicurezza

Perché la percezione di insicurezza cresce anche in presenza di dati sui reati in calo? È da questa domanda che prende le mosse il nuovo episodio del Punto Podcast ASSIV, registrato in occasione di Sicurezza 2025 – Fiera Milano.

Ospite della puntata è Giuseppe Mastromattei, Risk, Security e Innovation Strategist, membro del direttivo AIPSA con delega alla vigilanza privata, che propone una lettura articolata del fenomeno, andando oltre i numeri.

Dati, percezione e narrazione dell’insicurezza

Nel corso dell’intervista, Mastromattei sottolinea come i dati “grezzi”, se non correttamente analizzati e contestualizzati, possano produrre l’effetto opposto rispetto a quello auspicato: alimentare paura invece che rassicurare.
A incidere sulla percezione della sicurezza concorrono infatti diversi fattori: il ruolo dei media e dei social network, la narrazione della cronaca, la velocità con cui circolano le informazioni e il livello di fiducia – o sfiducia – nei confronti delle forze dell’ordine e degli operatori della sicurezza privata.

Aggressioni, baby gang e senso di impotenza

La conversazione affronta anche temi concreti e attuali, come le aggressioni a guardie giurate e addetti alla sicurezza, il fenomeno delle baby gang e dei cosiddetti “maranza”, nonché la crescente difficoltà, per i cittadini, di intervenire o anche solo segnalare situazioni di rischio, per timore di conseguenze personali.
Ne emerge il rischio di una indifferenza crescente, che indebolisce il tessuto sociale e la capacità collettiva di prevenire i fenomeni di degrado.

Sicurezza partecipata: dal dato alla conoscenza

Secondo Mastromattei, la risposta non può essere solo repressiva o emergenziale. Centrale è il concetto di sicurezza partecipata, basata sulla collaborazione tra settore pubblico, sicurezza privata e cittadini.
Condividere informazioni, trasformare i dati in conoscenza e utilizzarli per decisioni più efficaci significa rafforzare la prevenzione e ricostruire fiducia, valorizzando il ruolo degli operatori della sicurezza come presidio qualificato del territorio.

Il podcast si inserisce nel percorso di approfondimento promosso da ASSIV, con l’obiettivo di stimolare un dibattito consapevole sui temi della sicurezza reale e percepita, sempre più centrali nel contesto sociale attuale.

Bodycam nella vigilanza privata: confronto ASSIV–imprese tra innovazione, tutela e regole

Nel corso della manifestazione Sicurezza 2025 ASSIV ha promosso, in collaborazione con S News, un importante momento di confronto dedicato all’impiego delle bodycam nel settore della sicurezza privata.

L’incontro ha rappresentato un’occasione di approfondimento su un tema di crescente attualità, che coinvolge aspetti tecnologici, organizzativi, giuridici e di tutela sia degli operatori sia dei soggetti ripresi.

I relatori

Al talk hanno preso parte rappresentanti del mondo associativo, professionale e imprenditoriale:

  • Maria Cristina Urbano, Presidente ASSIV
  • Tommaso Coretto, Avvocato, esperto in protezione dei dati personali
  • Valerio Rositani, Cofondatore BlueGuardian
  • Andrea Forte, General Manager Forte Secur Group

Il confronto è stato moderato da Monica Bertolo, Direttore di S News.

Le bodycam come strumento di supporto operativo

Nel dibattito è emerso come le bodycam possano costituire un valido strumento di supporto all’attività delle guardie giurate, contribuendo alla prevenzione dei conflitti, alla documentazione degli interventi e alla maggiore trasparenza operativa. È stato tuttavia ribadito che il loro utilizzo deve avvenire all’interno di regole chiare e condivise, evitando approcci estemporanei.

Profili normativi e tutela dei dati personali

Particolare attenzione è stata dedicata ai profili normativi e di protezione dei dati personali, con un focus sugli obblighi derivanti dal GDPR, sulla corretta individuazione delle basi giuridiche del trattamento e sugli adempimenti in ambito giuslavoristico.

È stato sottolineato come l’introduzione delle bodycam richieda una valutazione preventiva strutturata, capace di tenere insieme esigenze di sicurezza, tutela dei lavoratori e diritti delle persone riprese.

Tecnologia, innovazione e casi applicativi

Nel corso dell’incontro sono stati illustrati anche gli sviluppi tecnologici più recenti in ambito bodycam, inclusi i sistemi di gestione delle immagini e le prospettive legate all’evoluzione digitale del settore.

È stata inoltre condivisa l’esperienza di Forte Secur Group, che ha presentato un caso applicativo concreto, evidenziando come l’adozione delle bodycam possa inserirsi in un modello organizzativo strutturato e conforme al quadro normativo.

Le linee guida ASSIV

Nel corso del talk è stato inoltre presentato il Quaderno ASSIV dedicato alle bodycam, contenente linee guida operative volte a fornire alle imprese indicazioni chiare su:

  • il quadro normativo di riferimento;
  • i presupposti giuridici e giuslavoristici per l’adozione delle bodycam;
  • gli assetti organizzativi e procedurali necessari;
  • le modalità di utilizzo degli strumenti e di gestione delle immagini;
  • i rapporti con lavoratori, clienti e Autorità competenti.

Le imprese interessate possono richiedere una copia del Quaderno scrivendo a [email protected]:

L’iniziativa conferma l’impegno di ASSIV nel supportare le imprese associate nell’adozione consapevole delle nuove tecnologie, promuovendo innovazione responsabile e tutela degli operatori.

Buona visione!