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CCNL e retribuzioni contrattuali: a dicembre 2020 invariate su quelle di novembre e +0.6% su dicembre 2019

Istat, CCNL e retribuzioni contrattuali: a dicembre 2020 invariate su quelle di novembre e +0.6% su dicembre 2019

L’incertezza derivante dall’emergenza sanitaria, nel corso del 2020, ha determinato un marcato rallentamento dei processi negoziali, registrando alla fine dell’anno solo otto accordi di rinnovo, meno di un quinto degli oltre cinquanta contratti scaduti a inizio anno.


La quota di dipendenti in attesa di rinnovo non è mai scesa sotto l’ottanta per cento e la dinamica retributiva, che ha fatto registrare una variazione dello 0,6%, appare in deciso rallentamento rispetto al – modesto – incremento dell’anno precedente.
La crescita delle retribuzioni è stata sostanzialmente stabile per il settore privato, mentre è progressivamente diminuita, fino ad annullarsi nel secondo semestre dell’anno, per il pubblico impiego.

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Fonte: Istat

Istat: nel IV trimestre 2020 il PIL a -2,0% sul III trimestre 2020, a -6,6% sul IV trimestre 2029

Istat: IV trimestre 2020 il PIL a -2,0% sul III trimestre 2020, -6,6% sul IV trimestre 2029

L’economia italiana registra, dopo il robusto recupero del terzo trimestre, una nuova contrazione nel quarto a causa degli effetti
economici delle nuove misure adottate per il contenimento dell’emergenza sanitaria. Tale risultato determina un ampliamento
del calo tendenziale del Pil: da -5,1% del trimestre precedente a -6,6%.

La stima preliminare che ha, come sempre, natura provvisoria, dal lato dell’offerta riflette soprattutto un netto peggioramento della congiuntura dei servizi, a fronte di una contrazione di entità limitata dell’attività industriale.

Fonte: Istat

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COVID-19: la vigilanza sulla applicazione dei protocolli anticontagio

Punto Sicuro, COVID-19: la vigilanza sulla applicazione dei protocolli anticontagio

Un intervento al convegno dBA2020 si sofferma sulle esperienze di vigilanza nei luoghi di lavoro con particolare riferimento agli esiti della vigilanza sulla applicazione dei protocolli anticontagio.

di Tiziano Menduto

MISE: Al via il Fondo per la salvaguardia delle imprese e dei lavoratori

MISE: Al via il Fondo per la salvaguardia delle imprese e dei lavoratori

Dal 2 febbraio la presentazione online delle domande a Invitalia. 300 milioni di euro a disposizione

A partire dalle ore 12 del 2 febbraio 2021 potranno essere presentate allo sportello online dedicato le domande di accesso al Fondo salvaguardia imprese, che acquisisce partecipazioni dirette di minoranza nel capitale di rischio di imprese in difficoltà economico-finanziaria.

Le aziende che si candidano dovranno proporre un piano di ristrutturazione per garantire la continuità di impresa e salvaguardare l’occupazione, attivando capitali a sostegno dell’attuazione del piano stesso.

Il Fondo, fortemente voluto dal Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli e dalla Sottosegretaria Alessandra Todde, è stato istituito con una dotazione di 300 milioni di euro per trovare soluzioni alle crisi aziendali attraverso nuovi processi di ristrutturazione e fronteggiare le conseguenze del Covid sul tessuto produttivo del Paese.

La gestione della misura è affidata a Invitalia, che effettua l’operazione di investimento unitamente e contestualmente a:

  • investitori privati indipendenti che apportino almeno il 30% delle risorse previste (nel caso di operazioni a favore di imprese in difficoltà non ai sensi degli orientamenti comunitari);
  • all’impresa proponente e/o ad altri investitori che garantiscano un contributo proprio pari ad almeno il 25% per le piccole imprese, 40% medie imprese e 50% grandi imprese (nel caso di operazioni a favore di imprese in difficoltà ai sensi degli orientamenti comunitari).

L’intervento complessivo per ogni singola operazione non potrà superare i 10 milioni di euro. La durata della partecipazione sarà di 5 anni con condizioni per l’exit definite già nell’operazione di investimento.

Le imprese che intendono richiedere l’accesso al Fondo devono aver prioritariamente avviato un confronto presso la struttura per la crisi d’impresa del Ministero dello Sviluppo economico, soddisfacendo inoltre almeno una delle seguenti condizioni:

  • essere titolari di marchi storici di interesse nazionale;
  • essere società di capitali con numero di dipendenti superiore a 250;
  • detenere beni e rapporti di rilevanza strategica per l’interesse nazionale, indipendentemente dal numero degli occupati.

Per maggiori informazioni

Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico