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INAIL: Riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione: anno 2021

INAIL: Riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione: anno 2021

Entro il 1° marzo 2021 deve essere inoltrata l’istanza per la riduzione del tasso medio per interventi prevenzionali realizzati nell’anno 2020.

Le aziende che realizzano interventi per il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli obbligatori per legge, possono ottenere la riduzione del tasso medio di tariffa per prevenzione.

Per accedere alla riduzione, l’azienda deve presentare un’apposita istanza attraverso la sezione servizi online disponibile sul portale, entro il termine del 1° marzo 2021 indicando gli interventi prevenzionali realizzati nell’anno 2020, unitamente alla documentazione probante richiesta dall’Istituto.

Qui tutte le informazioni: https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/avvisi-e-scadenze/scadenza-riduzione-tasso-medio-tariffa-per-prevenzione-2021.html

Fonte: INAIL

INPS: on line l’Osservatorio delle politiche occupazionali e del lavoro

INPS: on line l’Osservatorio delle politiche occupazionali e del lavoro

L’INPS ha pubblicato l’Osservatorio delle politiche occupazionali e del lavoro con i dati relativi al 2019.

La serie storica riportata nell’Osservatorio, che copre il periodo dal 2015 al 2019, mostra come nell’ultimo anno complessivamente ci sia stata una diminuzione del numero medio di lavoratori che beneficiano delle diverse tipologie di interventi occupazionali.

Osservando le diverse categorie di intervento si rileva che, nel quinquennio di osservazione, si è fatto maggiormente ricorso ai contratti a causa mista e agli incentivi a tempo indeterminato che nel 2019 rappresentano rispettivamente il 53,7% e il 34,7% delle politiche attive esaminate.

Nel 2019 non si rilevano più assunzioni e trasformazioni di lavoratori iscritti alle liste di mobilità, in quanto dal 1° gennaio 2017 non è stato più possibile effettuare assunzioni con questo incentivo.

Osservando la distribuzione per genere, nel 2019 si conferma la predominanza della componente maschile dei beneficiari di politiche attive in quasi tutte le tipologie di intervento ad eccezione di alcune misure, tra le quali le agevolazioni per gli ultracinquantenni e donne e le agevolazioni per le assunzioni in sostituzione di lavoratori in astensione obbligatoria o facoltativa per le quali è maggioritaria la componente femminile.

Istat: recupera il fatturato delle imprese di servizi

Istat: recupera il fatturato delle imprese di servizi

Nel terzo trimestre 2020 l’Istat stima che l’indice del fatturato dei servizi sia aumentato del 26,7% rispetto al trimestre precedente. Tuttavia registra una diminuzione del 6,9% rispetto all’anno precedente.

Il fatturato delle imprese dei servizi nel terzo trimestre 2020 risente positivamente dell’attenuarsi delle misure intraprese per il contenimento dell’emergenza sanitaria e registra un’ampia crescita congiunturale in tutti i settori. Il rimbalzo risulta essere più marcato in quei settori, quali le Attività dei servizi di alloggio e ristorazione e Commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli, che maggiormente avevano risentito degli effetti dei provvedimenti restrittivi messi in atto nel trimestre precedente. Tuttavia, resta ancora ampia la perdita di fatturato delle imprese dei servizi rispetto all’anno precedente, con una flessione pari al 6,9%, con diminuzioni assai più marcate nei settori maggiormente legati al turismo.

Fonte: ISTAT

Istat: cala la fiducia dei consumatori e delle imprese

A novembre 2020 l’Istat stima una diminuzione sia dell’indice del clima di fiducia dei consumatori sia dell’indice di fiducia delle imprese per effetto soprattutto del forte peggioramento dei servizi di mercato.

Il peggioramento dell’emergenza sanitaria ha influenzato la fiducia sia delle imprese sia dei consumatori. Con riferimento alle imprese, l’impatto negativo è ampio per il settore dei servizi, dove si registrano giudizi estremamente negativi e una caduta delle aspettative, soprattutto nel comparto turistico. Per l’industria e il commercio al dettaglio l’effetto è più contenuto. Per quanto attiene ai consumatori, la situazione emergenziale ha influito sulle opinioni relative alla situazione economica del Paese, ivi compresa la disoccupazione, che sono in deciso peggioramento rispetto al mese scorso“.

Fonte: ISTAT