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Circolare del Viminale: le indicazioni ai prefetti per prevenire gli assembramenti e intensificare i controlli

É stata inviata, ieri, ai prefetti la circolare del Capo di gabinetto del ministero dell’Interno Bruno Frattasi per intervenire in modo efficace e tempestivo sulla prevenzione degli assembramenti, a seguito dell’elevato numero registrato sul territorio nazionale nell’ultimo fine settimana e delle preoccupanti percentuali di inosservanza dell’obbligo di utilizzo delle mascherine.

L’ invito è a convocare in via d’urgenza i Comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica al fine di  programmare controlli più serrati e concordare con i sindaci l’utilizzo degli strumenti per il contenimento del fenomeno, in vista dei prossimi weekend.

A partire dall’applicazione delle misure indicate nell’ultimo Dpcm sull’interdizione di strade o piazze potenzialmente interessate da assembramenti che – come specificato con la circolare del 20 ottobre 2020 – può anche avvenire attraverso il contingentamento degli accessi.

La circolare richiama, sempre ai fini di una più efficace prevenzione degli assembramenti, la possibilità per i sindaci di far ricorso alla chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Le riunioni dei Comitati costituiranno  occasione per ogni utile confronto, anche in considerazione della funzione generale di monitoraggio dell’applicazione di tutte le misure anticontagio, demandata ai prefetti dal Dpcm del 3 novembre scorso.

Fonte: Ministero dell’Interno

Rapporto regionale PMI 2020

Il “Rapporto Regionale PMI 2020”, realizzato da Confindustria e Cerved, con la
collaborazione di SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, presenta una
struttura diversa dagli anni passati.
In primo luogo, non c’è più la consueta ripartizione tra Mezzogiorno e Centro-Nord,
ma un unico volume in cui sono confrontati i dati delle PMI di capitali di tutte
le macroaree (Nord-Est, Nord-Ovest, Centro e Mezzogiorno) e delle 20 regioni
amministrative.
Inoltre, a partire dalla specializzazione settoriale delle regioni italiane, si propone
una valutazione territoriale dell’impatto economico della pandemia sulle
PMI italiane.
La Monografia conclusiva, infine, è dedicata al tema della riconversione produttiva
in chiave di sostenibilità ambientale e sociale. In particolare, si propone un’analisi
dei fabbisogni di riconversione su base territoriale che si fonda sull’impostazione
adottata dall’Action Plan della Commissione Europea in materia di finanza
sostenibile.
L’analisi è accompagnata da una serie di valutazioni relative ai criteri di allocazione
delle risorse previsti nella proposta istitutiva del Just Transition Fund,
il principale ammortizzatore economico e sociale previsto a livello comunitario
per la transizione verde.
Una struttura nuova e più ricca, dunque, ma con gli stessi obiettivi delle scorse
edizioni: conoscere meglio la realtà produttiva delle piccole e delle medie imprese
italiane nell’insieme e nelle sue articolazioni territoriali, analizzare da un punto di
vista quantitativo e qualitativo i fenomeni economici per migliorare la capacità
di proposta, favorire l’adozione di policy mirate ed efficaci.
Le proposte di policy, contenute nell’ultima parte del Rapporto, avranno come
focus privilegiato, seppure non esclusivo, le PMI, nella consapevolezza che
data la struttura estremamente flessibile e la forte interconnessione con il tessuto
produttivo circostante, esse reagiscano agli effetti delle politiche in modo più
che proporzionale rispetto ad imprese più grandi e più complesse rappresentando
quindi una base privilegiata per la sperimentazione di alcune politiche di incentivazione.