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Palermo, più sicurezza per il personale sanitario e per gli operatori del trasporto pubblico

Protocolli d’intesa tra prefettura, Regione Siciliana, comune e Amat. Tra le misure previste, il ricorso al “panic button”

Garantire più sicurezza agli operatori del trasporto pubblico locale e al personale sanitario a Palermo. È l’obiettivo dei protocolli di intesa tra la prefettura, la Regione Siciliana, il comune e la Amat Palermo Spa, società in house del capoluogo concessionaria della gestione del servizio per la mobilità.

Siglate giovedì scorso nella sede della presidenza della Regione Siciliana, le intese individuano misure di prevenzione e contrasto alle aggressioni ai danni di queste categorie di lavoratori. Tali misure, con le quali vengono fornite risposte concrete al fenomeno, sono state oggetto di valutazione nell’ambito del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Sia il “protocollo di intesa per la promozione della sicurezza nel trasporto pubblico locale” che il “protocollo di intesa per la promozione della sicurezza del personale sanitario e degli operatori del servizio di emergenza-urgenza S.U.E.S. 118”, prevedono – tra i diversi interventi messi in campo – l’utilizzo del “Panic Button”, un pulsante azionabile in caso di pericolo.
Il segnale di allarme viene ricevuto dalla sala operativa del numero di emergenza unico (Nue) 112, che identifica e geolocalizza chi richiede il soccorso e attiva le Forza di polizia competenti in base al piano coordinato di controllo del territorio.

Gli accordi prevedono anche attività di formazione su prevenzione e gestione dei conflitti, rivolte agli operatori, così come supporto legale ai lavoratori eventuali vittime di aggressioni in servizio e campagne di comunicazione e sensibilizzazione sul tema della sicurezza. Tavoli di monitoraggio, coordinati dalla prefettura di Palermo, seguiranno l’attuazione dei protocolli e l’andamento dei casi di aggressione.

Fonte: Ministero dell’Interno

Rafforzata la sicurezza urbana in 33 comuni dell’Irpinia

Firmati in prefettura ad Avellino gli accordi con i sindaci

Un modello di sicurezza urbana più vicino ai cittadini, basato su prevenzione, coesione sociale e presidio condiviso del territorio: questo l’obiettivo alla base dei “Patti per la sicurezza urbana e la promozione di un sistema di sicurezza partecipata” sottoscritti ad Avellino dal prefetto, Rossana Riflesso, con i sindaci di 33 comuni della provincia.

Tra le azioni previste dai documenti figurano interventi strutturali e sociali: riqualificazione di aree a rischio, incremento dell’illuminazione pubblica, vigilanza nei parchi, promozione di eventi culturali e utilizzo di strumenti tecnologici come l’app “YouPol”, che permette ai cittadini di segnalare episodi di illegalità in tempo reale.

Una particolare attenzione è dedicata alla prevenzione delle truffe agli anziani e alla messa in rete, con le sale operative delle forze dell’ordine, dei sistemi di videosorveglianza privati attivi nei contesti commerciali.

Per il monitoraggio dell’attuazione delle intese è stata istituita presso la prefettura una cabina di regia, composta da rappresentanti delle Forze dell’ordine e delle Polizie locali, che avrà il compito di verificare periodicamente lo stato di avanzamento delle attività e redigere una relazione informativa annuale per il ministero dell’Interno.

«Questi Patti rappresentano un’alleanza operativa tra istituzioni e comunità locali» ha dichiarato il prefetto. «La sicurezza non è solo questione di ordine pubblico, ma anche di coesione sociale e vivibilità degli spazi comuni. Il nostro obiettivo è costruire una sicurezza concreta, visibile, integrata».

Fonte: Ministero dell’Interno

Inps sul bonus giovani: Dal 1° luglio nuova restrizione con l’incremento occupazionale netto.

A seguito di una nuova interlocuzione tra Commissione Ue e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, l’ INPS aggiorna le indicazioni operative per l’esonero contributivo totale, previsto dal DL Coesione, per l’assunzione di giovani under 35.  

L’ incentivo in questione consiste in un esonero contributivo pari al 100% dei complessivi contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro, con esclusione dei premi e contributi INAIL, nel limite massimo di importo pari a 500 euro mensili per lavoratore, riconosciuto entro i limiti di spesa e nel rispetto delle procedure, dei vincoli territoriali ( nella ZES il limite massimo di importo raggiunge i 650 euro ) e dei criteri di ammissibilità.

Ora, su richiesta dalla Commissione UE, il requisito dell’ incremento occupazionale netto, previsto all’ art 22, comma 3 del DL 60/2024 inizialmente solo per le assunzioni nelle Regioni appartenenti nella Zona Economica Speciale ZES , viene esteso con decorrenza 1 ° luglio 2025 alle assunzioni e trasformazioni su tutto il restante territorio nazionale effettuate ai sensi dell’ art. 22, comma 1 del DL 60 /2024. 

A seguito di tale aggiornamento, con il mess. n. 1935 del 18.06.2025, l’ INPS ha aggiornato le proprie istruzioni contenute nella circ. n. 90 del 12.05.2025 al paragrafo 7. 

Come precisato nella stessa circolare, e come chiarito dalla giurisprudenza comunitaria,  per la valutazione dell’incremento occupazionale netto si deve porre a raffronto il numero medio di unità lavoro–anno ( ULA ) dell’anno precedente all’assunzione con il numero medio di unità lavoro/anno dell’anno successivo all’assunzione.

Per tale motivo, l’esonero contributivo si consolida solo qualora al termine dell’anno successivo all’assunzione si riscontri l’ incremento occupazionale. In caso contrario, il datore di lavoro è tenuto alla restituzione delle quote mensile di contribuzione esonerate.

Di conseguenza, l’INPS ha comunicato che il modulo di domanda già in uso per la richiesta dell’esonero “Bonus Giovani” è stato implementato con l’inserimento della dichiarazione da rilasciare ai sensi dell’art. 47 del D.P.R. n. 445/2000: “la legittima fruizione dell’esonero ex art. 22, comma 1, del decreto-legge 60/2024, per le assunzioni/trasformazioni effettuate a decorrere dal 1° luglio 2025, è subordinata alla realizzazione e al mantenimento dell’incremento occupazionale netto”.    

Fonte: INPS

Appalti pubblici: ANAC e CNEL per un corretto utilizzo dei CCNL

Il 16 giugno 2025 è stato siglato un importante protocollo d’intesa tra l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) e il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL), nel quadro dell’applicazione del nuovo Codice dei Contratti Pubblici (D.lgs. 36/2023). La cooperazione inter-istituzionale avviata mediante l’accordo si pone come obbiettivi principali : 

  • verifica dell’equivalenza tra CCNL: uno dei nodi critici nella gestione degli appalti pubblici riguarda la corretta applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL). Grazie alla cooperazione tra ANAC e CNEL, verrà facilitata la consultazione e la verifica dell’equivalenza tra contratti collettivi attraverso l’utilizzo congiunto delle rispettive banche dati, in particolare dell’Archivio nazionale dei contratti collettivi gestito dal CNEL. Ciò contribuirà a contrastare fenomeni di dumping contrattuale e ad assicurare condizioni eque per i lavoratori coinvolti negli appalti pubblici;
  • supporto alla trasparenza e alla qualità delle politiche occupazionali: l’accordo prevede la realizzazione di studi e ricerche sulle implicazioni economico-sociali del Codice dei contratti pubblici, con particolare attenzione ai riflessi occupazionali e alla valutazione di impatto delle clausole sociali. Il protocollo contempla anche attività di formazione e divulgazione rivolte agli operatori economici e alle stazioni appaltanti, per favorire una corretta applicazione della normativa e valorizzare i benefici dell’inclusione lavorativa.
  • Centrale nell’accordo è la promozione dell’inclusione lavorativa nel sistema degli appalti pubblici: il protocollo prevede la predisposizione di atti-tipo e linee guida rivolti alle stazioni appaltanti, al fine di integrare clausole sociali nei bandi di gara che incentivino l’inserimento lavorativo di persone in esecuzione penale. Ciò rappresenta un passo significativo per superare le barriere all’occupazione per categorie svantaggiate, promuovendo una reintegrazione sociale stabile;

Altro elemento centrale nell’accordo è l’impiego dell’Archivio nazionale dei contratti collettivi di lavoro, gestito dal CNEL. Questo strumento consentirà alle amministrazioni pubbliche di identificare con maggiore precisione i CCNL “equivalenti”, cioè quelli realmente applicabili in relazione al tipo di appalto, assicurando il rispetto delle norme del Codice e prevenendo fenomeni di dumping contrattuale.

L’intesa ANAC-CNEL rappresenta un modello virtuoso di cooperazione istituzionale che, oltre a migliorare l’efficacia della normativa sugli appalti, offre un contributo concreto alle politiche di inclusione e reinserimento lavorativo. In un contesto in cui il lavoro è uno dei principali strumenti per prevenire il rischio di recidiva, l’adozione sistematica di clausole sociali nei bandi pubblici può diventare un volano per una giustizia realmente riabilitativa e una società più coesa. 

Fonte: LavorosiCNEL