Vigilanza privata, un settore strategico: dalla ricerca EBIVER una riflessione sul futuro della sicurezza

Presentata a Bologna la ricerca IRES Emilia-Romagna promossa da EBIVER sulle condizioni di lavoro nella vigilanza privata e nei servizi di sicurezza. Al centro del confronto tra istituzioni, imprese e sindacati il riconoscimento del ruolo del settore, le condizioni di mercato e le prospettive di sviluppo.

Il 12 marzo 2026, al Teatro Baraccano di Bologna, si è svolto il convegno “Dentro la vigilanza privata e i servizi di sicurezza: conoscere il lavoro attraverso chi lo vive”, promosso da EBIVER – Ente Bilaterale Vigilanza Emilia-Romagna – con la presentazione della ricerca realizzata da IRES Emilia-Romagna sul settore della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza.

L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto tra istituzioni, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali sulle trasformazioni in atto nel comparto e sulle prospettive di sviluppo della sicurezza privata in Italia.

I lavori sono stati introdotti e moderati da Silvia Avanzini, presidente EBIVER, mentre la ricerca è stata presentata da Davide Dazzi, ricercatore IRES Emilia-Romagna.

Nel primo panel sono intervenuti Michele De Pascale, presidente della Regione Emilia-Romagna, Giusy Sferruzza, segretaria nazionale Fisascat CISL, Maria Cristina Urbano, presidente ASSIV, e Marco Stratta, segretario generale ANIVP.

Al secondo panel hanno preso parte Simone Baglioni, professore ordinario di Sociologia all’Università degli Studi di Parma, Paola Bassetti, segretaria nazionale Filcams CGIL, Giuseppe Zimmari, segretario nazionale Uiltucs, e Paolo Raffaelli, delegato regionale per l’Emilia-Romagna di UNIV.

La ricerca EBIVER sul lavoro nel settore

La ricerca, curata da Davide Dazzi e Assunta Ingenito di IRES Emilia-Romagna, ha coinvolto 535 lavoratori e lavoratrici del settore, offrendo una fotografia significativa delle caratteristiche occupazionali e organizzative della vigilanza privata in Emilia-Romagna.

Dai dati emerge un comparto caratterizzato da una forte stabilità occupazionale – oltre il 96% degli intervistati ha un contratto a tempo indeterminato – e da una presenza significativa di operatori impegnati nei servizi di vigilanza privata, che rappresentano circa due terzi delle attività del settore.

L’indagine evidenzia inoltre la complessità organizzativa del lavoro, con una forte presenza di turnazioni e lavoro notturno e con orari che in molti casi superano le quaranta ore settimanali.

Accanto agli aspetti organizzativi, la ricerca mette in luce anche la dimensione identitaria del lavoro nella sicurezza privata: molti operatori riconoscono nel proprio ruolo una funzione di servizio alla collettività, contribuendo alla tutela della sicurezza delle persone, dei beni e delle infrastrutture.

Allo stesso tempo emerge il tema dello scarso riconoscimento sociale e professionale del lavoro svolto nel settore, che, insieme ai salari, ritenuti dalla quasi totalità dei lavoratori inadeguati o gravemente inadeguati, una questione che rappresenta uno degli elementi centrali della riflessione sul futuro del comparto.

Urbano (ASSIV): “La sicurezza privata è una infrastruttura del Paese”

Nel corso del confronto è intervenuta Maria Cristina Urbano, presidente di ASSIV, che ha sottolineato come la sicurezza privata rappresenti oggi una componente essenziale del sistema di sicurezza del Paese.

Il settore contribuisce quotidianamente alla protezione di infrastrutture, imprese, servizi pubblici e luoghi aperti al pubblico, svolgendo una funzione complementare e sussidiaria rispetto al sistema pubblico di sicurezza.

“La sicurezza privata – ha evidenziato la presidente Urbano – non è un comparto accessorio, ma una vera e propria infrastruttura del Paese, che garantisce continuità operativa, prevenzione e tutela in molti ambiti della vita economica e sociale”.

Nel suo intervento la presidente ha richiamato anche alcune criticità strutturali che incidono sulle condizioni di sviluppo del settore, in particolare nel mercato degli appalti.

Quando il prezzo diventa il criterio prevalente di aggiudicazione delle gare, soprattutto nel settore pubblico, lasciando spazio anche ai contratti pirata, il rischio è quello di comprimere i margini delle imprese e ridurre la capacità di negoziare salari più alti, investire in formazione, innovazione tecnologica e qualità dei servizi.

Per questo motivo, secondo ASSIV, il tema delle condizioni di mercato rappresenta oggi uno dei nodi centrali per il futuro della vigilanza privata. Garantire servizi di sicurezza efficaci e professionali, erogati da personale adeguatamente pagato, richiede infatti un sistema di appalti che riconosca i costi reali del servizio e il valore del lavoro.

Bilateralità, dialogo sociale e sviluppo del settore

Nella suo intervento la presidente Urbano ha anche sottolineato il ruolo della bilateralità come strumento di confronto e collaborazione tra imprese e organizzazioni sindacali.

Esperienze come quella di EBIVER dimostrano come il dialogo tra le parti sociali possa contribuire a promuovere iniziative utili per il settore, favorendo la formazione degli operatori, la qualificazione professionale e il miglioramento delle condizioni di lavoro.

La bilateralità rappresenta infatti uno spazio importante di equilibrio tra le esigenze delle imprese e la tutela del lavoro, contribuendo a rafforzare la qualità complessiva del comparto.

Innovazione e prospettive future

Guardando al futuro, uno dei principali fattori di sviluppo del settore riguarda l’integrazione tra competenze professionali e innovazione tecnologica.

L’evoluzione dei sistemi di videosorveglianza, delle piattaforme di monitoraggio e degli strumenti di analisi dei dati sta trasformando profondamente il modo in cui vengono organizzati i servizi di sicurezza.

In questo scenario, il ruolo dell’operatore della sicurezza assume un contenuto professionale sempre più qualificato, richiedendo competenze tecniche, capacità relazionali e formazione continua.

Parallelamente emerge la necessità di aggiornare il quadro normativo che regola il settore, accompagnando l’evoluzione di un comparto che negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più rilevante nel sistema della sicurezza.

Un confronto sul futuro della sicurezza privata

Il convegno promosso da EBIVER ha rappresentato quindi un’occasione importante per avviare una riflessione condivisa sul futuro della vigilanza privata.

Il rafforzamento del settore passa attraverso alcuni elementi chiave:

  • il riconoscimento del valore professionale degli operatori;
  • la sostenibilità economica delle imprese;
  • condizioni di mercato adeguate per garantire salari più alti e servizi di qualità;
  • il dialogo tra istituzioni, imprese e organizzazioni sindacali;
  • l’investimento in formazione e innovazione.

Solo attraverso questo percorso sarà possibile consolidare il ruolo della vigilanza privata come parte integrante del sistema di sicurezza del Paese, valorizzando il contributo che imprese e lavoratori offrono ogni giorno alla tutela della collettività.

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