Dl Sostegni: audizione di Confindustria

Dl Sostegni: audizione di Confindustria

Il Direttore Generale di Confindustria Francesca Mariotti ha partecipato allโ€™Audizione sul Decreto Sostegni presso le Commissioni riunite Bilancio e Finanze del Senato.

Dopo aver inquadrato i dati di contesto, Mariotti ha richiamato i principali contenuti del provvedimento e le proposte di Confindustria per contribuire ad affrontare meglio lโ€™emergenza e a sostenere la ripresa del tessuto produttivo.

รˆ fondamentale, infatti, che in una fase cosรฌ critica per il Paese le misure a supporto del tessuto socioeconomico siano oggetto di adeguato confronto.

Nel complesso, le prospettive economiche restano problematiche. I dati del primo trimestre registrano, sรฌ, la tenuta dellโ€™industria, ma anche la โ€œcadutaโ€ nei servizi. Considerate le ulteriori restrizioni adottate e lโ€™andamento (lento) della campagna vaccinale, il PIL sarร  debole anche nel secondo trimestre.

Pertanto, sono fondamentalmente due prioritร  da perseguire: 1) proseguire nella politica di โ€œsostegnoโ€ ma con opportuni adattamenti e ampliamenti; 2) accelerare la campagna vaccinale.

Su questo, Confindustria ha dimostrato che le imprese sono pronte a fare la propria parte, ma per traguardare lโ€™obiettivo delle 500mila dosi giornaliere fissato dal Governo e dalla Struttura commissariale, occorrono disponibilitร  adeguate di vaccini.

In generale, il DL fa registrare alcune innovazioni apprezzabili per i beneficiari delle misure di sostegno, ma ha un perimetro dโ€™azione limitato nonostante le ingenti risorse impiegate, circa 32 miliardi, ovvero impiegando per intero lo scostamento di bilancio approvato dalle Camere a gennaio 2021.

Sui โ€œristoriโ€, diverse novitร  positive rispetto ai precedenti, come il superamento del meccanismo dei codici ATECO, che aveva determinato una serie di criticitร  operative ed esclusioni irragionevoli, e lโ€™innalzamento della soglia di accesso al contributo da 5 a 10 milioni di euro che, pur non avendo un impatto molto significativo, amplia la platea dei potenziali beneficiari nellโ€™industria di circa 9.400. Ma il sistema rimane ancora non โ€œmiratoโ€ a sostenere le imprese che hanno subito le maggiori perdite e che hanno piรน impatti occupazionali.

Occorre adottare un meccanismo basato sui costi fissi, come sperimentato in Germania sin dallโ€™estate scorsa: sosterrebbe maggiormente le imprese ad alta intensitร  di occupazione e che investono di piรน in beni materiali e immateriali, con meccanismi di verifica semplici e automatici e che offra copertura (parziale) ai costi sostenuti per voci come i canoni di locazione e di leasing, i costi di finanziamento, i tributi locali e le utenze, in proporzione alle perdite di fatturato.

Inoltre, va affrontata prima possibile la โ€œemergenza liquiditร โ€.

Le misure a sostegno della liquiditร  e per il rafforzamento della struttura finanziaria delle imprese sono assenti nel DL. E ciรฒ a dispetto del massiccio ricorso a prestiti bancari, aumentati significativamente (+7,2% in gennaio rispetto a un anno prima) grazie agli oltre 175 miliardi di finanziamenti garantiti per effetto del DL Liquiditร .

Questa dinamica ha garantito tenuta al sistema produttivo nellโ€™emergenza, ma ha avuto lโ€™effetto di accrescere la quota del debito bancario sul totale del passivo: il risultato รจ stato di piรน che raddoppiare il peso del debito misurato in termini di anni di cash flow necessari a ripagarlo (da 2,2 anni nel 2019 a 5,4 nel 2021), a danno degli investimenti produttivi.

Nellโ€™immediato, vanno allentate le tensioni finanziarie delle imprese, con 4 misure: 1) modificare le regole in materia di IVA sui corrispettivi non incassati; 2) favorire un piรน ampio ricorso alla compensazione dei crediti e debiti fiscali; 3 prolungare la moratoria dei debiti delle PMI, scongiurando il rischio di riclassificazione non performing delle esposizioni sospese; 4) allungare i tempi di restituzione dei finanziamenti garantiti da sei anni a non meno di quindici (anche modificando il T.F.).

Nel medio periodo, la prioritร  รจ la crescita dimensionale e il riequilibrio della struttura finanziaria delle imprese, anche attraverso una maggiore patrimonializzazione, a partire da misure di forte incentivazione degli aumenti di capitale. 

Riguardo al mercato del lavoro, dai dati ISTAT emerge che nellโ€™anno della pandemia lโ€™Italia ha perso 945 mila occupati, un calo senza precedenti. I piรน colpiti sono stati i giovani e i dipendenti a termine.

Proprio per questo, considerato anche il perdurante blocco dei licenziamenti, occorre garantire maggiore flessibilitร  in entrata, affiancando a quanto giร  previsto dal DL su rinnovi e proroghe dei contratti a termine un intervento sulle causali, che includa anche quelle individuate dalla contrattazione collettiva, anche aziendale.

Occorre poi superare lโ€™impostazione emergenziale dei recenti provvedimenti, a partire da una chiara indicazione delle tappe della riforma degli ammortizzatori sociali, che abbiamo sollecitato piรน volte, passando per misure in grado di supportare i processi di ristrutturazione aziendale, attraverso il rafforzamento del contratto di espansione.

Infine, due temi ordinamentali urgenti: il differimento di un anno delle procedure di allerta previste dal Codice della Crisi (viste anche le stime allarmanti della Banca dโ€™Italia sui numeri di imprese coinvolte); la necessaria proroga (scade il 30 aprile), fino alla fine dello stato di emergenza, della misura sul lavoro agile โ€œemergenzialeโ€.

Fonte: Confindustria

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