Monitoraggio digitale dei lavoratori: intervento del Garante

Il Garante per la protezione dei dati personali è intervenuto nei confronti di Amazon disponendo lo stop a pratiche ritenute riconducibili a una forma di “schedatura” dei lavoratori, attraverso sistemi di raccolta e analisi dei dati utilizzati nei centri logistici.

Al centro dell’attenzione dell’Autorità vi è l’uso di strumenti tecnologici in grado di monitorare in modo dettagliato attività, tempi, pause e performance individuali. Tali trattamenti devono rispettare i principi di proporzionalità e minimizzazione previsti dal Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), evitando forme di profilazione eccessiva.

Il Garante ha ribadito che il controllo digitale dei lavoratori deve essere giustificato da finalità specifiche e legittime e conformarsi anche alla disciplina nazionale sui controlli a distanza. Particolare attenzione va posta ai sistemi di valutazione automatizzata delle performance, che devono garantire trasparenza e non discriminazione.

Il provvedimento rappresenta un segnale per tutte le imprese che utilizzano strumenti di geolocalizzazione, software di gestione operativa o sistemi algoritmici di analisi delle attività: la digitalizzazione dei processi non può prescindere dal rispetto delle garanzie poste a tutela della dignità e dei diritti dei lavoratori.

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