Intelligenza artificiale e lavoratori: il Garante Privacy fissa i limiti della sentiment analysis

L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro deve rispettare precisi limiti a tutela della privacy e della dignità dei lavoratori. Lo ribadisce il Garante per la protezione dei dati personali con il provvedimento n. 342 del 14 maggio 2026, dedicato a un sistema di sentiment analysis in grado di analizzare le comunicazioni aziendali per individuare possibili situazioni di stress.

Pur riconoscendo che il servizio esaminato non consentiva al datore di lavoro di accedere ai dati individuali dei dipendenti, il Garante ha evidenziato come le informazioni relative allo stato emotivo e psicologico dei lavoratori non possano essere nella disponibilità dell’azienda.

Particolarmente significativo è il richiamo al nuovo Regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale (AI Act), che vieta l’utilizzo di sistemi di IA finalizzati a inferire le emozioni delle persone nell’ambiente di lavoro, salvo specifiche eccezioni previste dalla normativa.

Il provvedimento rappresenta un importante punto di riferimento per imprese e fornitori di tecnologia, confermando che l’innovazione digitale e l’intelligenza artificiale devono svilupparsi nel rispetto dei diritti fondamentali, della riservatezza e della dignità della persona che lavora.

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