Secondo i dati provvisori diffusi da ISTAT, nel mese di marzo 2026 il mercato del lavoro italiano registra una lieve flessione dell’occupazione, accompagnata da una riduzione delle persone in cerca di lavoro e da un aumento degli inattivi.
Gli occupati diminuiscono dello 0,1% rispetto a febbraio, pari a circa 12mila unità in meno, attestandosi a 24 milioni e 124mila lavoratori. Il tasso di occupazione rimane stabile al 62,4%.
La riduzione interessa in particolare:
- donne;
- lavoratori dipendenti a termine;
- autonomi;
- giovani tra i 15 e i 24 anni;
- lavoratori con almeno 50 anni.
Risultano invece in crescita gli occupati uomini e la fascia di età compresa tra i 25 e i 49 anni, mentre i dipendenti permanenti si mantengono sostanzialmente stabili.
Nel dettaglio:
- i dipendenti permanenti sono pari a 16 milioni 414mila;
- i dipendenti a termine scendono a 2 milioni 440mila;
- gli autonomi si attestano a 5 milioni 270mila.
Cala la disoccupazione, ma cresce quella giovanile
A marzo diminuisce anche il numero delle persone in cerca di lavoro (-2,8%, pari a 38mila unità in meno). Il tasso di disoccupazione scende così al 5,2%.
In controtendenza il dato relativo ai giovani: il tasso di disoccupazione nella fascia 15-24 anni sale infatti al 18,1%, con un incremento di 0,6 punti percentuali rispetto al mese precedente.
Aumentano gli inattivi
Parallelamente cresce il numero degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,4%, pari a 46mila persone). Il tasso di inattività sale al 34,1%.
L’incremento interessa soprattutto:
- giovani tra 15 e 24 anni;
- lavoratori over 50;
- uomini e donne in misura analoga.
Confronto annuale: occupazione sostanzialmente stabile
Nel confronto con marzo 2025, il numero degli occupati diminuisce lievemente (-30mila unità). Il dato è il risultato:
- della riduzione dei dipendenti permanenti e a termine;
- della crescita del lavoro autonomo.
Su base annua:
- il tasso di occupazione cala di 0,3 punti;
- le persone in cerca di lavoro diminuiscono del 18,7%;
- gli inattivi aumentano del 2,9%.
Il quadro generale
I dati evidenziano una fase di sostanziale stabilità del mercato del lavoro, ma con alcuni segnali di rallentamento, in particolare nel lavoro a termine e nella partecipazione attiva al mercato occupazionale.
Resta inoltre significativo il dato relativo alla crescita dell’inattività e alla disoccupazione giovanile, elementi che continuano a rappresentare aspetti critici per il mercato del lavoro italiano.







