Presentata in Regione Lazio la proposta di legge sulla sicurezza integrata. Tra le misure previste, maggiore raccordo tra enti locali, Polizia locale e vigilanza privata, agevolazioni per i servizi di sicurezza e un Pass dedicato alle Guardie Particolari Giurate sul trasporto pubblico regionale.
Un modello di sicurezza nel quale istituzioni, enti locali, Polizia locale e operatori della sicurezza sussidiaria possano concorrere, nel rispetto delle rispettive competenze, alla tutela dei territori e delle comunità.
È questa la prospettiva che emerge dalla proposta di legge regionale “Disposizioni per promuovere la sicurezza integrata”, presentata il 6 agosto presso la sede della Regione Lazio e che vede come prima firmataria Eleonora Berni, vicepresidente della Commissione Sicurezza.
L’iniziativa punta a sostenere i Comuni nella realizzazione di interventi per migliorare la vivibilità degli spazi urbani, prevenire fenomeni di degrado e conflittualità sociale e rafforzare la collaborazione tra i diversi soggetti che operano sul territorio, fermo restando il rispetto delle competenze statali in materia di ordine pubblico e sicurezza.
Per il comparto della vigilanza privata, la proposta presenta diversi elementi di particolare interesse.
Vigilanza privata e sicurezza integrata
Uno degli aspetti più significativi è il riconoscimento del possibile contributo degli istituti di vigilanza privata all’interno del sistema territoriale della sicurezza.
La proposta prevede infatti un raccordo tra enti locali, Polizia locale, istituti di vigilanza privata e addetti ai servizi di controllo nelle attività di intrattenimento e pubblico spettacolo, precisando il carattere sussidiario e non sostitutivo di tali attività rispetto alle funzioni proprie della Polizia locale.
Una distinzione fondamentale, che consente al tempo stesso di valorizzare il contributo che il comparto può offrire nell’ambito di un sistema integrato.
È un’impostazione che ASSIV considera particolarmente importante: integrare la sicurezza non significa sovrapporre ruoli e competenze, ma creare strumenti che consentano ai diversi attori di collaborare efficacemente, ciascuno nell’ambito delle funzioni attribuite dalla legge.
ZTL, corsie riservate e sosta: agevolazioni per i servizi di vigilanza
La proposta affronta anche alcune problematiche molto concrete incontrate quotidianamente dagli operatori.
I Comuni potrebbero prevedere agevolazioni alla circolazione per i servizi di vigilanza privata autorizzati ai sensi del TULPS, con particolare riferimento agli interventi su allarme e al trasporto valori.
Tra le misure indicate figurano l’accesso alle Zone a traffico limitato, la possibilità di individuare spazi di sosta in prossimità di banche, uffici postali e altri obiettivi sensibili e l’utilizzo delle corsie riservate, nel rispetto della disciplina della circolazione e delle esigenze complessive della mobilità.
Si tratta di aspetti operativi tutt’altro che secondari. La tempestività dell’intervento rappresenta infatti un elemento essenziale di numerosi servizi di vigilanza e la regolamentazione della mobilità urbana non dovrebbe tradursi in un ostacolo allo svolgimento di attività direttamente connesse alla sicurezza.
Un Pass per le Guardie Particolari Giurate
Di particolare interesse è inoltre la prevista istituzione del “Pass per la sicurezza sui mezzi di trasporto pubblico locale”.
Secondo la proposta presentata, il Pass, dotato di tecnologia NFC, consentirebbe alle Guardie Particolari Giurate di utilizzare gratuitamente i mezzi del trasporto pubblico regionale per gli spostamenti necessari allo svolgimento dell’attività lavorativa, purché in uniforme.
La misura non comporterebbe l’attribuzione alle GPG di nuove funzioni rispetto a quelle già previste dall’ordinamento.
Anche questo elemento appare significativo perché riconosce concretamente la presenza quotidiana delle Guardie Giurate sul territorio e la funzione professionale svolta nell’ambito del sistema della sicurezza privata.
Sicurezza notturna e vivibilità delle città
La proposta introduce inoltre i “Protocolli per la vivibilità e la sicurezza notturna”, destinati alle aree maggiormente frequentate durante le ore serali e notturne.
L’obiettivo è favorire attività di prevenzione, presidio e monitoraggio, accompagnandole anche con interventi sul trasporto collettivo notturno, codici di autoregolamentazione per esercizi e locali di intrattenimento e progetti sperimentali nelle zone turistiche o caratterizzate da un’elevata frequentazione.
È un’impostazione che affronta la sicurezza urbana non soltanto sotto il profilo dell’intervento successivo a un evento, ma anche attraverso prevenzione, organizzazione degli spazi e coordinamento tra i soggetti presenti sul territorio.
ASSIV: un’occasione importante per il settore
Per ASSIV, la presentazione della proposta rappresenta un passaggio che merita attenzione.
Da tempo l’Associazione sostiene la necessità di sviluppare un modello nel quale la sicurezza pubblica e la sicurezza privata possano dialogare in maniera sempre più strutturata, senza confusioni di ruoli e nel pieno rispetto delle prerogative delle Forze dell’ordine.
La vigilanza privata dispone oggi di professionalità, presenza territoriale, centrali operative e tecnologie che costituiscono un patrimonio importante per il Paese. Riconoscere questo patrimonio all’interno delle politiche di sicurezza integrata significa prendere atto dell’evoluzione stessa dei bisogni di sicurezza delle città.
Particolarmente positiva appare, in questa prospettiva, l’attenzione riservata dalla proposta non soltanto ai principi generali, ma anche alle condizioni concrete nelle quali operano gli istituti di vigilanza e le Guardie Particolari Giurate.
La proposta prevede inoltre un Programma regionale annuale per la sicurezza integrata, chiamato a individuare gli interventi finanziabili, le risorse disponibili, i criteri per l’erogazione dei contributi e le relative modalità di controllo.
Il percorso legislativo dovrà ora proseguire nelle sedi del Consiglio regionale. Sarà quindi importante seguirne l’iter e verificare il testo che emergerà dall’esame consiliare.
ASSIV guarda con interesse a questo percorso ed è disponibile a offrire il proprio contributo istituzionale affinché l’esperienza delle imprese della vigilanza privata possa essere adeguatamente rappresentata nel confronto sulla futura disciplina regionale.
Perché una sicurezza realmente integrata non nasce dalla sovrapposizione delle competenze, ma dalla capacità di mettere in rete, con regole chiare, tutti i soggetti che possono contribuire alla sicurezza delle comunità e dei territori.
Fonti: Sicurezza integrata nel Lazio: presentata la proposta di legge regionale – Sicurezza, Lazio: presentata proposta legge, più prevenzione di notte – Lazio, proposta di legge per rafforzare sicurezza e vivibilità spazi urbani








