Sicurezza urbana e tutela del patrimonio: il caso del Duomo di Bolzano

Le recenti notizie provenienti da Bolzano riportano all’attenzione un tema sempre più centrale nel dibattito pubblico: il presidio degli spazi urbani sensibili e la tutela del patrimonio storico-artistico.

L’area retrostante il Duomo di Bolzano è stata infatti oggetto di segnalazioni per episodi di degrado, comportamenti illeciti e situazioni di insicurezza che, nel tempo, avrebbero generato danni materiali e criticità igienico-sanitarie, con infiltrazioni che minaccerebbero anche la cripta e strutture collegate alla parrocchia.

Quando il degrado diventa rischio strutturale

Il fenomeno del degrado urbano non è soltanto una questione di percezione di insicurezza. Quando interessa edifici storici e luoghi di culto, può trasformarsi in un problema strutturale e conservativo.

L’utilizzo improprio di spazi monumentali, l’assenza di controllo nelle ore serali e notturne, il bivacco e gli atti vandalici comportano:

  • danni diretti alle strutture;
  • aumento dei costi di manutenzione e bonifica;
  • progressiva perdita di fruibilità degli spazi pubblici;
  • allontanamento di cittadini e turisti.

In questi casi, la sicurezza privata può rappresentare uno strumento di prevenzione complementare rispetto all’azione delle Forze dell’Ordine, in un’ottica di collaborazione e presidio integrato del territorio.

Il ricorso alla vigilanza privata

Le istituzioni locali hanno previsto l’estensione del servizio di vigilanza privata già attivo in altre zone della città, con l’obiettivo di:

  • rafforzare il controllo dell’area;
  • prevenire comportamenti illeciti;
  • tutelare il patrimonio storico;
  • migliorare la vivibilità degli spazi pubblici.

L’intervento delle guardie particolari giurate, se inserito in un piano coordinato con le autorità competenti, consente di garantire una presenza qualificata e continuativa, con funzioni di deterrenza e segnalazione tempestiva di situazioni critiche.

Sicurezza e rigenerazione: un approccio integrato

La sola vigilanza, tuttavia, non può essere considerata una soluzione isolata. Le migliori esperienze in ambito urbano dimostrano che la sicurezza efficace nasce dall’integrazione tra:

  • presidio fisico e tecnologico (vigilanza e videosorveglianza);
  • illuminazione adeguata e riqualificazione degli spazi;
  • iniziative culturali e sociali;
  • collaborazione tra enti pubblici, privati e comunità locale.

Il modello di sicurezza partecipata, che vede coinvolti amministrazioni, operatori economici e istituti di vigilanza, rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per contrastare il degrado e restituire centralità agli spazi pubblici.

Il ruolo del settore della vigilanza privata

Il caso di Bolzano evidenzia ancora una volta quanto il comparto della sicurezza privata possa svolgere un ruolo strategico nella tutela del patrimonio culturale e nella prevenzione dei fenomeni di microcriminalità.

Per il settore rappresentato da ASSIV, questi interventi:

  • valorizzano la professionalità delle guardie particolari giurate;
  • rafforzano la funzione sussidiaria rispetto alla sicurezza pubblica;
  • confermano l’importanza della formazione specialistica per operare in contesti urbani complessi.

La sicurezza urbana non è soltanto un tema di ordine pubblico, ma anche di qualità della vita, tutela dei beni culturali e responsabilità condivisa.

Fonte: Infiltrazioni di urina che minacciano la cripta, degrado in centro tra violenze e spaccio: dietro al Duomo di Bolzano arrivano i vigilantes. Il Dolomiti. 23 febbraio 2026

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