Il dibattito emerso a Varese sull’attivazione di un servizio di vigilanza privata non riguarda soltanto una voce di spesa. Riguarda un principio: la sicurezza urbana è una priorità politica che deve tradursi in scelte amministrative concrete.
Quando un Consiglio comunale approva risorse destinate al presidio del territorio, il tema non è “privatizzare” la sicurezza. È decidere se dotarsi di strumenti integrativi per prevenire situazioni di degrado, rafforzare la presenza sul territorio e rispondere a esigenze espresse da cittadini e attività economiche.
La vigilanza privata, nel quadro normativo vigente, non esercita funzioni di polizia. Svolge attività di osservazione, deterrenza, controllo e segnalazione. È un presidio complementare, non sostitutivo.
Il punto centrale diventa quindi la qualità del modello adottato:
- coordinamento con le autorità pubbliche,
- obiettivi chiari,
- trasparenza nell’utilizzo delle risorse,
- valutazione dei risultati.
La sicurezza urbana non può essere solo oggetto di confronto politico. Deve diventare parte di una strategia strutturata, nella quale pubblico e privato operano in modo ordinato e responsabile.
Le scelte di bilancio, in questo senso, sono il banco di prova della coerenza tra impegni dichiarati e azioni reali.
Fonte: https://www.malpensa24.it/sicurezza-varese-lega-vigilanza/








