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INL: Decreto Sicurezza 2025 – le novità in materia di vigilanza

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha emanato la circolare n. 1 del 23 febbraio 2026, con la quale ha fornito un quadro sulle principali novità introdotte dal decreto legge n. 159/2025 (conv. dalla Legge n. 198/2025), recante “Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile”.

In particolare, l’intervento dell’Ispettorato attiene alle disposizioni, contenute nel cd. decreto Sicurezza 2025, che incidono sulla attività di vigilanza, introducendo nuovi adempimenti a carico dei datori di lavoro, alcuni direttamente operativi, altri rimessi all’adozione di appositi decreti ministeriali.

Questi gli argomenti trattati dalla circolare n. 1/2026:

  • Attività di vigilanza, appalto e subappalto
  • Badge di cantiere
  • Patente a crediti
  • Esenzione dal pagamento delle spese degli atti processual
  • Obbligo di comunicazione del domicilio digitale
  • Comunicazioni obbligatorie
  • Disposizioni in materia di Rete del lavoro agricolo di qualità (RLAQ)
  • Notifica preliminare
  • Misure di prevenzione di condotte violente o moleste
  • Dispositivi di protezione individuali
  • Requisiti di sicurezza delle scale
  • Sistemi di protezione contro le cadute dall’alto
  • Formazione in materia di SSL
  • Requisiti dei modelli di organizzazione e di gestione (MOG)
  • Sorveglianza sanitaria
  • Disciplina in materia di salute e sicurezza applicabile alle organizzazioni di volontariato della protezione civile
  • Modifiche alla composizione degli organi del sistema istituzionale in materia di SSL

Fonte: Ispettorato Nazionale del Lavoro – dottrinalavoro.it

Sicurezza urbana e tutela del patrimonio: il caso del Duomo di Bolzano

Le recenti notizie provenienti da Bolzano riportano all’attenzione un tema sempre più centrale nel dibattito pubblico: il presidio degli spazi urbani sensibili e la tutela del patrimonio storico-artistico.

L’area retrostante il Duomo di Bolzano è stata infatti oggetto di segnalazioni per episodi di degrado, comportamenti illeciti e situazioni di insicurezza che, nel tempo, avrebbero generato danni materiali e criticità igienico-sanitarie, con infiltrazioni che minaccerebbero anche la cripta e strutture collegate alla parrocchia.

Quando il degrado diventa rischio strutturale

Il fenomeno del degrado urbano non è soltanto una questione di percezione di insicurezza. Quando interessa edifici storici e luoghi di culto, può trasformarsi in un problema strutturale e conservativo.

L’utilizzo improprio di spazi monumentali, l’assenza di controllo nelle ore serali e notturne, il bivacco e gli atti vandalici comportano:

  • danni diretti alle strutture;
  • aumento dei costi di manutenzione e bonifica;
  • progressiva perdita di fruibilità degli spazi pubblici;
  • allontanamento di cittadini e turisti.

In questi casi, la sicurezza privata può rappresentare uno strumento di prevenzione complementare rispetto all’azione delle Forze dell’Ordine, in un’ottica di collaborazione e presidio integrato del territorio.

Il ricorso alla vigilanza privata

Le istituzioni locali hanno previsto l’estensione del servizio di vigilanza privata già attivo in altre zone della città, con l’obiettivo di:

  • rafforzare il controllo dell’area;
  • prevenire comportamenti illeciti;
  • tutelare il patrimonio storico;
  • migliorare la vivibilità degli spazi pubblici.

L’intervento delle guardie particolari giurate, se inserito in un piano coordinato con le autorità competenti, consente di garantire una presenza qualificata e continuativa, con funzioni di deterrenza e segnalazione tempestiva di situazioni critiche.

Sicurezza e rigenerazione: un approccio integrato

La sola vigilanza, tuttavia, non può essere considerata una soluzione isolata. Le migliori esperienze in ambito urbano dimostrano che la sicurezza efficace nasce dall’integrazione tra:

  • presidio fisico e tecnologico (vigilanza e videosorveglianza);
  • illuminazione adeguata e riqualificazione degli spazi;
  • iniziative culturali e sociali;
  • collaborazione tra enti pubblici, privati e comunità locale.

Il modello di sicurezza partecipata, che vede coinvolti amministrazioni, operatori economici e istituti di vigilanza, rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per contrastare il degrado e restituire centralità agli spazi pubblici.

Il ruolo del settore della vigilanza privata

Il caso di Bolzano evidenzia ancora una volta quanto il comparto della sicurezza privata possa svolgere un ruolo strategico nella tutela del patrimonio culturale e nella prevenzione dei fenomeni di microcriminalità.

Per il settore rappresentato da ASSIV, questi interventi:

  • valorizzano la professionalità delle guardie particolari giurate;
  • rafforzano la funzione sussidiaria rispetto alla sicurezza pubblica;
  • confermano l’importanza della formazione specialistica per operare in contesti urbani complessi.

La sicurezza urbana non è soltanto un tema di ordine pubblico, ma anche di qualità della vita, tutela dei beni culturali e responsabilità condivisa.

Fonte: Infiltrazioni di urina che minacciano la cripta, degrado in centro tra violenze e spaccio: dietro al Duomo di Bolzano arrivano i vigilantes. Il Dolomiti. 23 febbraio 2026

ICQM: Corso AI di frontiera: gestione documentale, privacy e casi d’uso (videosorveglianza, geolocalizzazione e tecnologie avanzate) – 16 Marzo e 20 Marzo ore 09:00 – 13:00

Businessman interact with AI artificial intelligence brain processor in concept of AI artificial intelligence engineering, big data and AI machine learning to use generative AI for business support.

Dalla Teoria alla Compliance Operativa: il percorso formativo è progettato per fornire gli strumenti necessari a navigare l’intersezione tra il nuovo Regolamento UE sull’Intelligenza Artificiale (AI Act) e il GDPR.  L’obiettivo è trasformare obblighi complessi in flussi di lavoro documentali e tecnici sostenibili, anche con un focus particolare per le tecnologie di sorveglianza.

OBIETTIVI
Trasmettere le competenze pratiche necessarie per la conformità sostanziale e documentale ai sensi dell’AI Act e del GDPR.  

PROGRAMMA DEL CORSO

Prima parte 
Trasmettere le informazioni di base per la gestione del rischio nell’uso della AI. Trasmettere le
competenze pratiche necessarie per la conformità sostanziale e documentale ai sensi dell’AI Act e
del GDPR. Analizzare i requisiti di trasparenza derivanti dalla norma, compresi quelli relativi al lavoro. 
Case study ed esercitazioni.  

Seconda parte
Le tecnologie di sorveglianza proibite dall’AI Act. Effetti pratici delle tecnologie di sorveglianza nei
sistemi ad alto rischio. Geolocalizzazione, profilazione e intelligenza artificiale: casistiche pratiche.
Analizzare l’applicazione dei requisiti per i sistemi intelligenti a casi operativi specifici (videoanalisi,
biometria, allarmi e infrarosso, centrali intelligenti) e le implicazioni per la privacy. Case study ed
esercitazioni. 

Il corso, della durata di 8 ore, si svolgerà il 16 marzo 2026 dalle ore 9.00 alle ore 13.00 e il 20 marzo 2026 dalle ore 9.00 alle ore 13.00.

Quota

Clienti ICMQ: Euro 350,00 + IVA

Altri: Euro 450,00 + IVA

È prevista una scontistica per l’iscrizione a più moduli dello stesso percorso sull’intelligenza artificiale

Maggiori informazioni e scheda di iscrizione al link

Agenzia delle Entrate: Tassazione agevolata su lavoro dipendente nel settore privato

Con la circolare n. 2/E arrivano i chiarimenti sulle misure della Legge di Bilancio 2026: dall’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti da rinnovi contrattuali nel triennio 2024-2026 per dipendenti privati alla tassazione agevolata del 15% sulle indennità per lavoro notturno, festivo e su turni.

Circolare n. 2 del 24 febbraio 2026
Comunicato stampa