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Videosorveglianza e patti per la sicurezza urbana, riunione a Lecco

Videosorveglianza e patti per la sicurezza urbana, riunione a Lecco

Esaminati dal Comitato ordine pubblico in prefettura i progetti dei comuni di Cernusco Lombardone, Ello e Olgiate Molgora

Il prefetto di Lecco, Sergio Pomponio, ha presieduto ieri una riunione Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica finalizzata all’esame di alcuni progetti di videosorveglianza realizzati per partecipare al bando di finanziamento promosso dal Ministero dell’Interno. 

Le progettualità, predisposte dai rappresentanti dei comuni di Cernusco Lombardone, di Ello e Olgiate Molgora presenti all’incontro, sono state valutate positivamente dal Comitato poiché contengono requisiti e caratteristiche necessari per la funzionalità degli impianti di videosorveglianza e prevedono l’installazione di telecamere per la lettura targhe, in particolare, ai varchi di accesso e uscita dai territori interessati.

Nel corso della riunione sono stati inoltre sottoscritti, dal prefetto e dagli Amministratori interessati, i patti per l’attuazione della sicurezza urbana, elaborati per sostenere le azioni di prevenzione e contrasto dei fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, per promuovere il rispetto del decoro urbano e per favorire lo scambio informativo tra le Forze di polizia e la polizia locale. 

I sistemi di videosorveglianza – ha dichiarato Pomponio – sono utili strumenti per elevare i livelli di sicurezza anche nelle realtà territoriali meno grandi e svolgono un’efficace azione deterrente nei confronti delle varie forme di illegalità e di degrado urbano.

Fonte: Ministero dell’Interno

L’evoluzione del settore “Servizi ausiliari alla Sicurezza”: intervista alla Presidente di Assiv, dott.ssa Maria Cristina Urbano

L’evoluzione del settore “Servizi ausiliari alla Sicurezza”: intervista alla Presidente Assiv, dott.ssa Maria Cristina Urbano

Le recenti vicende giudiziarie, che hanno coinvolto alcune delle principali aziende del comparto, hanno posto l’attenzione sul settore dei servizi ausiliari alla sicurezza. I servizi resi da personale non armato, esclusi quindi dall’obbligo di una preventiva autorizzazione prefettizia, sono finiti sotto osservazione in quanto ritenuti oggetto di prestazioni non adeguatamente remunerate rispetto ai diritti costituzionali dei lavoratori. Abbiamo intervistato la dott.ssa Maria Cristina Urbano, Presidente dell’Associazione Italiana di Vigilanza e Servizi Fiduciari (ASSIV).

D: Presidente Urbano, come ha reagito il comparto e qual è il punto di vista di ASSIV?
R: Le iniziative giudiziarie della procura di Milano hanno creato un profondo vulnus nel settore: alcune delle più importanti aziende del comparto hanno sottoscritto accordi che prevedono cospicui aumenti salariali per garantire ai lavoratori retribuzioni adeguate a una vita dignitosa. Tutto questo è avvenuto subito dopo il rinnovo del CCNL di categoria, che ha avuto una vicenda lunga e travagliata, e che avrebbe portato un sensibile aumento dei salari, che però non avrebbe raggiunto un livello considerato “sufficiente” per quanto riguarda i servizi di sicurezza disarmati.
Questa complessa vicenda, inserita a pieno titolo nel più vasto dibattito politico sul “salario minimo”, ha portato ad una disomogeneità fra trattamenti salariali dei lavoratori, e conseguentemente fra costi di produzione. Da qui la necessità di riaprire un negoziato fra parti sociali, per riallineare tutti i livelli salariali e di conseguenza tutto il mercato di riferimento.
ASSIV ritiene che ciò sia stato assolutamente necessario, anche se gli esiti hanno portato, per una questione di equilibrio retributivo fra le due figure professionali inserite nel contratto ad un innalzamento dei salari anche per le GPG (Guardie particolari giurate).


D: Alla luce anche della nuova contrattazione, le imprese sono indirizzate verso un sostanziale adeguamento delle retribuzioni; il conseguente aumento dei prezzi di vendita dei servizi, come pensa sarà recepito dai committenti?
R: Dovremo lavorare sulla committenza per far accettare il nuovo livello dei costi. È necessario peraltro quanto prima il decreto ministeriale delle tabelle dei costi del lavoro aggiornati, affinché le stazioni appaltanti possano bandire gare corrette. Come ASSIV continueremo quindi nel grande lavoro di monitoraggio delle gare difformi e dell’applicazione di meccanismi di dumping.
La nostra idea, per il buon andamento di questo percorso che rischia di essere pieno di insidie, è coinvolgere le forze sindacali per il sostegno del settore e di conseguenza dei livelli occupazionali, che potrebbero essere messi in pericolo da una contrazione della domanda dei servizi di sicurezza.

L’importanza delle norme UNI
D: Le norme UNI 11925 e UNI 11926 rispettivamente per gli operatori ed i servizi ausiliari alla sicurezza, pubblicate in un momento storico in cui questi servizi sono stati posti sotto il riflettore e le relative certificazioni, come pensa possano contribuire a qualificare il settore stesso?
R: Le norme citate sono state pensate ed elaborate per qualificare un settore, quello dei servizi ausiliari alla sicurezza, che non aveva norme tecniche di riferimento, né per i profili professionali, né per il processo di erogazione dei servizi. Fissando le norme di standardizzazione, sia per le competenze degli operatori che per le caratteristiche minime dei servizi, il mercato potrà orientarsi su di una offerta qualificata, e di valore.

Fonte: ICMQ

Consiglio dei Ministri: nominati i Prefetti di Prato, Brindisi e Fermo

Matteo Piantedosi ministero dell'interno durante la conferenza stampa al termine del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, convocato dal prefetto di Torino Raffaele Ruberto, Torino, 11 febbraio 2023 ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

Consiglio dei Ministri: nominati i Prefetti di Prato, Brindisi e Fermo

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’interno Matteo Piantedosi, ha deliberato la nomina dei dirigenti superiori della Polizia di Stato dott. Salvatore La Rosa e dott. Andrea Grassi a dirigenti generali di pubblica sicurezza.

Inoltre, su proposta dello stesso Ministro, sono stati deliberati le nomine e i movimenti di prefetti di seguito riportati.

  • dott.ssa Michela Savina La Iacona da Brindisi, è destinata a svolgere le funzioni di Prefetto di Prato;
  • dott. Luigi Carnevale (Dirigente generale di P.S.) nominato Prefetto, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Brindisi
  • dott. Edoardo D’Alascio nominato Prefetto, è destinato a svolgere le funzioni di Prefetto di Fermo.

Fonte: governo.it

Privacy : No del Garante alla rilevazione presenze con riconoscimento facciale.

Privacy : No del Garante alla rilevazione presenze con riconoscimento facciale

La valutazione della legittimità di un trattamento di dati biometrici deve essere effettuata con estrema cautela , attraverso un ‘accurata ponderazione in merito all’effettiva sussistenza in capo al titolare di un idonea base giuridica per l’effettuazione del trattamento, che tenga conto della reale necessità, proporzionalità e adeguatezza dello stesso, nonché tramite l’implementazione di misure di sicurezza atte a tutelare i dati raccolti.

Questo è in sostanza il principio ribadito dal Garante con cinque provvedimenti, aventi ad oggetto l’utilizzo illecito di  dati biometrici per la rilevazione delle presenze in ambito lavorativo. [provvedimenti n. 99956809995701999574199957629995785 ]

Altrettante le sanzioni, diversamente modulate, che sono state erogate nei confronti delle società  impegnate a vario titolo presso lo stesso sito di smaltimento dei rifiuti.

L’Autorità, intervenuta a seguito dei reclami di diversi dipendenti, ha accertato che tre aziende su cinque  avevano condiviso per più di un anno lo stesso sistema di rilevazione biometrica, oltretutto senza aver adottato misure tecniche e di sicurezza adeguate. Inoltre il medesimo “sistema”, ritenuto illecito dall’Autorità, era utilizzato presso altre nove sedi dove operava una delle società sanzionate. Infine, tutte e cinque non avevano fornito una informativa chiara e dettagliata ai lavoratori né avevano effettuato la valutazione d’impatto prevista dalla normativa privacy.

Ad avviso del Garante, le aziende avrebbero dovuto più opportunamente utilizzare sistemi meno invasivi per controllare la presenza dei propri dipendenti e collaboratori sul luogo di lavoro (come ad es. il badge).

L’individuazione della corretta base giuridica da applicare, ma anche la ponderazione dell’effettiva necessità e proporzionalità del trattamento, in considerazione della sua estrema invasività dei risultati prodotti, limitano l’utilizzo legittimo dei dati biometrici ad un numero ristretto di casisistiche. 

Dati biometrici : il quadro normativo sul trattamento dei dati personali

Fonte : Garante PrivacyLavorosi