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Istat: l’inflazione rallenta a maggio a +7.6%

Istat: l’inflazione rallenta a maggio a +7.6%

A maggio, secondo le stime preliminari, l’inflazione riprende a scendere, tornando, dopo la risalita registrata ad aprile, al livello di marzo 2023 (+7,6%). Il rallentamento appare ancora fortemente influenzato dalla dinamica dei prezzi dei Beni energetici, in particolare della componente non regolamentata, in calo su base congiunturale. Nel settore alimentare, i prezzi dei prodotti lavorati mostrano un’attenuazione della loro crescita su base annua, che contribuisce alla decelerazione dell’inflazione di fondo (scesa a +6,1%). Prosegue, infine, la fase di rallentamento della crescita tendenziale dei prezzi del “carrello della spesa”, che a maggio è pari a +11,3%.

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Fonte: ISTAT

Pil Italia: +0,6% nel primo trimestre 2023

Pil Italia: +0,6% nel primo trimestre 2023

La stima completa dei conti economici trimestrali conferma la ripresa dell’economia italiana nel primo trimestre del 2023 dopo la battuta d’arresto di fine 2022. A inizio anno la crescita del Pil è risultata pari allo 0,6% in termini congiunturali e all’1,9% in termini tendenziali. Entrambe le misure registrano una revisione al rialzo di 0,1 punti percentuali rispetto alla stima preliminare di fine aprile. Anche la crescita acquisita per il 2023 è positiva, pari allo 0,9%.
La ripresa è dovuta alla domanda interna con contributi positivi dei consumi privati per 0,3 punti percentuali e dei consumi pubblici e degli investimenti entrambi per 0,2 punti percentuali. Negativi invece per 0,1 punti percentuali i contributi sia delle scorte, sia della domanda estera netta.
In ripresa dell’1,3% in termini congiunturali le ore lavorate, dello 0,8% le posizioni lavorative e dell’1,1% le unità di lavoro, mentre i redditi da lavoro dipendente pro-capite risultano stazionari.

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Fonte: Istat

Istat: il fatturato dei servizi nel I trimestre 2023

Istat: il fatturato dei servizi nel I trimestre 2023

Nel primo trimestre 2023 si registra, per il nono trimestre consecutivo, un incremento del fatturato delle imprese dei servizi, sia in termini congiunturali sia in termini tendenziali. Su base annua, la crescita maggiore si registra nei settori legati alla filiera del turismo, in ragione dei bassi livelli di attività registrati nel primo trimestre 2022 per il perdurare delle restrizioni legate alla crisi sanitaria. Rilevanti anche gli aumenti per le attività di commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli.
Sempre in termini tendenziali, si evidenzia una diminuzione del fatturato nel settore delle telecomunicazioni e in quello del magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti.

I servizi di vigilanza e investigazione registrano una variazione tendenziale (I trim. 2023/I trim. 2022) pari a +3.7%.

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Fonte: Istat

Siglata l’ipotesi di accordo per rinnovo del contratto collettivo della vigilanza privata e servizi fiduciari

Siglata l’ipotesi di accordo per rinnovo del contratto collettivo della vigilanza privata e servizi fiduciari.

Un risultato essenziale per il rilancio del settore.

30 maggio 2023 – È con grande soddisfazione che ASSIV, l’Associazione Italiana Vigilanza e Servizi Fiduciari, comunica di aver raggiunto l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto, dopo una lunga e complessa trattativa con tutte le parti coinvolte, e cioè con Fisascat, Filcams e Uiltucs, e con trattativa autonoma, con Ugl Sicurezza.  Si tratta di un obiettivo per il quale ASSIV si è spesa senza riserve, nella consapevolezza dell’importanza di un rinnovo oramai non più procrastinabile. Maria Cristina Urbano sottolinea come, dopo un decennio, tutte le sigle sindacali hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo, ricomponendo la frattura creatasi nel 2013, ponendo così le  basi per una rinnovata stagione di relazioni sindacali.

“Siamo convinti – ha affermato la Presidente di ASSIV, dott.ssa Maria Cristina Urbano – che il contratto in questione sia sostanzialmente migliorativo rispetto a quello scaduto da ben 8 anni, con indubbi e rilevanti vantaggi a favore dei nostri lavoratori, ai quali riconosciamo l’abnegazione e la professionalità con le quali svolgono quotidianamente il loro servizio a beneficio della comunità nazionale. Al contempo, le nuove previsioni contrattuali garantiscono la sostenibilità finanziaria per le nostre aziende, impegnate da oltre un decennio in un gravoso percorso di qualificazione e professionalizzazione che ha richiesto, e continuerà a richiedere, ingenti investimenti in formazione, strumenti e tecnologie”.

In estrema sintesi, il contratto prevede aumenti retributivi per complessivi 140 euro mensili entro aprile 2026, con un primo incremento pari a 50 euro a partire da giugno di quest’anno. È inoltre previsto un versamento, per le sole GPG, di una tantum di 400 euro, o, alternativamente in forme di welfare. Per le Guardie Private Giurate, ossia per il personale armato, viene rivista la tempistica per il passaggio di livello, riducendo a 18 mesi il servizio in permanenza al 6° livello e sempre 18 mesi per la promozione dal 6° livello al 5°, mentre viene azzerato il livello di ingresso F per i servizi fiduciari (non armati) e ridotta a 18 mesi la permanenza al livello E.

“L’accordo raggiunto – ha proseguito la dott.ssa Urbano – rappresenta un grande risultato, nella consapevolezza che il comparto della vigilanza privata, nonostante il ruolo sempre più importante rivestito dalla tecnologia, rimane uno dei settori maggiormente labour intensive della nostra economia, pur dovendosi confrontare costantemente con appalti pubblici che continuano a basarsi, insensatamente e contro le previsioni di legge, sul massimo ribasso. Il combinato disposto di questi due elementi e la normativa di settore, che impone alle aziende sempre maggiore qualificazione e capacità tecnico-organizzativa-finanziaria, ha ridotto nel tempo lo spazio di manovra per miglioramenti salariali che, pure, le aziende auspicano. Siamo pienamente convinti, tuttavia, che il nuovo contratto di lavoro contribuirà a migliorare in misura significativa le condizioni retributive dei nostri lavoratori, costituendo al contempo la premessa per un ulteriore rilancio del comparto. Comparto, è bene ricordarlo, incardinato nel sistema sicurezza del Paese e che svolge funzioni essenziali per l’intera economia nazionale”.

Nel riconoscere la disponibilità al confronto, a tratti aspro, dimostrata dalle rappresentanze sindacali del settore, ASSIV è convinta che l’accordo unitariamente raggiunto darà ulteriore spinta alla sempre maggiore qualificazione del comparto.

Scarica il comunicato stampa Assiv