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Inl: tutela dei lavoratori sul rischio legato ai danni da calore

Inl: tutela dei lavoratori sul rischio legato ai danni da calore

I rischi legati al caldo richiedono azioni da parte dei datori di lavoro per la tutela dei lavoratori. Le istruzioni sono contenute nella nota 5056/2023 dell’INL che contiene una rassegna dei settori particolarmente a rischio e gli interventi da adottare, passando per la possibile richiesta della cassa integrazione.

Scarica la nota INL 5056/2023

L’evoluzione della vigilanza privata: Sicurezza intervista il Presidente Assiv Maria Cristina Urbano

L’evoluzione della vigilanza privata: Sicurezza ne parla con il Presidente Assiv Maria Cristina Urbano e con il Vicepresidente Confedersicurezza Servizi, Antonello Villa.

Anche il mondo della vigilanza privata sta cambiando e richiede figure professionali con autonomia decisionale, capacità di assumersi maggiori responsabilità e che posseggano una combinazione di competenze normative, tecniche e informatiche. Insomma, un insieme articolato di conoscenze ed esperienze, che richiede impegno costante nell’aggiornamento e nella formazione.

Come è cambiata la richiesta nell’ambito della vigilanza privata e quali sono le principali caratteristiche che le figure professionali devono possedere per soddisfare le esigenze attuali del settore? Quali competenze e abilità sono considerate cruciali?

Ne abbiamo parlato con Maria Cristina UrbanoPresidente ASSIV, e Antonello Villa, Vicepresidente ConFedersicurezza e Servizi.

Per Maria Cristina Urbano “la vigilanza privata oggi non può più proporre semplici figure di sorveglianza ma risorse con una professionalità particolarmente elevata […], il cui compito è quello di gestire situazioni di rischio, sia attuale che potenziale, in tutti i contesti in cui siano chiamati ad operare: aziende, uffici pubblici, proprietà private, ma anche luoghi aperti al pubblico caratterizzati da grandi flussi di persone o da specifiche esigenze di sicurezza, nonché nei contesti urbani, in cui il concetto di sicurezza del cittadino è profondamente cambiato nel corso degli ultimi anni”.

La Urbano sottolinea come l’introduzione di professionalità articolate, capaci di rispondere prontamente alle esigenze sempre più alte di sicurezza sia oramai irreversibile e necessaria. Per elevare il livello generale della “cultura della sicurezza” sarebbe senz’altro utile l’impiego più incisivo della figura del security manager, per adesso obbligatoria per solo per gli istituti di Vigilanza Privata. “Pur non essendo ancora particolarmente diffusa, alcune organizzazioni complesse si stanno dotando di tale figura. Poche settimane fa il Friuli Venezia-Giulia ha deciso di istituire, per le infrastrutture critiche regionali, un profilo specifico professionale con il compito di gestire ’tutti i rischi di natura dolosa e/o criminosa, colposa o accidentale’ riguardanti un dato perimetro. Quindi tecnici informatici che abbiano le competenze per gestire i centri operativi degli IVP, che sempre più assomigliano a basi della NASA; e anche sic et simpliciter guardie particolari giurate beneficiarie di continua formazione professionale, capaci di gestire in autonomia situazioni a basso e medio rischio e che, anche grazie al recente rinnovo contrattuale, possano avere riscontri economici soddisfacenti.”

Antonello VillaVicepresidente ConFedersicurezza e Servizi, Vicepresidente del CoESS e Presidente del comitato Monitoring and Remote Surveillance, sostiene la necessità di integrare competenze umane e tecnologia : “La tecnologia – afferma – è una componente fondamentale di una corretta strategia di sicurezza, ma da sola non basta. Serve un mix bilanciato tra servizi di sicurezza professionali e tecnologia per una tutela dei beni efficace.” A ciò aggiunge una considerazione sulle professionalità del settore, oggi tanto più complesse e responsabilizzate da poter aspirare, con la dovuta preparazione, ad ambiti delicati quali la tutela delle persone. Afferma infatti: ”Ho volutamente omesso di riportare la tutela delle persone perché in Italia questo ambito ci è precluso, al contrario di quanto avviene nella maggior parte dei paesi dell’Unione Europea. In ConFedersicurezza e Servizi siamo convinti che, pur nel rispetto delle prerogative che lo Stato assegna in via esclusiva alle Forze dell’Ordine, siano individuabili degli ambiti operativi per i quali gli operatori della sicurezza, opportunamente formati e certificati, possano intervenire anche a tutela delle persone. ConFedersicurezza e Servizi sta compiendo ogni sforzo per stimolare il dibattito sul piano istituzionale per cogliere questo obiettivo, ne beneficerebbe sia la collettività, sia il nostro settore che amplierebbe la propria offerta con positive ricadute anche sul piano occupazionale. Premesso che quanto osservato sul nostro mercato nazionale non si discosta dai trend rilevati a livello europeo, la Vigilanza Privata è oggi impegnata nella Transizione Digitale in un mercato che, con maggior frequenza e competenza chiede servizi imperniati su sistemi di allarme, soprattutto video, controllati da remoto. Non stupisce quindi che le competenze digitali siano sempre più richieste, anche se nel 2021 ben il 76% delle aziende intervistate aveva difficoltà ad assumere personale con tali capacità”.

Nell’ambito della sicurezza, l’evoluzione delle tecnologie ha svolto un ruolo fondamentale nell’innovazione e nel miglioramento delle pratiche di sicurezza. In che modo le tecnologie avanzate di security danno supporto ai professionisti della vigilanza?

Per Maria Cristina Urbano, la tecnologia è complementare alle facoltà umane, permettendo, con opportuna preparazione, interventi più rapidi:“Il paradigma che caratterizza la vigilanza privata degli ultimi anni – afferma- è un connubio tra uomo e tecnologia. Un settore labour intensive come il nostro guarda a quanto l’innovazione può migliorare l’efficienza e l’efficacia della risposta a situazioni di pericolo: videosorveglianza avanzata, analisi predittiva del rischio, sensori multi-parametrici, sono tutte soluzioni che consentono una buona prevenzione e una maggior tempestività d’intervento. Per non parlare delle varie evoluzioni della video sorveglianza, come la video-analisi, un servizio di sicurezza ipertecnologico che sfrutta l’intelligenza artificiale per analizzare le immagini provenienti dalle telecamere ed è in grado di rilevare automaticamente eventi sospetti o comportamenti anomali. Proprio per questo, ASSIV osserva con grande interesse quanto sta accadendo a livello europeo sul regolamento per l’Intelligenza Artificiale, che avrà certamente ricadute concrete sul comparto della sicurezza, inoltre abbiamo avviato una intensa attività di sensibilizzazione nei confronti del Ministero dell’Interno per la autorizzazione all’uso di tecnologie quali la bodycam, che sicuramente innalzerebbero i livelli di sicurezza degli operatori”.

Anche per Antonello Villa l’intelligenza artificiale offre opportunità notevoli: “Si sono affacciate sul mercato della sicurezza tecnologie molto promettenti, come, ad esempio, sviluppi nell’analisi video consentiti dall’Intelligenza Artificiale. Il nostro settore vede nelle nuove frontiere tecnologiche l’opportunità per ampliare la propria offerta. L’idea alla base è che la sicurezza necessita di un nuovo approccio olistico piuttosto che l’attuale parcellizzazione tra le sue varie componenti. Questa l’idea che abbiamo cercato di spiegare in un libro bianco di cui sono stato promotore e coautore, realizzato dal CoESS in collaborazione con International Security Ligue, scaricabile sul sito CoESS (https://www.coess.org)

In seno a questo cambiamento abbiamo chiesto alle due Associazioni con quali prospettive parteciperanno a SICUREZZA quest’anno.

Con la consapevolezza che il settore della vigilanza privata, fino a pochi anni fa ritenuto capace di assolvere esclusivamente compiti routinari – riporta Urbano-, grazie al lavoro portato avanti da ASSIV e dai suoi associati può oggi a tutti gli effetti rivendicare un ruolo di prim’ordine all’interno del sistema di sicurezza del Paese.”

Villa, invece conclude, “Riconoscendo Fiera SICUREZZA quale evento leader di comparto, la nostra partecipazione ancora una volta vuole costituire un hub di informazione, discussione e confronto, ovviamente con la nostra base di associati, ma soprattutto rivolto agli stakeholders e tutti i visitatori presenti” 

Fonte: Sicurezza

Assegno di inclusione e Supporto per la formazione e il lavoro

Assegno di inclusione e Supporto per la formazione e il lavoro

Pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge 3 luglio 2023, n. 85 di conversione del decreto legge 4 maggio 2023, n. 48 – il cosiddetto Decreto Lavoro – recante “Misure urgenti per l’inclusione sociale e l’accesso al mondo del lavoro”. ll provvedimento contiene numerose azioni concrete rivolte a famiglie, lavoratori e imprese, con l’obiettivo di favorire e incentivare l’inclusione nel tessuto produttivo e l’accesso al mondo del lavoro. Fra queste, l’Assegno di inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro.

  • L’Assegno di inclusione
    Viene istituito dal primo gennaio 2024, come misura di contrasto alla povertà, fragilità ed esclusione sociale delle fasce deboli di popolazione, tramite l’attivazione di percorsi di inserimento sociale, formazione, lavoro e politiche attive del lavoro. Il contributo economico spetta a tutti i nuclei familiari caratterizzati dalla presenza di persone con disabilità, minori, over 60 o componenti in condizione di svantaggio, inseriti in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari. L’importo dell’assegno integra il reddito familiare fino alla soglia di 6mila euro annui moltiplicati per il corrispondente parametro della scala di equivalenza e il beneficio è erogato per massimo 18 mesi, rinnovabili,  per periodi ulteriori di 12 mesi previa sospensione di un mese. L’Assegno di inclusione deve essere richiesto telematicamente all’INPS o presso i CAF che sottoscriveranno apposita convenzione con l’INPS o presso i Patronati.
    Per maggiori dettagli clicca qui.
Il Supporto per la formazione e il lavoro
  • Si tratta di uno strumento attivo dal primo settembre 2023 e utilizzabile da parte di tutti i componenti tra i 18 e i 59 anni dei nuclei familiari con ISEE non superiore a 6mila euro (non aventi i requisiti per accedere all’Assegno di inclusione). Può essere utilizzato anche da componenti dei nuclei che percepiscono l’Assegno in particolari condizioni. Consiste nella partecipazione a progetti di formazione, qualificazione e riqualificazione professionale, orientamento, accompagnamento al lavoro e politiche attive del lavoro. La richiesta di accesso allo strumento deve avvenire telematicamente tramite la medesima piattaforma attivata per l’Assegno di inclusione. In seguito il richiedente viene convocato dai servizi per il lavoro per sottoscrivere un patto di servizio personalizzato e potrà così ricevere offerte di lavoro o inserirsi autonomamente in percorsi di formazione. L’interessato riceve inoltre 350 euro mensili, per un massimo di 12 mesi, per il periodo di partecipazione a progetti di formazione, di qualificazione e riqualificazione professionale, di orientamento, di accompagnamento al lavoro e di politiche attive del lavoro comunque denominate.
    Per maggiori dettagli clicca qui.

I controlliCon l’obiettivo di garantire a tutti cittadini un corretto utilizzo di queste nuove azioni a favore di inclusione sociale e accesso al mondo del lavoro sono previsti controlli coordinati tra Ispettorato Nazionale del Lavoro e Carabinieri. Inoltre l’Ispettorato avrà accesso a tutte le banche dati INPS. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali adotterà prontamente un piano triennale di contrasto all’irregolare percezione delle misure.

Informazioni e aggiornamenti sulle misure di inclusione e lavoro sono disponibili nell’area dedicata del portale istituzionale del Ministero del Lavoro e delle Politiche socialiPer saperne di piùscarica le slide

Fonte: Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali

Chiarimenti Inps sugli adempimenti previdenziali connessi alle misure di esonero per le assunzioni di giovani a tempo indeterminato e le trasformazioni a tempo indeterminato

Chiarimenti Inps sugli adempimenti previdenziali connessi alle misure di esonero per le assunzioni di giovani a tempo indeterminato e le trasformazioni a tempo indeterminato

Messaggio 10 luglio 2023, n. 2598: Chiarimenti in merito alle circolari n. 57 del 22 giugno 2023 e n. 58 del 23 giugno 2023

Con la circolare n. 57 del 22 giugno 2023 sono state fornite indicazioni per la gestione degli adempimenti previdenziali connessi alle misure di esonero per le assunzioni di giovani a tempo indeterminato e le trasformazioni a tempo indeterminato, previste dai seguenti articoli:

  • articolo 1, comma 297, della legge 29 dicembre 2022, n. 197 (legge di Bilancio 2023), per le assunzioni/trasformazioni effettuate dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023;
  • articolo 1, comma 10, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, per le assunzioni effettuate nel secondo semestre dell’anno 2022.

Al paragrafo 9, Modalità di esposizione dei dati relativi alla fruizione degli esoneri nella sezione <PosContributiva> del flusso Uniemens, in particolare, è stato precisato che, relativamente alle assunzioni/trasformazioni effettuate tra il 1° luglio 2022 e il 31 dicembre 2022, restano ferme le indicazioni per la fruizione dell’esonero di cui alla legge di Bilancio 2021, già fornite con il messaggio n. 3389 del 7 ottobre 2021, misura successivamente prorogata come illustrato nel  messaggio n. 403 del 26 gennaio 2022.

Per quanto attiene al recupero dell’esonero per le mensilità pregresse, si precisa che la valorizzazione dell’elemento <AnnoMeseRif> decorrente dal mese di assunzione o trasformazione (che deve essere stata effettuata nel periodo 1° luglio 2022 – 31 dicembre 2022) e fino al mese di giugno 2023, può essere effettuata esclusivamente nei flussi Uniemens di competenza di luglio 2023, agosto 2023, settembre 2023 e ottobre 2023.

Al paragrafo 11, Datori di lavoro agricoli. Modalità di esposizione dei dati relativi alla fruizione degli esoneri nella sezione <ListaPosAgri> del flusso Uniemens, è stato evidenziato che per il recupero dell’incentivo relativo alle assunzioni/trasformazioni effettuate nell’anno 2022 e nell’anno 2023 deve essere valorizzato l’elemento <CodAgio> con i rispettivi codici “E3”, “E4”, “U3” e “U4”.

Con riferimento alle assunzioni/trasformazioni effettuate tra il 1° luglio 2022 e il 31 dicembre 2022, si precisa che i <CodAgio> “E3” ed “E4” devono essere valorizzati per il recupero dei periodi pregressi che decorrono dal mese di assunzione/trasformazione (a partire dal 1° luglio 2022 fino al 31 dicembre 2022) fino al mese di giugno 2023.

Relativamente alle assunzioni/trasformazioni effettuate tra il 1° gennaio 2023 e il 30 giugno 2023, si precisa che i <CodAgio> “U3” e “U4” devono essere valorizzati per il recupero dei periodi pregressi che decorrono dal mese di assunzione/trasformazione fino al mese di giugno 2023.

Si specifica, inoltre, che i suddetti <CodAgio>, possono essere valorizzati esclusivamente nelle denunce di competenza settembre 2023, da inviare entro la scadenza del terzo periodo di trasmissione 2023 (cfr. la circolare n. 65 del 10 maggio 2019).

Si precisa che le quote di esonero spettanti dal mese di luglio 2023 non possono essere considerate ed esposte come quote arretrate.

Con la circolare n. 58 del 23 giugno 2023 sono state fornite indicazioni per la gestione degli adempimenti previdenziali connessi alle misure di esonero per le assunzioni di donne lavoratrici svantaggiate disciplinate dai seguenti articoli:

  • articolo 1, comma 298, della legge di Bilancio 2023, per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2023;
  • articolo 1, comma 16, della legge di Bilancio 2021, per le assunzioni effettuate dal 1° luglio 2022 al 31 dicembre 2022.

Al paragrafo 9 della citata circolare, Modalità di esposizione dei dati relativi alla fruizione degli esoneri nella sezione <PosContributiva> del flusso Uniemens, è stato precisato che, relativamente alle assunzioni/trasformazioni effettuate tra il 1° luglio 2022 e il 31 dicembre 2022, restano ferme le indicazioni per la fruizione dell’esonero di cui alla legge di Bilancio 2021, già fornite con il messaggio n. 3809 del 5 novembre 2021, misura successivamente prorogata come chiarito dal messaggio n. 403/2022.

Per quanto attiene al recupero del pregresso, anche in questo caso, si precisa che la valorizzazione dell’elemento <AnnoMeseRif> con riferimento ai mesi pregressi dal mese di assunzione/trasformazione (che deve decorrere nel periodo compreso tra il 1° luglio 2022 e il 31 dicembre 2022) e fino al mese di giugno 2023, può essere effettuata esclusivamente nei flussi Uniemens di competenza di luglio 2023, agosto 2023, settembre 2023 e ottobre 2023.

Al paragrafo11, Datori di lavoro agricoli. Modalità di esposizione dei dati relativi alla fruizione degli esoneri nella sezione <ListaPosAgri> del flusso Uniemens,è stato evidenziato che per il recupero dell’incentivo relativo alle assunzioni/trasformazioni nell’anno 2022 e nell’anno 2023 deve essere valorizzato l’elemento <CodAgio> con i rispettivi codici “3K” e “4K”.

Con riferimento alle assunzioni/trasformazioni effettuate tra il 1° luglio 2022 e il 31 dicembre 2022, si precisa che il <CodAgio> “3K” deve essere valorizzato per il recupero dei periodi pregressi che decorrono dal mese di assunzione/trasformazione (a partire dal 1° luglio 2022 fino al 31 dicembre 2022) fino al mese di giugno 2023.

Relativamente alle assunzioni/trasformazioni effettuate tra il 1° gennaio 2023 e il 30 giugno 2023, si precisa che il <CodAgio> “4K” deve essere valorizzato per il recupero dei periodi pregressi che decorrono dal mese di assunzione/trasformazione fino al mese di giugno 2023.

Si specifica, inoltre che, entrambi i suddetti CodAgio, possono essere valorizzati esclusivamente nelle denunce con competenza settembre 2023 da inviare entro la scadenza del terzo periodo di trasmissione 2023 (cfr. la circolare n. 65/2019).

Si precisa che le quote di esonero spettanti dal mese di luglio 2023 non possono essere considerate ed esposte come quote arretrate.

Infine, nelle citate circolari, nei rispettivi paragrafi 7, Compatibilità con la normativa in materia di aiuti di Stato, è stato previsto che, con specifico riferimento alle assunzioni a scopo di somministrazione, le agevolazioni verranno registrate nel Registro Nazionale degli aiuti di Stato e l’onere di non superare il massimale sarà a carico dell’agenzia di somministrazione. Al riguardo, a parziale rettifica di quanto riportato, si precisa che, in virtù di quanto già disciplinato dall’articolo 31, comma 1, lett. e), del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, nonché in aderenza alle specifiche modalità di implementazione delle denunce dettagliate nelle citate circolari, in forza delle quali le agenzie di somministrazione devono indicare la matricola o il codice fiscale dell’utilizzatore, si precisa che l’onere di non superare il massimale previsto dal Temporary Crisis and Transition Framework sarà a carico dell’utilizzatore e non dell’agenzia di somministrazione.

Scarica il messaggio INPS 10 luglio 2023, n. 2598